La Regione Puglia presenta i progetti di “Sport Inclusivo”.
C’è un’idea di sport che va oltre i concetti di competizione o performance, diventando spazio educativo, presidio sociale, laboratorio di cittadinanza.
È questa la visione che ha guidato l’Avviso del Dipartimento Welfare “Sport Inclusivo – Interventi di contrasto della povertà educativa mediante la promozione dello sport”, i cui progetti sono stati presentati oggi nella sala al V Piano del plesso Assessorati della sede della Regione Puglia.
Nella giornata di oggi sono stati presentati i primi 26 progetti finanziati, per circa 250mila euro.
A conclusione del triennio l’importo delle aggiudicazioni ammonterà complessivamente a circa 600mila euro.
Iniziative che attraversano l’intero territorio regionale e parlano un linguaggio comune: quello dell’inclusione, della prevenzione del disagio, della costruzione di legami.
Non si tratta semplicemente di attività sportive, ma di percorsi strutturati che intrecciano pratica motoria, accompagnamento educativo, sostegno relazionale e coinvolgimento delle famiglie.
L’assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia, Cristian Casili, ha dichiarato: “In una società in cui le fragilità giovanili si manifestano sempre più precocemente, tra isolamento, dispersione scolastica, difficoltà economiche, bullismo e nuove forme di marginalità, lo sport diventa una risposta concreta.
Non come soluzione magica, ma come contesto protetto in cui sperimentare fiducia, regole condivise e riconoscimento reciproco”.
I progetti presentati hanno alcuni tratti distintivi che li rendono particolarmente significativi dal punto di vista sociale: la centralità dei minori con disabilità e bisogni educativi speciali, l’attenzione ai contesti periferici e a rischio, la costruzione di reti territoriali tra associazioni sportive, scuole, enti del Terzo Settore e servizi sociali.
Lo sport diventa infrastruttura sociale capace di generare capitale relazionale e rafforzare la coesione delle comunità.
Dove esistono spazi strutturati di aggregazione positiva, diminuisce il rischio di devianza e aumenta il senso di appartenenza.
I progetti di “Sport Inclusivo” agiscono proprio in questa direzione, trasformando palestre, campi e centri sportivi in luoghi di costruzione dell’identità e di emancipazione.
Casili prosegue: “Abbiamo voluto sostenere progettualità capaci di entrare nei quartieri, di dialogare con le famiglie, di intercettare i ragazzi prima che il disagio diventi esclusione.
Lo sport è uno spazio in cui si impara il rispetto delle regole, la gestione del conflitto, il valore della cooperazione. Sono competenze di vita, prima ancora che sportive.
La sfida è trasformare queste esperienze in un modello strutturale, dove lo sport diventa per ogni ragazza e ragazzo pugliese, oltre ai risultati, un’occasione di crescita, relazioni e futuro”.
Un altro elemento innovativo è la dimensione di rete: i progetti non agiscono in modo isolato, ma costruiscono alleanze educative stabili.
Questa integrazione tra pubblico e privato sociale rafforza un modello di welfare territoriale partecipato, in cui la comunità diventa protagonista del cambiamento.
I progetti di “Sport Inclusivo” dimostrano come lo sport possa andare oltre la semplice pratica motoria, diventando strumento di educazione, inclusione e sviluppo sociale.
Coinvolgere giovani, famiglie e comunità in percorsi strutturati favorisce la costruzione di legami duraturi e rafforza il senso di appartenenza a un territorio.
L’esperienza dimostra che ogni palestra, campo o centro sportivo può trasformarsi in laboratorio di cittadinanza, dove regole, cooperazione e rispetto diventano parte della quotidianità.
Investire nello sport inclusivo significa prevenire fragilità, ridurre marginalità e devianza, offrendo a ogni ragazza e ragazzo opportunità concrete di crescita e formazione.
La dimensione di rete dei progetti garantisce continuità, scambio di competenze e sostenibilità, trasformando iniziative locali in modelli replicabili in tutta la regione.
In questo contesto, lo sport diventa un vero e proprio presidio sociale, capace di incidere positivamente sul benessere individuale e collettivo.
L’obiettivo è consolidare una cultura dello sport come strumento educativo permanente, promuovendo inclusione, responsabilità e partecipazione attiva.
Queste iniziative mostrano come la collaborazione tra istituzioni, scuole, associazioni e famiglie possa generare impatti concreti, duraturi e misurabili sul territorio.
Infine, “Sport Inclusivo” si conferma un progetto pilota per la Puglia, capace di coniugare pratica sportiva, valori civili e sviluppo sociale in un percorso condiviso e partecipato.

La Regione Puglia presenta i progetti di “Sport Inclusivo”. L’assessore Casili: “Sport occasione di crescita, diamo una risposta concreta alle fragilità dei ragazzi”
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