27 Novembre 2022 - Ore
Salute

La ricerca clinica in soccorso della spesa sanitaria pubblica

Si tratta del primo studio a livello mondiale in ambito gastroenterologico e dimostra che per 1 euro speso dal SSN se ne risparmiano 3,67

Migliorare l’assistenza ai pazienti, garantire terapie innovative più efficaci, migliorare la loro qualità di vita ma allo stesso tempo risparmiare sui costi della spesa sanitaria oggi non è più una chimera. E’ questo il sorprendente risultato di uno studio recentemente divulgato dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Gastroenterologia “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte compiuto su pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) arruolati in studi clinici “profit”. Una ricerca durata oltre due anni che ha visto, a fronte di una spesa da parte del SSN di circa 40.000 euro, un risparmio di quasi 630.000 dovuto alla copertura dei costi per la spesa farmaceutica e le prestazioni mediche da parte delle aziende farmaceutiche sponsor degli studi clinici.

“E’ un risultato eclatante – spiega il Direttore Scientifico prof. Gianluigi Giannelli – perché si tratta del primo studio a livello mondiale in ambito gastroenterologico e dimostra che per 1 euro speso dal SSN se ne risparmiano 3,67 mentre i dati presenti nella letteratura internazionale ottenuti da studi condotti prevalentemente in ambito oncologico riportano un risparmio non superiore a 3 euro”.

La ricerca clinica, quindi, non solo come strumento di innovazione a livello assistenziale, ma che genera anche un valore aggiunto per il territorio in termini di indotto e di occupazione per le nuove figure professionali richieste. Un modello virtuoso di sanità, valorizzata ed alimentata da un’intensa attività di ricerca a vantaggio dei pazienti e dell’intera comunità in termini di risorse economiche.

“Un polo di eccellenza dove la ricerca è il cardine per sperimentare ed individuare nuove strategie per ottimizzare l’assistenza ed esportare queste “best practices” nel territorio, nel pieno rispetto dei compiti che il Ministero della Salute affida agli Irccs. E’ questa l’attività che si svolge all’interno del “de Bellis” dove – continua Giannelli – declinando quotidianamente con rigorosa applicazione il metodo scientifico siamo riusciti in questi anni a raggiungere traguardi importanti, come essere stati i primi in Puglia a poter effettuare studi clinici di fase 1, essere attualmente l’unico centro dove è in corso una sperimentazione di questo tipo sul tumore del colon o essere l’unico centro meridionale nel coordinamento nazionale del progetto PNRR di trasferimento tecnologico, solo per restare nell’ambito della ricerca clinica”.

“E’ un risultato in linea con la nostra missione nel volerci metterci sempre al servizio della comunità, pur sapendo che la strada da percorrere per rispondere a tutte le esigenze del cittadino è ancora lunga”, sottolinea il Direttore Generale Tommaso Stallone.

Per il presidente del Consiglio di Indirizzo e Verifica del  “de Bellis“, Enzo Delvecchio, si tratta di “un modello da perseguire ed esportare nella sanità pugliese per i riflessi positivi che sviluppa e gli importanti spunti di riflessione che offre anche in ambito di farmaco economia”.

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