Si è discusso in merito ai piani di abbattimento delle liste d’attesa.
Il 64% (1981 persone) di chi ha rifiutato l’anticipo della prestazione sanitaria, ha dichiarato di voler confermare la data precedentemente fissata.
Il 21% ha detto di aver già ottenuto la prestazione in una struttura diversa rispetto a quella in cui era in lista d’attesa.
Per il 7% la prestazione non era più necessaria.
Nell’8% dei casi non è disponibile la motivazione.
I dati, relativi ai primi quattro giorni di questa settimana, sono emersi a margine della riunione del gruppo di monitoraggio sul recupero delle liste d’attesa, convocato in Regione per analizzare le tecniche di analisi dei risultati emersi nei 12 giorni di applicazione del piano.
Alla riunione hanno preso parte i direttori del Dipartimento Salute e dell’Aress, Vito Montanaro e Lucia Bisceglia, i dirigenti regionali, i responsabili delle liste d’attesa e dei centri di prenotazione delle aziende sanitarie. Il monitoraggio è stato ampliato aggiungendo elementi qualitativi.
Il dato sui rifiuti si attesta sul 30% (3053 persone) per le visite e gli esami diagnostici anche nei primi 4 giorni di questa settimana.
Dal 9 al 12 febbraio sono state contattate 10.325 persone per anticipare visite ed esami e 1369 per anticipare il ricovero. 1200 persone sono le persone che sono risultate irreperibili.
Il monitoraggio dei motivi dei rifiuti è cominciato lunedì scorso e proseguirà nelle prossime settimane.
Per quanto riguarda il piano straordinario di abbattimento delle liste d’attesa varato dalla Giunta Regionale il 31 gennaio scorso, sono state richiamate complessivamente 26.190 persone, di cui 21.701 per prestazioni specialistiche e 4489 per ricoveri.
Durante la riunione è emerso anche che alcune Asl sono a buon punto nel recupero delle liste d’attesa con priorità U e B rispetto al target di 12
4.320 prestazioni entro giugno 2026.
A tal riguardo il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, ha ricordato a tutti la necessità di lavorare contemporaneamente all’erogazione delle prestazioni Urgenti e Brevi richieste nell’anno in corso, per rendere effettivi nel tempo i risultati ottenuti con il piano di recupero.
L’attività di verifica dell’appropriatezza prescritta continuerà nelle prossime settimane, anche in virtù del fatto che nelle ultime settimane si è registrato un aumento delle richieste di prestazioni con codice U e B.
L’analisi dei primi risultati ha consentito di affinare ulteriormente le modalità di contatto con gli utenti, così da rendere più efficace l’organizzazione delle agende e la riallocazione tempestiva degli slot liberati.
L’obiettivo resta quello di ridurre i tempi di attesa senza compromettere la qualità dell’assistenza erogata.
Il monitoraggio, integrato con elementi qualitativi, permette di comprendere non solo i numeri ma anche le dinamiche che determinano le scelte degli assistiti.
In questo modo è possibile intervenire in maniera più mirata sulle criticità emerse nel corso delle chiamate.
Particolare attenzione viene riservata alla gestione delle prestazioni con priorità U e B, considerate strategiche per garantire risposte tempestive ai bisogni di salute più urgenti.
Il rispetto dei tempi previsti rappresenta un indicatore fondamentale dell’efficacia complessiva del piano.
Nel corso della riunione è stata ribadita l’importanza di una collaborazione costante tra Dipartimento, aziende sanitarie e centri di prenotazione.
Solo attraverso un coordinamento puntuale è possibile mantenere sotto controllo l’andamento delle liste e intervenire con rapidità.
Il dato relativo agli irreperibili, pari a 1200 persone nei giorni presi in esame, è stato oggetto di valutazione specifica.
Anche questo elemento incide sull’organizzazione complessiva e richiede strategie di contatto sempre più efficaci.
L’attività di richiamo proseguirà nelle prossime settimane secondo le modalità già avviate, con l’intento di consolidare i risultati raggiunti nei primi dodici giorni di applicazione del piano.
I numeri registrati finora rappresentano una base utile per orientare le scelte successive.
L’attenzione resta alta anche sull’appropriatezza prescrittiva, considerata uno strumento essenziale per garantire equilibrio tra domanda e offerta di prestazioni.
Il controllo costante consente di prevenire un ulteriore incremento delle richieste con priorità elevata.
L’aumento recente delle richieste con codice U e B impone una programmazione attenta e condivisa, affinché l’erogazione delle prestazioni urgenti e brevi avvenga nel rispetto degli standard fissati.
La gestione parallela delle nuove richieste e del recupero arretrato è ritenuta decisiva.
Il piano straordinario approvato dalla Giunta Regionale continua quindi a rappresentare il riferimento operativo per tutte le strutture coinvolte.
La ricognizione periodica dei dati consente di verificare l’aderenza agli obiettivi prefissati.
I richiami complessivi effettuati finora, suddivisi tra prestazioni specialistiche e ricoveri, delineano un quadro articolato che richiede un impegno organizzativo significativo.
Ogni contatto effettuato costituisce un passaggio concreto nel percorso di riduzione delle attese.
Nel confronto tra le diverse aziende sanitarie sono emerse situazioni differenziate, con alcune realtà già prossime al raggiungimento del target previsto entro giugno 2026.
Questo andamento conferma la necessità di proseguire con un monitoraggio costante e condiviso.
La riunione ha inoltre evidenziato come l’analisi sistematica dei rifiuti possa offrire indicazioni utili per migliorare la pianificazione delle agende.
Comprendere le motivazioni consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili.
Il fatto che una quota significativa di utenti scelga di mantenere la data originaria suggerisce l’esigenza di calibrare meglio le proposte di anticipo.
L’obiettivo è coniugare la riduzione dei tempi con le effettive esigenze organizzative delle persone.
Allo stesso tempo, il dato relativo a chi ha già effettuato la prestazione altrove pone l’accento sull’importanza di una gestione integrata delle informazioni. Un sistema di monitoraggio efficace contribuisce a evitare duplicazioni e a liberare posti utili per altri assistiti.
La prosecuzione del monitoraggio nelle prossime settimane permetterà di consolidare il quadro conoscitivo e di verificare l’evoluzione dei comportamenti degli utenti.
I risultati saranno oggetto di ulteriori momenti di confronto istituzionale.
L’impegno richiesto alle strutture sanitarie resta elevato, ma viene considerato indispensabile per garantire continuità ai risultati ottenuti.
La combinazione tra recupero dell’arretrato e gestione delle nuove richieste rappresenta la sfida principale.
L’analisi dei dati raccolti nei primi giorni della settimana in corso sarà integrata con quelli successivi, così da disporre di un quadro sempre più completo.
La condivisione periodica delle informazioni favorisce un allineamento costante tra tutti i soggetti coinvolti.
In questo contesto, la responsabilizzazione dei diversi livelli organizzativi assume un ruolo centrale.
Ogni struttura è chiamata a contribuire in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano regionale.
La strategia adottata punta a rendere strutturale il miglioramento dei tempi di attesa, evitando che i risultati conseguiti restino circoscritti a una fase temporanea.
Per questo motivo l’attenzione rimane focalizzata sia sui numeri sia sulla qualità del processo.
Il percorso avviato, sostenuto da un monitoraggio continuo e da verifiche puntuali, intende garantire una gestione più efficiente delle liste d’attesa.
Le prossime settimane saranno determinanti per consolidare quanto emerso finora e per proseguire nell’attuazione delle misure previste.

Proseguono le azioni di monitoraggio sui piani di abbattimento delle liste d’attesa nelle dieci aziende sanitarie pugliesi
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