Bari è il capoluogo della regione Puglia e dell’omonima città metropolitana. È la città più popolosa ad affacciarsi sull’Adriatico.
Centro abitato sin dall’età del Bronzo, cominciò ad assumere importanza sotto la dominazione del popolo peuceta, che la eressero a punto nevralgico del loro dominio e da fonti greche sappiamo che già ai tempi della guerra del Peloponneso essa era governata da un proprio sovrano con delle proprie leggi.
Nel 326 a.C. divenne alleata di Roma, per poi diventare municipium col nome di Barium; nell’età imperiale essa era già difesa da una larga cinta muraria e da una rocca, doveva contenere al suo interno diversi templi per l’adorazione delle divinità della Religione romana, e anche un teatro per i giochi pubblici, seppur di questi resti dell’età antica non sia rimasto praticamente nulla.
La sua importanza crebbe nell’era Alto-Medievale. Dopo una breve occupazione saracena che la costituì in emirato, fu prima riconquistata dall’Imperatore del Sacro Romano Impero Ludovico ll nell’871, e poi tornò ai Bizantini nell’876, diventando il maggior centro politico, militare e commerciale italiano dell’Impero D’Oriente.
Bari divenne infatti capoluogo del thema di Longobardia e successivamente, dal 975, sede del catapano, funzionario imperiale che amministrava tutti i domini dell’Italia meridionale.
Bari rimase l’ultima roccaforte bizantina in Italia, cedendo al dominio normanno con l’Assedio del 1071. La città crebbe d’importanza anche sul piano religioso con l’arrivo delle reliquie di San Nicola il 9 maggio 1087, nello stesso anno Papa Urbano II raggiunse la città per consacrare il luogo dove, due anni dopo, avrà inizio la costruzione dell’imponente Basilica di San Nicola.
Il dominio Normanno su Bari fu però funestato da ribellioni e lotte, nonostante la sua fortuna commerciale, che culminarono il 28 maggio 1156con la totale distruzione della città da parte di Guglielmo I, ma la città comincio a ripopolarsi e ad essere ricostruita solo un decennio dopo sotto il regno di Guglielmo II.
Nei secoli successivi Bari vide il tramontare delle autonomie che si era conquistata nei secoli precedenti e ricoprì un ruolo sempre meno importante col passare degli anni, fatta eccezione per un breve periodo dal 1524 al 1557 quando il Ducato di Bari venne governato dalla regina Bona Sforza, che fece ritornare la città ai fasti del passato.
Nel 1813 Gioacchino Murat diede inizio ad una nuova urbanizzazione della città, abbattendo la cinta muraria, creando il borgo alle porte della Città Vecchia che conserva ancora il suo nome.
Dall’800 in poi e con la creazione del Regno D’Italia a Bari venne affidato il ruolo di capoluogo dell’area Pugliese, facendola diventare il comune italiano ed europeo più popoloso che si affaccia sul Mare Adriatico.
Dagli anni 2000 in poi è cominciata una nuova valorizzazione della città che l’ha resa un luogo turistico di livello internazionale, un turismo che gira intorno ai meravigliosi vicoli medievali di Bari Vecchia, alle sue costruzioni in stile romanico e alle reliquie del santo patrono molto venerate nel mondo ortodosso, ma anche intorno all’elegante Borgo Murattiano in stile ottocentesco.
La conformazione della città viene spesso descritta come un’aquila con le ali spiegate, la cui testa è la piccola penisola sulla quale è sorto il primo nucleo urbano.
La città è caratterizzata da un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. Le escursioni termiche sono contenute dall’azione mitigatrice marina, infatti il capoluogo, trovandosi sulla costa del basso Adriatico, è di tanto in tanto interessato da venti a regime di brezza.
La cucina barese è assai prelibata è piace davvero a tutti. È caratterizzata da pane fresco e paste fatte in casa: orecchiette, recchietèdde o strascenàte, cavatelli, lagane, troccoli (ossia fettuccine), fusilli (ossia maccheroni arrotolati), tripoline e megnuìcchie (ossia gnocchetti di semola).
Con la pasta fatta in casa si preparano anche calzoni al forno ripieni di cipolla, acciughe sotto sale[97], capperi e olive; panzerotti fritti ripieni di lardo e ricotta o mozzarella; pettole alla barese; pizze rustiche, la tipica focaccia alla barese, i taralli, le friselle e le scagliozze, ossia fette di polenta fritta, preparate e vendute per le strade della città vecchia.
Condimenti sovrani sono l’olio d’oliva e l’aglio. Ottime sono le minestre di verdure e quelle a base di pane (pancotto e caponata), ceci, fave intere o schiacciate (con cicorie), cavoli, sedani, cardi e finocchi che compaiono in tavola anche da soli con olio, o salati o con brodo di maiale.
I piatti di carne sono per lo più a base di agnello (tacche al forno, cottarello, involtini in barese “ghiemmerìidde”), di maiale (capocolli e salsicce varie, soprattutto condite con peperoncino), coniglio e cacciagione. Una raffinatezza è quella dei tordi in salsa conservati nel vino bianco.
Specialità: Tiella alla barese di patate riso e cozze, piatto ereditato dall’occupazione spagnola e detto anche “tièdde” (tiella), nome che suggerisce l’uso della paella spagnola in passato, nonché le linguine al sugo di seppia e le “cazzavùne”, alla barese, ossia lumache raccolte dal vicino altopiano delle Murge, cotte o lessate e condite in vario modo.
In quanto città di mare, Bari è famosa per i numerosi piatti di pesce: il dentice alle olive, l’orata alla san Nicola, le alici arraganàte e i polpetti “che ll’àcqua lòre”, in casseruola.
Tra i dolciumi tipici, molti legati a periodi di festività, si ricordano le “carteddàte” cartellate e i bocconotti (tipiche ricette natalizie), le paste reali, le castagnèdde, le sassanìidde, le zeppole (tipiche del giorno di san Giuseppe), le “scarcelle” (dolce pasquale) e u sanguinàcce, ossia sanguinaccio dolce.
Qui un video ed alcune immagini di questa meravigliosa città offerti come omaggio a tutti i Pugliesi nel mondo per ricordare la loro terra: https://youtu.be/q02SWDWMPZk
Foto e video di: Antonio Lattarulo.


Bari nel cuore dei Pugliesi nel mondo
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