29 Novembre 2022 - Ore
Politica

BONERBA (ANCE PUGLIA): “CON LO STOP AL 110% PENALIZZATE LE FASCE DEBOLI E I CONDOMINI DELLE PERIFERIE”

“Siamo consapevoli della necessità del Governo di tenere sotto controllo la spesa”, dichiara il presidente di Ance Puglia Nicola Bonerba, […]

“Siamo consapevoli della necessità del Governo di tenere sotto controllo la spesa”, dichiara il presidente di Ance Puglia Nicola Bonerba, “ma cambiare le regole del superbonus in 15 giorni significa penalizzare soprattutto i condomini che sono partiti per ultimi”. 

Quelli cioè, spiega Bonerba, “delle periferie e delle fasce meno abbienti che per far partire i lavori hanno avuto bisogno di tempi più lunghi e della necessità di vedere interamente coperti finanziariamente gli interventi. È un vero peccato, proprio perché negli ultimi mesi, finalmente, il superbonus per l’efficientamento energetico dei condomini stava iniziando a registrare numeri importanti”.

In Puglia, infatti, secondo i dati ENEA/MITE al 31 ottobre scorso, erano 1.602 gli interventi avviati per l’efficientamento energetico dei condomini attraverso il superbonus 110% contro i 1.394 di fine agosto, con una crescita in soli due mesi del 15%. Rilevante anche il valore degli interventi sui condomini pugliesi al 31 ottobre: in totale 1,120 miliardi di euro per un investimento medio che sfiora i 700mila euro.

“Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere un confronto con il Governo in modo serio e responsabile per evitare che a pagare siano i più deboli e le imprese regolari” spiega la presidente di Ance Federica Brancaccio.

Per quanto riguarda lo sblocco dei crediti incagliati – aggiunge la presidente Brancaccio – “apprezziamo l’attenzione del Governo e del Ministro Giorgetti in particolare, ma attendiamo di capire che soluzione si è studiata per evitare che tante imprese falliscano per mancanza di liquidità e, questo sì, con un costo sociale ed economico insostenibile per la collettività”. “Se il credito di imposta non sarà monetizzabile ancora una volta gli interventi potrà farli solo chi ha disponibilità economica e possibilità di compensare direttamente: dunque solo i più abbienti”.

Peraltro, come già sottolineato anche dalle organizzazioni sindacali “l’effetto combinato delle modifiche al superbonus e della mancata monetizzazione dei crediti fiscali acquisiti, genererà un aumento della disoccupazione ed effetti depressivi sul Pil con ovvie ricadute anche sui conti dello Stato”.

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