Il “pacco da giù” è diventata ormai una tradizione radicata nella cultura italiana, soprattutto nelle regioni del sud Italia, tra cui ovviamente la Puglia.
Non stiamo parlando di un semplice pacco, bensì di qualcosa che va al di là le spedizioni di beni necessari a chi vive lontano da casa.
Rappresenta, invece, il legame profondo tra chi è rimasto nella propria terra natale e chi, per ragioni di studio o professionali, ha scelto di trasferirsi al Nord o addirittura all’estero.
Il “pacco da giù”, dunque, oltre a rappresentare una buona percentuale delle intere spedizioni dalla Puglia, per i pugliesi è una vera e propria dichiarazione d’amore, un atto semplice ma significativo, per cercare di colmare le migliaia di chilometri di distanza e mantenere le radici con la terra d’origine.
Le origini del “pacco da giù”
L’attitudine a spedire quello che oggi chiamiamo il “pacco da giù” vanta delle radici profondissime, le quali si collocano storicamente nel periodo in cui molti lasciavano il Meridione per cercare fortuna al nord.
In particolare negli anni ’60, molti pugliesi e meridionali in generale si trasferirono nelle città industrializzate del Nord in cerca di occupazione, nella speranza di vivere una vita più agiata.
Le famiglie degli immigrati, così, si diffuse l’usanza di spedire prodotti tradizionali del proprio territorio: olio, vino, formaggi e salumi lavorati in loco.
In questo modo le famiglie pugliesi conservavano con i propri cari lontani un legame con la terra d’origine, oltre che garantire del cibo genuino.
Il “pacco da giù”, così, negli anni è diventato un simbolo di collegamento con il proprio passato, e la propria terra, lasciato momentaneamente alle spalle.
Cosa contiene il “pacco da giù” in partenza dalla Puglia?
Anche se siamo nel 2025, la tradizione del “pacco da giù” persiste in migliaia di famiglie di lavoratori e studenti fuorisede pugliesi.
Il contenuto del “pacco da giù” cambia a seconda del periodo dell’anno, ma ci sono alcuni prodotti che non mancano mai.
Tra i più rappresentativi troviamo salumi, formaggi, pasta fatta a mano, olio extravergine d’oliva, ortaggi di stagione e tante altre prelibatezze tipiche della tradizione pugliese.
Anche la preparazione del “pacco da giù” è una sorta di rituale che coinvolge l’intera famiglia. Le mamme e le nonne, nonché le altre figure femminili di casa, sono le protagoniste assolute.
Sono loro che guidano l’intero rituale, e selezionano con estrema cura i prodotti alimentari da confezionare, in maniera tale che non si danneggino durante il viaggio.
Tutti i prodotti vengono confezionati con dei materiali antiurto quale polistirolo e pluriball, particolarmente adatti per avvolgere vasetti in vetro. Nel caso delle bottiglie contenenti olio o vino, poi, spesso vengono utilizzate le cantinette in pluriball.
Per gli studenti e i lavoratori pugliesi chi vivono lontano dalla loro cara regione, ricevere il “pacco da giù” equivale a vivere un momento di gioia e commozione.
Aprirlo significa rivivere i sapori e i profumi dell’infanzia, condividere con amici e coinquilini le proprie tradizioni e sentirsi, anche solo per un momento, letteralmente a casa e avvolti dall’affetto dei propri cari.

Fuorisede ma orgogliosamente pugliesi: quanto è importante il “pacco da giù”?
Il “pacco da giù” è diventata ormai una tradizione radicata nella cultura italiana, soprattutto nelle regioni del sud Italia, tra cui ovviamente la Puglia.
Non stiamo parlando di un semplice pacco, bensì di qualcosa che va al di là le spedizioni di beni necessari a chi vive lontano da casa.
Rappresenta, invece, il legame profondo tra chi è rimasto nella propria terra natale e chi, per ragioni di studio o professionali, ha scelto di trasferirsi al Nord o addirittura all’estero.
Il “pacco da giù”, dunque, oltre a rappresentare una buona percentuale delle intere spedizioni dalla Puglia, per i pugliesi è una vera e propria dichiarazione d’amore, un atto semplice ma significativo, per cercare di colmare le migliaia di chilometri di distanza e mantenere le radici con la terra d’origine.
Le origini del “pacco da giù”
L’attitudine a spedire quello che oggi chiamiamo il “pacco da giù” vanta delle radici profondissime, le quali si collocano storicamente nel periodo in cui molti lasciavano il Meridione per cercare fortuna al nord.
In particolare negli anni ’60, molti pugliesi e meridionali in generale si trasferirono nelle città industrializzate del Nord in cerca di occupazione, nella speranza di vivere una vita più agiata.
Le famiglie degli immigrati, così, si diffuse l’usanza di spedire prodotti tradizionali del proprio territorio: olio, vino, formaggi e salumi lavorati in loco.
In questo modo le famiglie pugliesi conservavano con i propri cari lontani un legame con la terra d’origine, oltre che garantire del cibo genuino.
Il “pacco da giù”, così, negli anni è diventato un simbolo di collegamento con il proprio passato, e la propria terra, lasciato momentaneamente alle spalle.
Cosa contiene il “pacco da giù” in partenza dalla Puglia?
Anche se siamo nel 2025, la tradizione del “pacco da giù” persiste in migliaia di famiglie di lavoratori e studenti fuorisede pugliesi.
Il contenuto del “pacco da giù” cambia a seconda del periodo dell’anno, ma ci sono alcuni prodotti che non mancano mai.
Tra i più rappresentativi troviamo salumi, formaggi, pasta fatta a mano, olio extravergine d’oliva, ortaggi di stagione e tante altre prelibatezze tipiche della tradizione pugliese.
Anche la preparazione del “pacco da giù” è una sorta di rituale che coinvolge l’intera famiglia. Le mamme e le nonne, nonché le altre figure femminili di casa, sono le protagoniste assolute.
Sono loro che guidano l’intero rituale, e selezionano con estrema cura i prodotti alimentari da confezionare, in maniera tale che non si danneggino durante il viaggio.
Tutti i prodotti vengono confezionati con dei materiali antiurto quale polistirolo e pluriball, particolarmente adatti per avvolgere vasetti in vetro. Nel caso delle bottiglie contenenti olio o vino, poi, spesso vengono utilizzate le cantinette in pluriball.
Per gli studenti e i lavoratori pugliesi chi vivono lontano dalla loro cara regione, ricevere il “pacco da giù” equivale a vivere un momento di gioia e commozione.
Aprirlo significa rivivere i sapori e i profumi dell’infanzia, condividere con amici e coinquilini le proprie tradizioni e sentirsi, anche solo per un momento, letteralmente a casa e avvolti dall’affetto dei propri cari.
© Riproduzione riservata