Lo sciopero generale di venerdì 30 ottobre 2026 tocca anche Bari:l’appuntamento è fissato alle ore 9:30 in Piazza Prefettura. La mobilitazione indetta dall’USB si affianca alla giornata internazionale di azione «Ports In Action» che tocca ben quattro continenti: Africa, Europa, Asia e America.
Tuttavia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha dichiarato «oggettivamente incompatibile» la mobilitazione con l’operatività portuale, negando ai manifestanti la possibilità di svolgere un’assemblea pubblica all’interno del porto. Il diniego arriva dopo che la kermesse di Fratelli d’Italia dello scorso 4 settembre si è svolta regolarmente, trasformando il porto in un’area esclusiva e precludendone l’accesso alla cittadinanza.
Si evince, quindi, che per l’Autorità Portuale non ci sono problemi se armi e materiali di supporto a guerre e genocidio transitano regolarmente all’interno del porto, mentre desta preoccupazione un’assemblea pubblica di lavoratrici e lavoratori (anche portuali), studenti e studentesse, precari e precarie, cittadine e cittadini schiacciati dal costo della vita.
Con la nota prot. 20260041339 del 23 ottobre 2026, l’Autorità di Sistema Portuale ritiene l’iniziativa del 30 ottobre «oggettivamente incompatibile» con l’operatività portuale, invocando la tutela della sicurezza e le «pericolose interferenze tra il corteo e i flussi veicolari» (circa 3.450 transiti al giorno tra la rotatoria Capitaneria e la rotatoria San Vito). Il richiamo al 4 settembre viene liquidato come «inconferente»: quell’evento si è svolto «in forza di un apposito atto autorizzatorio rilasciato a titolo oneroso».
Restiamo su questi fatti. Il 4 settembre 2026 il porto ha ospitato, nell’area del nuovo terminal crociere resa di fatto off limits, la festa nazionale di Fratelli d’Italia per “il governo più longevo della Repubblica”, con il comizio conclusivo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo stesso giorno, al corteo contro il governo è stato negato il percorso richiesto verso il porto e, in una città blindata, alcuni partecipati sono sono stati sottoposti anche al fermo preventivo.
Quindi, il porto è spazio disponibile per la festa del partito di governo, purché si paghi, mentre è «incompatibile» con chi rivendica lo spazio e il blocco per i carichi di morte. La sicurezza dei singoli, che non consentirebbe il regolare svolgimento di un’assemblea pubblica, non viene percepita allo stesso modo quando le munizioni transitano dalle banchine, minando alla sicurezza (e alla vita) di persone che vivono a chilometri di distanza da Bari.
Un’autorità pubblica che filtra l’accesso in base a chi chiede e a quanto paga, non solo smaschera un doppio standard istituzionale, ma trasforma la sicurezza in una questione economica e in un lasciapassare politico: non abbiamo bisogno del permesso di chi rende il porto area franca per la festa del governo e area vietata per chi contesta guerra, carovita e genocidio. Il 30 ottobre rivendichiamo anche quegli spazi che di fatto ci sono vietati su base puramente economica.
La logica che opera all’interno del porto e che autorizza commerci di morte è la stessa logica che toglie soldi alla sanità, butta fuori le persone dai centri delle città perché viverci costa troppo, rende il lavoro povero e precario: è la logica per cui la vita di alcuni vale meno del profitto degli altri.
Un governo che pensa alle armi e fa finta di non vedere i bisogni delle persone, soprattutto nei quartieri popolari, non è dalla nostra parte. È la stessa logica che viene applicata in Palestina. Per anni abbiamo sostenuto che poteva essere applicata ovunque, e così è stato: la logica applicata a Gaza, si applica anche in Puglia e in Italia.
Abbiamo visto tutti le immagini dei medici colpiti in testa e delle ambulanze prese di mira dagli idranti. Per questo ribadiamo che la lotta del popolo palestinese è il simbolo di tutte le lotte contro l’oppressione. Per questo il 30 ottobre scioperiamo insieme, dai porti dei quattro continenti.
Dalle 9:30 di venerdì 30 ottobre in Piazza Prefettura a Bari rivendicheremo insieme:
Salari più alti, pensioni decenti, case a prezzi accessibili per le famiglie, scuola e università aperte, consultori, centri antiviolenza, asili nido, case rifugio.
Dignità contro il caro vita
La fine immediata del genocidio del popolo palestinese
Porti che non lavorino per la guerra
La fine dei piani di riarmo
Ne abbiamo abbastanza di un governo che non ci rappresenta e che non si occupa del nostro benessere.
Nessunə si salva da solə: il 30 ottobre, in sciopero generale con l’USB, blocchiamo i carichi di morte, perché i porti non devono, e non possono, lavorare per la guerra.
USB Bari · Global Sumud Puglia · Cambiare Rotta Bari · OSA Bari · Potere al Popolo Bari · Rete dei Comunisti Bari
Adesioni: Comitato Art. 11-L’Italia ripudia la guerra, Rifondazione Comunista – Circolo Karl Marx Bari, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Comitato di Brindisi per la Palestina, Donne contro la guerra e il genocidio, Emergency Bari, Avvocato Alfonso Scioscia, Spazio 17 Bari, Giovani Comunisti/e Bari…

https://www.instagram.com/puglia_globalsumud/
30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE E MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE DEI PORTI
© Riproduzione riservata