26 Agosto 2026 - Ore
Cultura e Spettacolo

Artefatti di Puglia, nasce il primo atlante dell’artigianato artistico locale

Cinque pubblicazioni tematiche ed una guida destinata al grande pubblico. Il progetto di ricerca di Claudio Grenzi Editore è finanziato dalla Regione Puglia

Pagine da sfogliare che diventano repertorio storico ed iconografico della cultura artigianale e delle arti applicate di Puglia, dal periodo arcaico fino all’età moderna e contemporanea. Con ‘Artefatti di Puglia’, il primo atlante dell’artigianato artistico locale, Claudio Grenzi Editore fa compiere un viaggio dal Gargano al Salento attraverso collezioni private, botteghe e testimonianze degli stessi maestri artigiani. È l’unico progetto di ricerca sull’artigianato artistico tradizionale finanziato dalla Regione Puglia, con il bando “Investiamo nel vostro futuro”. 

Con la preziosa collaborazione di noti e stimati ricercatori, di grandi collezionisti e maestri artigiani e grazie al supporto delle istituzioni museali pubbliche e private – spiega Claudio Grenzi– abbiamo realizzato cinque pubblicazioni che, aggiunte ad altre tre, culmineranno con una guida destinata al vasto pubblico. L’intento è quello di far conoscere questo immenso patrimonio, spesso inedito, e stimolare l’interesse al collezionismo di manufatti artigianali”.

Dalla maiolica ai fischietti, dalle oreficerie del Gargano ai carri allegorici, passando per strumenti musicali, luminarie, tele, merletti, ricami e intrecci. L’indagine è stata condotta in modo capillare sull’intero territorio pugliese e in alcune aree limitrofe, prevalentemente della Basilicata, poiché il progetto intende rilevare ogni traccia di attività artigianale presente e far riemergere un substrato di mondi antichi del tutto inaspettati. Ne sono un esempio le innumerevoli sezioni dedicate alla ceramica, nate dopo campagne di indagine e fotografia a Taranto, Grottaglie, Laterza, Nardò, Rutigliano, Ostuni, Cutrofiano, Terlizzi, Gravina in Puglia, Canosa, Ordona, Ascoli Satriano. 

In una delle monografie, dedicata alla Maiolica di Laterza – aggiunge Grenzi – abbiamo pubblicato per la prima volta foto a colori di opere esposte al Victoria and Albert Museum di Londra che hanno ottenuto il plauso di Antonio e Carlo dell’Aquila, tra i più grandi studiosi di Maiolica laertina nonché coautori dello stesso volume”.

Il progetto è in grado di offrire spunti per favorire il rilancio di questi originali e autentici manufatti presso le innumerevoli comunità pugliesi dislocate nel mondo.

Ci auguriamo che questo importante lavoro – conclude Grenzi – possa arginare un altro fenomeno, la cannibalizzazione delle immagini sacre e altri manufatti con riproduzioni industriali, favorendo così una rinnovata sensibilità estetica e fornendo uno stimolo per un nuovo affascinante collezionismo che gratifichi il territorio e i suoi maestri artigiani”.

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