Milano, metà maggio. Meno estesa e rumorosa della grande fiera Tutto Food conclusasi pochi giorni prima, la kermesse internazionale Best Wine Stars si rivela, per chi sa guardare, un osservatorio intrigante. È qui, tra maison di champagne e realtà spirits, che si scoprono i progetti di nicchia ancora sconosciuti ai più: storie di famiglia e nuove sfide che nascono dalla terra.
In questo palcoscenico milanese, sono nove le cantine pugliesi che abbiamo incontrato.
I nomi delle loro etichette rievocano tempi antichi, profumi di mosto e contrade riportate alla vita dai giovani eredi di famiglie storiche. Incontri gradevoli, fatti di racconti che lievitano nel tempo, dove la cultura dei giovani incontra l’esperienza dei vecchi. Sono nomi dialettali che risuonano nella mente, tramandando le radici e le passioni dei tempi andati; marchi che appaiono davanti agli occhi come nuove esperienze.
È la Puglia che evolve, che arricchisce le proprie competenze e compie sforzi enormi per posizionarsi sul panorama internazionale al pari di regioni che hanno già fatto grandi passi. Eppure non si scompone: si rimbocca le maniche e cammina. La strada è in salita, ma i pugliesi – si sa – sono caparbi, tenaci, mossi da una voglia profonda di raggiungere gli obiettivi prefissati. Da queste chiacchierate sono nati nuovi progetti, e insieme si va avanti con determinazione.
Ecco le nove realtà che ci hanno emozionato:
Azienda Agricola Giuseppe Attanasio (Manduria, TA)
Già premiata al Best Wine, la cantina ripropone una gamma di vini eccezionali. Nata nel 2000 all’ombra dei tradizionali alberelli pugliesi, offre un Primitivo morbido e complesso: un vero regalo per tutti i sensi. (www.primitivoattanasio.com)
Antonio Buccoliero (Sava, TA)
Un giardino quasi sospeso accoglie il visitatore tra racconti e passione. Qui Antonio coltiva il suo alberello nel ricordo di Nonno Antonio e papà Giuseppe. Il suo Ejà, il vino culturale, è una sintesi perfetta di storia, sapere, territorio e identità. (www.ejailvinoculturale.com)
Don Blasi – Tenute Blasi (Manduria, TA)
Un ecosistema agricolo orientato al futuro, espressione di una visione contemporanea del territorio. Primitivo, Negroamaro e Chardonnay danno vita a un paesaggio vitato dove ogni filare racconta una storia, e la cura quotidiana rende ogni raccolto un’espressione autentica. (www.tenuteblasi.it)
Maria Faretra (Ortanova, FG)
Una bellissima realtà al femminile e biologica certificata. Una storia di famiglia che profuma dell’infanzia passata in vigna, tra la fatica e la gioia profonda dei giorni della raccolta. (www.mariafaretra.it)
Luca Gentile (Cassano delle Murge, BA)
Più che un luogo, un sentimento. Situata nel cuore della Murgia, questa cantina offre un viaggio attraverso i sensi: ogni bottiglia racconta la generosità della terra, l’abbraccio del sole sui vigneti e le mani esperte che toccano con amore ogni grappolo. (www.cantinagentile.com)
Tenute Manduano (Cerignola, FG)
La lentezza, il tempo che non ha tempo, i ricordi dei nonni racchiusi in un calice. I fratelli Vito e Michela Manduano lavorano terre dure che, per contrasto, regalano vini morbidi e dai profumi straordinariamente complessi. (www.tenutemanduano.it)
Tenute Monacelli (Lecce)
Un magnifico complesso masserizio del XVI secolo nel cuore del Salento. Immersa in 400 ettari tra vigneti, secolari oliveti, agrumeti e boschi di lecci a due passi dall’Abbazia di Cerrate, la tenuta produce vini che respirano l’aria del vicino mare Ionio. (www.tenutamonacelli.com)
Domenico Russo (Ginosa, TA)
Realtà a conduzione familiare attiva dal 1998 alle porte della Basilicata. Un anfiteatro naturale ideale per la vite, dove la morfologia collinare e la complicità del vicino Mar Ionio creano un microclima mitissimo. (www.cantinedomenicorusso.it)
Somm’A 4 (Brindisi)
La “somma” del talento di quattro sommelier, un’amicizia nata sui banchi dell’Associazione Italiana Sommelier, dà il nome a questa giovane e dinamica impresa. Le loro bollicine Metodo Classico nate quasi per gioco, diventano un’idea imprenditoriale ma soprattutto espressione di uno stato d’animo, veicolo di sensazioni che evocano il cielo terso, la luce, il calore e il Mediterraneo che abbraccia la terra di Puglia. (www.somma4.com)
Oltre i confini pugliesi: suggestioni e risvegli
Ma la bellezza di una kermesse come Best Wine Stars sta anche nella capacità di farsi sorprendere, lasciando che la propria sensibilità si muova oltre i confini regionali per incontrare anime affini, nello stesso padiglione. Due realtà, in particolare, hanno toccato le corde del mio essere.
Il Risveglio del Ceppo (Piemonte)
Dopo un sogno c’è sempre un risveglio che lascia nella mente ricordi, sensazioni e suggestioni. Il progetto “Il Risveglio del Ceppo” (della Cantina Barbera dei Sei Castelli) a cura dell’enologo e direttore Enzo Gerbi è nato proprio dal sogno di salvaguardare un patrimonio e ridare vita alle vecchie viti. Una filosofia profonda che si esprime non solo nel calice della loro eccezionale Barbera, ma anche in un’idea che ho trovato straordinaria: l’aver inserito nel loro percorso il Museo “L’Anima del Vino”, dove l’arte incontra la memoria della terra e i vecchi ceppi sradicati tornano a parlare.
Frantoio Corradini di Corrado Corradini (Marche)
L’altro incontro che mi è rimasto nel cuore è quello con Corrado, nelle Marche. Avvicinandomi al suo spazio ho risentito, con mia grande sorpresa e commozione, i profumi intensi, veraci e avvolgenti dell’Olio di Puglia. Pur venendo da un’altra terra generosa, il suo olio extravergine porta con sé quella stessa cura sacrale per l’olivo, dimostrando che la passione autentica parla una lingua universale, capace di annullare le distanze geografiche attraverso il profumo e il gusto.








BEST WINE STARS a Milano
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