L’intervento della vicepresidente del Consiglio Elisabetta Vaccarella:
“Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alla Fondazione Torino Città per le Donne+ per aver immaginato questo ponte ideale tra Torino e Bari nel nome dei diritti, della parità e dell’inclusione.
La scelta della nostra città non è casuale. Bari e la Puglia sono oggi territori dinamici, aperti al dialogo, alla cultura, all’innovazione sociale e alla partecipazione civica.
Sono luoghi che stanno investendo sempre di più nella costruzione di comunità inclusive, capaci di valorizzare differenze, competenze e talenti.
Ed è proprio questo il messaggio più forte che questo festival consegna a tutti noi: le città non sono soltanto spazi urbani, ma luoghi che riflettono relazioni sociali, equilibri economici, opportunità e diritti.
Ripensare le città dal punto di vista delle donne significa, in realtà, ripensarle per tutti.
Significa interrogarsi sulla qualità della vita urbana, sulla sicurezza, sulla mobilità, sui tempi di vita e di lavoro, sull’accessibilità degli spazi pubblici, sulla partecipazione ai processi decisionali e sulla possibilità concreta di conciliare libertà individuali e piena cittadinanza.
Quando le città diventano più inclusive per le donne, diventano inevitabilmente più giuste, più moderne e più vivibili per l’intera collettività.
Credo sia molto importante che questo confronto avvenga attraverso linguaggi diversi: la politica, la cultura, l’arte, la fotografia, la scrittura, le testimonianze civili e il contributo del mondo accademico e associativo.
Perché i grandi cambiamenti sociali non nascono mai da un solo punto di vista, ma dall’incontro tra esperienze, sensibilità e competenze differenti.
La presenza di ospiti autorevoli del mondo della cultura, dell’economia, dell’informazione e dell’attivismo internazionale testimonia la capacità di questo festival di affrontare il tema della parità di genere in modo concreto, contemporaneo e multidisciplinare.
Particolarmente significativo è il primo “Davos italiano delle politiche di genere”, che vedrà confrontarsi sindache, sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali per costruire politiche misurabili e replicabili.
È un passaggio fondamentale, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di trasformare i principi in azioni concrete e le dichiarazioni di intenti in strumenti efficaci di cambiamento.
La parità non può essere considerata un tema settoriale o esclusivamente femminile. È una questione democratica, economica e sociale che riguarda la qualità dello sviluppo dei nostri territori.
Investire sui diritti, sulla partecipazione delle donne, sull’accesso alle opportunità e sulla valorizzazione delle competenze significa investire nella crescita delle comunità e nella competitività del Paese.
Come Consiglio regionale della Puglia sentiamo forte questa responsabilità e siamo convinti che il ruolo delle istituzioni debba essere quello di accompagnare e sostenere percorsi culturali e politici capaci di generare cambiamento reale.
In questi anni la nostra Regione ha cercato di rafforzare le politiche di contrasto alle discriminazioni, di promozione della parità e di sostegno alla partecipazione delle donne nella vita sociale, culturale ed economica.
Ma sappiamo bene che il lavoro da fare è ancora molto.
Per questo occasioni come questa sono preziose: perché ci aiutano a costruire reti, a condividere esperienze virtuose e a immaginare insieme nuove prospettive.
Concludo con un augurio: che questi giorni di confronto, dibattito e partecipazione possano lasciare non soltanto riflessioni importanti, ma anche idee, progetti e alleanze capaci di proseguire nel tempo.
Bari e la Puglia sono orgogliose di accogliere questo festival e di contribuire a un dibattito nazionale e internazionale così necessario e attuale”.

L’intervento della vicepresidente del Consiglio Elisabetta Vaccarella
“Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alla Fondazione Torino Città per le Donne+ per aver immaginato questo ponte ideale tra Torino e Bari nel nome dei diritti, della parità e dell’inclusione.
La scelta della nostra città non è casuale. Bari e la Puglia sono oggi territori dinamici, aperti al dialogo, alla cultura, all’innovazione sociale e alla partecipazione civica.
Sono luoghi che stanno investendo sempre di più nella costruzione di comunità inclusive, capaci di valorizzare differenze, competenze e talenti.
Ed è proprio questo il messaggio più forte che questo festival consegna a tutti noi: le città non sono soltanto spazi urbani, ma luoghi che riflettono relazioni sociali, equilibri economici, opportunità e diritti.
Ripensare le città dal punto di vista delle donne significa, in realtà, ripensarle per tutti.
Significa interrogarsi sulla qualità della vita urbana, sulla sicurezza, sulla mobilità, sui tempi di vita e di lavoro, sull’accessibilità degli spazi pubblici, sulla partecipazione ai processi decisionali e sulla possibilità concreta di conciliare libertà individuali e piena cittadinanza.
Quando le città diventano più inclusive per le donne, diventano inevitabilmente più giuste, più moderne e più vivibili per l’intera collettività.
Credo sia molto importante che questo confronto avvenga attraverso linguaggi diversi: la politica, la cultura, l’arte, la fotografia, la scrittura, le testimonianze civili e il contributo del mondo accademico e associativo.
Perché i grandi cambiamenti sociali non nascono mai da un solo punto di vista, ma dall’incontro tra esperienze, sensibilità e competenze differenti.
La presenza di ospiti autorevoli del mondo della cultura, dell’economia, dell’informazione e dell’attivismo internazionale testimonia la capacità di questo festival di affrontare il tema della parità di genere in modo concreto, contemporaneo e multidisciplinare.
Particolarmente significativo è il primo “Davos italiano delle politiche di genere”, che vedrà confrontarsi sindache, sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali per costruire politiche misurabili e replicabili.
È un passaggio fondamentale, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di trasformare i principi in azioni concrete e le dichiarazioni di intenti in strumenti efficaci di cambiamento.
La parità non può essere considerata un tema settoriale o esclusivamente femminile. È una questione democratica, economica e sociale che riguarda la qualità dello sviluppo dei nostri territori.
Investire sui diritti, sulla partecipazione delle donne, sull’accesso alle opportunità e sulla valorizzazione delle competenze significa investire nella crescita delle comunità e nella competitività del Paese.
Come Consiglio regionale della Puglia sentiamo forte questa responsabilità e siamo convinti che il ruolo delle istituzioni debba essere quello di accompagnare e sostenere percorsi culturali e politici capaci di generare cambiamento reale.
In questi anni la nostra Regione ha cercato di rafforzare le politiche di contrasto alle discriminazioni, di promozione della parità e di sostegno alla partecipazione delle donne nella vita sociale, culturale ed economica.
Ma sappiamo bene che il lavoro da fare è ancora molto.
Per questo occasioni come questa sono preziose: perché ci aiutano a costruire reti, a condividere esperienze virtuose e a immaginare insieme nuove prospettive.
Concludo con un augurio: che questi giorni di confronto, dibattito e partecipazione possano lasciare non soltanto riflessioni importanti, ma anche idee, progetti e alleanze capaci di proseguire nel tempo.
Bari e la Puglia sono orgogliose di accogliere questo festival e di contribuire a un dibattito nazionale e internazionale così necessario e attuale”.
L’intervento della vicepresidente del Consiglio Elisabetta Vaccarella
“Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alla Fondazione Torino Città per le Donne+ per aver immaginato questo ponte ideale tra Torino e Bari nel nome dei diritti, della parità e dell’inclusione.
La scelta della nostra città non è casuale. Bari e la Puglia sono oggi territori dinamici, aperti al dialogo, alla cultura, all’innovazione sociale e alla partecipazione civica.
Sono luoghi che stanno investendo sempre di più nella costruzione di comunità inclusive, capaci di valorizzare differenze, competenze e talenti.
Ed è proprio questo il messaggio più forte che questo festival consegna a tutti noi: le città non sono soltanto spazi urbani, ma luoghi che riflettono relazioni sociali, equilibri economici, opportunità e diritti.
Ripensare le città dal punto di vista delle donne significa, in realtà, ripensarle per tutti.
Significa interrogarsi sulla qualità della vita urbana, sulla sicurezza, sulla mobilità, sui tempi di vita e di lavoro, sull’accessibilità degli spazi pubblici, sulla partecipazione ai processi decisionali e sulla possibilità concreta di conciliare libertà individuali e piena cittadinanza.
Quando le città diventano più inclusive per le donne, diventano inevitabilmente più giuste, più moderne e più vivibili per l’intera collettività.
Credo sia molto importante che questo confronto avvenga attraverso linguaggi diversi: la politica, la cultura, l’arte, la fotografia, la scrittura, le testimonianze civili e il contributo del mondo accademico e associativo.
Perché i grandi cambiamenti sociali non nascono mai da un solo punto di vista, ma dall’incontro tra esperienze, sensibilità e competenze differenti.
La presenza di ospiti autorevoli del mondo della cultura, dell’economia, dell’informazione e dell’attivismo internazionale testimonia la capacità di questo festival di affrontare il tema della parità di genere in modo concreto, contemporaneo e multidisciplinare.
Particolarmente significativo è il primo “Davos italiano delle politiche di genere”, che vedrà confrontarsi sindache, sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali per costruire politiche misurabili e replicabili.
È un passaggio fondamentale, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di trasformare i principi in azioni concrete e le dichiarazioni di intenti in strumenti efficaci di cambiamento.
La parità non può essere considerata un tema settoriale o esclusivamente femminile. È una questione democratica, economica e sociale che riguarda la qualità dello sviluppo dei nostri territori.
Investire sui diritti, sulla partecipazione delle donne, sull’accesso alle opportunità e sulla valorizzazione delle competenze significa investire nella crescita delle comunità e nella competitività del Paese.
Come Consiglio regionale della Puglia sentiamo forte questa responsabilità e siamo convinti che il ruolo delle istituzioni debba essere quello di accompagnare e sostenere percorsi culturali e politici capaci di generare cambiamento reale.
In questi anni la nostra Regione ha cercato di rafforzare le politiche di contrasto alle discriminazioni, di promozione della parità e di sostegno alla partecipazione delle donne nella vita sociale, culturale ed economica.
Ma sappiamo bene che il lavoro da fare è ancora molto.
Per questo occasioni come questa sono preziose: perché ci aiutano a costruire reti, a condividere esperienze virtuose e a immaginare insieme nuove prospettive.
Concludo con un augurio: che questi giorni di confronto, dibattito e partecipazione possano lasciare non soltanto riflessioni importanti, ma anche idee, progetti e alleanze capaci di proseguire nel tempo.
Bari e la Puglia sono orgogliose di accogliere questo festival e di contribuire a un dibattito nazionale e internazionale così necessario e attuale”.
La vicepresidente Elisabetta Vaccarella apre il festival Women & the City
Elisabetta Vaccarella
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