“È da sempre e sempre sarà uno spazio di libertà musicale, un catalogo di proposte volutamente molto differenti tra loro.
Lavori che rappresentino un termine di paragone rispetto al mainstream, ma anche un luogo in cui la musica diventa uno spazio di riflessione sulla mediocrità dei nostri tempi”.
Così il direttore artistico Gianluigi Trevisi riassume la 41ª edizione delle “musiche possibili” di Time Zones, tra i festival più longevi del Paese.
L’assessora alle Culture Paola Romano nel corso della presentazione alla stampa ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di sostenere la 41ª edizione di Time Zones, uno dei festival più longevi d’Italia, ma anche uno dei più capaci di innovare e sperimentare attraverso tutti i generi musicali.
Un festival che ormai fa parte del patrimonio culturale della città e che negli anni ha portato a Bari città tantissimi artisti nazionali e internazionali contribuendo a scoprire e valorizzare nuovi talenti e a offrire al pubblico il meglio della ricerca musicale.
Time Zones rappresenta oggi uno dei pilastri dell’offerta culturale della città di Bari.
Siamo orgogliosi che, nonostante i suoi 41 anni, continui a essere capace di sperimentare, innovare e ricercare, mantenendo intatta quella curiosità e quella libertà che da sempre ne caratterizzano il percorso.
Un festival che, attraverso la musica, sa anche interrogarsi sul presente e prendere posizione sui grandi temi del nostro tempo.
Questo per noi è molto importante, perché crediamo in una cultura capace non soltanto di offrire bellezza, ma anche di suscitare riflessioni e contribuire al dibattito pubblico.
Time Zones è inoltre un festival diffuso, che attraversa luoghi e territori diversi e parla a pubblici differenti, non soltanto ai baresi ma anche alle tante persone che frequentano la rassegna, consapevoli di trovare ogni volta un’offerta artistica di respiro internazionale.
È una dimensione che arricchisce la città e contribuisce a rafforzarne il ruolo di luogo di incontro, di scambio e di produzione culturale.
Ringrazio tutte le persone che da anni portano avanti questa attività di ricerca, che ha tante sfaccettature e che rappresenta una parte importante del lavoro culturale della città, insieme al Premio Nino Rota e alle tante altre iniziative che sosteniamo.
Non è facile realizzare un festival come Time Zones, portare avanti una produzione culturale di questo livello, ricercare e dare spazio a nuovi e vecchi talenti.
Per questo desidero ringraziare Gianluigi Trevisie tutte le persone che lavorano con lui durante tutto l’anno per rendere possibile questa manifestazione”.
Time Zones apre l’edizione 2026 sabato 26 settembre al Teatro Di Cagno di Bari, come ormai è consuetudine negli ultimi anni, con un’anteprima “settembrina”. Due straordinari pianisti per due declinazioni del pianismo contemporaneo: parallele, ma convergenti.
Di stanza a Parigi, il compositore italiano Maurizio Minardi respira elegantemente un’atmosfera tutta modern classical, propria di un autore che costruisce visioni sonore dal forte impatto emotivo.
L’affermata pianista newyorkese Kelly Moran, pur rimanendo anch’essa ancorata a questa ormai consolidata idea di nuova musica classica, ha fatto del suo rapporto con il pianoforte un territorio nel quale esplorare nuovi percorsi tra elettronica e pianoforti “preparati”, dando vita a live immersivi grazie alle immagini e grazie a un incedere colorato ed energico.
La rassegna ripartirà con la consolidata sezione “Literature“, che vede l’incontro tra la musica e la pagina scritta.
Coprodotta con la Compagnia Teatrale Diaghilev, quest’anno la sezione proporrà, con la drammaturgia e l’interpretazione di Paolo Panaro e le musiche di Giovannangelo De Gennaro, una serie di “concerti letterari” dedicati alla letteratura persiana classica.
Tra il 2 e il 7 ottobre, all’Auditorium Vallisa, la rassegna si addentrerà nel mondo della tradizione letteraria persiana, offrendo una chiave di lettura di quel patrimonio come spazio di dialogo culturale e spirituale.
“Poeti, Sufi e Principesse” e “Il Cigolio della Porta del Paradiso” sono i titoli dei due recital.
Va ricordato che Time Zones è da sempre uno spazio in cui tutti i generi hanno trovato rappresentazione.
La musica indie, apparentemente lontana da TZ, è spesso un territorio in cui esistono importanti isole creative che partono dal rock per approdare a prodotti musicali particolarmente innovativi.
È il caso di due band che testimoniano quanto detto attraverso due differenti concerti: i milanesi Ondakeiki (in scena il 2 ottobre allo Spazio 25 di Gioia del Colle), un gruppo che fa del rifiuto totale di una certa rigidità di genere, delle predefinizioni e delle gabbie in cui imprigionare le proprie composizioni il proprio credo.
Così come i Magpies (13 novembre al “Resilienza” di Bitonto), la band di Pierpaolo Vitale, nata a Dublino e definitivamente rinata a Bari. Un alternative rock visionario, fuori dagli schemi, venato di oscure ninne nanne e valzer.
Nell’accogliente Spazio Murat, il trittico centrale di questa 41ª edizione (11, 15 e 18 ottobre) propone un catalogo ampiamente disomogeneo di stili e generi differenti, con 6 concerti che illustrano perfettamente quella che da sempre è la filosofia di Time Zones.
Si va, nella stessa serata (11 ottobre), dalla rilettura in chiave “avanguardista” della nuova musica sudamericana del compositore, polistrumentista e producer colombiano, di base a New York, Bryan Senti, al soffio delle onde atlantiche del compositore scozzese Erland Cooper, originario delle Isole Orcadi, che, con un suono puro e cristallino, avvolge e trascina in atmosfere dilatate, rimandando ai paesaggi nordici da cui proviene.
Nel trittico “murattiano” (15 ottobre) c’è ancora tanto pianoforte, con il tocco raffinato di Lorenzo Masotto, che presenta “Earde“, il suo ottavo album.
Un lavoro che la critica ha definito “un gioiello di musica neoclassica”.
A completare il programma, una stravagante performance, sospesa tra instant theater e “trasfigurazione sonora”, del compositore e attore spagnolo, di base a Berlino, Adrián de Alfonso, noto anche come Don The Tiger.
A completare questo variegato compendio di suoni, le riletture di due capolavori del ‘900: la versione chitarristica (classica) di alcune pagine di Philip Glass, approvata dal grande compositore di Baltimora e realizzata da Sergio Sorrentino (18 ottobre), e il rework in chiave classica di alcuni dei brani più importanti dei Genesis, ad opera della pianista Elpidia Giardina (15 ottobre).
Al Teatro Kismet, il 23 ottobre, una doppia, importantissima esclusiva.
Ad aprire, ancora una volta, un pianista di base a New York: un solista che va ad aggiungersi a questo lungo elenco di pianisti neoclassici di questa edizione 2026.
Si tratta di David Moore, originario del Kansas, che racconta le sconfinate formazioni sabbiose di queste praterie attraverso un’elegantissima linea melodica, con richiami liminali che ricordano i fraseggi del grande Harold Budd. Nella stessa sera, la grande produzione TZ 2026.
Il jazz nel suo versante meno ortodosso, con Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders, incontra uno dei grandi protagonisti dell’alternative rock made in USA: quel grande chitarrista e fondatore dei mitici Sonic Youth che risponde al nome di Thurston Moore.
Il capitolo elettronico è ormai di casa a Time Zones e, anche quest’anno, quello che può essere definito un importante rifugio per questo genere, l’Officina degli Esordi, ospiterà, il 30 ottobre, due proposte elettroniche di assoluto pregio.
Da un lato Dan Leavers (UK), anima elettronica dei The Comet Is Coming e, dall’altro, Soccer96, per un live set intenso, elettrizzante e ipnotico che porterà in scena l’album “Teleportations“.
Non meno elettrizzante sarà il set, unico in Italia, dei californiani di Pasadena, System Exclusive: pulsazioni elettroniche taglienti, vecchi synth, batterie live viscerali e chitarre post-punk sferzanti.
Da un’elettronica rigorosa e futuribile, il 6 novembre al Teatro Forma, si passerà alle melodie che il grande compositore siciliano Paolo Buonvino che, oltre a ricevere il prezioso “Premio Nino Rota“, ha regalato negli ultimi anni al cinema italiano e ad alcune importanti serie internazionali straordinarie composizioni.
Un lavoro che ha saputo tenere insieme, con grande sapienza, profili, generi e scuole diverse. Ad aprire il suo set la voce del violino e l’elettronica di una delle compositrici più interessanti di questa scena new classical Laura Masotto.
Importante per l’edizione 2026 di Time Zones è anche la produzione del 10 novembre(Teatro Forma), dove un altro concerto letterario diventa l’occasione per una profonda riflessione sui nostri tempi: “Il sentimento della fine, la fine del sentire“.
Intorno all’omonimo e prezioso testo della giovane Claudia Surico, l’attrice Leonarda Saffi(Compagnia Emma Dante) e il quartetto d’archi Mycelium cercheranno di mettere in discussione, nelle orecchie e nel cuore del pubblico, le inaccettabili ragioni della colpevole indifferenza che accompagna quella che Papa Francesco ebbe a definire “la III guerra mondiale a pezzi”.
Immersa nella stessa atmosfera riflessiva è la poesia del cantautore Marco Parente, che presenterà uno degli album più delicati degli ultimi tempi, “Vulcani in pace“.
Chiuderà la 41ª edizione, il 13 novembre, Valerio Cosi & The Spiritual Committee. Un concerto singolare per quella che è la scena italiana, dove le novità, a volte, sembrano bestemmie.
Un personaggio anomalo, per un live che si presenta come un vero e proprio saggio musicale: krautrock, ethno-electronic, psichedelia e free improvisation.
Il Festival Time Zones è organizzato dall’omonima associazione culturale, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.
A questo link https://we.tl/t-6GRsLaTx4k11KNrm le foto dei protagonisti della 41^ edizione del Festival.
N. B. Il logo di Time Zones 2026 è la riproduzione fotografica di un’opera di un artista anonimo, collocata a Recanati, sull’Ermo Colle richiamato ne L’Infinito, nei pressi della casa natale di Giacomo Leopardi.

“È da sempre e sempre sarà uno spazio di libertà musicale, un catalogo di proposte volutamente molto differenti tra loro.
Lavori che rappresentino un termine di paragone rispetto al mainstream, ma anche un luogo in cui la musica diventa uno spazio di riflessione sulla mediocrità dei nostri tempi”.
Così il direttore artistico Gianluigi Trevisi riassume la 41ª edizione delle “musiche possibili” di Time Zones, tra i festival più longevi del Paese.
L’assessora alle Culture Paola Romano nel corso della presentazione alla stampa ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di sostenere la 41ª edizione di Time Zones, uno dei festival più longevi d’Italia, ma anche uno dei più capaci di innovare e sperimentare attraverso tutti i generi musicali.
Un festival che ormai fa parte del patrimonio culturale della città e che negli anni ha portato a Bari città tantissimi artisti nazionali e internazionali contribuendo a scoprire e valorizzare nuovi talenti e a offrire al pubblico il meglio della ricerca musicale.
Time Zones rappresenta oggi uno dei pilastri dell’offerta culturale della città di Bari.
Siamo orgogliosi che, nonostante i suoi 41 anni, continui a essere capace di sperimentare, innovare e ricercare, mantenendo intatta quella curiosità e quella libertà che da sempre ne caratterizzano il percorso.
Un festival che, attraverso la musica, sa anche interrogarsi sul presente e prendere posizione sui grandi temi del nostro tempo.
Questo per noi è molto importante, perché crediamo in una cultura capace non soltanto di offrire bellezza, ma anche di suscitare riflessioni e contribuire al dibattito pubblico.
Time Zones è inoltre un festival diffuso, che attraversa luoghi e territori diversi e parla a pubblici differenti, non soltanto ai baresi ma anche alle tante persone che frequentano la rassegna, consapevoli di trovare ogni volta un’offerta artistica di respiro internazionale.
È una dimensione che arricchisce la città e contribuisce a rafforzarne il ruolo di luogo di incontro, di scambio e di produzione culturale.
Ringrazio tutte le persone che da anni portano avanti questa attività di ricerca, che ha tante sfaccettature e che rappresenta una parte importante del lavoro culturale della città, insieme al Premio Nino Rota e alle tante altre iniziative che sosteniamo.
Non è facile realizzare un festival come Time Zones, portare avanti una produzione culturale di questo livello, ricercare e dare spazio a nuovi e vecchi talenti.
Per questo desidero ringraziare Gianluigi Trevisie tutte le persone che lavorano con lui durante tutto l’anno per rendere possibile questa manifestazione”.
Time Zones apre l’edizione 2026 sabato 26 settembre al Teatro Di Cagno di Bari, come ormai è consuetudine negli ultimi anni, con un’anteprima “settembrina”. Due straordinari pianisti per due declinazioni del pianismo contemporaneo: parallele, ma convergenti.
Di stanza a Parigi, il compositore italiano Maurizio Minardi respira elegantemente un’atmosfera tutta modern classical, propria di un autore che costruisce visioni sonore dal forte impatto emotivo.
L’affermata pianista newyorkese Kelly Moran, pur rimanendo anch’essa ancorata a questa ormai consolidata idea di nuova musica classica, ha fatto del suo rapporto con il pianoforte un territorio nel quale esplorare nuovi percorsi tra elettronica e pianoforti “preparati”, dando vita a live immersivi grazie alle immagini e grazie a un incedere colorato ed energico.
La rassegna ripartirà con la consolidata sezione “Literature“, che vede l’incontro tra la musica e la pagina scritta.
Coprodotta con la Compagnia Teatrale Diaghilev, quest’anno la sezione proporrà, con la drammaturgia e l’interpretazione di Paolo Panaro e le musiche di Giovannangelo De Gennaro, una serie di “concerti letterari” dedicati alla letteratura persiana classica.
Tra il 2 e il 7 ottobre, all’Auditorium Vallisa, la rassegna si addentrerà nel mondo della tradizione letteraria persiana, offrendo una chiave di lettura di quel patrimonio come spazio di dialogo culturale e spirituale.
“Poeti, Sufi e Principesse” e “Il Cigolio della Porta del Paradiso” sono i titoli dei due recital.
Va ricordato che Time Zones è da sempre uno spazio in cui tutti i generi hanno trovato rappresentazione.
La musica indie, apparentemente lontana da TZ, è spesso un territorio in cui esistono importanti isole creative che partono dal rock per approdare a prodotti musicali particolarmente innovativi.
È il caso di due band che testimoniano quanto detto attraverso due differenti concerti: i milanesi Ondakeiki (in scena il 2 ottobre allo Spazio 25 di Gioia del Colle), un gruppo che fa del rifiuto totale di una certa rigidità di genere, delle predefinizioni e delle gabbie in cui imprigionare le proprie composizioni il proprio credo.
Così come i Magpies (13 novembre al “Resilienza” di Bitonto), la band di Pierpaolo Vitale, nata a Dublino e definitivamente rinata a Bari. Un alternative rock visionario, fuori dagli schemi, venato di oscure ninne nanne e valzer.
Nell’accogliente Spazio Murat, il trittico centrale di questa 41ª edizione (11, 15 e 18 ottobre) propone un catalogo ampiamente disomogeneo di stili e generi differenti, con 6 concerti che illustrano perfettamente quella che da sempre è la filosofia di Time Zones.
Si va, nella stessa serata (11 ottobre), dalla rilettura in chiave “avanguardista” della nuova musica sudamericana del compositore, polistrumentista e producer colombiano, di base a New York, Bryan Senti, al soffio delle onde atlantiche del compositore scozzese Erland Cooper, originario delle Isole Orcadi, che, con un suono puro e cristallino, avvolge e trascina in atmosfere dilatate, rimandando ai paesaggi nordici da cui proviene.
Nel trittico “murattiano” (15 ottobre) c’è ancora tanto pianoforte, con il tocco raffinato di Lorenzo Masotto, che presenta “Earde“, il suo ottavo album.
Un lavoro che la critica ha definito “un gioiello di musica neoclassica”.
A completare il programma, una stravagante performance, sospesa tra instant theater e “trasfigurazione sonora”, del compositore e attore spagnolo, di base a Berlino, Adrián de Alfonso, noto anche come Don The Tiger.
A completare questo variegato compendio di suoni, le riletture di due capolavori del ‘900: la versione chitarristica (classica) di alcune pagine di Philip Glass, approvata dal grande compositore di Baltimora e realizzata da Sergio Sorrentino (18 ottobre), e il rework in chiave classica di alcuni dei brani più importanti dei Genesis, ad opera della pianista Elpidia Giardina (15 ottobre).
Al Teatro Kismet, il 23 ottobre, una doppia, importantissima esclusiva.
Ad aprire, ancora una volta, un pianista di base a New York: un solista che va ad aggiungersi a questo lungo elenco di pianisti neoclassici di questa edizione 2026.
Si tratta di David Moore, originario del Kansas, che racconta le sconfinate formazioni sabbiose di queste praterie attraverso un’elegantissima linea melodica, con richiami liminali che ricordano i fraseggi del grande Harold Budd. Nella stessa sera, la grande produzione TZ 2026.
Il jazz nel suo versante meno ortodosso, con Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders, incontra uno dei grandi protagonisti dell’alternative rock made in USA: quel grande chitarrista e fondatore dei mitici Sonic Youth che risponde al nome di Thurston Moore.
Il capitolo elettronico è ormai di casa a Time Zones e, anche quest’anno, quello che può essere definito un importante rifugio per questo genere, l’Officina degli Esordi, ospiterà, il 30 ottobre, due proposte elettroniche di assoluto pregio.
Da un lato Dan Leavers (UK), anima elettronica dei The Comet Is Coming e, dall’altro, Soccer96, per un live set intenso, elettrizzante e ipnotico che porterà in scena l’album “Teleportations“.
Non meno elettrizzante sarà il set, unico in Italia, dei californiani di Pasadena, System Exclusive: pulsazioni elettroniche taglienti, vecchi synth, batterie live viscerali e chitarre post-punk sferzanti.
Da un’elettronica rigorosa e futuribile, il 6 novembre al Teatro Forma, si passerà alle melodie che il grande compositore siciliano Paolo Buonvino che, oltre a ricevere il prezioso “Premio Nino Rota“, ha regalato negli ultimi anni al cinema italiano e ad alcune importanti serie internazionali straordinarie composizioni.
Un lavoro che ha saputo tenere insieme, con grande sapienza, profili, generi e scuole diverse. Ad aprire il suo set la voce del violino e l’elettronica di una delle compositrici più interessanti di questa scena new classical Laura Masotto.
Importante per l’edizione 2026 di Time Zones è anche la produzione del 10 novembre(Teatro Forma), dove un altro concerto letterario diventa l’occasione per una profonda riflessione sui nostri tempi: “Il sentimento della fine, la fine del sentire“.
Intorno all’omonimo e prezioso testo della giovane Claudia Surico, l’attrice Leonarda Saffi(Compagnia Emma Dante) e il quartetto d’archi Mycelium cercheranno di mettere in discussione, nelle orecchie e nel cuore del pubblico, le inaccettabili ragioni della colpevole indifferenza che accompagna quella che Papa Francesco ebbe a definire “la III guerra mondiale a pezzi”.
Immersa nella stessa atmosfera riflessiva è la poesia del cantautore Marco Parente, che presenterà uno degli album più delicati degli ultimi tempi, “Vulcani in pace“.
Chiuderà la 41ª edizione, il 13 novembre, Valerio Cosi & The Spiritual Committee. Un concerto singolare per quella che è la scena italiana, dove le novità, a volte, sembrano bestemmie.
Un personaggio anomalo, per un live che si presenta come un vero e proprio saggio musicale: krautrock, ethno-electronic, psichedelia e free improvisation.
Il Festival Time Zones è organizzato dall’omonima associazione culturale, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.
A questo link https://we.tl/t-6GRsLaTx4k11KNrm le foto dei protagonisti della 41^ edizione del Festival.
N. B. Il logo di Time Zones 2026 è la riproduzione fotografica di un’opera di un artista anonimo, collocata a Recanati, sull’Ermo Colle richiamato ne L’Infinito, nei pressi della casa natale di Giacomo Leopardi.
“È da sempre e sempre sarà uno spazio di libertà musicale, un catalogo di proposte volutamente molto differenti tra loro.
Lavori che rappresentino un termine di paragone rispetto al mainstream, ma anche un luogo in cui la musica diventa uno spazio di riflessione sulla mediocrità dei nostri tempi”.
Così il direttore artistico Gianluigi Trevisi riassume la 41ª edizione delle “musiche possibili” di Time Zones, tra i festival più longevi del Paese.
L’assessora alle Culture Paola Romano nel corso della presentazione alla stampa ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di sostenere la 41ª edizione di Time Zones, uno dei festival più longevi d’Italia, ma anche uno dei più capaci di innovare e sperimentare attraverso tutti i generi musicali.
Un festival che ormai fa parte del patrimonio culturale della città e che negli anni ha portato a Bari città tantissimi artisti nazionali e internazionali contribuendo a scoprire e valorizzare nuovi talenti e a offrire al pubblico il meglio della ricerca musicale.
Time Zones rappresenta oggi uno dei pilastri dell’offerta culturale della città di Bari.
Siamo orgogliosi che, nonostante i suoi 41 anni, continui a essere capace di sperimentare, innovare e ricercare, mantenendo intatta quella curiosità e quella libertà che da sempre ne caratterizzano il percorso.
Un festival che, attraverso la musica, sa anche interrogarsi sul presente e prendere posizione sui grandi temi del nostro tempo.
Questo per noi è molto importante, perché crediamo in una cultura capace non soltanto di offrire bellezza, ma anche di suscitare riflessioni e contribuire al dibattito pubblico.
Time Zones è inoltre un festival diffuso, che attraversa luoghi e territori diversi e parla a pubblici differenti, non soltanto ai baresi ma anche alle tante persone che frequentano la rassegna, consapevoli di trovare ogni volta un’offerta artistica di respiro internazionale.
È una dimensione che arricchisce la città e contribuisce a rafforzarne il ruolo di luogo di incontro, di scambio e di produzione culturale.
Ringrazio tutte le persone che da anni portano avanti questa attività di ricerca, che ha tante sfaccettature e che rappresenta una parte importante del lavoro culturale della città, insieme al Premio Nino Rota e alle tante altre iniziative che sosteniamo.
Non è facile realizzare un festival come Time Zones, portare avanti una produzione culturale di questo livello, ricercare e dare spazio a nuovi e vecchi talenti.
Per questo desidero ringraziare Gianluigi Trevisie tutte le persone che lavorano con lui durante tutto l’anno per rendere possibile questa manifestazione”.
Time Zones apre l’edizione 2026 sabato 26 settembre al Teatro Di Cagno di Bari, come ormai è consuetudine negli ultimi anni, con un’anteprima “settembrina”. Due straordinari pianisti per due declinazioni del pianismo contemporaneo: parallele, ma convergenti.
Di stanza a Parigi, il compositore italiano Maurizio Minardi respira elegantemente un’atmosfera tutta modern classical, propria di un autore che costruisce visioni sonore dal forte impatto emotivo.
L’affermata pianista newyorkese Kelly Moran, pur rimanendo anch’essa ancorata a questa ormai consolidata idea di nuova musica classica, ha fatto del suo rapporto con il pianoforte un territorio nel quale esplorare nuovi percorsi tra elettronica e pianoforti “preparati”, dando vita a live immersivi grazie alle immagini e grazie a un incedere colorato ed energico.
La rassegna ripartirà con la consolidata sezione “Literature“, che vede l’incontro tra la musica e la pagina scritta.
Coprodotta con la Compagnia Teatrale Diaghilev, quest’anno la sezione proporrà, con la drammaturgia e l’interpretazione di Paolo Panaro e le musiche di Giovannangelo De Gennaro, una serie di “concerti letterari” dedicati alla letteratura persiana classica.
Tra il 2 e il 7 ottobre, all’Auditorium Vallisa, la rassegna si addentrerà nel mondo della tradizione letteraria persiana, offrendo una chiave di lettura di quel patrimonio come spazio di dialogo culturale e spirituale.
“Poeti, Sufi e Principesse” e “Il Cigolio della Porta del Paradiso” sono i titoli dei due recital.
Va ricordato che Time Zones è da sempre uno spazio in cui tutti i generi hanno trovato rappresentazione.
La musica indie, apparentemente lontana da TZ, è spesso un territorio in cui esistono importanti isole creative che partono dal rock per approdare a prodotti musicali particolarmente innovativi.
È il caso di due band che testimoniano quanto detto attraverso due differenti concerti: i milanesi Ondakeiki (in scena il 2 ottobre allo Spazio 25 di Gioia del Colle), un gruppo che fa del rifiuto totale di una certa rigidità di genere, delle predefinizioni e delle gabbie in cui imprigionare le proprie composizioni il proprio credo.
Così come i Magpies (13 novembre al “Resilienza” di Bitonto), la band di Pierpaolo Vitale, nata a Dublino e definitivamente rinata a Bari. Un alternative rock visionario, fuori dagli schemi, venato di oscure ninne nanne e valzer.
Nell’accogliente Spazio Murat, il trittico centrale di questa 41ª edizione (11, 15 e 18 ottobre) propone un catalogo ampiamente disomogeneo di stili e generi differenti, con 6 concerti che illustrano perfettamente quella che da sempre è la filosofia di Time Zones.
Si va, nella stessa serata (11 ottobre), dalla rilettura in chiave “avanguardista” della nuova musica sudamericana del compositore, polistrumentista e producer colombiano, di base a New York, Bryan Senti, al soffio delle onde atlantiche del compositore scozzese Erland Cooper, originario delle Isole Orcadi, che, con un suono puro e cristallino, avvolge e trascina in atmosfere dilatate, rimandando ai paesaggi nordici da cui proviene.
Nel trittico “murattiano” (15 ottobre) c’è ancora tanto pianoforte, con il tocco raffinato di Lorenzo Masotto, che presenta “Earde“, il suo ottavo album.
Un lavoro che la critica ha definito “un gioiello di musica neoclassica”.
A completare il programma, una stravagante performance, sospesa tra instant theater e “trasfigurazione sonora”, del compositore e attore spagnolo, di base a Berlino, Adrián de Alfonso, noto anche come Don The Tiger.
A completare questo variegato compendio di suoni, le riletture di due capolavori del ‘900: la versione chitarristica (classica) di alcune pagine di Philip Glass, approvata dal grande compositore di Baltimora e realizzata da Sergio Sorrentino (18 ottobre), e il rework in chiave classica di alcuni dei brani più importanti dei Genesis, ad opera della pianista Elpidia Giardina (15 ottobre).
Al Teatro Kismet, il 23 ottobre, una doppia, importantissima esclusiva.
Ad aprire, ancora una volta, un pianista di base a New York: un solista che va ad aggiungersi a questo lungo elenco di pianisti neoclassici di questa edizione 2026.
Si tratta di David Moore, originario del Kansas, che racconta le sconfinate formazioni sabbiose di queste praterie attraverso un’elegantissima linea melodica, con richiami liminali che ricordano i fraseggi del grande Harold Budd. Nella stessa sera, la grande produzione TZ 2026.
Il jazz nel suo versante meno ortodosso, con Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders, incontra uno dei grandi protagonisti dell’alternative rock made in USA: quel grande chitarrista e fondatore dei mitici Sonic Youth che risponde al nome di Thurston Moore.
Il capitolo elettronico è ormai di casa a Time Zones e, anche quest’anno, quello che può essere definito un importante rifugio per questo genere, l’Officina degli Esordi, ospiterà, il 30 ottobre, due proposte elettroniche di assoluto pregio.
Da un lato Dan Leavers (UK), anima elettronica dei The Comet Is Coming e, dall’altro, Soccer96, per un live set intenso, elettrizzante e ipnotico che porterà in scena l’album “Teleportations“.
Non meno elettrizzante sarà il set, unico in Italia, dei californiani di Pasadena, System Exclusive: pulsazioni elettroniche taglienti, vecchi synth, batterie live viscerali e chitarre post-punk sferzanti.
Da un’elettronica rigorosa e futuribile, il 6 novembre al Teatro Forma, si passerà alle melodie che il grande compositore siciliano Paolo Buonvino che, oltre a ricevere il prezioso “Premio Nino Rota“, ha regalato negli ultimi anni al cinema italiano e ad alcune importanti serie internazionali straordinarie composizioni.
Un lavoro che ha saputo tenere insieme, con grande sapienza, profili, generi e scuole diverse. Ad aprire il suo set la voce del violino e l’elettronica di una delle compositrici più interessanti di questa scena new classical Laura Masotto.
Importante per l’edizione 2026 di Time Zones è anche la produzione del 10 novembre(Teatro Forma), dove un altro concerto letterario diventa l’occasione per una profonda riflessione sui nostri tempi: “Il sentimento della fine, la fine del sentire“.
Intorno all’omonimo e prezioso testo della giovane Claudia Surico, l’attrice Leonarda Saffi(Compagnia Emma Dante) e il quartetto d’archi Mycelium cercheranno di mettere in discussione, nelle orecchie e nel cuore del pubblico, le inaccettabili ragioni della colpevole indifferenza che accompagna quella che Papa Francesco ebbe a definire “la III guerra mondiale a pezzi”.
Immersa nella stessa atmosfera riflessiva è la poesia del cantautore Marco Parente, che presenterà uno degli album più delicati degli ultimi tempi, “Vulcani in pace“.
Chiuderà la 41ª edizione, il 13 novembre, Valerio Cosi & The Spiritual Committee. Un concerto singolare per quella che è la scena italiana, dove le novità, a volte, sembrano bestemmie.
Un personaggio anomalo, per un live che si presenta come un vero e proprio saggio musicale: krautrock, ethno-electronic, psichedelia e free improvisation.
Il Festival Time Zones è organizzato dall’omonima associazione culturale, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.
A questo link https://we.tl/t-6GRsLaTx4k11KNrm le foto dei protagonisti della 41^ edizione del Festival.
N. B. Il logo di Time Zones 2026 è la riproduzione fotografica di un’opera di un artista anonimo, collocata a Recanati, sull’Ermo Colle richiamato ne L’Infinito, nei pressi della casa natale di Giacomo Leopardi.
“È da sempre e sempre sarà uno spazio di libertà musicale, un catalogo di proposte volutamente molto differenti tra loro.
Lavori che rappresentino un termine di paragone rispetto al mainstream, ma anche un luogo in cui la musica diventa uno spazio di riflessione sulla mediocrità dei nostri tempi”.
Così il direttore artistico Gianluigi Trevisi riassume la 41ª edizione delle “musiche possibili” di Time Zones, tra i festival più longevi del Paese.
L’assessora alle Culture Paola Romano nel corso della presentazione alla stampa ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di sostenere la 41ª edizione di Time Zones, uno dei festival più longevi d’Italia, ma anche uno dei più capaci di innovare e sperimentare attraverso tutti i generi musicali.
Un festival che ormai fa parte del patrimonio culturale della città e che negli anni ha portato a Bari città tantissimi artisti nazionali e internazionali contribuendo a scoprire e valorizzare nuovi talenti e a offrire al pubblico il meglio della ricerca musicale.
Time Zones rappresenta oggi uno dei pilastri dell’offerta culturale della città di Bari.
Siamo orgogliosi che, nonostante i suoi 41 anni, continui a essere capace di sperimentare, innovare e ricercare, mantenendo intatta quella curiosità e quella libertà che da sempre ne caratterizzano il percorso.
Un festival che, attraverso la musica, sa anche interrogarsi sul presente e prendere posizione sui grandi temi del nostro tempo.
Questo per noi è molto importante, perché crediamo in una cultura capace non soltanto di offrire bellezza, ma anche di suscitare riflessioni e contribuire al dibattito pubblico.
Time Zones è inoltre un festival diffuso, che attraversa luoghi e territori diversi e parla a pubblici differenti, non soltanto ai baresi ma anche alle tante persone che frequentano la rassegna, consapevoli di trovare ogni volta un’offerta artistica di respiro internazionale.
È una dimensione che arricchisce la città e contribuisce a rafforzarne il ruolo di luogo di incontro, di scambio e di produzione culturale.
Ringrazio tutte le persone che da anni portano avanti questa attività di ricerca, che ha tante sfaccettature e che rappresenta una parte importante del lavoro culturale della città, insieme al Premio Nino Rota e alle tante altre iniziative che sosteniamo.
Non è facile realizzare un festival come Time Zones, portare avanti una produzione culturale di questo livello, ricercare e dare spazio a nuovi e vecchi talenti.
Per questo desidero ringraziare Gianluigi Trevisie tutte le persone che lavorano con lui durante tutto l’anno per rendere possibile questa manifestazione”.
Time Zones apre l’edizione 2026 sabato 26 settembre al Teatro Di Cagno di Bari, come ormai è consuetudine negli ultimi anni, con un’anteprima “settembrina”. Due straordinari pianisti per due declinazioni del pianismo contemporaneo: parallele, ma convergenti.
Di stanza a Parigi, il compositore italiano Maurizio Minardi respira elegantemente un’atmosfera tutta modern classical, propria di un autore che costruisce visioni sonore dal forte impatto emotivo.
L’affermata pianista newyorkese Kelly Moran, pur rimanendo anch’essa ancorata a questa ormai consolidata idea di nuova musica classica, ha fatto del suo rapporto con il pianoforte un territorio nel quale esplorare nuovi percorsi tra elettronica e pianoforti “preparati”, dando vita a live immersivi grazie alle immagini e grazie a un incedere colorato ed energico.
La rassegna ripartirà con la consolidata sezione “Literature“, che vede l’incontro tra la musica e la pagina scritta.
Coprodotta con la Compagnia Teatrale Diaghilev, quest’anno la sezione proporrà, con la drammaturgia e l’interpretazione di Paolo Panaro e le musiche di Giovannangelo De Gennaro, una serie di “concerti letterari” dedicati alla letteratura persiana classica.
Tra il 2 e il 7 ottobre, all’Auditorium Vallisa, la rassegna si addentrerà nel mondo della tradizione letteraria persiana, offrendo una chiave di lettura di quel patrimonio come spazio di dialogo culturale e spirituale.
“Poeti, Sufi e Principesse” e “Il Cigolio della Porta del Paradiso” sono i titoli dei due recital.
Va ricordato che Time Zones è da sempre uno spazio in cui tutti i generi hanno trovato rappresentazione.
La musica indie, apparentemente lontana da TZ, è spesso un territorio in cui esistono importanti isole creative che partono dal rock per approdare a prodotti musicali particolarmente innovativi.
È il caso di due band che testimoniano quanto detto attraverso due differenti concerti: i milanesi Ondakeiki (in scena il 2 ottobre allo Spazio 25 di Gioia del Colle), un gruppo che fa del rifiuto totale di una certa rigidità di genere, delle predefinizioni e delle gabbie in cui imprigionare le proprie composizioni il proprio credo.
Così come i Magpies (13 novembre al “Resilienza” di Bitonto), la band di Pierpaolo Vitale, nata a Dublino e definitivamente rinata a Bari. Un alternative rock visionario, fuori dagli schemi, venato di oscure ninne nanne e valzer.
Nell’accogliente Spazio Murat, il trittico centrale di questa 41ª edizione (11, 15 e 18 ottobre) propone un catalogo ampiamente disomogeneo di stili e generi differenti, con 6 concerti che illustrano perfettamente quella che da sempre è la filosofia di Time Zones.
Si va, nella stessa serata (11 ottobre), dalla rilettura in chiave “avanguardista” della nuova musica sudamericana del compositore, polistrumentista e producer colombiano, di base a New York, Bryan Senti, al soffio delle onde atlantiche del compositore scozzese Erland Cooper, originario delle Isole Orcadi, che, con un suono puro e cristallino, avvolge e trascina in atmosfere dilatate, rimandando ai paesaggi nordici da cui proviene.
Nel trittico “murattiano” (15 ottobre) c’è ancora tanto pianoforte, con il tocco raffinato di Lorenzo Masotto, che presenta “Earde“, il suo ottavo album.
Un lavoro che la critica ha definito “un gioiello di musica neoclassica”.
A completare il programma, una stravagante performance, sospesa tra instant theater e “trasfigurazione sonora”, del compositore e attore spagnolo, di base a Berlino, Adrián de Alfonso, noto anche come Don The Tiger.
A completare questo variegato compendio di suoni, le riletture di due capolavori del ‘900: la versione chitarristica (classica) di alcune pagine di Philip Glass, approvata dal grande compositore di Baltimora e realizzata da Sergio Sorrentino (18 ottobre), e il rework in chiave classica di alcuni dei brani più importanti dei Genesis, ad opera della pianista Elpidia Giardina (15 ottobre).
Al Teatro Kismet, il 23 ottobre, una doppia, importantissima esclusiva.
Ad aprire, ancora una volta, un pianista di base a New York: un solista che va ad aggiungersi a questo lungo elenco di pianisti neoclassici di questa edizione 2026.
Si tratta di David Moore, originario del Kansas, che racconta le sconfinate formazioni sabbiose di queste praterie attraverso un’elegantissima linea melodica, con richiami liminali che ricordano i fraseggi del grande Harold Budd. Nella stessa sera, la grande produzione TZ 2026.
Il jazz nel suo versante meno ortodosso, con Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders, incontra uno dei grandi protagonisti dell’alternative rock made in USA: quel grande chitarrista e fondatore dei mitici Sonic Youth che risponde al nome di Thurston Moore.
Il capitolo elettronico è ormai di casa a Time Zones e, anche quest’anno, quello che può essere definito un importante rifugio per questo genere, l’Officina degli Esordi, ospiterà, il 30 ottobre, due proposte elettroniche di assoluto pregio.
Da un lato Dan Leavers (UK), anima elettronica dei The Comet Is Coming e, dall’altro, Soccer96, per un live set intenso, elettrizzante e ipnotico che porterà in scena l’album “Teleportations“.
Non meno elettrizzante sarà il set, unico in Italia, dei californiani di Pasadena, System Exclusive: pulsazioni elettroniche taglienti, vecchi synth, batterie live viscerali e chitarre post-punk sferzanti.
Da un’elettronica rigorosa e futuribile, il 6 novembre al Teatro Forma, si passerà alle melodie che il grande compositore siciliano Paolo Buonvino che, oltre a ricevere il prezioso “Premio Nino Rota“, ha regalato negli ultimi anni al cinema italiano e ad alcune importanti serie internazionali straordinarie composizioni.
Un lavoro che ha saputo tenere insieme, con grande sapienza, profili, generi e scuole diverse. Ad aprire il suo set la voce del violino e l’elettronica di una delle compositrici più interessanti di questa scena new classical Laura Masotto.
Importante per l’edizione 2026 di Time Zones è anche la produzione del 10 novembre(Teatro Forma), dove un altro concerto letterario diventa l’occasione per una profonda riflessione sui nostri tempi: “Il sentimento della fine, la fine del sentire“.
Intorno all’omonimo e prezioso testo della giovane Claudia Surico, l’attrice Leonarda Saffi(Compagnia Emma Dante) e il quartetto d’archi Mycelium cercheranno di mettere in discussione, nelle orecchie e nel cuore del pubblico, le inaccettabili ragioni della colpevole indifferenza che accompagna quella che Papa Francesco ebbe a definire “la III guerra mondiale a pezzi”.
Immersa nella stessa atmosfera riflessiva è la poesia del cantautore Marco Parente, che presenterà uno degli album più delicati degli ultimi tempi, “Vulcani in pace“.
Chiuderà la 41ª edizione, il 13 novembre, Valerio Cosi & The Spiritual Committee. Un concerto singolare per quella che è la scena italiana, dove le novità, a volte, sembrano bestemmie.
Un personaggio anomalo, per un live che si presenta come un vero e proprio saggio musicale: krautrock, ethno-electronic, psichedelia e free improvisation.
Il Festival Time Zones è organizzato dall’omonima associazione culturale, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.
A questo link https://we.tl/t-6GRsLaTx4k11KNrm le foto dei protagonisti della 41^ edizione del Festival.
N. B. Il logo di Time Zones 2026 è la riproduzione fotografica di un’opera di un artista anonimo, collocata a Recanati, sull’Ermo Colle richiamato ne L’Infinito, nei pressi della casa natale di Giacomo Leopardi.
“È da sempre e sempre sarà uno spazio di libertà musicale, un catalogo di proposte volutamente molto differenti tra loro.
Lavori che rappresentino un termine di paragone rispetto al mainstream, ma anche un luogo in cui la musica diventa uno spazio di riflessione sulla mediocrità dei nostri tempi”.
Così il direttore artistico Gianluigi Trevisi riassume la 41ª edizione delle “musiche possibili” di Time Zones, tra i festival più longevi del Paese.
L’assessora alle Culture Paola Romano nel corso della presentazione alla stampa ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di sostenere la 41ª edizione di Time Zones, uno dei festival più longevi d’Italia, ma anche uno dei più capaci di innovare e sperimentare attraverso tutti i generi musicali.
Un festival che ormai fa parte del patrimonio culturale della città e che negli anni ha portato a Bari città tantissimi artisti nazionali e internazionali contribuendo a scoprire e valorizzare nuovi talenti e a offrire al pubblico il meglio della ricerca musicale.
Time Zones rappresenta oggi uno dei pilastri dell’offerta culturale della città di Bari.
Siamo orgogliosi che, nonostante i suoi 41 anni, continui a essere capace di sperimentare, innovare e ricercare, mantenendo intatta quella curiosità e quella libertà che da sempre ne caratterizzano il percorso.
Un festival che, attraverso la musica, sa anche interrogarsi sul presente e prendere posizione sui grandi temi del nostro tempo.
Questo per noi è molto importante, perché crediamo in una cultura capace non soltanto di offrire bellezza, ma anche di suscitare riflessioni e contribuire al dibattito pubblico.
Time Zones è inoltre un festival diffuso, che attraversa luoghi e territori diversi e parla a pubblici differenti, non soltanto ai baresi ma anche alle tante persone che frequentano la rassegna, consapevoli di trovare ogni volta un’offerta artistica di respiro internazionale.
È una dimensione che arricchisce la città e contribuisce a rafforzarne il ruolo di luogo di incontro, di scambio e di produzione culturale.
Ringrazio tutte le persone che da anni portano avanti questa attività di ricerca, che ha tante sfaccettature e che rappresenta una parte importante del lavoro culturale della città, insieme al Premio Nino Rota e alle tante altre iniziative che sosteniamo.
Non è facile realizzare un festival come Time Zones, portare avanti una produzione culturale di questo livello, ricercare e dare spazio a nuovi e vecchi talenti.
Per questo desidero ringraziare Gianluigi Trevisie tutte le persone che lavorano con lui durante tutto l’anno per rendere possibile questa manifestazione”.
Time Zones apre l’edizione 2026 sabato 26 settembre al Teatro Di Cagno di Bari, come ormai è consuetudine negli ultimi anni, con un’anteprima “settembrina”. Due straordinari pianisti per due declinazioni del pianismo contemporaneo: parallele, ma convergenti.
Di stanza a Parigi, il compositore italiano Maurizio Minardi respira elegantemente un’atmosfera tutta modern classical, propria di un autore che costruisce visioni sonore dal forte impatto emotivo.
L’affermata pianista newyorkese Kelly Moran, pur rimanendo anch’essa ancorata a questa ormai consolidata idea di nuova musica classica, ha fatto del suo rapporto con il pianoforte un territorio nel quale esplorare nuovi percorsi tra elettronica e pianoforti “preparati”, dando vita a live immersivi grazie alle immagini e grazie a un incedere colorato ed energico.
La rassegna ripartirà con la consolidata sezione “Literature“, che vede l’incontro tra la musica e la pagina scritta.
Coprodotta con la Compagnia Teatrale Diaghilev, quest’anno la sezione proporrà, con la drammaturgia e l’interpretazione di Paolo Panaro e le musiche di Giovannangelo De Gennaro, una serie di “concerti letterari” dedicati alla letteratura persiana classica.
Tra il 2 e il 7 ottobre, all’Auditorium Vallisa, la rassegna si addentrerà nel mondo della tradizione letteraria persiana, offrendo una chiave di lettura di quel patrimonio come spazio di dialogo culturale e spirituale.
“Poeti, Sufi e Principesse” e “Il Cigolio della Porta del Paradiso” sono i titoli dei due recital.
Va ricordato che Time Zones è da sempre uno spazio in cui tutti i generi hanno trovato rappresentazione.
La musica indie, apparentemente lontana da TZ, è spesso un territorio in cui esistono importanti isole creative che partono dal rock per approdare a prodotti musicali particolarmente innovativi.
È il caso di due band che testimoniano quanto detto attraverso due differenti concerti: i milanesi Ondakeiki (in scena il 2 ottobre allo Spazio 25 di Gioia del Colle), un gruppo che fa del rifiuto totale di una certa rigidità di genere, delle predefinizioni e delle gabbie in cui imprigionare le proprie composizioni il proprio credo.
Così come i Magpies (13 novembre al “Resilienza” di Bitonto), la band di Pierpaolo Vitale, nata a Dublino e definitivamente rinata a Bari. Un alternative rock visionario, fuori dagli schemi, venato di oscure ninne nanne e valzer.
Nell’accogliente Spazio Murat, il trittico centrale di questa 41ª edizione (11, 15 e 18 ottobre) propone un catalogo ampiamente disomogeneo di stili e generi differenti, con 6 concerti che illustrano perfettamente quella che da sempre è la filosofia di Time Zones.
Si va, nella stessa serata (11 ottobre), dalla rilettura in chiave “avanguardista” della nuova musica sudamericana del compositore, polistrumentista e producer colombiano, di base a New York, Bryan Senti, al soffio delle onde atlantiche del compositore scozzese Erland Cooper, originario delle Isole Orcadi, che, con un suono puro e cristallino, avvolge e trascina in atmosfere dilatate, rimandando ai paesaggi nordici da cui proviene.
Nel trittico “murattiano” (15 ottobre) c’è ancora tanto pianoforte, con il tocco raffinato di Lorenzo Masotto, che presenta “Earde“, il suo ottavo album.
Un lavoro che la critica ha definito “un gioiello di musica neoclassica”.
A completare il programma, una stravagante performance, sospesa tra instant theater e “trasfigurazione sonora”, del compositore e attore spagnolo, di base a Berlino, Adrián de Alfonso, noto anche come Don The Tiger.
A completare questo variegato compendio di suoni, le riletture di due capolavori del ‘900: la versione chitarristica (classica) di alcune pagine di Philip Glass, approvata dal grande compositore di Baltimora e realizzata da Sergio Sorrentino (18 ottobre), e il rework in chiave classica di alcuni dei brani più importanti dei Genesis, ad opera della pianista Elpidia Giardina (15 ottobre).
Al Teatro Kismet, il 23 ottobre, una doppia, importantissima esclusiva.
Ad aprire, ancora una volta, un pianista di base a New York: un solista che va ad aggiungersi a questo lungo elenco di pianisti neoclassici di questa edizione 2026.
Si tratta di David Moore, originario del Kansas, che racconta le sconfinate formazioni sabbiose di queste praterie attraverso un’elegantissima linea melodica, con richiami liminali che ricordano i fraseggi del grande Harold Budd. Nella stessa sera, la grande produzione TZ 2026.
Il jazz nel suo versante meno ortodosso, con Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders, incontra uno dei grandi protagonisti dell’alternative rock made in USA: quel grande chitarrista e fondatore dei mitici Sonic Youth che risponde al nome di Thurston Moore.
Il capitolo elettronico è ormai di casa a Time Zones e, anche quest’anno, quello che può essere definito un importante rifugio per questo genere, l’Officina degli Esordi, ospiterà, il 30 ottobre, due proposte elettroniche di assoluto pregio.
Da un lato Dan Leavers (UK), anima elettronica dei The Comet Is Coming e, dall’altro, Soccer96, per un live set intenso, elettrizzante e ipnotico che porterà in scena l’album “Teleportations“.
Non meno elettrizzante sarà il set, unico in Italia, dei californiani di Pasadena, System Exclusive: pulsazioni elettroniche taglienti, vecchi synth, batterie live viscerali e chitarre post-punk sferzanti.
Da un’elettronica rigorosa e futuribile, il 6 novembre al Teatro Forma, si passerà alle melodie che il grande compositore siciliano Paolo Buonvino che, oltre a ricevere il prezioso “Premio Nino Rota“, ha regalato negli ultimi anni al cinema italiano e ad alcune importanti serie internazionali straordinarie composizioni.
Un lavoro che ha saputo tenere insieme, con grande sapienza, profili, generi e scuole diverse. Ad aprire il suo set la voce del violino e l’elettronica di una delle compositrici più interessanti di questa scena new classical Laura Masotto.
Importante per l’edizione 2026 di Time Zones è anche la produzione del 10 novembre(Teatro Forma), dove un altro concerto letterario diventa l’occasione per una profonda riflessione sui nostri tempi: “Il sentimento della fine, la fine del sentire“.
Intorno all’omonimo e prezioso testo della giovane Claudia Surico, l’attrice Leonarda Saffi(Compagnia Emma Dante) e il quartetto d’archi Mycelium cercheranno di mettere in discussione, nelle orecchie e nel cuore del pubblico, le inaccettabili ragioni della colpevole indifferenza che accompagna quella che Papa Francesco ebbe a definire “la III guerra mondiale a pezzi”.
Immersa nella stessa atmosfera riflessiva è la poesia del cantautore Marco Parente, che presenterà uno degli album più delicati degli ultimi tempi, “Vulcani in pace“.
Chiuderà la 41ª edizione, il 13 novembre, Valerio Cosi & The Spiritual Committee. Un concerto singolare per quella che è la scena italiana, dove le novità, a volte, sembrano bestemmie.
Un personaggio anomalo, per un live che si presenta come un vero e proprio saggio musicale: krautrock, ethno-electronic, psichedelia e free improvisation.
Il Festival Time Zones è organizzato dall’omonima associazione culturale, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.
A questo link https://we.tl/t-6GRsLaTx4k11KNrm le foto dei protagonisti della 41^ edizione del Festival.
N. B. Il logo di Time Zones 2026 è la riproduzione fotografica di un’opera di un artista anonimo, collocata a Recanati, sull’Ermo Colle richiamato ne L’Infinito, nei pressi della casa natale di Giacomo Leopardi.
“È da sempre e sempre sarà uno spazio di libertà musicale, un catalogo di proposte volutamente molto differenti tra loro.
Lavori che rappresentino un termine di paragone rispetto al mainstream, ma anche un luogo in cui la musica diventa uno spazio di riflessione sulla mediocrità dei nostri tempi”.
Così il direttore artistico Gianluigi Trevisi riassume la 41ª edizione delle “musiche possibili” di Time Zones, tra i festival più longevi del Paese.
L’assessora alle Culture Paola Romano nel corso della presentazione alla stampa ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di sostenere la 41ª edizione di Time Zones, uno dei festival più longevi d’Italia, ma anche uno dei più capaci di innovare e sperimentare attraverso tutti i generi musicali.
Un festival che ormai fa parte del patrimonio culturale della città e che negli anni ha portato a Bari città tantissimi artisti nazionali e internazionali contribuendo a scoprire e valorizzare nuovi talenti e a offrire al pubblico il meglio della ricerca musicale.
Time Zones rappresenta oggi uno dei pilastri dell’offerta culturale della città di Bari.
Siamo orgogliosi che, nonostante i suoi 41 anni, continui a essere capace di sperimentare, innovare e ricercare, mantenendo intatta quella curiosità e quella libertà che da sempre ne caratterizzano il percorso.
Un festival che, attraverso la musica, sa anche interrogarsi sul presente e prendere posizione sui grandi temi del nostro tempo.
Questo per noi è molto importante, perché crediamo in una cultura capace non soltanto di offrire bellezza, ma anche di suscitare riflessioni e contribuire al dibattito pubblico.
Time Zones è inoltre un festival diffuso, che attraversa luoghi e territori diversi e parla a pubblici differenti, non soltanto ai baresi ma anche alle tante persone che frequentano la rassegna, consapevoli di trovare ogni volta un’offerta artistica di respiro internazionale.
È una dimensione che arricchisce la città e contribuisce a rafforzarne il ruolo di luogo di incontro, di scambio e di produzione culturale.
Ringrazio tutte le persone che da anni portano avanti questa attività di ricerca, che ha tante sfaccettature e che rappresenta una parte importante del lavoro culturale della città, insieme al Premio Nino Rota e alle tante altre iniziative che sosteniamo.
Non è facile realizzare un festival come Time Zones, portare avanti una produzione culturale di questo livello, ricercare e dare spazio a nuovi e vecchi talenti.
Per questo desidero ringraziare Gianluigi Trevisie tutte le persone che lavorano con lui durante tutto l’anno per rendere possibile questa manifestazione”.
Time Zones apre l’edizione 2026 sabato 26 settembre al Teatro Di Cagno di Bari, come ormai è consuetudine negli ultimi anni, con un’anteprima “settembrina”. Due straordinari pianisti per due declinazioni del pianismo contemporaneo: parallele, ma convergenti.
Di stanza a Parigi, il compositore italiano Maurizio Minardi respira elegantemente un’atmosfera tutta modern classical, propria di un autore che costruisce visioni sonore dal forte impatto emotivo.
L’affermata pianista newyorkese Kelly Moran, pur rimanendo anch’essa ancorata a questa ormai consolidata idea di nuova musica classica, ha fatto del suo rapporto con il pianoforte un territorio nel quale esplorare nuovi percorsi tra elettronica e pianoforti “preparati”, dando vita a live immersivi grazie alle immagini e grazie a un incedere colorato ed energico.
La rassegna ripartirà con la consolidata sezione “Literature“, che vede l’incontro tra la musica e la pagina scritta.
Coprodotta con la Compagnia Teatrale Diaghilev, quest’anno la sezione proporrà, con la drammaturgia e l’interpretazione di Paolo Panaro e le musiche di Giovannangelo De Gennaro, una serie di “concerti letterari” dedicati alla letteratura persiana classica.
Tra il 2 e il 7 ottobre, all’Auditorium Vallisa, la rassegna si addentrerà nel mondo della tradizione letteraria persiana, offrendo una chiave di lettura di quel patrimonio come spazio di dialogo culturale e spirituale.
“Poeti, Sufi e Principesse” e “Il Cigolio della Porta del Paradiso” sono i titoli dei due recital.
Va ricordato che Time Zones è da sempre uno spazio in cui tutti i generi hanno trovato rappresentazione.
La musica indie, apparentemente lontana da TZ, è spesso un territorio in cui esistono importanti isole creative che partono dal rock per approdare a prodotti musicali particolarmente innovativi.
È il caso di due band che testimoniano quanto detto attraverso due differenti concerti: i milanesi Ondakeiki (in scena il 2 ottobre allo Spazio 25 di Gioia del Colle), un gruppo che fa del rifiuto totale di una certa rigidità di genere, delle predefinizioni e delle gabbie in cui imprigionare le proprie composizioni il proprio credo.
Così come i Magpies (13 novembre al “Resilienza” di Bitonto), la band di Pierpaolo Vitale, nata a Dublino e definitivamente rinata a Bari. Un alternative rock visionario, fuori dagli schemi, venato di oscure ninne nanne e valzer.
Nell’accogliente Spazio Murat, il trittico centrale di questa 41ª edizione (11, 15 e 18 ottobre) propone un catalogo ampiamente disomogeneo di stili e generi differenti, con 6 concerti che illustrano perfettamente quella che da sempre è la filosofia di Time Zones.
Si va, nella stessa serata (11 ottobre), dalla rilettura in chiave “avanguardista” della nuova musica sudamericana del compositore, polistrumentista e producer colombiano, di base a New York, Bryan Senti, al soffio delle onde atlantiche del compositore scozzese Erland Cooper, originario delle Isole Orcadi, che, con un suono puro e cristallino, avvolge e trascina in atmosfere dilatate, rimandando ai paesaggi nordici da cui proviene.
Nel trittico “murattiano” (15 ottobre) c’è ancora tanto pianoforte, con il tocco raffinato di Lorenzo Masotto, che presenta “Earde“, il suo ottavo album.
Un lavoro che la critica ha definito “un gioiello di musica neoclassica”.
A completare il programma, una stravagante performance, sospesa tra instant theater e “trasfigurazione sonora”, del compositore e attore spagnolo, di base a Berlino, Adrián de Alfonso, noto anche come Don The Tiger.
A completare questo variegato compendio di suoni, le riletture di due capolavori del ‘900: la versione chitarristica (classica) di alcune pagine di Philip Glass, approvata dal grande compositore di Baltimora e realizzata da Sergio Sorrentino (18 ottobre), e il rework in chiave classica di alcuni dei brani più importanti dei Genesis, ad opera della pianista Elpidia Giardina (15 ottobre).
Al Teatro Kismet, il 23 ottobre, una doppia, importantissima esclusiva.
Ad aprire, ancora una volta, un pianista di base a New York: un solista che va ad aggiungersi a questo lungo elenco di pianisti neoclassici di questa edizione 2026.
Si tratta di David Moore, originario del Kansas, che racconta le sconfinate formazioni sabbiose di queste praterie attraverso un’elegantissima linea melodica, con richiami liminali che ricordano i fraseggi del grande Harold Budd. Nella stessa sera, la grande produzione TZ 2026.
Il jazz nel suo versante meno ortodosso, con Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders, incontra uno dei grandi protagonisti dell’alternative rock made in USA: quel grande chitarrista e fondatore dei mitici Sonic Youth che risponde al nome di Thurston Moore.
Il capitolo elettronico è ormai di casa a Time Zones e, anche quest’anno, quello che può essere definito un importante rifugio per questo genere, l’Officina degli Esordi, ospiterà, il 30 ottobre, due proposte elettroniche di assoluto pregio.
Da un lato Dan Leavers (UK), anima elettronica dei The Comet Is Coming e, dall’altro, Soccer96, per un live set intenso, elettrizzante e ipnotico che porterà in scena l’album “Teleportations“.
Non meno elettrizzante sarà il set, unico in Italia, dei californiani di Pasadena, System Exclusive: pulsazioni elettroniche taglienti, vecchi synth, batterie live viscerali e chitarre post-punk sferzanti.
Da un’elettronica rigorosa e futuribile, il 6 novembre al Teatro Forma, si passerà alle melodie che il grande compositore siciliano Paolo Buonvino che, oltre a ricevere il prezioso “Premio Nino Rota“, ha regalato negli ultimi anni al cinema italiano e ad alcune importanti serie internazionali straordinarie composizioni.
Un lavoro che ha saputo tenere insieme, con grande sapienza, profili, generi e scuole diverse. Ad aprire il suo set la voce del violino e l’elettronica di una delle compositrici più interessanti di questa scena new classical Laura Masotto.
Importante per l’edizione 2026 di Time Zones è anche la produzione del 10 novembre(Teatro Forma), dove un altro concerto letterario diventa l’occasione per una profonda riflessione sui nostri tempi: “Il sentimento della fine, la fine del sentire“.
Intorno all’omonimo e prezioso testo della giovane Claudia Surico, l’attrice Leonarda Saffi(Compagnia Emma Dante) e il quartetto d’archi Mycelium cercheranno di mettere in discussione, nelle orecchie e nel cuore del pubblico, le inaccettabili ragioni della colpevole indifferenza che accompagna quella che Papa Francesco ebbe a definire “la III guerra mondiale a pezzi”.
Immersa nella stessa atmosfera riflessiva è la poesia del cantautore Marco Parente, che presenterà uno degli album più delicati degli ultimi tempi, “Vulcani in pace“.
Chiuderà la 41ª edizione, il 13 novembre, Valerio Cosi & The Spiritual Committee. Un concerto singolare per quella che è la scena italiana, dove le novità, a volte, sembrano bestemmie.
Un personaggio anomalo, per un live che si presenta come un vero e proprio saggio musicale: krautrock, ethno-electronic, psichedelia e free improvisation.
Il Festival Time Zones è organizzato dall’omonima associazione culturale, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.
A questo link https://we.tl/t-6GRsLaTx4k11KNrm le foto dei protagonisti della 41^ edizione del Festival.
N. B. Il logo di Time Zones 2026 è la riproduzione fotografica di un’opera di un artista anonimo, collocata a Recanati, sull’Ermo Colle richiamato ne L’Infinito, nei pressi della casa natale di Giacomo Leopardi.
“È da sempre e sempre sarà uno spazio di libertà musicale, un catalogo di proposte volutamente molto differenti tra loro.
Lavori che rappresentino un termine di paragone rispetto al mainstream, ma anche un luogo in cui la musica diventa uno spazio di riflessione sulla mediocrità dei nostri tempi”.
Così il direttore artistico Gianluigi Trevisi riassume la 41ª edizione delle “musiche possibili” di Time Zones, tra i festival più longevi del Paese.
L’assessora alle Culture Paola Romano nel corso della presentazione alla stampa ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di sostenere la 41ª edizione di Time Zones, uno dei festival più longevi d’Italia, ma anche uno dei più capaci di innovare e sperimentare attraverso tutti i generi musicali.
Un festival che ormai fa parte del patrimonio culturale della città e che negli anni ha portato a Bari città tantissimi artisti nazionali e internazionali contribuendo a scoprire e valorizzare nuovi talenti e a offrire al pubblico il meglio della ricerca musicale.
Time Zones rappresenta oggi uno dei pilastri dell’offerta culturale della città di Bari.
Siamo orgogliosi che, nonostante i suoi 41 anni, continui a essere capace di sperimentare, innovare e ricercare, mantenendo intatta quella curiosità e quella libertà che da sempre ne caratterizzano il percorso.
Un festival che, attraverso la musica, sa anche interrogarsi sul presente e prendere posizione sui grandi temi del nostro tempo.
Questo per noi è molto importante, perché crediamo in una cultura capace non soltanto di offrire bellezza, ma anche di suscitare riflessioni e contribuire al dibattito pubblico.
Time Zones è inoltre un festival diffuso, che attraversa luoghi e territori diversi e parla a pubblici differenti, non soltanto ai baresi ma anche alle tante persone che frequentano la rassegna, consapevoli di trovare ogni volta un’offerta artistica di respiro internazionale.
È una dimensione che arricchisce la città e contribuisce a rafforzarne il ruolo di luogo di incontro, di scambio e di produzione culturale.
Ringrazio tutte le persone che da anni portano avanti questa attività di ricerca, che ha tante sfaccettature e che rappresenta una parte importante del lavoro culturale della città, insieme al Premio Nino Rota e alle tante altre iniziative che sosteniamo.
Non è facile realizzare un festival come Time Zones, portare avanti una produzione culturale di questo livello, ricercare e dare spazio a nuovi e vecchi talenti.
Per questo desidero ringraziare Gianluigi Trevisie tutte le persone che lavorano con lui durante tutto l’anno per rendere possibile questa manifestazione”.
Time Zones apre l’edizione 2026 sabato 26 settembre al Teatro Di Cagno di Bari, come ormai è consuetudine negli ultimi anni, con un’anteprima “settembrina”. Due straordinari pianisti per due declinazioni del pianismo contemporaneo: parallele, ma convergenti.
Di stanza a Parigi, il compositore italiano Maurizio Minardi respira elegantemente un’atmosfera tutta modern classical, propria di un autore che costruisce visioni sonore dal forte impatto emotivo.
L’affermata pianista newyorkese Kelly Moran, pur rimanendo anch’essa ancorata a questa ormai consolidata idea di nuova musica classica, ha fatto del suo rapporto con il pianoforte un territorio nel quale esplorare nuovi percorsi tra elettronica e pianoforti “preparati”, dando vita a live immersivi grazie alle immagini e grazie a un incedere colorato ed energico.
La rassegna ripartirà con la consolidata sezione “Literature“, che vede l’incontro tra la musica e la pagina scritta.
Coprodotta con la Compagnia Teatrale Diaghilev, quest’anno la sezione proporrà, con la drammaturgia e l’interpretazione di Paolo Panaro e le musiche di Giovannangelo De Gennaro, una serie di “concerti letterari” dedicati alla letteratura persiana classica.
Tra il 2 e il 7 ottobre, all’Auditorium Vallisa, la rassegna si addentrerà nel mondo della tradizione letteraria persiana, offrendo una chiave di lettura di quel patrimonio come spazio di dialogo culturale e spirituale.
“Poeti, Sufi e Principesse” e “Il Cigolio della Porta del Paradiso” sono i titoli dei due recital.
Va ricordato che Time Zones è da sempre uno spazio in cui tutti i generi hanno trovato rappresentazione.
La musica indie, apparentemente lontana da TZ, è spesso un territorio in cui esistono importanti isole creative che partono dal rock per approdare a prodotti musicali particolarmente innovativi.
È il caso di due band che testimoniano quanto detto attraverso due differenti concerti: i milanesi Ondakeiki (in scena il 2 ottobre allo Spazio 25 di Gioia del Colle), un gruppo che fa del rifiuto totale di una certa rigidità di genere, delle predefinizioni e delle gabbie in cui imprigionare le proprie composizioni il proprio credo.
Così come i Magpies (13 novembre al “Resilienza” di Bitonto), la band di Pierpaolo Vitale, nata a Dublino e definitivamente rinata a Bari. Un alternative rock visionario, fuori dagli schemi, venato di oscure ninne nanne e valzer.
Nell’accogliente Spazio Murat, il trittico centrale di questa 41ª edizione (11, 15 e 18 ottobre) propone un catalogo ampiamente disomogeneo di stili e generi differenti, con 6 concerti che illustrano perfettamente quella che da sempre è la filosofia di Time Zones.
Si va, nella stessa serata (11 ottobre), dalla rilettura in chiave “avanguardista” della nuova musica sudamericana del compositore, polistrumentista e producer colombiano, di base a New York, Bryan Senti, al soffio delle onde atlantiche del compositore scozzese Erland Cooper, originario delle Isole Orcadi, che, con un suono puro e cristallino, avvolge e trascina in atmosfere dilatate, rimandando ai paesaggi nordici da cui proviene.
Nel trittico “murattiano” (15 ottobre) c’è ancora tanto pianoforte, con il tocco raffinato di Lorenzo Masotto, che presenta “Earde“, il suo ottavo album.
Un lavoro che la critica ha definito “un gioiello di musica neoclassica”.
A completare il programma, una stravagante performance, sospesa tra instant theater e “trasfigurazione sonora”, del compositore e attore spagnolo, di base a Berlino, Adrián de Alfonso, noto anche come Don The Tiger.
A completare questo variegato compendio di suoni, le riletture di due capolavori del ‘900: la versione chitarristica (classica) di alcune pagine di Philip Glass, approvata dal grande compositore di Baltimora e realizzata da Sergio Sorrentino (18 ottobre), e il rework in chiave classica di alcuni dei brani più importanti dei Genesis, ad opera della pianista Elpidia Giardina (15 ottobre).
Al Teatro Kismet, il 23 ottobre, una doppia, importantissima esclusiva.
Ad aprire, ancora una volta, un pianista di base a New York: un solista che va ad aggiungersi a questo lungo elenco di pianisti neoclassici di questa edizione 2026.
Si tratta di David Moore, originario del Kansas, che racconta le sconfinate formazioni sabbiose di queste praterie attraverso un’elegantissima linea melodica, con richiami liminali che ricordano i fraseggi del grande Harold Budd. Nella stessa sera, la grande produzione TZ 2026.
Il jazz nel suo versante meno ortodosso, con Steve Beresford, Pierpaolo Martino e Mark Sanders, incontra uno dei grandi protagonisti dell’alternative rock made in USA: quel grande chitarrista e fondatore dei mitici Sonic Youth che risponde al nome di Thurston Moore.
Il capitolo elettronico è ormai di casa a Time Zones e, anche quest’anno, quello che può essere definito un importante rifugio per questo genere, l’Officina degli Esordi, ospiterà, il 30 ottobre, due proposte elettroniche di assoluto pregio.
Da un lato Dan Leavers (UK), anima elettronica dei The Comet Is Coming e, dall’altro, Soccer96, per un live set intenso, elettrizzante e ipnotico che porterà in scena l’album “Teleportations“.
Non meno elettrizzante sarà il set, unico in Italia, dei californiani di Pasadena, System Exclusive: pulsazioni elettroniche taglienti, vecchi synth, batterie live viscerali e chitarre post-punk sferzanti.
Da un’elettronica rigorosa e futuribile, il 6 novembre al Teatro Forma, si passerà alle melodie che il grande compositore siciliano Paolo Buonvino che, oltre a ricevere il prezioso “Premio Nino Rota“, ha regalato negli ultimi anni al cinema italiano e ad alcune importanti serie internazionali straordinarie composizioni.
Un lavoro che ha saputo tenere insieme, con grande sapienza, profili, generi e scuole diverse. Ad aprire il suo set la voce del violino e l’elettronica di una delle compositrici più interessanti di questa scena new classical Laura Masotto.
Importante per l’edizione 2026 di Time Zones è anche la produzione del 10 novembre(Teatro Forma), dove un altro concerto letterario diventa l’occasione per una profonda riflessione sui nostri tempi: “Il sentimento della fine, la fine del sentire“.
Intorno all’omonimo e prezioso testo della giovane Claudia Surico, l’attrice Leonarda Saffi(Compagnia Emma Dante) e il quartetto d’archi Mycelium cercheranno di mettere in discussione, nelle orecchie e nel cuore del pubblico, le inaccettabili ragioni della colpevole indifferenza che accompagna quella che Papa Francesco ebbe a definire “la III guerra mondiale a pezzi”.
Immersa nella stessa atmosfera riflessiva è la poesia del cantautore Marco Parente, che presenterà uno degli album più delicati degli ultimi tempi, “Vulcani in pace“.
Chiuderà la 41ª edizione, il 13 novembre, Valerio Cosi & The Spiritual Committee. Un concerto singolare per quella che è la scena italiana, dove le novità, a volte, sembrano bestemmie.
Un personaggio anomalo, per un live che si presenta come un vero e proprio saggio musicale: krautrock, ethno-electronic, psichedelia e free improvisation.
Il Festival Time Zones è organizzato dall’omonima associazione culturale, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Puglia e del Comune di Bari.
A questo link https://we.tl/t-6GRsLaTx4k11KNrm le foto dei protagonisti della 41^ edizione del Festival.
N. B. Il logo di Time Zones 2026 è la riproduzione fotografica di un’opera di un artista anonimo, collocata a Recanati, sull’Ermo Colle richiamato ne L’Infinito, nei pressi della casa natale di Giacomo Leopardi.
Presentata la XLI edizione di Time Zones: dall’11 ottobre al 13 novembre torna il festival delle musiche possibili con 18 giorni di programmazione, doppi concerti e 6 spettacoli tra teatro e musica
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