L’edizione 2026 dei Mondiali di calcio segna una svolta storica per il torneo più seguito al mondo. Per la prima volta, la competizione organizzata dalla FIFA vedrà la partecipazione di 48 squadre, un ampliamento significativo rispetto alle 32 che hanno caratterizzato le edizioni precedenti.
Il torneo si disputerà in tre Paesi ospitanti, Stati Uniti, Canada e Messico, in un formato che promette di cambiare profondamente struttura e dinamiche della competizione. Basti pensare che anche la prossima rassegna iridata, quella del 2030, sarà ospitata congiuntamente da Spagna, Portogallo e Marocco.
Il nuovo assetto prevede una fase a gironi composta da 12 gruppi da quattro squadre ciascuno. Le prime due classificate di ogni gruppo, insieme alle otto migliori terze, accederanno alla fase a eliminazione diretta. È proprio qui che si registra una delle principali novità: l’introduzione dei sedicesimi di finale, che portano a 32 il numero di squadre coinvolte nella fase a knockout.
Questo comporterà una gestione più complessa delle energie e delle rotazioni, elementi destinati a incidere in maniera significativa sull’andamento del torneo. In seguito, il percorso seguirà uno schema tradizionale con ottavi, quarti, semifinali e finale, in programma a New York e già in grado di superare ogni record riguardo ai costi dei biglietti.
L’ampliamento del numero di partecipanti ha avuto un impatto diretto anche sulla distribuzione dei posti per confederazione, offrendo maggiori opportunità di qualificazione soprattutto a federazioni emergenti. Tuttavia, non tutte le grandi tradizioni calcistiche saranno presenti: l’Italia, ad esempio, risulta ancora una volta assente, mancando la qualificazione per la terza edizione consecutiva. Non è però l’unica grande esclusa tra le europee: mancheranno infatti anche la Polonia e la Danimarca.
Dal punto di vista organizzativo, la scelta di distribuire le partite su tre Paesi differenti rappresenta un’ulteriore innovazione. Gli Stati Uniti ospiteranno la maggior parte degli incontri, incluse le fasi finali, mentre Canada e Messico avranno un ruolo complementare nella fase iniziale e intermedia. La logistica, in questo contesto, diventa un fattore determinante, considerando le grandi distanze tra le città coinvolte.
Il nuovo format introduce variabili difficili da prevedere anche guardando al quadro relativo ai pronostici, soprattutto per quanto riguarda il passaggio del turno delle migliori terze classificate. Anche considerando la composizione dei gironi, sono le principali nazionali del Vecchio Continente come Spagna, Francia e Inghilterra a godere di maggiore fiducia lungo la strada che porterà alla coppa, come si può desumere dai risultati recenti oppure dalle quote sulla vincente dei Mondiali, che tendono a non mettere in prima linea le formazioni sudamericane.
L’aumento delle partite e la presenza di più squadre potrebbero comunque favorire sorprese, ampliando il numero di outsider in grado di competere.
Se si guarda però all’albo d’oro del Mondiale, il numero delle vincitrici è tutto sommato ridotto, lasciando poco margine alle sorprese. A detenere il record di successi è il Brasile, che punta con forza al sesto titolo per entrare nella leggenda. Nella classifica delle Nazionali più vincenti di sempre in Coppa del Mondo seguono la Germania e l’Italia, entrambe con 4 vittorie: va però precisato che tre titoli dei teutonici sono arrivati quando ancora era Germania Ovest.
La lista prosegue poi l’Argentina con 3 successi, l’ultimo nel 2022. Francia e Uruguay sono a quota 2, poi Inghilterra e Spagna con una vittoria ciascuno.

Mondiali di calcio 2026, dal calendario al nuovo format: una guida
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