Pugliesi nel mondo
Brindisi è capoluogo dell’omonima provincia in Puglia.
Centro tra i più popolosi del Salento, ha rivestito nei secoli, e riveste ancora, un importante ruolo commerciale e culturale, dovuto alla sua fortunata posizione sul mare Adriatico. È stata sede provvisoria del governo nel Regno d’Italia dal 1943 al 1944.
Brindisi sorge su un porto naturale che si incunea profondamente nella costa adriatica.
L’intero territorio, pianeggiante e molto florido, si trova nella parte nord-orientale della pianura salentina, a circa 40 km dalla valle d’Itria e quindi dalle prime propaggini delle basse Murge. Poco distante dalla città si trova la Riserva naturale statale Torre Guaceto. Il mar Ionio si trova, invece, a circa 45 km.
Nel territorio comunale è compresa la frazione di Tuturano, distante dal capoluogo circa 10 km.
Origini del nome
Il toponimo cittadino deriva dal latino Brundisium, a sua volta derivato, tramite il greco antico Brentesion, dal messapico Brention, traducibile in “testa di cervo” con riferimento alla forma caratteristica del suo porto, che parrebbe richiamare la forma della testa dell’animale.
Storia
Città antichissima, considerata uno dei porti naturali più grandi di tutto il Mar Mediterraneo e definita la “porta d’Oriente” per via della sua strategica posizione geografica, in un crocevia di culture e genti, ha vissuto una storia altalenante, caratterizzata da periodi aurei e momenti di decadenza, sempre in stretta correlazione con l’importanza del suo porto.
Nel promontorio di Punta le Terrare, che si trova nel porto esterno, è stato individuato un villaggio dell’età del bronzo media (XVI secolo a.C.) che ha restituito frammenti di ceramica micenea. Lo stesso Erodoto aveva parlato di un’origine micenea per queste popolazioni. La necropoli di Tor Pisana ha restituito vasi proto corinzi della prima metà del VII secolo a.C.
La Brindisi messapica intrattenne certamente rapporti commerciali intensi con l’opposta sponda adriatica e con le popolazioni greche dell’Egeo: tali rapporti sono oggi documentati da numerosi reperti archeologici[15] mentre fu in contrasto con la vicina Taranto.
Nel 267 a.C. Brindisi fu conquistata dai Romani divenendo un importantissimo scalo per la Grecia e l’Oriente, e venne elevata a rango di municipio optimo iure nel 240 a.C., status che riconosceva ai brindisini la cittadinanza romana. In quel periodo la città visse la sua età aurea e godette di importanti collegamenti stradali con Roma attraverso le vie Appia (la cosiddetta Regina Viarum) e Minucia (la futura Appia Traiana).
Crocevia culturale, soprattutto per chi si recava in Grecia per motivi culturali, diede i natali al poeta Marco Pacuvio, il più grande tragediografo latino, nipote del leccese Quinto Ennio, che era considerato da Cicerone il “padre della letteratura latina”; Giulio Cesare ed Ottaviano si imbarcarono da Brindisi per raggiungere l’Egitto.
Marco Tullio Cicerone vi sostò in quanto ospite di Lenio Flacco e qui scrisse le Lettere Brindisine; a Brindisi si trattenne Orazio, accompagnato da Mecenate; il celebre poeta Virgilio vi morì il 21 settembre 19 a.C. proprio tornando da un viaggio in Grecia.
Nel periodo di massimo splendore di Roma, Brindisi rappresentava forse il porto più importante di tutto l’impero; proprio il suo scalo sarà importante anche nel Medioevo per le crociate in Terrasanta, e nel XIX secolo per il collegamento tra Londra e le Indie Orientali (nel principale cimitero comunale ci sono molte tombe inglesi risalenti alla seconda metà dell’Ottocento).
Sede episcopale sin dall’età apostolica, Brindisi fu un centro importante per l’evangelizzazione della zona. Esaurito il fortunato periodo sotto l’Impero romano, la città era già desolata nel VI secolo quando fu occupata dai Goti; nel 674 fu presa dai Longobardi guidati da Romualdo e assaltata dai Saraceni nell’838; ritornò quindi stabilmente sotto il controllo degli imperatori bizantini forse agli inizi dell’XI secolo.
Nel 1070 fu presa dai Normanni divenendo parte del Principato di Taranto e del Ducato di Puglia e Calabria.
Fu prima signoria dei conti di Conversano e poi città demaniale per volere di Ruggero II; la città salentina recuperò in parte il fasto del passato durante il periodo delle Crociate, quando riottenne la sede episcopale, vide la costruzione della nuova cattedrale e di un nuovo castello con un importante arsenale, divenne porto privilegiato per la Terra santa e anche sede di una delle due zecche del Regno di Sicilia.
Fu nella Cattedrale di Brindisi che ebbero luogo le nozze del principe normanno Ruggero, figlio di re Tancredi e quelle dell’imperatore Federico II di Svevia, con l’erede alla corona di Gerusalemme, Isabella (o Jolanda) di Brienne e, sempre Federico II, partì proprio dal porto brindisino nel 1227 per la Sesta crociata.
Fu fortemente colpita dalla peste nera e riguadagnò, lentamente, le antiche dimensioni demografiche grazie a importanti flussi migratori di slavi, albanesi e greci che giungevano d’oltremare.
Dal 1496 al 1509 appartenne a Venezia per poi passare sotto il dominio spagnolo. Proprio sotto il periodo vicereale iniziò un lungo periodo di declino, di pari passo al progressivo impaludamento del porto.
Con la successiva dominazione borbonica si ebbe un periodo di crescita economica: nel 1775, sotto Ferdinando I delle Due Sicilie, fu riattivato il canale d’uscita del porto interno e furono risanate le paludi adiacenti alla città.
L’annessione al Regno d’Italia, nel 1860, e l’apertura del canale di Suez, nel 1869, portarono a Brindisi una linfa vitale nuova, che permise di diventare il terminale preferenziale per la Valigia delle Indie e importante snodo mercantile per la grande ex colonia britannica.
Durante la seconda guerra mondiale Brindisi divenne sede del comando alleato per il basso Mare Adriatico, acquisendo una notevole importanza strategica e pagando tale ruolo con diversi bombardamenti nella zona storica.
Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944, successivamente alla fuga di Vittorio Emanuele III da Roma, la città offrì rifugio all’intera dinastia divenendo per sei mesi sede temporanea di governo.
Lo stemma della città di Brindisi, trae origine da alcune caratteristiche peculiari dell’antica città di Brindisi, alcune di esse ancora oggi visibili.
La testa di cervo deriva dal toponimo messapico della città “Brention”, toponimo ispirato dalla forma del porto cittadino, che ricorda, appunto, le ramificazioni delle corna di un cervo: ciò è chiaramente visibile ancora oggi nelle foto satellitari, che evidenziano i due seni, di levante e di ponente, in cui il porto è diviso.
Nello stemma sono inoltre raffigurate le cosiddette “colonne terminali” della Via Appia, visibili oggi in cima a quella che è comunemente denominata la “Scalinata Virgilio”.
Il gonfalone, concesso con regio decreto del 2 agosto 1929, è costituito da un drappo di azzurro, azzurro come il mare che la circonda.
Nel filmato che vi proponiamo, una carrellata di immagini della Brindisi di oggi capace di attrarre sempre più turisti e visitatori: https://youtu.be/4sp9wWAW330
La nostra speranza è che questo video possa regalare momenti di dolci ricordi ai brindisini residenti all’estero ed ai loro discendenti, magari facendo venire loro voglia di un ritorno alla città di origine. #pugliesinelmondo #persemprepuglia
Si ringraziano per il supporto cinematografico la #regionepuglia #puglia365 #cittàdibrindisi #fondazionenuovoteatroverdi #unioneeuropea #popugliafesr-fse2014/2020

Pugliesi nel mondo e Brindisi: un legame irrinunciabile come il suo mare
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