Ancora un successo nel già ricco carniere del nostro Emilio Solfrizzi. L’attore e regista, dopo il successo della tournée invernale de L’anatra all’arancia, è tornato sulle scene all’aperto con un’appetitosa edizione di Anfitrione di Plauto.
La prima nazionale si è tenuta nel suggestivo scenario del Festival del Teatro di Borgio Verezzi, uno dei maggiori festival italiani per scelta di autori e titoli.
Emilio Solfrizzi ha dunque debuttato come regista e attore principale, conquistando decisamente il pubblico con due serate andate completamente esaurite. Una platea che immediatamente è entrata in sintonia con lo spirito dell’opera, con la sua modernità ed il ritmo incessante.
Guidando una compagnia di attori di alto livello, Solfrizzi ha offerto un’ora e quarantacinque di puro divertimento, attraverso uno spettacolo ricco di creatività e di colpi di scena.
Belli i costumi e la scenografia che hanno contribuito ad enfatizzare ulteriormente la brillantezza dell’esecuzione.
Di Solfrizzi come regista annotiamo il tatto e la professionalità che poco regalano alla solita “mise en scene” caciarona ed avanspettacolistica. Di Solfrizzi come capocomico, invece non possiamo che tesserne, per l’ennesima volta, le lodi. Sa stare in scena alla grande, ma soprattutto sa come avvincere e divertire il pubblico. Con lui il Teatro riprende forma mandando a quel paese gli altri vettori di emozioni. Specialmente quelli digitali perché, stare insieme, resta il modo migliore per stare al mondo.
Prossime repliche in giro per l’Italia e poi, ad ottobre, due settimane al Teatro Quirino di Roma.
Anfitrione
di Plauto.
Con Emilio Solfrizzi, Simone Colombari, Sergio Basile, Rosario Coppolino, Viviana Altieri, Cristiano Dessì, Beatrice Coppolino.
Regia Emilio Solfrizzi.

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Ancora un successo nel già ricco carniere del nostro Emilio Solfrizzi. L’attore e regista, dopo il successo della tournée invernale de L’anatra all’arancia, è tornato sulle scene all’aperto con un’appetitosa edizione di Anfitrione di Plauto.
La prima nazionale si è tenuta nel suggestivo scenario del Festival del Teatro di Borgio Verezzi, uno dei maggiori festival italiani per scelta di autori e titoli.
Emilio Solfrizzi ha dunque debuttato come regista e attore principale, conquistando decisamente il pubblico con due serate andate completamente esaurite. Una platea che immediatamente è entrata in sintonia con lo spirito dell’opera, con la sua modernità ed il ritmo incessante.
Guidando una compagnia di attori di alto livello, Solfrizzi ha offerto un’ora e quarantacinque di puro divertimento, attraverso uno spettacolo ricco di creatività e di colpi di scena.
Belli i costumi e la scenografia che hanno contribuito ad enfatizzare ulteriormente la brillantezza dell’esecuzione.
Di Solfrizzi come regista annotiamo il tatto e la professionalità che poco regalano alla solita “mise en scene” caciarona ed avanspettacolistica. Di Solfrizzi come capocomico, invece non possiamo che tesserne, per l’ennesima volta, le lodi. Sa stare in scena alla grande, ma soprattutto sa come avvincere e divertire il pubblico. Con lui il Teatro riprende forma mandando a quel paese gli altri vettori di emozioni. Specialmente quelli digitali perché, stare insieme, resta il modo migliore per stare al mondo.
Prossime repliche in giro per l’Italia e poi, ad ottobre, due settimane al Teatro Quirino di Roma.
Ancora un successo nel già ricco carniere del nostro Emilio Solfrizzi. L’attore e regista, dopo il successo della tournée invernale de L’anatra all’arancia, è tornato sulle scene all’aperto con un’appetitosa edizione di Anfitrione di Plauto.
La prima nazionale si è tenuta nel suggestivo scenario del Festival del Teatro di Borgio Verezzi, uno dei maggiori festival italiani per scelta di autori e titoli.
Emilio Solfrizzi ha dunque debuttato come regista e attore principale, conquistando decisamente il pubblico con due serate andate completamente esaurite. Una platea che immediatamente è entrata in sintonia con lo spirito dell’opera, con la sua modernità ed il ritmo incessante.
Guidando una compagnia di attori di alto livello, Solfrizzi ha offerto un’ora e quarantacinque di puro divertimento, attraverso uno spettacolo ricco di creatività e di colpi di scena.
Belli i costumi e la scenografia che hanno contribuito ad enfatizzare ulteriormente la brillantezza dell’esecuzione.
Di Solfrizzi come regista annotiamo il tatto e la professionalità che poco regalano alla solita “mise en scene” caciarona ed avanspettacolistica. Di Solfrizzi come capocomico, invece non possiamo che tesserne, per l’ennesima volta, le lodi. Sa stare in scena alla grande, ma soprattutto sa come avvincere e divertire il pubblico. Con lui il Teatro riprende forma mandando a quel paese gli altri vettori di emozioni. Specialmente quelli digitali perché, stare insieme, resta il modo migliore per stare al mondo.
Prossime repliche in giro per l’Italia e poi, ad ottobre, due settimane al Teatro Quirino di Roma.
ANFITRIONE DI E CON EMILIO SOLFRIZZI CONQUISTA IL FESTIVAL DEL TEATRO DI BORGIO VEREZZI
Ancora un successo nel già ricco carniere del nostro Emilio Solfrizzi. L’attore e regista, dopo il successo della tournée invernale de L’anatra all’arancia, è tornato sulle scene all’aperto con un’appetitosa edizione di Anfitrione di Plauto.
La prima nazionale si è tenuta nel suggestivo scenario del Festival del Teatro di Borgio Verezzi, uno dei maggiori festival italiani per scelta di autori e titoli.
Emilio Solfrizzi ha dunque debuttato come regista e attore principale, conquistando decisamente il pubblico con due serate andate completamente esaurite. Una platea che immediatamente è entrata in sintonia con lo spirito dell’opera, con la sua modernità ed il ritmo incessante.
Guidando una compagnia di attori di alto livello, Solfrizzi ha offerto un’ora e quarantacinque di puro divertimento, attraverso uno spettacolo ricco di creatività e di colpi di scena.
Belli i costumi e la scenografia che hanno contribuito ad enfatizzare ulteriormente la brillantezza dell’esecuzione.
Di Solfrizzi come regista annotiamo il tatto e la professionalità che poco regalano alla solita “mise en scene” caciarona ed avanspettacolistica. Di Solfrizzi come capocomico, invece non possiamo che tesserne, per l’ennesima volta, le lodi. Sa stare in scena alla grande, ma soprattutto sa come avvincere e divertire il pubblico. Con lui il Teatro riprende forma mandando a quel paese gli altri vettori di emozioni. Specialmente quelli digitali perché, stare insieme, resta il modo migliore per stare al mondo.
Prossime repliche in giro per l’Italia e poi, ad ottobre, due settimane al Teatro Quirino di Roma.
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