Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il provvedimento che introduce in maniera obbligatoria la valutazione di impatto generazionale e la valutazione di impatto di genere nell’ambito dei disegni di legge, delle proposte di legge e dei regolamenti regionali, rafforzando il percorso di innovazione istituzionale e di qualità normativa già avviato dalla Regione.
La Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia dichiara: “Con questa legge compiamo una scelta di grande responsabilità e visione.
Ogni decisione pubblica dovrà essere valutata anche in relazione agli effetti che produce sulle giovani generazioni e sulle donne, affinché nessuna politica possa prescindere dai principi dell’equità, dell’inclusione e della sostenibilità sociale”.
“Non si tratta di un mero adempimento tecnico, ma di un cambiamento culturale nel modo di legiferare.
La qualità delle norme si misura anche dalla loro capacità di ridurre le disuguaglianze, promuovere pari opportunità e garantire alle nuove generazioni strumenti concreti per costruire il proprio futuro nella nostra regione”.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla semplificazione e la qualità della normazione, introducendo procedure che consentiranno di analizzare preventivamente gli effetti delle scelte legislative sui giovani e sulle differenze di genere, in coerenza con le più avanzate esperienze nazionali ed europee in materia di valutazione delle politiche pubbliche.
“La Puglia si conferma laboratorio di innovazione istituzionale e di diritti.
Mettere al centro donne e giovani significa investire sul capitale umano, sulla coesione sociale e sulla competitività del territorio.
È una legge che guarda lontano e che affida alla politica il dovere di interrogarsi, prima di ogni scelta, sulle conseguenze che essa produrrà per il domani della nostra comunità”.
Impatto di genere, vicepresidente Vaccarella: “Con la valutazione di impatto generazionale e di genere costruiamo leggi più giuste e più vicine al futuro della nostra comunità”
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