C’è chi vede un luogo e ne misura soprattutto le difficoltà. E c’è chi, invece, riesce a intravedere quello che potrebbe diventare.
È questa la prospettiva con cui Giuseppe Fiusco ha scelto di affrontare la nuova sfida imprenditoriale legata alla gestione dell’Isola di San Pietro, uno dei luoghi più suggestivi e simbolici del territorio tarantino.
Una scelta che Fiusco interpreta non semplicemente come la gestione di una struttura turistica, ma come l’opportunità di dare vita a un progetto capace di coniugare impresa, innovazione e valorizzazione del territorio. Per lui, l’Isola di San Pietro rappresenta un punto di partenza: un potenziale volano turistico, inserito in un contesto dalla forte identità storica e militare.
È proprio questa capacità di guardare oltre la semplice attività economica a caratterizzare il suo percorso.
Fiusco arriva infatti a questa nuova esperienza dopo anni di attività imprenditoriale e dopo un percorso che ha avuto nel Molo Santa Lucia uno dei suoi capitoli più significativi. Un progetto che, nella sua visione, ha dimostrato come anche una realtà segnata da anni di difficoltà possa essere trasformata attraverso investimenti, innovazione e soprattutto attraverso le persone.
Dal 2016 al maggio 2026, durante la sua gestione del Molo Santa Lucia, Fiusco racconta di aver introdotto interventi di restyling e innovazione tecnologica, ma soprattutto di aver creato occupazione. Da una realtà priva di dipendenti si è arrivati a sette lavoratori, con una particolare attenzione alla continuità occupazionale e alla formazione acquisita negli anni.
È un elemento che aiuta a comprendere la filosofia con cui oggi affronta l’Isola di San Pietro.
Per Fiusco, infatti, un’impresa non può essere soltanto una macchina destinata a produrre profitto. Al centro ci sono le persone, l’entusiasmo e la capacità di costruire un ambiente nel quale lavorare possa diventare anche un’esperienza positiva.
“Lavorare divertendoci” è uno dei concetti che sintetizzano maggiormente la sua filosofia. L’obiettivo è trasferire ai collaboratori quell’entusiasmo che, secondo Fiusco, deve poi arrivare inevitabilmente anche al cliente e al visitatore.
L’Isola come una nuova esperienza
Ed è proprio sull’Isola di San Pietro che questa filosofia sembra trovare una delle sue espressioni più ambiziose.
I primi interventi sono stati orientati a cambiare immediatamente la percezione degli spazi: colore, rinnovamento, nuove piante e specie arboree, con l’obiettivo di creare un’immagine più viva e accogliente.
Ma dietro l’aspetto estetico c’è una visione più ampia.
Fiusco immagina l’isola come un luogo capace di offrire esperienze differenti, attraverso eventi, musica, ristorazione e iniziative che possano attirare visitatori e trasformare la permanenza sull’isola in qualcosa di più di una semplice giornata al mare.
Tra le idee già immaginate ci sono serate esclusive con collegamenti via mare attraverso una motonave, permettendo agli ospiti di raggiungere l’isola, cenare, assistere a un’esibizione dal vivo e rientrare successivamente a Taranto. L’obiettivo dichiarato è semplice: proporre qualcosa di nuovo, capace di far parlare dell’isola.
Un’isola accessibile
All’interno del progetto trova spazio anche un tema particolarmente importante: l’accessibilità.
La nuova gestione ha infatti previsto un mezzo elettrico a emissioni zero destinato a consentire alle persone con disabilità di raggiungere la spiaggia dal pontile dove attracca la motonave.
Un intervento che va oltre il semplice servizio e che inserisce l’inclusività all’interno della strategia di sviluppo della struttura.
È un altro elemento che racconta la volontà di Fiusco di costruire una realtà turistica nella quale la qualità non venga misurata soltanto dall’estetica o dall’offerta commerciale, ma anche dalla capacità di rendere l’esperienza realmente fruibile.
La sfida di cambiare il racconto di Taranto
Il progetto sull’Isola di San Pietro si inserisce, nella visione dell’imprenditore, in una sfida ancora più grande: contribuire a modificare il modo in cui Taranto viene raccontata e percepita.
Per Fiusco, la città deve riuscire a superare un’immagine troppo spesso associata esclusivamente all’industria, all’inquinamento e alla disoccupazione e tornare a valorizzare anche le proprie potenzialità turistiche.
Ma, secondo l’imprenditore, questo cambiamento non può essere affidato esclusivamente alle aziende. Serve una partecipazione più ampia della comunità, perché lo sviluppo del territorio richiede il contributo sia di chi investe sia di chi quel territorio lo vive quotidianamente.
È qui che la sua esperienza imprenditoriale assume anche una dimensione personale.
Fiusco parla della necessità di tornare ad avere coraggio, di non rassegnarsi alla disoccupazione e alla dipendenza dai sostegni economici, ma di recuperare la capacità di immaginare un futuro diverso.
La motivazione più forte, però, è la famiglia. Il desiderio è quello di costruire una Taranto nella quale i giovani non siano costretti a partire per trovare opportunità, ma possano scegliere di restare perché nella propria città esistono lavoro, impresa e possibilità.
Una visione che guarda lontano
La prospettiva di Fiusco sull’Isola di San Pietro non si ferma alla stagione in corso.
Nella sua immaginazione c’è un’isola più vissuta, capace di attrarre imbarcazioni, visitatori ed eventi di grande richiamo, pur mantenendo quella protezione e quella particolare identità che ne hanno preservato il patrimonio nel corso degli anni.
L’ambizione è quella di trasformare San Pietro in una vera destinazione, senza snaturarla: valorizzarla, ampliarne le possibilità di fruizione e farla conoscere sempre di più.
Una sfida complessa, ma che Fiusco sembra voler affrontare con la stessa impostazione che ha caratterizzato il suo percorso imprenditoriale: investire, innovare e soprattutto avere una visione.
Ed è proprio quando gli viene chiesto quale ricordo vorrebbe lasciare tra qualche anno che emerge con maggiore chiarezza il senso della sua nuova avventura.
Non soltanto aver gestito un’attività. Non soltanto aver realizzato un investimento.
Ma aver cambiato l’Isola di San Pietro.
“Ho portato innovazione”, è il concetto con cui Fiusco sintetizza la propria ambizione, insieme alla volontà di portare qualità nel cibo, nel lavoro e nei servizi, attenzione alla disabilità, musica e colore.
In definitiva, la scommessa di Giuseppe Fiusco è soprattutto questa: dimostrare che anche un luogo dalla storia particolare e dai vincoli altrettanto particolari può diventare terreno fertile per una nuova idea di impresa e di turismo.
L’Isola di San Pietro, nella sua visione, non deve essere semplicemente un posto da visitare.
Deve diventare un’esperienza.
E se il tempo dirà quale sarà il risultato definitivo di questa nuova gestione, una cosa appare già evidente: Fiusco non è arrivato sull’isola con l’intenzione di limitarsi ad amministrarla.
È arrivato con l’ambizione di lasciare il segno.

Giuseppe Fiusco e la nuova sfida dell’Isola di San Pietro: “Voglio lasciare un segno incisivo”
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