Esattamente il 4 luglio di vent’anni fa, un giovane milanese di nome Cristian decide di lasciare la frenesia della metropoli lombarda per trasferirsi nella Città Bella. Con quale obiettivo? Aprire un’attività commerciale. Ma non il solito bar, non l’ennesimo ristorante di pesce o negozio di souvenir. Cristian voleva una sfida vera, qualcosa di inesplorato. Così, in un territorio dove il sesso era ancora un argomento da trattare rigorosamente a porte chiuse, inaugura “Sottosopra”: un sexyshop.
Oggi, vent’anni dopo, ci sediamo a chiacchierare con lui nel suo locale. L’atmosfera è lontana anni luce dagli ambienti squallidi dei decenni passati. Non ci sono più luci basse, tendine rosse, montagne di DVD. Sottosopra è uno spazio elegante, profumato, accogliente. Una vera e propria Love Boutique.
Imbarazzi iniziali e diffidenza
“All’inizio mi prendevano per pazzo,” racconta Cristian con un sorriso che sa di chi ce l’ha fatta. “Chi conosceva la mia idea cercava di farmi desistere. Mi dicevano che al Sud un’attività del genere non avrebbe mai avuto appeal, che avrei chiuso nel giro di pochi mesi. Ma quello servì solo come ulteriore stimolo”.
La ricerca del locale fu chirurgica, serviva un posto discreto, lontano dallo struscio principale, per tutelare la privacy di una clientela ancora non abituata. L’inaugurazione fu un evento a dir poco… intimo. “C’era pochissima gente. Qualcuno non lo sapeva, ma la maggior parte non venne per puro imbarazzo”.
Eppure, il bisogno c’era. Fino ai primi anni ’90 a Gallipoli c’era stato un cinema a luci rosse, un luogo oggettivamente pieno di quello squallore che per decenni ha accompagnato l’eros, ma di cui nessuno si lamentava. Il salto verso un negozio luminoso e moderno, però, richiedeva tempo.
I primi anni sono stati molto divertenti, racconta Cristian con affetto, soprattutto per gli aneddoti di chi, pur di entrare, inventava le scuse più surreali. “Ancora oggi rido ripensando a quelli che entravano, guardavano i sex toys colorati esposti e pur di non ammettere di essere lì di proposito, mi chiedevano: “Scusi, ma è un parrucchiere?”. E con quella scusa, ovviamente, si facevano tutto il giro del negozio a curiosare.
Poi c’era quello che comprava per l’amico, tenendo a sottolineare più e più volte che non fosse per lui. E poi le anziane signore del posto, che entravano facendo finta di vederci poco e facendo le vaghe, salvo poi passare in rassegna ogni singolo prodotto. Quante risate! Una volta una nonnina si è fermata davanti a un vibratore di ultima generazione e dopo averlo acceso ha iniziato a fare apprezzamenti e complimenti ad alta voce. Quando ero ragazza io non c’erano tutti questi giocattoli, lamentava!”
2010: iniziano i primi cambiamenti
Il vero punto di svolta, racconta Cristian, è arrivato intorno al 2010. Il mercato globale dei sex toys ha iniziato a cambiare pelle e Sottosopra ha cavalcato l’onda. I cataloghi si sono riempiti di oggetti di design, realizzati in silicone medicale soffice, ricaricabili tramite USB, oggi azionabili anche tramite app, dai colori pastello accattivanti.
“Quelli che prima venivano classificati, anche giustamente, come oggetti un po’ volgari e sporchi, hanno lasciato il posto a dispositivi che sembrano veri e propri oggetti di design. Quelli in vetro, in particolare, vengono spesso acquistati come regalo e possono perfino sembrare dei semplici oggetti d’arredo o dei fermacarte”, spiega. “L’abbandono della classica forma fallica ha permesso a questi toys di entrare nei comodini di migliaia di coppie senza imbarazzo. Il sexyshop si è trasformato in una Love Boutique, un luogo dove il benessere di coppia è al centro di tutto.”
L’ovetto vibrante su TikTok
Se c’è un prodotto che ha segnato un’epoca recente è sicuramente l’ovetto vibrante telecomandato. Grazie anche ai social e di TikTok in primis, l’età media di chi si approccia a questi articoli si è abbassata. Ma non è solo un gioco goliardico da usare al mare o al ristorante per i famosi Reel.
“L’ovetto è un segreto che appartiene solo alla coppia,” sottolinea Cristian con l’esperienza di chi ascolta confessioni da vent’anni. “A volte ci si ritrova a fare sesso in modo meccanico, quasi per inerzia. I toys rompono questa routine. Quando un partner regala un gioco all’altro, in realtà sta dicendo: ‘Ti regalo il mio tempo. Giochiamo, mi dedico a noi’. Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo”.
I toys diventano così un pretesto per parlarsi. Come va? Cambio intensità? Proviamo in un altro modo? “Ho parlato con coppie sposate da trent’anni che avevano perso la scintilla semplicemente perché mancava il dialogo in camera da letto. Questi strumenti aprono alla confidenza, smorzano le ansie da prestazione, in particolare quelle maschili e aiutano a scoprire nuove zone erogene sparse per tutto il corpo”.
Dal gioco al benessere sessuale
L’evoluzione di Sottosopra non si è fermata al gioco. Oggi il negozio di Cristian è un presidio di benessere sessuale a tutto tondo. Sugli scaffali si possono trovare tanti prodotti utili al benessere, il negozio collabora stabilmente con ginecologi e fisioterapiste per supportare l’importanza e la salute del pavimento pelvico sia delle donne che degli uomini.
Un tema su cui Cristian si illumina di orgoglio è quello dell’inclusività. Negli ultimi anni è aumentata esponenzialmente l’affluenza di clienti con disabilità. “Tutti hanno diritto al piacere,” afferma con forza. Proprio per questo, Sottosopra ha inaugurato una collaborazione con Max Ulivieri, fondatore di LOVEGIVER, l’associazione che si batte in Italia per il riconoscimento degli assistenti sessuali per persone con disabilità, supportando iniziative importanti come il festival #NOTABOO.
Il benessere sessuale sottovalutato
Oggi Sottosopra vanta una clientela fidelizzata che parte da Lecce, Brindisi, Taranto e arriva fino ai tantissimi turisti che ogni estate tornano a Gallipoli anche per scoprire le novità portate da Cristian dalla fiera EROFAME di Barcellona. Cristian stesso è diventato un divulgatore, attivo su Reddit, Quora e X, dove mette a disposizione la sua esperienza ventennale per rispondere a dubbi e curiosità.
“La sessualità andrebbe rivalutata e sdoganata definitivamente”, conclude Cristian. “Dovremmo prenderci più cura della nostra vita sessuale e creare una routine, come andare dal parrucchiere, dall’estetista o a farci un massaggio. È altrettanto importante e gratificante”.
Insomma, se capitate a Gallipoli, fateci un salto. In neogzio non troverete il solito commerciante ma un vero e proprio consulente del benessere. E chissà, magari scoprirete che per rimettere le cose al loro posto, a volte basta metterle “Sottosopra“.

Non Chiamatelo Sexyshop: Come una “Love Boutique” ha Rivoluzionato il Costume a Gallipoli in 20 Anni
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