La Giunta regionale ha dato il via libera al subentro di FS Sud Est S.r.l. nei contratti e negli investimenti di Ferrovie del Sud Est.
Il provvedimento giunge a valle di studi e approfondimenti che hanno interessato diverse vicende intercorse negli ultimi mesi.
Gli effetti della sentenza del Consiglio di Stato sul contributo statale da 70 milioni di euro, il percorso di ristrutturazione del debito e la sua omologazione, insieme alle diverse posizioni emerse nel settore del trasporto pubblico e nelle sedi istituzionali nazionali ed europee.
È dentro questo contesto che la Regione Puglia, con la delibera approvata ieri dalla Giunta, ha scelto di autorizzare il subentro della nuova società, costituita a fine gennaio 2026, chiamata a ereditare l’intero ramo operativo.
“Abbiamo tenuto conto di un confronto ampio che ha coinvolto istituzioni, lavoratori e operatori del settore — chiarisce l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese —. Il nostro compito è stato quello di tenere insieme il rispetto delle regole, la tutela del lavoro e il diritto dei cittadini a un servizio essenziale”.
Il provvedimento regionale consente il passaggio integrale dei contratti di servizio ferroviari e automobilistici, della gestione dell’infrastruttura e dei 21 programmi di investimento finanziati con fondi regionali, nazionali ed europei – inclusi FSC, FESR e PNRR – senza modifiche nelle condizioni e senza interruzioni operative.
Si tratta di interventi strategici, in molti casi già in fase avanzata e con scadenze ravvicinate, che riguardano l’ammodernamento della rete, l’elettrificazione, il rinnovo dell’armamento ferroviario, l’installazione di tecnologie per la sicurezza della circolazione e l’acquisto di nuovo materiale rotabile.
“C’è un punto che per noi è decisivo – sottolinea Piemontese –: non fermare gli investimenti, soprattutto quelli sulla sicurezza e sull’ammodernamento della rete. Parliamo di interventi già finanziati e in alcuni casi prossimi alle scadenze: bloccarli o rallentarli avrebbe significato perdere risorse e ritardare il miglioramento del servizio”.
Uno dei nodi più sensibili del confronto è stato proprio quello della continuità del servizio e dei cantieri: il rischio, più volte evidenziato nel dibattito pubblico, era quello di rallentamenti nella fase di transizione, con effetti diretti su utenti e territori.
Altro punto centrale: l’occupazione.
Il piano di ristrutturazione prevede il trasferimento di tutti i rapporti di lavoro alla nuova società, tema su cui si è concentrata una parte rilevante del confronto.
“Abbiamo preteso garanzie precise – aggiunge Piemontese –: nessuna perdita occupazionale, piena continuità dei rapporti di lavoro, mantenimento delle competenze. Il capitale umano è la prima infrastruttura di questo sistema”.
La decisione della Regione Puglia si fonda sulla valutazione dell’interesse pubblico alla continuità del servizio e degli investimenti, accompagnata dalla verifica dei requisiti della nuova società sotto il profilo tecnico, economico e organizzativo.
Con il nulla osta al subentro, si chiude una fase complessa e si apre una nuova partita, che sarà misurata sulla capacità di FS Sud Est di tradurre il riassetto societario in un concreto rafforzamento della mobilità pugliese, a partire proprio dalla sicurezza e dall’innovazione delle infrastrutture.

La Giunta regionale ieri ha dato il via libera al subentro di FS Sud Est S.r.l. nei contratti e negli investimenti di Ferrovie del Sud Est.
Il provvedimento giunge a valle di studi e approfondimenti che hanno interessato diverse vicende intercorse negli ultimi mesi.
Gli effetti della sentenza del Consiglio di Stato sul contributo statale da 70 milioni di euro, il percorso di ristrutturazione del debito e la sua omologazione, insieme alle diverse posizioni emerse nel settore del trasporto pubblico e nelle sedi istituzionali nazionali ed europee.
È dentro questo contesto che la Regione Puglia, con la delibera approvata ieri dalla Giunta, ha scelto di autorizzare il subentro della nuova società, costituita a fine gennaio 2026, chiamata a ereditare l’intero ramo operativo.
“Abbiamo tenuto conto di un confronto ampio che ha coinvolto istituzioni, lavoratori e operatori del settore — chiarisce l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese —. Il nostro compito è stato quello di tenere insieme il rispetto delle regole, la tutela del lavoro e il diritto dei cittadini a un servizio essenziale”.
Il provvedimento regionale consente il passaggio integrale dei contratti di servizio ferroviari e automobilistici, della gestione dell’infrastruttura e dei 21 programmi di investimento finanziati con fondi regionali, nazionali ed europei – inclusi FSC, FESR e PNRR – senza modifiche nelle condizioni e senza interruzioni operative.
Si tratta di interventi strategici, in molti casi già in fase avanzata e con scadenze ravvicinate, che riguardano l’ammodernamento della rete, l’elettrificazione, il rinnovo dell’armamento ferroviario, l’installazione di tecnologie per la sicurezza della circolazione e l’acquisto di nuovo materiale rotabile.
“C’è un punto che per noi è decisivo – sottolinea Piemontese –: non fermare gli investimenti, soprattutto quelli sulla sicurezza e sull’ammodernamento della rete. Parliamo di interventi già finanziati e in alcuni casi prossimi alle scadenze: bloccarli o rallentarli avrebbe significato perdere risorse e ritardare il miglioramento del servizio”.
Uno dei nodi più sensibili del confronto è stato proprio quello della continuità del servizio e dei cantieri: il rischio, più volte evidenziato nel dibattito pubblico, era quello di rallentamenti nella fase di transizione, con effetti diretti su utenti e territori.
Altro punto centrale: l’occupazione. Il piano di ristrutturazione prevede il trasferimento di tutti i rapporti di lavoro alla nuova società, tema su cui si è concentrata una parte rilevante del confronto.
“Abbiamo preteso garanzie precise – aggiunge Piemontese –: nessuna perdita occupazionale, piena continuità dei rapporti di lavoro, mantenimento delle competenze. Il capitale umano è la prima infrastruttura di questo sistema”.
La decisione della Regione Puglia si fonda sulla valutazione dell’interesse pubblico alla continuità del servizio e degli investimenti, accompagnata dalla verifica dei requisiti della nuova società sotto il profilo tecnico, economico e organizzativo.
Con il nulla osta al subentro, si chiude una fase complessa e si apre una nuova partita, che sarà misurata sulla capacità di FS Sud Est di tradurre il riassetto societario in un concreto rafforzamento della mobilità pugliese, a partire proprio dalla sicurezza e dall’innovazione delle infrastrutture.
La Giunta regionale ieri ha dato il via libera al subentro di FS Sud Est S.r.l. nei contratti e negli investimenti di Ferrovie del Sud Est.
Il provvedimento giunge a valle di studi e approfondimenti che hanno interessato diverse vicende intercorse negli ultimi mesi.
Gli effetti della sentenza del Consiglio di Stato sul contributo statale da 70 milioni di euro, il percorso di ristrutturazione del debito e la sua omologazione, insieme alle diverse posizioni emerse nel settore del trasporto pubblico e nelle sedi istituzionali nazionali ed europee.
È dentro questo contesto che la Regione Puglia, con la delibera approvata ieri dalla Giunta, ha scelto di autorizzare il subentro della nuova società, costituita a fine gennaio 2026, chiamata a ereditare l’intero ramo operativo.
“Abbiamo tenuto conto di un confronto ampio che ha coinvolto istituzioni, lavoratori e operatori del settore — chiarisce l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese —. Il nostro compito è stato quello di tenere insieme il rispetto delle regole, la tutela del lavoro e il diritto dei cittadini a un servizio essenziale”.
Il provvedimento regionale consente il passaggio integrale dei contratti di servizio ferroviari e automobilistici, della gestione dell’infrastruttura e dei 21 programmi di investimento finanziati con fondi regionali, nazionali ed europei – inclusi FSC, FESR e PNRR – senza modifiche nelle condizioni e senza interruzioni operative.
Si tratta di interventi strategici, in molti casi già in fase avanzata e con scadenze ravvicinate, che riguardano l’ammodernamento della rete, l’elettrificazione, il rinnovo dell’armamento ferroviario, l’installazione di tecnologie per la sicurezza della circolazione e l’acquisto di nuovo materiale rotabile.
“C’è un punto che per noi è decisivo – sottolinea Piemontese –: non fermare gli investimenti, soprattutto quelli sulla sicurezza e sull’ammodernamento della rete. Parliamo di interventi già finanziati e in alcuni casi prossimi alle scadenze: bloccarli o rallentarli avrebbe significato perdere risorse e ritardare il miglioramento del servizio”.
Uno dei nodi più sensibili del confronto è stato proprio quello della continuità del servizio e dei cantieri: il rischio, più volte evidenziato nel dibattito pubblico, era quello di rallentamenti nella fase di transizione, con effetti diretti su utenti e territori.
Altro punto centrale: l’occupazione. Il piano di ristrutturazione prevede il trasferimento di tutti i rapporti di lavoro alla nuova società, tema su cui si è concentrata una parte rilevante del confronto.
“Abbiamo preteso garanzie precise – aggiunge Piemontese –: nessuna perdita occupazionale, piena continuità dei rapporti di lavoro, mantenimento delle competenze. Il capitale umano è la prima infrastruttura di questo sistema”.
La decisione della Regione Puglia si fonda sulla valutazione dell’interesse pubblico alla continuità del servizio e degli investimenti, accompagnata dalla verifica dei requisiti della nuova società sotto il profilo tecnico, economico e organizzativo.
Con il nulla osta al subentro, si chiude una fase complessa e si apre una nuova partita, che sarà misurata sulla capacità di FS Sud Est di tradurre il riassetto societario in un concreto rafforzamento della mobilità pugliese, a partire proprio dalla sicurezza e dall’innovazione delle infrastrutture.
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