Danza italiana e internazionale, nuove produzioni, prime nazionali e regionali, progetti dedicati ai giovani coreografi e percorsi che intrecciano spettacolo e formazione.
È stata presentata “Esplorare 2026”, la rassegna ideata e curata dalla Compagnia AltraDanza con la direzione artistica di Domenico Iannone, che dal 19 settembre al 14 novembre porterà la danza contemporanea in quattro Comuni della Città Metropolitana di Bari.
La manifestazione è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, e in collaborazione con Comune di Bari, Teatri di Bari, Puglia Culture, Casa delle Arti, Epos Teatro e Traetta Opera Festival.
Saranno ancora una volta il Teatro Kismet di Bari, il Teatro Radar di Monopoli, la Casa delle Arti di Conversano e la Cittadella degli Artisti di Molfetta a comporre la geografia della manifestazione, con un programma che affianca compagnie affermate a nuove generazioni di interpreti e autori.
Un percorso nel quale la ricerca coreografica incontra musica, teatro e parola, passando dalle riletture del repertorio ai linguaggi del presente e mantenendo centrale il rapporto con la formazione.
Il direttore artistico Domenico Iannone ha spiegato: “È un festival che nasce con l’obiettivo di costruire una rete sempre più ampia di collaborazioni tra istituzioni, luoghi della cultura, scuole di formazione, compagnie di danza e giovani talenti alle prime esperienze sul palcoscenico.
Anche quest’anno abbiamo voluto affiancare interpreti e coreografi di riconosciuta qualità, italiani e internazionali, alle nuove generazioni, creando occasioni concrete di confronto e crescita professionale.
Ma “Esplorare” vuole anche parlare a pubblici diversi, mettere in relazione mondi, linguaggi ed esperienze differenti, perché la danza contemporanea non resti confinata a una cerchia di appassionati.
La dimensione formativa rimane centrale: offrire ai giovani gli strumenti e il rigore necessari per entrare nel mondo del lavoro significa contribuire alla crescita dell’intero settore.
Allo stesso tempo, portare nei nostri teatri sensibilità artistiche, culture e percorsi differenti significa mostrare quanto la danza possa essere un linguaggio capace di dialogare con tutti”.
L’assessora alle Culture di Bari Paola Romano ha commentato: “Siamo felici di sostenere l’ottava edizione di “Esplorare”, una rassegna importante per Bari e per il territorio, che quest’anno mette in rete quattro città pugliesi e propone 19 spettacoli, portando in scena artisti e compagnie nazionali e internazionali.
È una ricchezza che conferma la capacità della danza di costruire relazioni, creare occasioni di confronto e aprire la nostra città a linguaggi ed esperienze provenienti da luoghi diversi.
In questi anni abbiamo scelto di investire sempre di più nella danza, perché crediamo sia un linguaggio universale, capace di abbattere barriere e di parlare a tutti, anche oltre le differenze linguistiche e culturali.
Un investimento che sentiamo ancora più necessario in questo tempo.
Ringrazio Domenico Iannone e tutto il suo gruppo di lavoro, insieme agli operatori culturali che, non senza difficoltà, continuano a costruire rassegne come questa, mettendo in dialogo il Nord e il Sud d’Italia e, allo stesso tempo, Bari e la Puglia con l’Europa e con Paesi lontani come la Corea, con cui la nostra città ha già sviluppato importanti occasioni di scambio.
È proprio questa capacità di creare ponti, attraverso la cultura e i suoi linguaggi, che interpreta bene l’idea di una Bari sempre più aperta al dialogo mediterraneo e internazionale”.
L’inaugurazione è in programma sabato 19 settembre, alle 21 al Teatro Kismet di Bari, con il debutto di “Quiver”, produzione SPaCCa/Sanpapié, con regia e coreografia di Lara Guidetti.
Un’esperienza transdisciplinare nella quale quattro interpreti attraversano danza, parola e azione esplorando il corpo come campo di resistenza, tra inerzia e desiderio, torpore e rivolta, festa e protesta.
Il movimento diventa così un gesto di insubordinazione, capace di rompere l’equilibrio e trasformarsi in pensiero politico e poetico.
Sempre al Kismet, domenica 20 settembre, alle 21, prima regionale per “Il canto delle mani” di Gabriella Stazio, produzione Movimento Danza.
La creazione guarda alla cultura partenopea e alla sua capacità di accogliere contaminazioni e scambi con il Sud del mondo: gesti, suoni, colori, oggetti e simboli si rincorrono in una tessitura nella quale i moduli coreutici si incrociano e si ricompongono, traducendo la forza evocativa di una simbologia arcaica e rituale nel linguaggio della danza contemporanea.
Giovedì 24 settembre, ancora al Teatro Kismet alle 21, una serata riunirà quattro differenti esperienze coreografiche.
La prima nazionale di “Connection“, produzione AltraDanzacon Silvia Di Pierro, indaga attraverso due danzatrici le relazioni fisiche, interiori e naturali che legano l’essere umano a ciò che lo circonda, dal bisogno dell’altro fino al rapporto primordiale con la natura.
Il Balletto Teatro di Torino presenta invece “I love you, Schubert!” di Manfredi Perego, costruito sulle musiche di Franz Schubert: quattro quadri nei quali suono e gesto procedono insieme, alternando rigore e slancio, sogno, passione e leggerezza.
A seguire “Simple Love” di Roberta Ferrara per Equilibrio Dinamico, un canto all’amore perduto nel quale la gestualità prende il posto della parola, tra silenzi, tensioni, ricordi e la ricerca di un sentimento liberato da sovrastrutture e connotazioni tossiche.
Completa la serata “Me, Us, And…” di Giorgio Azzone per JCor – Company, del Centro di Formazione AIDA SSD, sulle musiche di Ezio Bosso: un lavoro sul rapporto tra vulnerabilità e forza, appartenenza e individualità, e sulla rete di emozioni e memorie attraverso la quale ciascuno viene modellato dalla presenza degli altri.
Il cartellone riprenderà poi martedì 20 ottobre, al Teatro Radar di Monopoli, con il debutto regionale di “Boomerang” di Simona Lobefaro e Lorenzo Giansante, produzione Associazione Culturale Atacama ETS.
A metà tra spettacolo e lecture partecipativa, il progetto coinvolge direttamente gli spettatori nella composizione in tempo reale: i loro feedback intervengono sullo sviluppo della danza, modificandola mentre cambia anche lo sguardo di chi osserva.
Mercoledì 21 ottobre, alle 21, al Teatro Kismet, la Compagnia AltraDanza riprende “MozarTangoSuite“, coreografia di Domenico Iannone sulle musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Astor Piazzolla.
Senza una trama drammaturgica, il lavoro torna alla centralità della pura scrittura coreografica, mettendo in relazione due universi musicali lontani e giocando sulle transizioni tra sentimento e passione, classicità e contemporaneità.
Giovedì 22 ottobre, sempre alle 21 al Kismet, prima nazionale per il Budapest Dance Theatre con “Quattro Stagioni | Many Ways” di Aurelie Mounier.
La prima parte, sulle musiche di Vivaldi, osserva il ciclo delle stagioni e le trasformazioni parallele dell’uomo e della natura; la seconda si concentra invece sui molti percorsi dell’esistenza, sulle scelte, gli incontri, le separazioni e gli ostacoli che compongono il viaggio individuale.
La rassegna torna quindi al Teatro Radar di Monopoli. Venerdì 23 ottobre, alle 21, debutta “Dell’Amore…“, con la coreografia di Domenico Iannone, una produzione Epos Teatro, Traetta Opera Festival e Compagnia AltraDanza, sulle musiche di Antonio Vivaldi, Tommaso Traetta e Fryderyk Chopin.
Sabato 24 ottobre, alla stessa ora, Koreoproject presenta “The Butterfly’s Trip (Emozioni a lume di candela)”, con coreografia e danza di Sara Bizzoca, pianoforte di Francesco Giancaspro e drammaturgia e voce di Mariangela Di Capua.
Tre quadri conducono dalla natura al sogno e infine alla forza evocativa dell’arte, sulle musiche, tra gli altri, di Satie, Debussy, Einaudi, Sakamoto, Bacalov, Morricone e Tiersen.
Domenica 25 ottobre, alle 21, al Teatro Kismet di Bari, prima nazionale per “Due di Duo” del Collettivo Artismo, produzione AltraDanza, con le coreografie di Alessia Abiuso e Brunella Valdesi.
Danza, teatro e musica costruiscono un progetto sul rapporto tra radici e apertura verso l’esterno, nel quale il dialetto pugliese, le cellule ritmiche irregolari, il suono acustico e l’elettronica trasformano una specificità locale in un linguaggio rivolto a pubblici diversi.
Il programma si sposta poi alla Casa delle Arti di Conversano, dove il 27, 28 e 29 ottobre, sempre alle 21, tornerà il progetto “Esploratori/CALL 2026“, dedicato alla crescita e alla valorizzazione di nuove esperienze coreografiche.
Martedì 27 ottobredebutta “The Other Faust” di Sabrina Speranza, produzione Unika Produzioni, sulle musiche di Johann Sebastian Bach: una rilettura in teatrodanza del Faust di Goethe che porta in primo piano l’elemento femminile, interrogando forza e fragilità, bene e male, desiderio e redenzione.
Mercoledì 28 ottobre la call proporrà una prima regionale in collaborazione con Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e Compagnia AltraDanza; giovedì 29 ottobre sarà invece presentato in debutto un nuovo progetto, produzione Compagnia AltraDanza.
Nella stessa giornata di giovedì 29 ottobre, alle 21, alla Cittadella degli Artisti di Molfetta, è in programma anche la “Lezione-spettacolo” con Grazia Bonasia e Domenico Iannone, prima nazionale prodotta dalla Compagnia AltraDanza in collaborazione con il Liceo Coreutico L. Da Vinci di Bisceglie, con musiche di Bach e variazioni di Grazia Bonasia.
Il giorno successivo, venerdì 30 ottobre, alle 21, nello stesso spazio, debutto nazionale per “Bachiana” di Domenico Iannone, produzione Compagnia AltraDanza, ancora in collaborazione con il Liceo Coreutico L. Da Vinci di Bisceglie, sulle musiche di Bach e variazioni di Grazia Bonasia.
Gli ultimi tre appuntamenti riporteranno “Esplorare 2026” al Teatro Kismet di Bari. Giovedì 12 novembre, alle 21, Roberto Zappalà presenta “FOMO (l’insostenibile pesantezza dell’essere)”, produzione Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza/CZD2, Centro di Rilevante Interesse Nazionale.
Riprendendo una precedente creazione del 2009, Zappalà affronta la “Fear of missing out”, la paura di essere esclusi, e il bisogno contemporaneo di costruire maschere per poter essere ed esserci: schermi che contemporaneamente nascondono e rivelano, in una società nella quale anche il tentativo di sfuggire alla solitudine può condurre dentro una nuova gabbia.
Venerdì 13 novembre, sempre alle 21 al Teatro Kismet di Bari, “Esplorare” apre una finestra particolarmente prestigiosa sulla scena coreana con “C’era una volta” («Once Upon a Time») della Goblin Party, in collaborazione con l’Istituto Culturale Coreano.
La compagnia, tra le realtà più interessanti della danza contemporanea sudcoreana e forte di numerosi riconoscimenti in patria e all’estero, costruisce i propri lavori attraverso una creazione collettiva: tutti i componenti sono coreografi e concorrono alla nascita della scena, secondo una pratica che mette al centro anche il rapporto diretto con il pubblico.
In “C’era una volta”, affidato alla direzione di Lim Jinho, tre danzatori e due strumentisti riportano alla luce elementi profondamente radicati nella cultura del Paese – dall’hanbok, l’abito tradizionale coreano, al ventaglio, dalla pipa ai caratteristici cappelli in bambù e crine di cavallo, fino al pansori, agli aristocratici yangban e ai racconti antichi – per smontarli e ricomporli con lo sguardo del presente.
Danza, canto e recitazione trasformano così la memoria in materia viva, in una sorta di rito contemporaneo dedicato agli antenati che unisce rispetto della tradizione, invenzione scenica, ironia e leggerezza.
Lo stesso spettacolo è stato inserito nel 2016 tra i Best 5 dell’anno dalla Korean Dance Critics Association e selezionato come opera eccellente nell’ambito del programma di sostegno alla creazione coreutica del Korea Arts Council.
Chiusura sabato 14 novembre, alle 21, con la Compagnia Enzo Cosimi e “Venere vs Adone” di Enzo Cosimi, rilettura contemporanea del celebre poemetto di Shakespeare. Il mito dell’amore non corrisposto diventa materia per interrogare desiderio, rifiuto, identità e culto dell’immagine, attraverso corpi che eccedono la norma e si trasformano.
Al centro, una Venere posseduta dal sentimento e un Adone concentrato sulla costruzione del proprio corpo, in un universo nel quale riferimenti pop e visivi entrano in tensione con una dimensione più arcaica, animale e dionisiaca.
Gli eventi della rassegna sono a pagamento.
I ticket si possono acquistare sul circuito Vivaticket o la sera stessa degli spettacoli ai botteghini dei teatri.
Per informazioni e dettagli: 349.557.62.04, https://altradanza.com/

Danza italiana e internazionale, nuove produzioni, prime nazionali e regionali, progetti dedicati ai giovani coreografi e percorsi che intrecciano spettacolo e formazione.
È stata presentata “Esplorare 2026”, la rassegna ideata e curata dalla Compagnia AltraDanza con la direzione artistica di Domenico Iannone, che dal 19 settembre al 14 novembre porterà la danza contemporanea in quattro Comuni della Città Metropolitana di Bari.
La manifestazione è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, e in collaborazione con Comune di Bari, Teatri di Bari, Puglia Culture, Casa delle Arti, Epos Teatro e Traetta Opera Festival.
Saranno ancora una volta il Teatro Kismet di Bari, il Teatro Radar di Monopoli, la Casa delle Arti di Conversano e la Cittadella degli Artisti di Molfetta a comporre la geografia della manifestazione, con un programma che affianca compagnie affermate a nuove generazioni di interpreti e autori.
Un percorso nel quale la ricerca coreografica incontra musica, teatro e parola, passando dalle riletture del repertorio ai linguaggi del presente e mantenendo centrale il rapporto con la formazione.
Il direttore artistico Domenico Iannone ha spiegato: “È un festival che nasce con l’obiettivo di costruire una rete sempre più ampia di collaborazioni tra istituzioni, luoghi della cultura, scuole di formazione, compagnie di danza e giovani talenti alle prime esperienze sul palcoscenico.
Anche quest’anno abbiamo voluto affiancare interpreti e coreografi di riconosciuta qualità, italiani e internazionali, alle nuove generazioni, creando occasioni concrete di confronto e crescita professionale.
Ma “Esplorare” vuole anche parlare a pubblici diversi, mettere in relazione mondi, linguaggi ed esperienze differenti, perché la danza contemporanea non resti confinata a una cerchia di appassionati.
La dimensione formativa rimane centrale: offrire ai giovani gli strumenti e il rigore necessari per entrare nel mondo del lavoro significa contribuire alla crescita dell’intero settore.
Allo stesso tempo, portare nei nostri teatri sensibilità artistiche, culture e percorsi differenti significa mostrare quanto la danza possa essere un linguaggio capace di dialogare con tutti”.
L’assessora alle Culture di Bari Paola Romano ha commentato: “Siamo felici di sostenere l’ottava edizione di “Esplorare”, una rassegna importante per Bari e per il territorio, che quest’anno mette in rete quattro città pugliesi e propone 19 spettacoli, portando in scena artisti e compagnie nazionali e internazionali.
È una ricchezza che conferma la capacità della danza di costruire relazioni, creare occasioni di confronto e aprire la nostra città a linguaggi ed esperienze provenienti da luoghi diversi.
In questi anni abbiamo scelto di investire sempre di più nella danza, perché crediamo sia un linguaggio universale, capace di abbattere barriere e di parlare a tutti, anche oltre le differenze linguistiche e culturali.
Un investimento che sentiamo ancora più necessario in questo tempo.
Ringrazio Domenico Iannone e tutto il suo gruppo di lavoro, insieme agli operatori culturali che, non senza difficoltà, continuano a costruire rassegne come questa, mettendo in dialogo il Nord e il Sud d’Italia e, allo stesso tempo, Bari e la Puglia con l’Europa e con Paesi lontani come la Corea, con cui la nostra città ha già sviluppato importanti occasioni di scambio.
È proprio questa capacità di creare ponti, attraverso la cultura e i suoi linguaggi, che interpreta bene l’idea di una Bari sempre più aperta al dialogo mediterraneo e internazionale”.
L’inaugurazione è in programma sabato 19 settembre, alle 21 al Teatro Kismet di Bari, con il debutto di “Quiver”, produzione SPaCCa/Sanpapié, con regia e coreografia di Lara Guidetti.
Un’esperienza transdisciplinare nella quale quattro interpreti attraversano danza, parola e azione esplorando il corpo come campo di resistenza, tra inerzia e desiderio, torpore e rivolta, festa e protesta.
Il movimento diventa così un gesto di insubordinazione, capace di rompere l’equilibrio e trasformarsi in pensiero politico e poetico.
Sempre al Kismet, domenica 20 settembre, alle 21, prima regionale per “Il canto delle mani” di Gabriella Stazio, produzione Movimento Danza.
La creazione guarda alla cultura partenopea e alla sua capacità di accogliere contaminazioni e scambi con il Sud del mondo: gesti, suoni, colori, oggetti e simboli si rincorrono in una tessitura nella quale i moduli coreutici si incrociano e si ricompongono, traducendo la forza evocativa di una simbologia arcaica e rituale nel linguaggio della danza contemporanea.
Giovedì 24 settembre, ancora al Teatro Kismet alle 21, una serata riunirà quattro differenti esperienze coreografiche.
La prima nazionale di “Connection“, produzione AltraDanzacon Silvia Di Pierro, indaga attraverso due danzatrici le relazioni fisiche, interiori e naturali che legano l’essere umano a ciò che lo circonda, dal bisogno dell’altro fino al rapporto primordiale con la natura.
Il Balletto Teatro di Torino presenta invece “I love you, Schubert!” di Manfredi Perego, costruito sulle musiche di Franz Schubert: quattro quadri nei quali suono e gesto procedono insieme, alternando rigore e slancio, sogno, passione e leggerezza.
A seguire “Simple Love” di Roberta Ferrara per Equilibrio Dinamico, un canto all’amore perduto nel quale la gestualità prende il posto della parola, tra silenzi, tensioni, ricordi e la ricerca di un sentimento liberato da sovrastrutture e connotazioni tossiche.
Completa la serata “Me, Us, And…” di Giorgio Azzone per JCor – Company, del Centro di Formazione AIDA SSD, sulle musiche di Ezio Bosso: un lavoro sul rapporto tra vulnerabilità e forza, appartenenza e individualità, e sulla rete di emozioni e memorie attraverso la quale ciascuno viene modellato dalla presenza degli altri.
Il cartellone riprenderà poi martedì 20 ottobre, al Teatro Radar di Monopoli, con il debutto regionale di “Boomerang” di Simona Lobefaro e Lorenzo Giansante, produzione Associazione Culturale Atacama ETS.
A metà tra spettacolo e lecture partecipativa, il progetto coinvolge direttamente gli spettatori nella composizione in tempo reale: i loro feedback intervengono sullo sviluppo della danza, modificandola mentre cambia anche lo sguardo di chi osserva.
Mercoledì 21 ottobre, alle 21, al Teatro Kismet, la Compagnia AltraDanza riprende “MozarTangoSuite“, coreografia di Domenico Iannone sulle musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Astor Piazzolla.
Senza una trama drammaturgica, il lavoro torna alla centralità della pura scrittura coreografica, mettendo in relazione due universi musicali lontani e giocando sulle transizioni tra sentimento e passione, classicità e contemporaneità.
Giovedì 22 ottobre, sempre alle 21 al Kismet, prima nazionale per il Budapest Dance Theatre con “Quattro Stagioni | Many Ways” di Aurelie Mounier.
La prima parte, sulle musiche di Vivaldi, osserva il ciclo delle stagioni e le trasformazioni parallele dell’uomo e della natura; la seconda si concentra invece sui molti percorsi dell’esistenza, sulle scelte, gli incontri, le separazioni e gli ostacoli che compongono il viaggio individuale.
La rassegna torna quindi al Teatro Radar di Monopoli. Venerdì 23 ottobre, alle 21, debutta “Dell’Amore…“, con la coreografia di Domenico Iannone, una produzione Epos Teatro, Traetta Opera Festival e Compagnia AltraDanza, sulle musiche di Antonio Vivaldi, Tommaso Traetta e Fryderyk Chopin.
Sabato 24 ottobre, alla stessa ora, Koreoproject presenta “The Butterfly’s Trip (Emozioni a lume di candela)”, con coreografia e danza di Sara Bizzoca, pianoforte di Francesco Giancaspro e drammaturgia e voce di Mariangela Di Capua.
Tre quadri conducono dalla natura al sogno e infine alla forza evocativa dell’arte, sulle musiche, tra gli altri, di Satie, Debussy, Einaudi, Sakamoto, Bacalov, Morricone e Tiersen.
Domenica 25 ottobre, alle 21, al Teatro Kismet di Bari, prima nazionale per “Due di Duo” del Collettivo Artismo, produzione AltraDanza, con le coreografie di Alessia Abiuso e Brunella Valdesi.
Danza, teatro e musica costruiscono un progetto sul rapporto tra radici e apertura verso l’esterno, nel quale il dialetto pugliese, le cellule ritmiche irregolari, il suono acustico e l’elettronica trasformano una specificità locale in un linguaggio rivolto a pubblici diversi.
Il programma si sposta poi alla Casa delle Arti di Conversano, dove il 27, 28 e 29 ottobre, sempre alle 21, tornerà il progetto “Esploratori/CALL 2026“, dedicato alla crescita e alla valorizzazione di nuove esperienze coreografiche.
Martedì 27 ottobredebutta “The Other Faust” di Sabrina Speranza, produzione Unika Produzioni, sulle musiche di Johann Sebastian Bach: una rilettura in teatrodanza del Faust di Goethe che porta in primo piano l’elemento femminile, interrogando forza e fragilità, bene e male, desiderio e redenzione.
Mercoledì 28 ottobre la call proporrà una prima regionale in collaborazione con Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e Compagnia AltraDanza; giovedì 29 ottobre sarà invece presentato in debutto un nuovo progetto, produzione Compagnia AltraDanza.
Nella stessa giornata di giovedì 29 ottobre, alle 21, alla Cittadella degli Artisti di Molfetta, è in programma anche la “Lezione-spettacolo” con Grazia Bonasia e Domenico Iannone, prima nazionale prodotta dalla Compagnia AltraDanza in collaborazione con il Liceo Coreutico L. Da Vinci di Bisceglie, con musiche di Bach e variazioni di Grazia Bonasia.
Il giorno successivo, venerdì 30 ottobre, alle 21, nello stesso spazio, debutto nazionale per “Bachiana” di Domenico Iannone, produzione Compagnia AltraDanza, ancora in collaborazione con il Liceo Coreutico L. Da Vinci di Bisceglie, sulle musiche di Bach e variazioni di Grazia Bonasia.
Gli ultimi tre appuntamenti riporteranno “Esplorare 2026” al Teatro Kismet di Bari. Giovedì 12 novembre, alle 21, Roberto Zappalà presenta “FOMO (l’insostenibile pesantezza dell’essere)”, produzione Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza/CZD2, Centro di Rilevante Interesse Nazionale.
Riprendendo una precedente creazione del 2009, Zappalà affronta la “Fear of missing out”, la paura di essere esclusi, e il bisogno contemporaneo di costruire maschere per poter essere ed esserci: schermi che contemporaneamente nascondono e rivelano, in una società nella quale anche il tentativo di sfuggire alla solitudine può condurre dentro una nuova gabbia.
Venerdì 13 novembre, sempre alle 21 al Teatro Kismet di Bari, “Esplorare” apre una finestra particolarmente prestigiosa sulla scena coreana con “C’era una volta” («Once Upon a Time») della Goblin Party, in collaborazione con l’Istituto Culturale Coreano.
La compagnia, tra le realtà più interessanti della danza contemporanea sudcoreana e forte di numerosi riconoscimenti in patria e all’estero, costruisce i propri lavori attraverso una creazione collettiva: tutti i componenti sono coreografi e concorrono alla nascita della scena, secondo una pratica che mette al centro anche il rapporto diretto con il pubblico.
In “C’era una volta”, affidato alla direzione di Lim Jinho, tre danzatori e due strumentisti riportano alla luce elementi profondamente radicati nella cultura del Paese – dall’hanbok, l’abito tradizionale coreano, al ventaglio, dalla pipa ai caratteristici cappelli in bambù e crine di cavallo, fino al pansori, agli aristocratici yangban e ai racconti antichi – per smontarli e ricomporli con lo sguardo del presente.
Danza, canto e recitazione trasformano così la memoria in materia viva, in una sorta di rito contemporaneo dedicato agli antenati che unisce rispetto della tradizione, invenzione scenica, ironia e leggerezza.
Lo stesso spettacolo è stato inserito nel 2016 tra i Best 5 dell’anno dalla Korean Dance Critics Association e selezionato come opera eccellente nell’ambito del programma di sostegno alla creazione coreutica del Korea Arts Council.
Chiusura sabato 14 novembre, alle 21, con la Compagnia Enzo Cosimi e “Venere vs Adone” di Enzo Cosimi, rilettura contemporanea del celebre poemetto di Shakespeare. Il mito dell’amore non corrisposto diventa materia per interrogare desiderio, rifiuto, identità e culto dell’immagine, attraverso corpi che eccedono la norma e si trasformano.
Al centro, una Venere posseduta dal sentimento e un Adone concentrato sulla costruzione del proprio corpo, in un universo nel quale riferimenti pop e visivi entrano in tensione con una dimensione più arcaica, animale e dionisiaca.
Gli eventi della rassegna sono a pagamento.
I ticket si possono acquistare sul circuito Vivaticket o la sera stessa degli spettacoli ai botteghini dei teatri.
Per informazioni e dettagli: 349.557.62.04, https://altradanza.com/
“Esplorare 2026”: presentata l’8° edizione la rassegna di danza con la direzione artistica di Domenico Iannone, 19 spettacoli in 4 città per indagare il linguaggio della danza, con uno sguardo al moderno e al contemporaneo
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