27 Novembre 2022 - Ore
Donne / Sviluppo e Lavoro

Divers* e uguali

UNIBA presenta il Bilancio di Genere 2021 e il Gender Equality Plan 2022-2024

Un Bilancio per orientare la Comunità Universitaria verso i valori e gli obiettivi della parità, dell’inclusione e del contrasto ad ogni forma di discriminazione.

 

L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha presentato oggi il suo Bilancio di Genere 2021, uno strumento di analisi indispensabile ai fini della elaborazione delle politiche di genere, e il suo Gender Equality Plan 2022-2024, documento programmatico triennale che contiene un piano di azioni positive volte a rimuovere le disuguaglianze fondate sul genere e promuovere la parità. 

 

Nonostante la complessità organizzativa dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, uno dei dieci Mega Atenei italiani, abbia richiesto un notevole impegno nell’analisi dei dati, la stesura del Bilancio di Genere è stata un’ottima occasione per studiare, riflettere e intervenire in modo da rappresentare al meglio il contesto così da individuare politiche e azioni virtuose per lo sviluppo dello stesso Ateneo e del territorio. Politiche e azioni che sono diventate parti integranti del Gender Equality Plan. 

 

Una più completa e approfondita consapevolezza sulle questioni di genere è indispensabile per effettuare scelte eque e interventi mirati nella distribuzione delle risorse e per produrre quel cambiamento strutturale e culturale la cui finalità è la promozione della parità di genere e l’adozione di pratiche di valorizzazione delle differenze.

“È con grande soddisfazione che oggi presentiamo due documenti fondamentali con i quali il nostro Ateneo ribadisce e rinnova il proprio impegno alla diffusione e al consolidamento della cultura della parità e delle pari opportunità. Particolare attenzione – aggiunge il Rettore Stefano Bronzini – è stata posta agli strumenti per la conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e vita privata, con azioni volte al sostegno alla genitorialità e all’accudimento di familiari e, più in generale, allo sviluppo del welfare, anche per incrementare la rappresentanza femminile ai vertici delle carriere accademiche e negli organi decisionali”.

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