Si è svolto il 17 giugno, presso la sede di CNA Puglia, un incontro dedicato alle prospettive di sviluppo dell’agroalimentare pugliese, alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli, del direttore del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone, della vicepresidente nazionale CNA, Rosamaria Derosa e del presidente di CNA Puglia Daniele Del Genio.
Ad aprire i lavori è stato il presidente Daniele Del Genio, che ha dato il benvenuto ai rappresentanti della Regione sottolineando il costante impegno di CNA nel sostenere le imprese associate e nel favorire occasioni di confronto diretto con le istituzioni.
Del Genio ha evidenziato come una parte significativa delle imprese rappresentate dall’associazione operi nella trasformazione agroalimentare, in particolare nei comparti lattiero-caseario e delle produzioni agricole, e come sia fondamentale accompagnarle nei processi di crescita, innovazione e valorizzazione delle produzioni locali.
Nel suo intervento, la vicepresidente nazionale CNA Rosamaria Derosa ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico delle piccole e medie imprese della trasformazione agroalimentare, evidenziando la necessità di rafforzare il legame tra produzione agricola, trasformazione e mercato, creando condizioni favorevoli agli investimenti e alla crescita delle filiere territoriali.
L’assessore Paolicelli, portando i saluti del presidente della Regione Puglia, ha illustrato la strategia regionale per lo sviluppo del comparto agricolo e agroalimentare, ponendo particolare attenzione al tema della trasformazione dei prodotti agricoli come leva fondamentale per generare valore aggiunto, aumentare la competitività delle imprese e rafforzare il posizionamento delle eccellenze pugliesi sui mercati.
Le opportunità dei nuovi bandi regionali
Nel corso dell’incontro sono state presentate le principali misure del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR), con l’obiettivo di sostenere investimenti, innovazione, ricambio generazionale e sviluppo delle filiere.
Particolare attenzione è stata dedicata al bando SRD13 – “Filiere di Puglia”, in scadenza il prossimo 16 luglio, destinato alle imprese della trasformazione agroalimentare.
La misura prevede contributi a fondo perduto fino al 50% per le PMI e fino al 25% per le grandi imprese, a sostegno di investimenti compresi tra 200 mila e 4 milioni di euro.
Le risorse potranno essere utilizzate per ampliamenti produttivi, efficientamento energetico e acquisto di nuovi macchinari.
Tra le novità evidenziate, l’estensione al settore lattiero-caseario della possibilità di realizzare nuovi opifici, opportunità precedentemente prevista solo per il comparto ortofrutticolo.
Illustrata anche la misura SRD01, dedicata alle aziende agricole che intendono investire nella trasformazione diretta dei propri prodotti.
Il bando dispone di una dotazione di 90 milioni di euro e prevede contributi fino al 60% della spesa ammissibile, percentuale che può raggiungere l’80% per i giovani agricoltori.
Ampio interesse ha suscitato il prossimo bando SR01 – Primo Insediamento, rivolto ai giovani fino a 41 anni, che prevede un premio a fondo perduto fino a 60 mila euro, elevabile a 65 mila euro nelle aree svantaggiate, con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro.
Grande attenzione è stata riservata anche alla misura SRG01 – Open Innovation, che finanzia al 100% progetti di ricerca e sviluppo realizzati in collaborazione tra imprese, università ed enti di ricerca.
L’obiettivo è favorire la nascita di nuovi prodotti, processi produttivi innovativi e soluzioni tecnologiche in grado di accrescere la competitività del sistema agroalimentare regionale.
Tra le novità della programmazione regionale è stata inoltre illustrata la misura SRG34, che consentirà alla Regione di finanziare direttamente percorsi formativi specialistici costruiti sulla base delle esigenze espresse dai territori e dalle filiere produttive.
Tra le figure professionali individuate come prioritarie figurano casari, enologi e operatori specializzati nella realizzazione e manutenzione dei muretti a secco.
Paolicelli e Nardone hanno inoltre evidenziato l’impegno della Regione nel velocizzare le procedure amministrative e le istruttorie, oltre alla volontà di premiare con specifici punteggi i progetti che prevedono accordi di filiera e forme di aggregazione tra imprese.
La crisi del settore oleario
Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata alla difficile situazione che sta attraversando il comparto oleario pugliese.
Nel confronto con imprese e operatori è emerso un quadro particolarmente preoccupante, caratterizzato da una forte contrazione delle vendite, dalla presenza di consistenti giacenze nei frantoi e dal drastico calo delle quotazioni dell’olio extravergine d’oliva.
Tra le criticità evidenziate figurano l’aumento delle importazioni di prodotto estero, in particolare proveniente dalla Tunisia, la pressione esercitata sul mercato da pochi grandi operatori commerciali e le difficoltà di valorizzazione dell’olio italiano rispetto alla concorrenza internazionale.
Una situazione che rischia di produrre conseguenze rilevanti sull’intera filiera, compromettendo la capacità dei frantoi di assorbire la produzione della prossima campagna olivicola e generando ripercussioni economiche e sociali sui territori.
Le azioni messe in campo e le prospettive per il settore
Nel corso dell’incontro l’assessore Paolicelli ha illustrato le iniziative già avviate dalla Regione per sostenere il comparto.
Tra queste figurano la richiesta al Ministero dell’attivazione della misura europea dello stoccaggio privato dell’olio, la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del settore, la proposta di anticipazione dei titoli PAC per garantire maggiore liquidità alle imprese e il rafforzamento delle attività di controllo lungo la filiera.
Sono state inoltre richiamate le opportunità derivanti dalle iniziative nazionali di stoccaggio promosse da Cassa Depositi e Prestiti e le attività di apertura verso nuovi mercati internazionali, tra cui il Brasile, attraverso il supporto dell’ICE.
Durante il confronto è stato evidenziato come la risposta strutturale alla crisi non possa prescindere da una maggiore aggregazione tra produttori e trasformatori.
Più interventi hanno richiamato l’esigenza di rafforzare consorzi, reti d’impresa e organizzazioni di tutela, seguendo modelli di successo già sperimentati in altre filiere agroalimentari italiane.
È stata inoltre sottolineata l’importanza di investire nella promozione del brand Puglia e nella formazione dei consumatori, partendo dalle scuole e dagli istituti alberghieri, per diffondere una maggiore cultura della qualità e del valore delle produzioni italiane.
Nel corso dell’incontro sono state richiamate anche alcune criticità che interessano altre filiere regionali.
Per il settore vitivinicolo è stata evidenziata la necessità di una gestione più efficace delle produzioni legate all’IGT Puglia, mentre per il comparto lattiero-caseario è stato sottolineato come la frammentazione tra operatori continui a rappresentare un ostacolo al pieno riconoscimento e alla valorizzazione di produzioni identitarie come il Pallone di Gravina.
Particolare attenzione è stata dedicata inoltre agli strumenti per l’internazionalizzazione e all’importanza di rafforzare la presenza delle imprese sui mercati esteri attraverso strumenti dedicati, tra cui il supporto offerto da SIMEST.
Il piano d’azione condiviso
L’incontro si è concluso con l’individuazione di alcune azioni prioritarie per il sostegno alle filiere agroalimentari pugliesi.
Tra gli impegni assunti dalla Regione figurano la convocazione del tavolo del latte, il proseguimento dell’iter per il riconoscimento dello stato di crisi del comparto oleario, il sostegno all’anticipazione dei titoli PAC, il rafforzamento delle attività promozionali a favore dell’olio italiano, l’intensificazione dei controlli lungo la filiera e il monitoraggio delle misure di stoccaggio promosse a livello nazionale ed europeo.
Agli operatori del settore è stato rivolto l’invito a collaborare attivamente nella tutela delle produzioni, segnalando eventuali irregolarità e frodi agli organismi competenti, a partire dall’ICQRF.
CNA, infine, continuerà ad accompagnare le imprese nell’accesso agli strumenti di sostegno e nelle opportunità di internazionalizzazione, approfondendo anche le potenzialità offerte dai servizi SIMEST per l’export.
In chiusura, l’assessore Paolicelli ha lanciato un forte appello all’unità dell’intero sistema agroalimentare pugliese. Solo attraverso una maggiore coesione tra associazioni, produttori, trasformatori e organizzazioni di rappresentanza sarà possibile affrontare le sfide del mercato, superare le criticità attuali e costruire un futuro più competitivo e sostenibile per le filiere regionali.

Si è svolto il 17 giugno, presso la sede di CNA Puglia, un incontro dedicato alle prospettive di sviluppo dell’agroalimentare pugliese, alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli, del direttore del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone, della vicepresidente nazionale CNA, Rosamaria Derosa e del presidente di CNA Puglia Daniele Del Genio.
Ad aprire i lavori è stato il presidente Daniele Del Genio, che ha dato il benvenuto ai rappresentanti della Regione sottolineando il costante impegno di CNA nel sostenere le imprese associate e nel favorire occasioni di confronto diretto con le istituzioni.
Del Genio ha evidenziato come una parte significativa delle imprese rappresentate dall’associazione operi nella trasformazione agroalimentare, in particolare nei comparti lattiero-caseario e delle produzioni agricole, e come sia fondamentale accompagnarle nei processi di crescita, innovazione e valorizzazione delle produzioni locali.
Nel suo intervento, la vicepresidente nazionale CNA Rosamaria Derosa ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico delle piccole e medie imprese della trasformazione agroalimentare, evidenziando la necessità di rafforzare il legame tra produzione agricola, trasformazione e mercato, creando condizioni favorevoli agli investimenti e alla crescita delle filiere territoriali.
L’assessore Paolicelli, portando i saluti del presidente della Regione Puglia, ha illustrato la strategia regionale per lo sviluppo del comparto agricolo e agroalimentare, ponendo particolare attenzione al tema della trasformazione dei prodotti agricoli come leva fondamentale per generare valore aggiunto, aumentare la competitività delle imprese e rafforzare il posizionamento delle eccellenze pugliesi sui mercati.
Le opportunità dei nuovi bandi regionali
Nel corso dell’incontro sono state presentate le principali misure del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR), con l’obiettivo di sostenere investimenti, innovazione, ricambio generazionale e sviluppo delle filiere.
Particolare attenzione è stata dedicata al bando SRD13 – “Filiere di Puglia”, in scadenza il prossimo 16 luglio, destinato alle imprese della trasformazione agroalimentare.
La misura prevede contributi a fondo perduto fino al 50% per le PMI e fino al 25% per le grandi imprese, a sostegno di investimenti compresi tra 200 mila e 4 milioni di euro.
Le risorse potranno essere utilizzate per ampliamenti produttivi, efficientamento energetico e acquisto di nuovi macchinari.
Tra le novità evidenziate, l’estensione al settore lattiero-caseario della possibilità di realizzare nuovi opifici, opportunità precedentemente prevista solo per il comparto ortofrutticolo.
Illustrata anche la misura SRD01, dedicata alle aziende agricole che intendono investire nella trasformazione diretta dei propri prodotti.
Il bando dispone di una dotazione di 90 milioni di euro e prevede contributi fino al 60% della spesa ammissibile, percentuale che può raggiungere l’80% per i giovani agricoltori.
Ampio interesse ha suscitato il prossimo bando SR01 – Primo Insediamento, rivolto ai giovani fino a 41 anni, che prevede un premio a fondo perduto fino a 60 mila euro, elevabile a 65 mila euro nelle aree svantaggiate, con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro.
Grande attenzione è stata riservata anche alla misura SRG01 – Open Innovation, che finanzia al 100% progetti di ricerca e sviluppo realizzati in collaborazione tra imprese, università ed enti di ricerca.
L’obiettivo è favorire la nascita di nuovi prodotti, processi produttivi innovativi e soluzioni tecnologiche in grado di accrescere la competitività del sistema agroalimentare regionale.
Tra le novità della programmazione regionale è stata inoltre illustrata la misura SRG34, che consentirà alla Regione di finanziare direttamente percorsi formativi specialistici costruiti sulla base delle esigenze espresse dai territori e dalle filiere produttive.
Tra le figure professionali individuate come prioritarie figurano casari, enologi e operatori specializzati nella realizzazione e manutenzione dei muretti a secco.
Paolicelli e Nardone hanno inoltre evidenziato l’impegno della Regione nel velocizzare le procedure amministrative e le istruttorie, oltre alla volontà di premiare con specifici punteggi i progetti che prevedono accordi di filiera e forme di aggregazione tra imprese.
La crisi del settore oleario
Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata alla difficile situazione che sta attraversando il comparto oleario pugliese.
Nel confronto con imprese e operatori è emerso un quadro particolarmente preoccupante, caratterizzato da una forte contrazione delle vendite, dalla presenza di consistenti giacenze nei frantoi e dal drastico calo delle quotazioni dell’olio extravergine d’oliva.
Tra le criticità evidenziate figurano l’aumento delle importazioni di prodotto estero, in particolare proveniente dalla Tunisia, la pressione esercitata sul mercato da pochi grandi operatori commerciali e le difficoltà di valorizzazione dell’olio italiano rispetto alla concorrenza internazionale.
Una situazione che rischia di produrre conseguenze rilevanti sull’intera filiera, compromettendo la capacità dei frantoi di assorbire la produzione della prossima campagna olivicola e generando ripercussioni economiche e sociali sui territori.
Le azioni messe in campo e le prospettive per il settore
Nel corso dell’incontro l’assessore Paolicelli ha illustrato le iniziative già avviate dalla Regione per sostenere il comparto.
Tra queste figurano la richiesta al Ministero dell’attivazione della misura europea dello stoccaggio privato dell’olio, la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del settore, la proposta di anticipazione dei titoli PAC per garantire maggiore liquidità alle imprese e il rafforzamento delle attività di controllo lungo la filiera.
Sono state inoltre richiamate le opportunità derivanti dalle iniziative nazionali di stoccaggio promosse da Cassa Depositi e Prestiti e le attività di apertura verso nuovi mercati internazionali, tra cui il Brasile, attraverso il supporto dell’ICE.
Durante il confronto è stato evidenziato come la risposta strutturale alla crisi non possa prescindere da una maggiore aggregazione tra produttori e trasformatori.
Più interventi hanno richiamato l’esigenza di rafforzare consorzi, reti d’impresa e organizzazioni di tutela, seguendo modelli di successo già sperimentati in altre filiere agroalimentari italiane.
È stata inoltre sottolineata l’importanza di investire nella promozione del brand Puglia e nella formazione dei consumatori, partendo dalle scuole e dagli istituti alberghieri, per diffondere una maggiore cultura della qualità e del valore delle produzioni italiane.
Nel corso dell’incontro sono state richiamate anche alcune criticità che interessano altre filiere regionali.
Per il settore vitivinicolo è stata evidenziata la necessità di una gestione più efficace delle produzioni legate all’IGT Puglia, mentre per il comparto lattiero-caseario è stato sottolineato come la frammentazione tra operatori continui a rappresentare un ostacolo al pieno riconoscimento e alla valorizzazione di produzioni identitarie come il Pallone di Gravina.
Particolare attenzione è stata dedicata inoltre agli strumenti per l’internazionalizzazione e all’importanza di rafforzare la presenza delle imprese sui mercati esteri attraverso strumenti dedicati, tra cui il supporto offerto da SIMEST.
Il piano d’azione condiviso
L’incontro si è concluso con l’individuazione di alcune azioni prioritarie per il sostegno alle filiere agroalimentari pugliesi.
Tra gli impegni assunti dalla Regione figurano la convocazione del tavolo del latte, il proseguimento dell’iter per il riconoscimento dello stato di crisi del comparto oleario, il sostegno all’anticipazione dei titoli PAC, il rafforzamento delle attività promozionali a favore dell’olio italiano, l’intensificazione dei controlli lungo la filiera e il monitoraggio delle misure di stoccaggio promosse a livello nazionale ed europeo.
Agli operatori del settore è stato rivolto l’invito a collaborare attivamente nella tutela delle produzioni, segnalando eventuali irregolarità e frodi agli organismi competenti, a partire dall’ICQRF.
CNA, infine, continuerà ad accompagnare le imprese nell’accesso agli strumenti di sostegno e nelle opportunità di internazionalizzazione, approfondendo anche le potenzialità offerte dai servizi SIMEST per l’export.
In chiusura, l’assessore Paolicelli ha lanciato un forte appello all’unità dell’intero sistema agroalimentare pugliese. Solo attraverso una maggiore coesione tra associazioni, produttori, trasformatori e organizzazioni di rappresentanza sarà possibile affrontare le sfide del mercato, superare le criticità attuali e costruire un futuro più competitivo e sostenibile per le filiere regionali.
Si è svolto il 17 giugno, presso la sede di CNA Puglia, un incontro dedicato alle prospettive di sviluppo dell’agroalimentare pugliese, alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli, del direttore del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone, della vicepresidente nazionale CNA, Rosamaria Derosa e del presidente di CNA Puglia Daniele Del Genio.
Ad aprire i lavori è stato il presidente Daniele Del Genio, che ha dato il benvenuto ai rappresentanti della Regione sottolineando il costante impegno di CNA nel sostenere le imprese associate e nel favorire occasioni di confronto diretto con le istituzioni.
Del Genio ha evidenziato come una parte significativa delle imprese rappresentate dall’associazione operi nella trasformazione agroalimentare, in particolare nei comparti lattiero-caseario e delle produzioni agricole, e come sia fondamentale accompagnarle nei processi di crescita, innovazione e valorizzazione delle produzioni locali.
Nel suo intervento, la vicepresidente nazionale CNA Rosamaria Derosa ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico delle piccole e medie imprese della trasformazione agroalimentare, evidenziando la necessità di rafforzare il legame tra produzione agricola, trasformazione e mercato, creando condizioni favorevoli agli investimenti e alla crescita delle filiere territoriali.
L’assessore Paolicelli, portando i saluti del presidente della Regione Puglia, ha illustrato la strategia regionale per lo sviluppo del comparto agricolo e agroalimentare, ponendo particolare attenzione al tema della trasformazione dei prodotti agricoli come leva fondamentale per generare valore aggiunto, aumentare la competitività delle imprese e rafforzare il posizionamento delle eccellenze pugliesi sui mercati.
Le opportunità dei nuovi bandi regionali
Nel corso dell’incontro sono state presentate le principali misure del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR), con l’obiettivo di sostenere investimenti, innovazione, ricambio generazionale e sviluppo delle filiere.
Particolare attenzione è stata dedicata al bando SRD13 – “Filiere di Puglia”, in scadenza il prossimo 16 luglio, destinato alle imprese della trasformazione agroalimentare.
La misura prevede contributi a fondo perduto fino al 50% per le PMI e fino al 25% per le grandi imprese, a sostegno di investimenti compresi tra 200 mila e 4 milioni di euro.
Le risorse potranno essere utilizzate per ampliamenti produttivi, efficientamento energetico e acquisto di nuovi macchinari.
Tra le novità evidenziate, l’estensione al settore lattiero-caseario della possibilità di realizzare nuovi opifici, opportunità precedentemente prevista solo per il comparto ortofrutticolo.
Illustrata anche la misura SRD01, dedicata alle aziende agricole che intendono investire nella trasformazione diretta dei propri prodotti.
Il bando dispone di una dotazione di 90 milioni di euro e prevede contributi fino al 60% della spesa ammissibile, percentuale che può raggiungere l’80% per i giovani agricoltori.
Ampio interesse ha suscitato il prossimo bando SR01 – Primo Insediamento, rivolto ai giovani fino a 41 anni, che prevede un premio a fondo perduto fino a 60 mila euro, elevabile a 65 mila euro nelle aree svantaggiate, con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro.
Grande attenzione è stata riservata anche alla misura SRG01 – Open Innovation, che finanzia al 100% progetti di ricerca e sviluppo realizzati in collaborazione tra imprese, università ed enti di ricerca.
L’obiettivo è favorire la nascita di nuovi prodotti, processi produttivi innovativi e soluzioni tecnologiche in grado di accrescere la competitività del sistema agroalimentare regionale.
Tra le novità della programmazione regionale è stata inoltre illustrata la misura SRG34, che consentirà alla Regione di finanziare direttamente percorsi formativi specialistici costruiti sulla base delle esigenze espresse dai territori e dalle filiere produttive.
Tra le figure professionali individuate come prioritarie figurano casari, enologi e operatori specializzati nella realizzazione e manutenzione dei muretti a secco.
Paolicelli e Nardone hanno inoltre evidenziato l’impegno della Regione nel velocizzare le procedure amministrative e le istruttorie, oltre alla volontà di premiare con specifici punteggi i progetti che prevedono accordi di filiera e forme di aggregazione tra imprese.
La crisi del settore oleario
Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata alla difficile situazione che sta attraversando il comparto oleario pugliese.
Nel confronto con imprese e operatori è emerso un quadro particolarmente preoccupante, caratterizzato da una forte contrazione delle vendite, dalla presenza di consistenti giacenze nei frantoi e dal drastico calo delle quotazioni dell’olio extravergine d’oliva.
Tra le criticità evidenziate figurano l’aumento delle importazioni di prodotto estero, in particolare proveniente dalla Tunisia, la pressione esercitata sul mercato da pochi grandi operatori commerciali e le difficoltà di valorizzazione dell’olio italiano rispetto alla concorrenza internazionale.
Una situazione che rischia di produrre conseguenze rilevanti sull’intera filiera, compromettendo la capacità dei frantoi di assorbire la produzione della prossima campagna olivicola e generando ripercussioni economiche e sociali sui territori.
Le azioni messe in campo e le prospettive per il settore
Nel corso dell’incontro l’assessore Paolicelli ha illustrato le iniziative già avviate dalla Regione per sostenere il comparto.
Tra queste figurano la richiesta al Ministero dell’attivazione della misura europea dello stoccaggio privato dell’olio, la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del settore, la proposta di anticipazione dei titoli PAC per garantire maggiore liquidità alle imprese e il rafforzamento delle attività di controllo lungo la filiera.
Sono state inoltre richiamate le opportunità derivanti dalle iniziative nazionali di stoccaggio promosse da Cassa Depositi e Prestiti e le attività di apertura verso nuovi mercati internazionali, tra cui il Brasile, attraverso il supporto dell’ICE.
Durante il confronto è stato evidenziato come la risposta strutturale alla crisi non possa prescindere da una maggiore aggregazione tra produttori e trasformatori.
Più interventi hanno richiamato l’esigenza di rafforzare consorzi, reti d’impresa e organizzazioni di tutela, seguendo modelli di successo già sperimentati in altre filiere agroalimentari italiane.
È stata inoltre sottolineata l’importanza di investire nella promozione del brand Puglia e nella formazione dei consumatori, partendo dalle scuole e dagli istituti alberghieri, per diffondere una maggiore cultura della qualità e del valore delle produzioni italiane.
Nel corso dell’incontro sono state richiamate anche alcune criticità che interessano altre filiere regionali.
Per il settore vitivinicolo è stata evidenziata la necessità di una gestione più efficace delle produzioni legate all’IGT Puglia, mentre per il comparto lattiero-caseario è stato sottolineato come la frammentazione tra operatori continui a rappresentare un ostacolo al pieno riconoscimento e alla valorizzazione di produzioni identitarie come il Pallone di Gravina.
Particolare attenzione è stata dedicata inoltre agli strumenti per l’internazionalizzazione e all’importanza di rafforzare la presenza delle imprese sui mercati esteri attraverso strumenti dedicati, tra cui il supporto offerto da SIMEST.
Il piano d’azione condiviso
L’incontro si è concluso con l’individuazione di alcune azioni prioritarie per il sostegno alle filiere agroalimentari pugliesi.
Tra gli impegni assunti dalla Regione figurano la convocazione del tavolo del latte, il proseguimento dell’iter per il riconoscimento dello stato di crisi del comparto oleario, il sostegno all’anticipazione dei titoli PAC, il rafforzamento delle attività promozionali a favore dell’olio italiano, l’intensificazione dei controlli lungo la filiera e il monitoraggio delle misure di stoccaggio promosse a livello nazionale ed europeo.
Agli operatori del settore è stato rivolto l’invito a collaborare attivamente nella tutela delle produzioni, segnalando eventuali irregolarità e frodi agli organismi competenti, a partire dall’ICQRF.
CNA, infine, continuerà ad accompagnare le imprese nell’accesso agli strumenti di sostegno e nelle opportunità di internazionalizzazione, approfondendo anche le potenzialità offerte dai servizi SIMEST per l’export.
In chiusura, l’assessore Paolicelli ha lanciato un forte appello all’unità dell’intero sistema agroalimentare pugliese. Solo attraverso una maggiore coesione tra associazioni, produttori, trasformatori e organizzazioni di rappresentanza sarà possibile affrontare le sfide del mercato, superare le criticità attuali e costruire un futuro più competitivo e sostenibile per le filiere regionali.
Agroalimentare pugliese, confronto in CNA Puglia con l’assessore Paolicelli: nuove opportunità per le filiere e focus sulla crisi del settore oleario
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