13 Settembre 2026 - Ore
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Lazio, gioco pubblico in crescita. Ecco le novità normative

Con la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale è infatti entrata in vigore la modifica alla normativa regionale contenuta nella Legge di […]

Con la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale è infatti entrata in vigore la modifica alla normativa regionale contenuta nella Legge di Assestamento di Bilancio. Si tratta della famigerata norma del Distanziometro, che sancisce per l’apertura di nuove sale da gioco una distanza non inferiore a 250 metri da aree sensibili come istituti scolastici, centri giovanili, strutture sanitarie, luoghi di culti.

Una misura fortemente voluta dalla giunta regionale, che non ha mancato di suscitare polemiche e dibattimenti. L’aspetto fondamentale, quando ci si trova a cambiare le regole e a riformare un settore, è sempre quello di studiare il contesto sociale con cui si ha a che fare, per capire abitudini e profili degli utenti. È quanto successo ad esempio in Grecia, dove a marzo scorso è stata condotta una ricerca a livello nazionale proprio con l’obiettivo di fotografare le caratteristiche e i comportamenti dei giocatori. Il tutto a partire da una domanda: c’è una correlazione tra il modo di giocare di un utente e il suo profilo socioeconomico?

Quello che emerge dalla ricerca, che ha visto protagoniste oltre tre mila persone su tutto il territorio greco, è una risposta negativa, senza grandi differenze tra le quattro categorie individuate per situazione finanziaria. Nello specifico si legge che la percentuale di giocatori attivi per almeno 9 euro di spesa al mese è sempre intorno al 60%, che si tratti di famiglie benestanti o famiglie in povertà. Guardando alla fetta di spesa tra i 50 e i 100 euro la percentuale invece scende e oscilla tra il 5.3% al 7.1%.

A giocare poi un ruolo di primo piano in questo mercato è il più popolare strumento di ingresso alle piattaforme di gioco, rappresentato dal bonus senza deposito. capace di attirare le attenzioni di un target nuovo di utenti e di giocatori.  Così, ad esempio, si arriva in Grecia ad una percentuale di oltre l’86% di giocatori che gioca almeno un’ora alla settimana, mentre la fetta più appassionata, che passa online dalle 6 alle 10 ore ogni sette giorni, è di appena l’1.5%.

Sono dati importanti, che possono sembrare muti o poco utili ma che invece nascondono preziose informazioni per la categoria e per le istituzioni. Ed è da questi che si deve partire per riformare il settore. Un riordino che è sempre più urgente, nel Lazio come in Italia.

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