Trasformare la memoria in partecipazione, il ricordo in impegno civile, la storia di una giovane vittima innocente di mafia in uno strumento per costruire, insieme alle nuove generazioni, una cultura della legalità.
È questo l’obiettivo del Premio Michele Fazio, presentato nella sala giunta di Palazzo della Città, nel giorno in cui Michele avrebbe compiuto 41 anni.
Il premio, promosso nell’ambito delle attività dell’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale, è rivolto alle scuole di Bari e agli under 25 della città e nasce con l’obiettivo di coinvolgere bambine e bambini, ragazze e ragazzi nella conoscenza della storia di Michele e nella produzione di elaborati e iniziative capaci di stimolare riflessioni sui temi della legalità, della cittadinanza attiva, dell’impegno civile, del rispetto delle regole e del senso di comunità.
L’iniziativa è stata ideata dalla presidente del Municipio I Annamaria Ferretti e costruita attraverso la rete dell’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale, con il coinvolgimento dei soggetti e delle associazioni che ne fanno parte.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Vito Leccese, l’assessore alla Legalità e Antimafia sociale Nicola Grasso, la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti, i genitori di Michele, Pinuccio e Lella Fazio, e il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia Maurizio Marangelli.
Il sindaco Vito Leccese ha dichiarato: “La memoria e il ricordo non possono essere un mero esercizio retorico: dobbiamo riempirli di contenuti.
L’impegno quotidiano di Pinuccio e Lella nel far vivere la memoria di Michele, legandola alla cultura della legalità, è straordinario.
Oggi, con questo premio, facciamo in modo che la generazione da 0 a 25 anni, quindi i più giovani della nostra città, possa cimentarsi con l’elaborazione di iniziative e scritti capaci di far crescere la cultura della legalità.
È da loro che dobbiamo partire per diffondere una cultura che non si riduce all’arresto di un criminale o all’arretramento della criminalità organizzata, ma che deve fondarsi sulla comprensione e sulla piena consapevolezza del valore del rispetto delle regole e dei rapporti reciproci all’interno della comunità.
In fondo è questo il messaggio che i genitori di Michele continuano a testimoniare con il loro impegno: Bari non appartiene alle organizzazioni criminali, ma a tutti i cittadini , e sono la stragrande maggioranza, che rispettano il prossimo, le leggi e le regole del vivere civile”.
La presidente del Municipio I Annamaria Ferretti ha spiegato: “L’idea di questo premio è nata da un’emozione, quella provata il 12 luglio durante la cerimonia di commemorazione per la morte di Michele.
Da quell’emozione è nata la volontà di trovare un contesto che potesse consentirci, attraverso la rete dell’Osservatorio della legalità, di far rinascere questa storia.
E oggi ne parliamo proprio nel giorno del suo compleanno.
È una rinascita per Michele, perché poter parlare di lui a bambine e bambini, ragazze e ragazzi e giovani adulti, far conoscere la sua storia attraverso di loro e infondere concetti di legalità e di rispetto del territorio, è per me importantissimo.
Sono veramente grata all’assessore Grasso, all’Osservatorio, alle associazioni e a tutti i soggetti che ne fanno parte e che saranno il motore di questo grande percorso”.
Nicola Grasso ha spiegato: “Sin dal suo esordio, abbiamo immaginato il ruolo dell’Osservatorio della legalità come un ruolo di coordinamento di una serie di iniziative che si svolgono sul territorio.
E il concorso intitolato a Michele Fazio risponde appieno alla missione dell’osservatorio, che è proprio quella di creare reti, di tessere rapporti, di fare in modo che tutte le attività siano il più possibile conosciute e possano poi produrre quei frutti e quegli effetti che noi auspichiamo arrivino, soprattutto dalle giovani generazioni.
In questo progetto la sinergia con l’Ordine dei giornalisti rappresenta un valore aggiunto, perché la stampa svolge un ruolo fondamentale: tanti giornalisti hanno perso la vita e hanno rischiato e rischiano tutt’ora la propria integrità personale nel denunciare situazioni nelle quali opera e prospera la criminalità organizzata.
La collaborazione con la stampa, il rapporto con le scuole e con tutti coloro i quali lavorano sul territorio nel campo dell’antimafia sociale e, ovviamente, il coinvolgimento di Pinuccio e Lella Fazio, cui siamo grati per la tenacia e l’impegno quotidiano, sono le premesse che consentiranno a questa iniziativa di risultare efficace nello stimolare una riflessione e una consapevolezza diversa specie tra i bambini e i ragazzi della nostra città”.
Maurizio Marangelli ha proseguito: “Il giornalista ha una responsabilità sociale molto particolare in questo senso, perché la legalità non è soltanto il rispetto delle leggi, è una cultura che dobbiamo costruire ogni giorno.
Le parole che scegliamo, i comportamenti che adottiamo, la capacità di riconoscere le ingiustizie, di non considerarle normali.
Il nostro compito non è solo quello di raccontare ciò che accade rispettando la verità sostanziale dei fatti, verificando le informazioni, distinguendo i fatti dalle opinioni, ma anche quello di ricordare che dietro ogni notizia ci sono le persone, le storie, c’è la comunità.
E quando raccontiamo la criminalità, questa responsabilità diventa ancora più importante.
Abbiamo apprezzato che il premio si rivolga proprio al mondo della scuola a cominciare dal coinvolgimento della fascia 0-6, perché è importante parlare di legalità prima che non sia troppo tardi e quindi quando si cominciano a formare le coscienze.
Noi giornalisti ci sentiamo in dovere di partecipare a questa iniziativa perché il giornalismo contribuisce a rendere una comunità più consapevole, più informata.
E poi c’è la storia di dolore di Michele a ricordarci che la criminalità organizzata non è una realtà lontana, astratta dalla nostra vita. Ricordare Michele significa scegliere ogni giorno da che parte stare”.
Pinuccio Fazio ha detto: “Questa iniziativa è molto importante perché, come dice don Ciotti, non bisogna commuoversi ma bisogna muoversi.
Io e mia moglie ci stiamo muovendo per incontrare le nuove generazioni e non farle cadere nelle mani delle mafie.
I nostri ragazzi devono capire che chi ha a che fare con loro ha davanti a sé due strade, entrambe drammatiche: il carcere o il cimitero.
Non c’è altra via d’uscita.
Per questo bisogna muoversi.
Oggi è anche il compleanno di Michele, avrebbe compiuto 41 anni.
Michele vive e continuerà a vivere nel nostro ricordo come un eroe, un eroe di cui siamo molto orgogliosi.
Di lacrime non ne abbiamo più, però abbiamo le gambe per camminare”.
Lella Fazio, che poi ha rivolto un appello soprattutto alle famiglie e alle mamme, ha aggiunto: “Oggi immagino Michele, che amava molto la famiglia, come un uomo, e lo vedo con la sua famiglia, con tanti bambini.
Era un ragazzo innamorato della vita.
Bisogna collaborare.
Se vogliamo un futuro migliore per i nostri figli, dobbiamo svegliarci e collaborare.
Qualsiasi cosa vediate e notiate, collaborate con le forze dell’ordine e con la magistratura.
Io dico di essere una ‘infame’ di legalità, e ne vado orgogliosa: per questo mi rivolgo specie alle mamme, perché le mamme possono e devono essere di esempio per i loro figli affinché scelgano di stare dalla parte giusta e non voltarsi dall’altra parte”.
Il Premio Michele Fazio intende, dunque, costruire un percorso nel quale la memoria non rimanga confinata alla commemorazione, ma diventi occasione concreta di conoscenza, confronto e partecipazione.
Attraverso il coinvolgimento delle scuole e dei giovani under 25, la storia di Michele – di anno in anno – potrà così essere riletta dalle nuove generazioni e trasformarsi in un’occasione per interrogarsi sul proprio ruolo nella comunità e sulla responsabilità individuale e collettiva nella costruzione di una città libera dalle mafie.
· Il Premio “Michele Fazio”
Il concorso si articola in una Sezione Junior, rivolta alle scuole, e in una Sezione Senior, dedicata ai giovani tra i 16 e i 25 anni.
Per la Sezione Junior sono previste tre categorie, pensate per accompagnare fasce d’età e linguaggi differenti.
Per nidi e infanzia (J1) il tema è “Insieme è più bello: giocare con le regole, volersi bene”, con la possibilità di realizzare un cartellone collettivo, attraverso collage, disegni o pitture, oppure un breve video.
Per la scuola primaria (J2) il tema è “Testimoni di bellezza: ci prendiamo cura del nostro mondo”, attraverso un diario di bordo illustrato o un fotoracconto dedicato a un’azione concreta di cura di uno spazio scolastico o urbano.
Per la scuola secondaria di primo grado (J3), infine, il tema “Dico la mia: la nostra voce per cambiare il quartiere” potrà essere sviluppato attraverso una mappa multimediale del quartiere oppure una scrittura collettiva dedicata alla legalità.
La Sezione Senior, rivolta ai giovani tra i 16 e i 25 anni, prevede invece tre differenti ambiti espressivi.
La Sezione A – Giornalismo e Storytelling propone reportage scritti, podcast audio o video-inchieste dedicate a storie di vittime di mafia o di riscatto sociale.
La Sezione B – Arti visive e digitali è dedicata a progetti grafici, fotografie o bozzetti per la riqualificazione di uno spazio urbano degradato.
La Sezione C – Scrittura creativa propone racconti brevi o testi teatrali incentrati sulla difficile scelta tra legalità e criminalità nei contesti a rischio.
L’idea alla base del premio è dunque quella di utilizzare linguaggi diversi per coinvolgere bambini, ragazzi e giovani adulti, facendo della memoria non soltanto un esercizio di conoscenza del passato, ma un punto di partenza per interrogarsi sul presente e immaginare il futuro.
Gli elaborati saranno valutati da una giuria composta da istituzioni, giornalisti, familiari delle vittime, magistrati, associazioni, insegnanti e artisti.
Per le categorie Junior saranno considerati, tra gli altri aspetti, il grado di coinvolgimento attivo e inclusivo della classe, la capacità di tradurre le regole in gesti quotidiani e la creatività nell’uso dei linguaggi.
Per la sezione Senior saranno invece valutati la pertinenza al tema, la profondità del messaggio sociale, l’originalità, la forza espressiva e l’impatto emotivo, oltre alla fattibilità tecnica nel caso dei progetti per murales.
Particolare attenzione è stata riservata anche ai riconoscimenti, pensati non soltanto come premi simbolici ma come strumenti per sostenere concretamente i percorsi dei partecipanti.
Per la sezione Junior sono previsti, tra l’altro, un diploma speciale di “Sentinella della Legalità” per le classi, forniture di libri, giochi didattici e dotazioni tecnologiche, oltre a supporti per viaggi di istruzione presso beni confiscati alle mafie.
Per i vincitori della sezione Senior sono previste borse di studio per percorsi di formazione giornalistica o l’acquisto di attrezzatura professionale, il finanziamento e il supporto tecnico per la realizzazione del murale vincitore in un quartiere di Bari e la pubblicazione dell’opera narrativa in un’antologia e la messa in scena del testo teatrale dedicato alla memoria.
La partecipazione avverrà esclusivamente in formato digitale, attraverso il sito ufficiale del premio.
La scadenza per la consegna degli elaborati è fissata al 30 aprile 2027 alle ore 12, mentre la cerimonia di premiazione è prevista a Bari il 12 luglio 2027, data particolarmente significativa perché coincide con l’anniversario della morte di Michele.

Trasformare la memoria in partecipazione, il ricordo in impegno civile, la storia di una giovane vittima innocente di mafia in uno strumento per costruire, insieme alle nuove generazioni, una cultura della legalità.
È questo l’obiettivo del Premio Michele Fazio, presentato nella sala giunta di Palazzo della Città, nel giorno in cui Michele avrebbe compiuto 41 anni.
Il premio, promosso nell’ambito delle attività dell’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale, è rivolto alle scuole di Bari e agli under 25 della città e nasce con l’obiettivo di coinvolgere bambine e bambini, ragazze e ragazzi nella conoscenza della storia di Michele e nella produzione di elaborati e iniziative capaci di stimolare riflessioni sui temi della legalità, della cittadinanza attiva, dell’impegno civile, del rispetto delle regole e del senso di comunità.
L’iniziativa è stata ideata dalla presidente del Municipio I Annamaria Ferretti e costruita attraverso la rete dell’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale, con il coinvolgimento dei soggetti e delle associazioni che ne fanno parte.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Vito Leccese, l’assessore alla Legalità e Antimafia sociale Nicola Grasso, la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti, i genitori di Michele, Pinuccio e Lella Fazio, e il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia Maurizio Marangelli.
Il sindaco Vito Leccese ha dichiarato: “La memoria e il ricordo non possono essere un mero esercizio retorico: dobbiamo riempirli di contenuti.
L’impegno quotidiano di Pinuccio e Lella nel far vivere la memoria di Michele, legandola alla cultura della legalità, è straordinario.
Oggi, con questo premio, facciamo in modo che la generazione da 0 a 25 anni, quindi i più giovani della nostra città, possa cimentarsi con l’elaborazione di iniziative e scritti capaci di far crescere la cultura della legalità.
È da loro che dobbiamo partire per diffondere una cultura che non si riduce all’arresto di un criminale o all’arretramento della criminalità organizzata, ma che deve fondarsi sulla comprensione e sulla piena consapevolezza del valore del rispetto delle regole e dei rapporti reciproci all’interno della comunità.
In fondo è questo il messaggio che i genitori di Michele continuano a testimoniare con il loro impegno: Bari non appartiene alle organizzazioni criminali, ma a tutti i cittadini , e sono la stragrande maggioranza, che rispettano il prossimo, le leggi e le regole del vivere civile”.
La presidente del Municipio I Annamaria Ferretti ha spiegato: “L’idea di questo premio è nata da un’emozione, quella provata il 12 luglio durante la cerimonia di commemorazione per la morte di Michele.
Da quell’emozione è nata la volontà di trovare un contesto che potesse consentirci, attraverso la rete dell’Osservatorio della legalità, di far rinascere questa storia.
E oggi ne parliamo proprio nel giorno del suo compleanno.
È una rinascita per Michele, perché poter parlare di lui a bambine e bambini, ragazze e ragazzi e giovani adulti, far conoscere la sua storia attraverso di loro e infondere concetti di legalità e di rispetto del territorio, è per me importantissimo.
Sono veramente grata all’assessore Grasso, all’Osservatorio, alle associazioni e a tutti i soggetti che ne fanno parte e che saranno il motore di questo grande percorso”.
Nicola Grasso ha spiegato: “Sin dal suo esordio, abbiamo immaginato il ruolo dell’Osservatorio della legalità come un ruolo di coordinamento di una serie di iniziative che si svolgono sul territorio.
E il concorso intitolato a Michele Fazio risponde appieno alla missione dell’osservatorio, che è proprio quella di creare reti, di tessere rapporti, di fare in modo che tutte le attività siano il più possibile conosciute e possano poi produrre quei frutti e quegli effetti che noi auspichiamo arrivino, soprattutto dalle giovani generazioni.
In questo progetto la sinergia con l’Ordine dei giornalisti rappresenta un valore aggiunto, perché la stampa svolge un ruolo fondamentale: tanti giornalisti hanno perso la vita e hanno rischiato e rischiano tutt’ora la propria integrità personale nel denunciare situazioni nelle quali opera e prospera la criminalità organizzata.
La collaborazione con la stampa, il rapporto con le scuole e con tutti coloro i quali lavorano sul territorio nel campo dell’antimafia sociale e, ovviamente, il coinvolgimento di Pinuccio e Lella Fazio, cui siamo grati per la tenacia e l’impegno quotidiano, sono le premesse che consentiranno a questa iniziativa di risultare efficace nello stimolare una riflessione e una consapevolezza diversa specie tra i bambini e i ragazzi della nostra città”.
Maurizio Marangelli ha proseguito: “Il giornalista ha una responsabilità sociale molto particolare in questo senso, perché la legalità non è soltanto il rispetto delle leggi, è una cultura che dobbiamo costruire ogni giorno.
Le parole che scegliamo, i comportamenti che adottiamo, la capacità di riconoscere le ingiustizie, di non considerarle normali.
Il nostro compito non è solo quello di raccontare ciò che accade rispettando la verità sostanziale dei fatti, verificando le informazioni, distinguendo i fatti dalle opinioni, ma anche quello di ricordare che dietro ogni notizia ci sono le persone, le storie, c’è la comunità.
E quando raccontiamo la criminalità, questa responsabilità diventa ancora più importante.
Abbiamo apprezzato che il premio si rivolga proprio al mondo della scuola a cominciare dal coinvolgimento della fascia 0-6, perché è importante parlare di legalità prima che non sia troppo tardi e quindi quando si cominciano a formare le coscienze.
Noi giornalisti ci sentiamo in dovere di partecipare a questa iniziativa perché il giornalismo contribuisce a rendere una comunità più consapevole, più informata.
E poi c’è la storia di dolore di Michele a ricordarci che la criminalità organizzata non è una realtà lontana, astratta dalla nostra vita. Ricordare Michele significa scegliere ogni giorno da che parte stare”.
Pinuccio Fazio ha detto: “Questa iniziativa è molto importante perché, come dice don Ciotti, non bisogna commuoversi ma bisogna muoversi.
Io e mia moglie ci stiamo muovendo per incontrare le nuove generazioni e non farle cadere nelle mani delle mafie.
I nostri ragazzi devono capire che chi ha a che fare con loro ha davanti a sé due strade, entrambe drammatiche: il carcere o il cimitero.
Non c’è altra via d’uscita.
Per questo bisogna muoversi.
Oggi è anche il compleanno di Michele, avrebbe compiuto 41 anni.
Michele vive e continuerà a vivere nel nostro ricordo come un eroe, un eroe di cui siamo molto orgogliosi.
Di lacrime non ne abbiamo più, però abbiamo le gambe per camminare”.
Lella Fazio, che poi ha rivolto un appello soprattutto alle famiglie e alle mamme, ha aggiunto: “Oggi immagino Michele, che amava molto la famiglia, come un uomo, e lo vedo con la sua famiglia, con tanti bambini.
Era un ragazzo innamorato della vita.
Bisogna collaborare.
Se vogliamo un futuro migliore per i nostri figli, dobbiamo svegliarci e collaborare.
Qualsiasi cosa vediate e notiate, collaborate con le forze dell’ordine e con la magistratura.
Io dico di essere una ‘infame’ di legalità, e ne vado orgogliosa: per questo mi rivolgo specie alle mamme, perché le mamme possono e devono essere di esempio per i loro figli affinché scelgano di stare dalla parte giusta e non voltarsi dall’altra parte”.
Il Premio Michele Fazio intende, dunque, costruire un percorso nel quale la memoria non rimanga confinata alla commemorazione, ma diventi occasione concreta di conoscenza, confronto e partecipazione.
Attraverso il coinvolgimento delle scuole e dei giovani under 25, la storia di Michele – di anno in anno – potrà così essere riletta dalle nuove generazioni e trasformarsi in un’occasione per interrogarsi sul proprio ruolo nella comunità e sulla responsabilità individuale e collettiva nella costruzione di una città libera dalle mafie.
· Il Premio “Michele Fazio”
Il concorso si articola in una Sezione Junior, rivolta alle scuole, e in una Sezione Senior, dedicata ai giovani tra i 16 e i 25 anni.
Per la Sezione Junior sono previste tre categorie, pensate per accompagnare fasce d’età e linguaggi differenti.
Per nidi e infanzia (J1) il tema è “Insieme è più bello: giocare con le regole, volersi bene”, con la possibilità di realizzare un cartellone collettivo, attraverso collage, disegni o pitture, oppure un breve video.
Per la scuola primaria (J2) il tema è “Testimoni di bellezza: ci prendiamo cura del nostro mondo”, attraverso un diario di bordo illustrato o un fotoracconto dedicato a un’azione concreta di cura di uno spazio scolastico o urbano.
Per la scuola secondaria di primo grado (J3), infine, il tema “Dico la mia: la nostra voce per cambiare il quartiere” potrà essere sviluppato attraverso una mappa multimediale del quartiere oppure una scrittura collettiva dedicata alla legalità.
La Sezione Senior, rivolta ai giovani tra i 16 e i 25 anni, prevede invece tre differenti ambiti espressivi.
La Sezione A – Giornalismo e Storytelling propone reportage scritti, podcast audio o video-inchieste dedicate a storie di vittime di mafia o di riscatto sociale.
La Sezione B – Arti visive e digitali è dedicata a progetti grafici, fotografie o bozzetti per la riqualificazione di uno spazio urbano degradato.
La Sezione C – Scrittura creativa propone racconti brevi o testi teatrali incentrati sulla difficile scelta tra legalità e criminalità nei contesti a rischio.
L’idea alla base del premio è dunque quella di utilizzare linguaggi diversi per coinvolgere bambini, ragazzi e giovani adulti, facendo della memoria non soltanto un esercizio di conoscenza del passato, ma un punto di partenza per interrogarsi sul presente e immaginare il futuro.
Gli elaborati saranno valutati da una giuria composta da istituzioni, giornalisti, familiari delle vittime, magistrati, associazioni, insegnanti e artisti.
Per le categorie Junior saranno considerati, tra gli altri aspetti, il grado di coinvolgimento attivo e inclusivo della classe, la capacità di tradurre le regole in gesti quotidiani e la creatività nell’uso dei linguaggi.
Per la sezione Senior saranno invece valutati la pertinenza al tema, la profondità del messaggio sociale, l’originalità, la forza espressiva e l’impatto emotivo, oltre alla fattibilità tecnica nel caso dei progetti per murales.
Particolare attenzione è stata riservata anche ai riconoscimenti, pensati non soltanto come premi simbolici ma come strumenti per sostenere concretamente i percorsi dei partecipanti.
Per la sezione Junior sono previsti, tra l’altro, un diploma speciale di “Sentinella della Legalità” per le classi, forniture di libri, giochi didattici e dotazioni tecnologiche, oltre a supporti per viaggi di istruzione presso beni confiscati alle mafie.
Per i vincitori della sezione Senior sono previste borse di studio per percorsi di formazione giornalistica o l’acquisto di attrezzatura professionale, il finanziamento e il supporto tecnico per la realizzazione del murale vincitore in un quartiere di Bari e la pubblicazione dell’opera narrativa in un’antologia e la messa in scena del testo teatrale dedicato alla memoria.
La partecipazione avverrà esclusivamente in formato digitale, attraverso il sito ufficiale del premio.
La scadenza per la consegna degli elaborati è fissata al 30 aprile 2027 alle ore 12, mentre la cerimonia di premiazione è prevista a Bari il 12 luglio 2027, data particolarmente significativa perché coincide con l’anniversario della morte di Michele.
Premio “Michele Fazio”: presentato il concorso rivolto alle scuole e agli under 25
ANNAMARIA FERRETTI
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