In occasione del giorno del ricordo, il sindaco Vito Leccese ha partecipato alla cerimonia in ricordo delle vittime delle foibe, con la deposizione di una corona di alloro presso la targa commemorativa in largo Policarpo Scagliarini al Villaggio Trieste.
Villaggio Trieste è il luogo in cui da 60 anni vivono le famiglie dei profughi della seconda guerra mondiale provenienti dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia, dai Balcani, dalla Romania, dalla Grecia, dalle isole dell’Egeo, dall’Africa e dall’Abruzzo.
Il sindaco Leccese ha detto: “Già prima della fine della Seconda guerra mondiale, Bari scelse da che parte stare: dalla parte dell’accoglienza.
Furono 150 i profughi provenienti dall’isola di Lastovo i primi ad approdare qui, portando con sé il dolore dello sradicamento e la dignità di chi non aveva smesso di credere in un futuro possibile.
Negli anni successivi, in modo più strutturato dal 1956, quelle famiglie, insieme ad altre costrette a lasciare i Balcani, la Romania, la Grecia e le isole dell’Egeo, trovarono prima riparo nei campi profughi e poi una casa nel Villaggio Trieste.
Qui hanno ricominciato: lavorando, costruendo relazioni, facendo crescere figli che oggi sono parte viva della nostra comunità.
Il Villaggio Trieste è il segno concreto di una città che ha trasformato l’emergenza in comunità, la precarietà in appartenenza.
Per questo vogliamo investire in un ampio progetto di riqualificazione del Villaggio: non solo per migliorare spazi e servizi, ma per riconoscere fino in fondo il valore civile e politico di questa storia”.
In conclusione, la celebrazione del Giorno del Ricordo rappresenta un momento fondamentale per custodire la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, riaffermando il valore della verità storica e della condivisione.
Non si tratta soltanto di un rito istituzionale, ma di un’occasione per riflettere sul significato profondo di quelle vicende e sulle ferite che hanno segnato intere generazioni.
La deposizione della corona di alloro in largo Policarpo Scagliarini rinnova l’impegno della città a non dimenticare e a tramandare alle nuove generazioni una pagina complessa della nostra storia nazionale.
Il Villaggio Trieste, in questo senso, è molto più di un luogo geografico: è uno spazio della memoria viva, dove il dolore dell’esilio si è trasformato nel tempo in radicamento e nuova appartenenza.
Le famiglie che vi si sono stabilite hanno portato con sé tradizioni, cultura e testimonianze che hanno arricchito profondamente il tessuto sociale barese.
La loro presenza è la prova concreta di come l’accoglienza possa diventare occasione di crescita reciproca e di costruzione di una comunità più forte.
Ricordare significa anche riconoscere il coraggio di chi ha dovuto lasciare la propria terra, affrontando incertezze e sacrifici senza rinunciare alla dignità.
Significa onorare storie personali che, intrecciandosi, hanno contribuito a definire l’identità di un intero quartiere e, più in generale, della città.
L’impegno annunciato per la riqualificazione del Villaggio Trieste assume dunque un valore simbolico oltre che concreto.
Investire in quegli spazi significa custodire la memoria, ma anche proiettarla nel futuro, restituendo qualità urbana e servizi a una comunità che rappresenta un patrimonio storico e umano prezioso.
La memoria, quando è condivisa e consapevole, diventa fondamento di convivenza civile e strumento per contrastare ogni forma di odio e divisione.
Bari, che già durante la guerra seppe scegliere la via dell’accoglienza, rinnova oggi quella vocazione, riaffermando i valori di solidarietà, rispetto e responsabilità collettiva.
Il Giorno del Ricordo, così, non resta confinato alla commemorazione, ma diventa occasione di rinnovato impegno civico.
Un impegno che guarda al passato con rispetto, ma che costruisce nel presente le condizioni per una società più giusta, inclusiva e consapevole della propria storia.
In questo contesto, la memoria diventa anche motore di educazione civica, invitando le nuove generazioni a conoscere le vicende storiche con rigore e partecipazione emotiva.
Non si tratta solo di ricordare, ma di comprendere le dinamiche di dolore, di esilio e di perdita che hanno segnato la vita di migliaia di persone, affinché simili tragedie non si ripetano.
La città di Bari, attraverso iniziative come quella del Villaggio Trieste, testimonia concretamente come l’accoglienza e la solidarietà possano trasformare la sofferenza in crescita collettiva.
Ogni azione di valorizzazione degli spazi pubblici e dei servizi destinati alle famiglie profughe è quindi parte di un percorso più ampio di coesione sociale e cittadinanza attiva.
Il Giorno del Ricordo ci ricorda che la storia non è un insieme di date e fatti isolati, ma un intreccio di esperienze umane che richiedono attenzione, sensibilità e memoria condivisa.
Promuovere la conoscenza di queste vicende significa anche rafforzare l’identità culturale del territorio e il senso di appartenenza delle comunità che lo abitano.
Inoltre, conservare la memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata permette di sviluppare empatia, capacità di comprensione e rispetto verso chi affronta situazioni di disagio o migrazione.
Il valore della testimonianza diretta delle famiglie del Villaggio Trieste è inestimabile: ogni racconto, ogni ricordo tramandato, contribuisce a creare un patrimonio collettivo che arricchisce la città intera.
Investire nella riqualificazione urbana significa anche garantire spazi sicuri, inclusivi e accoglienti, dove le nuove generazioni possano crescere consapevoli della propria storia e delle proprie radici.
In definitiva, celebrare il Giorno del Ricordo non è solo un atto simbolico, ma un impegno continuo della città e delle istituzioni a promuovere valori di civiltà, memoria e solidarietà.
È attraverso questa consapevolezza che Bari riafferma la propria vocazione di città aperta e accogliente, capace di trasformare il dolore del passato in opportunità di crescita, coesione e speranza per il futuro.
In questo contesto, conservare la memoria significa anche rafforzare la coesione sociale e promuovere la partecipazione dei cittadini.
Investire nella riqualificazione del Villaggio Trieste non è solo un gesto simbolico, ma un modo concreto per rendere la storia viva, trasmettere valori di solidarietà e accoglienza alle nuove generazioni e garantire spazi sicuri e inclusivi per tutta la comunità.
Così, il Giorno del Ricordo diventa occasione per riflettere sul passato e rafforzare il senso di comunità.
Permette di trasmettere alle nuove generazioni valori di memoria, solidarietà e accoglienza.
Un impegno che guida scelte responsabili e inclusive nel presente.

GIORNO DEL RICORDO, IL SINDACO LECCESE ALLA CERIMONIA DEL VILLAGGIO TRIESTE: “QUI INVESTIREMO SU PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE”
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