Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell'uscita del libro Il vizio della ferocia
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
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L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
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Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
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Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
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A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
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Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia (Editori Laterza).
A Bari la prima presentazione giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18.30 presso il Multicinema Galleria.
L’autore dialoga con Nicola Fratoianni e Maddalena Tulanti
Introduce e coordina Alessandro Laterza.
IL LIBRO
Un’analisi spietata e appassionata sull’eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea.
A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci’ del Novecento e il presente.
Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso.
È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell’ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce.
In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all’analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall’Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l’internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l’internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale.
Ma il libro non si ferma alla storia.
Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica.
E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione?
Come si costruisce il consenso al male?
Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile?
Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, Il vizio della ferocia è un atto di resistenza intellettuale e civile.
Un libro che non consola, ma illumina.
L’AUTORE
Nichi Vendola (1958), giornalista, scrittore, poeta, fin da giovanissimo ha militato nelle file del PCI.
Deputato del Parlamento italiano con Rifondazione comunista dal 1992 al 2005, è stato vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Dal 2005 al 2015 è stato presidente della Regione Puglia.
Tra le sue pubblicazioni: Dialogo sulla legalità (con don Luigi Ciotti, 2005); I dilemmi della speranza (con Salvatore Natoli, 2006); La sfida di Nichi. Dalla Puglia all’Italia (con Cosimo Rossi, 2010); Riaprire la partita (2010); La vita che vorrei (con Lidia Ravera, 2012); Vestire gli ignudi, seppellire i morti (2016); Patrie (2021); Sacro queer (2025).
Nichi Vendola incontra i lettori in Puglia in occasione dell’uscita del libro Il vizio della ferocia