“Prevenzione, consapevolezza e responsabilità devono guidare l’azione delle istituzioni nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.
Proteggere i nostri adolescenti significa investire nel futuro della Puglia.
Ed è per questo che la giunta regionale, lo scorso 19 novembre, con una delibera, ha investito 400.000 € in progetti di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, soprattutto nelle scuole”.
È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenuta al convegno promosso dalla LILT – Associazione Metropolitana di Bari sul tema “IAD minorile, bullismo, cyberbullismo. Salute, prevenzione e responsabilità”.
“Dietro ogni episodio – ha affermato – non ci sono semplicemente numeri o statistiche, ma storie personali, famiglie, ragazzi e ragazze che chiedono ascolto, protezione e sostegno.
Per questo la risposta delle istituzioni deve essere prima di tutto educativa e culturale”.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della piattaforma ELISA, il sistema nazionale di monitoraggio sul bullismo e cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Università di Firenze.
Il rapporto 2024-2025, che ha interessato oltre 16 mila studenti e 3.400 docenti pugliesi, evidenzia un incremento delle vittime di bullismo, passate dal 23% del 2020-2021 al 28% attuale, con il 5% dei ragazzi che subisce episodi sistematici di prevaricazione.
Tra le forme più diffuse di violenza figurano prese in giro, insulti e minacce, ma anche esclusione sociale, diffusione di pettegolezzi, danneggiamento di oggetti personali e discriminazioni legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale o alla disabilità.
Nel suo intervento, la vicepresidente ha rivolto un appello ai giovani affinché non abbiano timore di chiedere aiuto e agli adulti perché rafforzino il proprio ruolo educativo: “Dietro ogni profilo social esiste una persona reale, con la propria dignità e i propri diritti.
Nessuna tecnologia può sostituire il dialogo, l’ascolto e la presenza di genitori, insegnanti ed educatori”.
Un richiamo anche alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza non è mai una soluzione.
Ognuno di noi può contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi scegliendo di non voltarsi dall’altra parte”.
In conclusione, la vicepresidente ha ribadito che la tutela della salute mentale e relazionale degli adolescenti rappresenta una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e professionisti: “Solo attraverso una rete educativa forte e coesa possiamo garantire ai nostri ragazzi opportunità di crescita sane e sicure.
Proteggere i nostri giovani significa costruire il futuro della Puglia”.

“Prevenzione, consapevolezza e responsabilità devono guidare l’azione delle istituzioni nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.
Proteggere i nostri adolescenti significa investire nel futuro della Puglia. Ed è per questo che la giunta regionale, lo scorso 19 novembre, con una delibera, ha investito 400.000 € in progetti di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, soprattutto nelle scuole”.
È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenuta al convegno promosso dalla LILT – Associazione Metropolitana di Bari sul tema “IAD minorile, bullismo, cyberbullismo. Salute, prevenzione e responsabilità”.
“Dietro ogni episodio – ha affermato – non ci sono semplicemente numeri o statistiche, ma storie personali, famiglie, ragazzi e ragazze che chiedono ascolto, protezione e sostegno.
Per questo la risposta delle istituzioni deve essere prima di tutto educativa e culturale”.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della piattaforma ELISA, il sistema nazionale di monitoraggio sul bullismo e cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Università di Firenze.
Il rapporto 2024-2025, che ha interessato oltre 16 mila studenti e 3.400 docenti pugliesi, evidenzia un incremento delle vittime di bullismo, passate dal 23% del 2020-2021 al 28% attuale, con il 5% dei ragazzi che subisce episodi sistematici di prevaricazione.
Tra le forme più diffuse di violenza figurano prese in giro, insulti e minacce, ma anche esclusione sociale, diffusione di pettegolezzi, danneggiamento di oggetti personali e discriminazioni legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale o alla disabilità.
Nel suo intervento, la vicepresidente ha rivolto un appello ai giovani affinché non abbiano timore di chiedere aiuto e agli adulti perché rafforzino il proprio ruolo educativo: “Dietro ogni profilo social esiste una persona reale, con la propria dignità e i propri diritti.
Nessuna tecnologia può sostituire il dialogo, l’ascolto e la presenza di genitori, insegnanti ed educatori”.
Un richiamo anche alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza non è mai una soluzione.
Ognuno di noi può contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi scegliendo di non voltarsi dall’altra parte”.
In conclusione, la vicepresidente ha ribadito che la tutela della salute mentale e relazionale degli adolescenti rappresenta una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e professionisti: “Solo attraverso una rete educativa forte e coesa possiamo garantire ai nostri ragazzi opportunità di crescita sane e sicure.
Proteggere i nostri giovani significa costruire il futuro della Puglia”.
“Prevenzione, consapevolezza e responsabilità devono guidare l’azione delle istituzioni nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.
Proteggere i nostri adolescenti significa investire nel futuro della Puglia. Ed è per questo che la giunta regionale, lo scorso 19 novembre, con una delibera, ha investito 400.000 € in progetti di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, soprattutto nelle scuole”.
È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenuta al convegno promosso dalla LILT – Associazione Metropolitana di Bari sul tema “IAD minorile, bullismo, cyberbullismo. Salute, prevenzione e responsabilità”.
“Dietro ogni episodio – ha affermato – non ci sono semplicemente numeri o statistiche, ma storie personali, famiglie, ragazzi e ragazze che chiedono ascolto, protezione e sostegno.
Per questo la risposta delle istituzioni deve essere prima di tutto educativa e culturale”.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della piattaforma ELISA, il sistema nazionale di monitoraggio sul bullismo e cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Università di Firenze.
Il rapporto 2024-2025, che ha interessato oltre 16 mila studenti e 3.400 docenti pugliesi, evidenzia un incremento delle vittime di bullismo, passate dal 23% del 2020-2021 al 28% attuale, con il 5% dei ragazzi che subisce episodi sistematici di prevaricazione.
Tra le forme più diffuse di violenza figurano prese in giro, insulti e minacce, ma anche esclusione sociale, diffusione di pettegolezzi, danneggiamento di oggetti personali e discriminazioni legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale o alla disabilità.
Nel suo intervento, la vicepresidente ha rivolto un appello ai giovani affinché non abbiano timore di chiedere aiuto e agli adulti perché rafforzino il proprio ruolo educativo: “Dietro ogni profilo social esiste una persona reale, con la propria dignità e i propri diritti.
Nessuna tecnologia può sostituire il dialogo, l’ascolto e la presenza di genitori, insegnanti ed educatori”.
Un richiamo anche alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza non è mai una soluzione.
Ognuno di noi può contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi scegliendo di non voltarsi dall’altra parte”.
In conclusione, la vicepresidente ha ribadito che la tutela della salute mentale e relazionale degli adolescenti rappresenta una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e professionisti: “Solo attraverso una rete educativa forte e coesa possiamo garantire ai nostri ragazzi opportunità di crescita sane e sicure.
Proteggere i nostri giovani significa costruire il futuro della Puglia”.
“Prevenzione, consapevolezza e responsabilità devono guidare l’azione delle istituzioni nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.
Proteggere i nostri adolescenti significa investire nel futuro della Puglia. Ed è per questo che la giunta regionale, lo scorso 19 novembre, con una delibera, ha investito 400.000 € in progetti di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, soprattutto nelle scuole”.
È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenuta al convegno promosso dalla LILT – Associazione Metropolitana di Bari sul tema “IAD minorile, bullismo, cyberbullismo. Salute, prevenzione e responsabilità”.
“Dietro ogni episodio – ha affermato – non ci sono semplicemente numeri o statistiche, ma storie personali, famiglie, ragazzi e ragazze che chiedono ascolto, protezione e sostegno.
Per questo la risposta delle istituzioni deve essere prima di tutto educativa e culturale”.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della piattaforma ELISA, il sistema nazionale di monitoraggio sul bullismo e cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Università di Firenze.
Il rapporto 2024-2025, che ha interessato oltre 16 mila studenti e 3.400 docenti pugliesi, evidenzia un incremento delle vittime di bullismo, passate dal 23% del 2020-2021 al 28% attuale, con il 5% dei ragazzi che subisce episodi sistematici di prevaricazione.
Tra le forme più diffuse di violenza figurano prese in giro, insulti e minacce, ma anche esclusione sociale, diffusione di pettegolezzi, danneggiamento di oggetti personali e discriminazioni legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale o alla disabilità.
Nel suo intervento, la vicepresidente ha rivolto un appello ai giovani affinché non abbiano timore di chiedere aiuto e agli adulti perché rafforzino il proprio ruolo educativo: “Dietro ogni profilo social esiste una persona reale, con la propria dignità e i propri diritti.
Nessuna tecnologia può sostituire il dialogo, l’ascolto e la presenza di genitori, insegnanti ed educatori”.
Un richiamo anche alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza non è mai una soluzione.
Ognuno di noi può contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi scegliendo di non voltarsi dall’altra parte”.
In conclusione, la vicepresidente ha ribadito che la tutela della salute mentale e relazionale degli adolescenti rappresenta una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e professionisti: “Solo attraverso una rete educativa forte e coesa possiamo garantire ai nostri ragazzi opportunità di crescita sane e sicure.
Proteggere i nostri giovani significa costruire il futuro della Puglia”.
“Prevenzione, consapevolezza e responsabilità devono guidare l’azione delle istituzioni nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.
Proteggere i nostri adolescenti significa investire nel futuro della Puglia. Ed è per questo che la giunta regionale, lo scorso 19 novembre, con una delibera, ha investito 400.000 € in progetti di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, soprattutto nelle scuole”.
È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenuta al convegno promosso dalla LILT – Associazione Metropolitana di Bari sul tema “IAD minorile, bullismo, cyberbullismo. Salute, prevenzione e responsabilità”.
“Dietro ogni episodio – ha affermato – non ci sono semplicemente numeri o statistiche, ma storie personali, famiglie, ragazzi e ragazze che chiedono ascolto, protezione e sostegno.
Per questo la risposta delle istituzioni deve essere prima di tutto educativa e culturale”.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della piattaforma ELISA, il sistema nazionale di monitoraggio sul bullismo e cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Università di Firenze.
Il rapporto 2024-2025, che ha interessato oltre 16 mila studenti e 3.400 docenti pugliesi, evidenzia un incremento delle vittime di bullismo, passate dal 23% del 2020-2021 al 28% attuale, con il 5% dei ragazzi che subisce episodi sistematici di prevaricazione.
Tra le forme più diffuse di violenza figurano prese in giro, insulti e minacce, ma anche esclusione sociale, diffusione di pettegolezzi, danneggiamento di oggetti personali e discriminazioni legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale o alla disabilità.
Nel suo intervento, la vicepresidente ha rivolto un appello ai giovani affinché non abbiano timore di chiedere aiuto e agli adulti perché rafforzino il proprio ruolo educativo: “Dietro ogni profilo social esiste una persona reale, con la propria dignità e i propri diritti.
Nessuna tecnologia può sostituire il dialogo, l’ascolto e la presenza di genitori, insegnanti ed educatori”.
Un richiamo anche alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza non è mai una soluzione.
Ognuno di noi può contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi scegliendo di non voltarsi dall’altra parte”.
In conclusione, la vicepresidente ha ribadito che la tutela della salute mentale e relazionale degli adolescenti rappresenta una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e professionisti: “Solo attraverso una rete educativa forte e coesa possiamo garantire ai nostri ragazzi opportunità di crescita sane e sicure.
Proteggere i nostri giovani significa costruire il futuro della Puglia”.
“Prevenzione, consapevolezza e responsabilità devono guidare l’azione delle istituzioni nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.
Proteggere i nostri adolescenti significa investire nel futuro della Puglia. Ed è per questo che la giunta regionale, lo scorso 19 novembre, con una delibera, ha investito 400.000 € in progetti di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, soprattutto nelle scuole”.
È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenuta al convegno promosso dalla LILT – Associazione Metropolitana di Bari sul tema “IAD minorile, bullismo, cyberbullismo. Salute, prevenzione e responsabilità”.
“Dietro ogni episodio – ha affermato – non ci sono semplicemente numeri o statistiche, ma storie personali, famiglie, ragazzi e ragazze che chiedono ascolto, protezione e sostegno.
Per questo la risposta delle istituzioni deve essere prima di tutto educativa e culturale”.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della piattaforma ELISA, il sistema nazionale di monitoraggio sul bullismo e cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Università di Firenze.
Il rapporto 2024-2025, che ha interessato oltre 16 mila studenti e 3.400 docenti pugliesi, evidenzia un incremento delle vittime di bullismo, passate dal 23% del 2020-2021 al 28% attuale, con il 5% dei ragazzi che subisce episodi sistematici di prevaricazione.
Tra le forme più diffuse di violenza figurano prese in giro, insulti e minacce, ma anche esclusione sociale, diffusione di pettegolezzi, danneggiamento di oggetti personali e discriminazioni legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale o alla disabilità.
Nel suo intervento, la vicepresidente ha rivolto un appello ai giovani affinché non abbiano timore di chiedere aiuto e agli adulti perché rafforzino il proprio ruolo educativo: “Dietro ogni profilo social esiste una persona reale, con la propria dignità e i propri diritti.
Nessuna tecnologia può sostituire il dialogo, l’ascolto e la presenza di genitori, insegnanti ed educatori”.
Un richiamo anche alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza non è mai una soluzione.
Ognuno di noi può contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi scegliendo di non voltarsi dall’altra parte”.
In conclusione, la vicepresidente ha ribadito che la tutela della salute mentale e relazionale degli adolescenti rappresenta una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e professionisti: “Solo attraverso una rete educativa forte e coesa possiamo garantire ai nostri ragazzi opportunità di crescita sane e sicure.
Proteggere i nostri giovani significa costruire il futuro della Puglia”.
“Prevenzione, consapevolezza e responsabilità devono guidare l’azione delle istituzioni nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.
Proteggere i nostri adolescenti significa investire nel futuro della Puglia. Ed è per questo che la giunta regionale, lo scorso 19 novembre, con una delibera, ha investito 400.000 € in progetti di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, soprattutto nelle scuole”.
È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenuta al convegno promosso dalla LILT – Associazione Metropolitana di Bari sul tema “IAD minorile, bullismo, cyberbullismo. Salute, prevenzione e responsabilità”.
“Dietro ogni episodio – ha affermato – non ci sono semplicemente numeri o statistiche, ma storie personali, famiglie, ragazzi e ragazze che chiedono ascolto, protezione e sostegno.
Per questo la risposta delle istituzioni deve essere prima di tutto educativa e culturale”.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della piattaforma ELISA, il sistema nazionale di monitoraggio sul bullismo e cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Università di Firenze.
Il rapporto 2024-2025, che ha interessato oltre 16 mila studenti e 3.400 docenti pugliesi, evidenzia un incremento delle vittime di bullismo, passate dal 23% del 2020-2021 al 28% attuale, con il 5% dei ragazzi che subisce episodi sistematici di prevaricazione.
Tra le forme più diffuse di violenza figurano prese in giro, insulti e minacce, ma anche esclusione sociale, diffusione di pettegolezzi, danneggiamento di oggetti personali e discriminazioni legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale o alla disabilità.
Nel suo intervento, la vicepresidente ha rivolto un appello ai giovani affinché non abbiano timore di chiedere aiuto e agli adulti perché rafforzino il proprio ruolo educativo: “Dietro ogni profilo social esiste una persona reale, con la propria dignità e i propri diritti.
Nessuna tecnologia può sostituire il dialogo, l’ascolto e la presenza di genitori, insegnanti ed educatori”.
Un richiamo anche alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza non è mai una soluzione.
Ognuno di noi può contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi scegliendo di non voltarsi dall’altra parte”.
In conclusione, la vicepresidente ha ribadito che la tutela della salute mentale e relazionale degli adolescenti rappresenta una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e professionisti: “Solo attraverso una rete educativa forte e coesa possiamo garantire ai nostri ragazzi opportunità di crescita sane e sicure.
Proteggere i nostri giovani significa costruire il futuro della Puglia”.
“Prevenzione, consapevolezza e responsabilità devono guidare l’azione delle istituzioni nella lotta al bullismo e al cyberbullismo.
Proteggere i nostri adolescenti significa investire nel futuro della Puglia. Ed è per questo che la giunta regionale, lo scorso 19 novembre, con una delibera, ha investito 400.000 € in progetti di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, soprattutto nelle scuole”.
È il messaggio lanciato dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia Elisabetta Vaccarella intervenuta al convegno promosso dalla LILT – Associazione Metropolitana di Bari sul tema “IAD minorile, bullismo, cyberbullismo. Salute, prevenzione e responsabilità”.
“Dietro ogni episodio – ha affermato – non ci sono semplicemente numeri o statistiche, ma storie personali, famiglie, ragazzi e ragazze che chiedono ascolto, protezione e sostegno.
Per questo la risposta delle istituzioni deve essere prima di tutto educativa e culturale”.
Ampio spazio è stato dedicato ai dati della piattaforma ELISA, il sistema nazionale di monitoraggio sul bullismo e cyberbullismo promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Università di Firenze.
Il rapporto 2024-2025, che ha interessato oltre 16 mila studenti e 3.400 docenti pugliesi, evidenzia un incremento delle vittime di bullismo, passate dal 23% del 2020-2021 al 28% attuale, con il 5% dei ragazzi che subisce episodi sistematici di prevaricazione.
Tra le forme più diffuse di violenza figurano prese in giro, insulti e minacce, ma anche esclusione sociale, diffusione di pettegolezzi, danneggiamento di oggetti personali e discriminazioni legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale o alla disabilità.
Nel suo intervento, la vicepresidente ha rivolto un appello ai giovani affinché non abbiano timore di chiedere aiuto e agli adulti perché rafforzino il proprio ruolo educativo: “Dietro ogni profilo social esiste una persona reale, con la propria dignità e i propri diritti.
Nessuna tecnologia può sostituire il dialogo, l’ascolto e la presenza di genitori, insegnanti ed educatori”.
Un richiamo anche alla responsabilità collettiva: “L’indifferenza non è mai una soluzione.
Ognuno di noi può contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e rispettosi scegliendo di non voltarsi dall’altra parte”.
In conclusione, la vicepresidente ha ribadito che la tutela della salute mentale e relazionale degli adolescenti rappresenta una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e professionisti: “Solo attraverso una rete educativa forte e coesa possiamo garantire ai nostri ragazzi opportunità di crescita sane e sicure.
Proteggere i nostri giovani significa costruire il futuro della Puglia”.
La vice presidente Vaccarella al convegno LILT nell’Agorà del Consiglio regionale su cyberbullismo
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