Su proposta dell’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta ha approvato l’intitolazione del giardino situato in via Oberdan 10, nel territorio del Municipio I, a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia.
L’iniziativa nasce nel solco del percorso di valorizzazione della memoria della città di Bari intrapreso da diversi anni dall’amministrazione comunale per promuovere la cultura della legalità, anche attraverso la toponomastica cittadina, affinché la condotta e le azioni compiute da concittadini onesti fungano da monito ed esempio per le future generazioni.
Nicola Grasso commenta: “La storia di Luigi Fanelli è una ferita ancora aperta nel cuore della nostra città.
Un episodio terrificante per cui non è mai stata fatta giustizia.
Questa intitolazione, oltre a rappresentare un atto civico dovuto nei confronti di questa giovane vita spezzata e della sua memoria, rappresenta un gesto di attenzione e vicinanza verso la sua famiglia, ancora in attesa non solo di sapere dove si trovino i suoi resti ma soprattutto di ottenere un processo che ristabilisca la verità dei fatti.
Luigi Fanelli ha pagato con la vita la scelta di non piegarsi al potere, alla prepotenza e all’imposizione mafiose, diventando per tutti un chiaro esempio di coraggio.
Per questo è nostro dovere diffondere la sua storia per renderla patrimonio condiviso della nostra comunità”.
BIOGRAFIA
Luigi Fanelli (1978 – 1997)
Luigi Fanelli, diciannovenne militare di leva in servizio presso la Caserma Briscese di Bari, scompare in circostanze misteriose il 26 settembre 1997.
Per anni la sua famiglia è rimasta all’oscuro di ciò che gli accadde fin quando la sua vicenda è stata faticosamente ricostruita dagli inquirenti.
L’ultima sera in cui è stato visto, si trovava in un locale di Poggiofranco con la sua fidanzata, che Fanelli tentò di difendere da comportamenti molesti e prevaricatori ad opera di alcuni soggetti affiliati alla criminalità organizzata locale.
Luigi Fanelli si oppose con coraggio e determinazione a quelle logiche di sopraffazione e la sua condotta fu evidentemente percepita come un affronto, un vero e proprio oltraggio al potere criminale.
Così venne prima allontanato dal locale con l’inganno e poi sequestrato e ucciso. Gli assassini hanno fatto in modo che il suo corpo non fosse mai ritrovato.
Sebbene la complessa e drammatica vicenda sia stata ricostruita grazie a inequivocabili evidenze investigative, nonché a testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia puntualmente riscontrate, per motivi procedurali non è stato mai instaurato un processo nei confronti dei mandanti e degli autori materiali dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere.
Nonostante ciò, anche sulla base di una circostanziata relazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari e grazie alle sollecitazioni di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie, lo Stato ha riconosciuto formalmente Luigi Fanelli vittima innocente della criminalità organizzata e il suo nome da qualche anno figura nell’elenco ufficiale delle vittime di mafia stilato dalla stessa associazione Libera.

Su proposta dell’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta ha approvato l’intitolazione del giardino situato in via Oberdan 10, nel territorio del Municipio I, a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia.
L’iniziativa nasce nel solco del percorso di valorizzazione della memoria della città di Bari intrapreso da diversi anni dall’amministrazione comunale per promuovere la cultura della legalità, anche attraverso la toponomastica cittadina, affinché la condotta e le azioni compiute da concittadini onesti fungano da monito ed esempio per le future generazioni.
Nicola Grasso commenta: “La storia di Luigi Fanelli è una ferita ancora aperta nel cuore della nostra città.
Un episodio terrificante per cui non è mai stata fatta giustizia.
Questa intitolazione, oltre a rappresentare un atto civico dovuto nei confronti di questa giovane vita spezzata e della sua memoria, rappresenta un gesto di attenzione e vicinanza verso la sua famiglia, ancora in attesa non solo di sapere dove si trovino i suoi resti ma soprattutto di ottenere un processo che ristabilisca la verità dei fatti.
Luigi Fanelli ha pagato con la vita la scelta di non piegarsi al potere, alla prepotenza e all’imposizione mafiose, diventando per tutti un chiaro esempio di coraggio.
Per questo è nostro dovere diffondere la sua storia per renderla patrimonio condiviso della nostra comunità”.
BIOGRAFIA
Luigi Fanelli (1978 – 1997)
Luigi Fanelli, diciannovenne militare di leva in servizio presso la Caserma Briscese di Bari, scompare in circostanze misteriose il 26 settembre 1997.
Per anni la sua famiglia è rimasta all’oscuro di ciò che gli accadde fin quando la sua vicenda è stata faticosamente ricostruita dagli inquirenti.
L’ultima sera in cui è stato visto, si trovava in un locale di Poggiofranco con la sua fidanzata, che Fanelli tentò di difendere da comportamenti molesti e prevaricatori ad opera di alcuni soggetti affiliati alla criminalità organizzata locale.
Luigi Fanelli si oppose con coraggio e determinazione a quelle logiche di sopraffazione e la sua condotta fu evidentemente percepita come un affronto, un vero e proprio oltraggio al potere criminale.
Così venne prima allontanato dal locale con l’inganno e poi sequestrato e ucciso. Gli assassini hanno fatto in modo che il suo corpo non fosse mai ritrovato.
Sebbene la complessa e drammatica vicenda sia stata ricostruita grazie a inequivocabili evidenze investigative, nonché a testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia puntualmente riscontrate, per motivi procedurali non è stato mai instaurato un processo nei confronti dei mandanti e degli autori materiali dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere.
Nonostante ciò, anche sulla base di una circostanziata relazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari e grazie alle sollecitazioni di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie, lo Stato ha riconosciuto formalmente Luigi Fanelli vittima innocente della criminalità organizzata e il suo nome da qualche anno figura nell’elenco ufficiale delle vittime di mafia stilato dalla stessa associazione Libera.
Su proposta dell’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta ha approvato l’intitolazione del giardino situato in via Oberdan 10, nel territorio del Municipio I, a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia.
L’iniziativa nasce nel solco del percorso di valorizzazione della memoria della città di Bari intrapreso da diversi anni dall’amministrazione comunale per promuovere la cultura della legalità, anche attraverso la toponomastica cittadina, affinché la condotta e le azioni compiute da concittadini onesti fungano da monito ed esempio per le future generazioni.
Nicola Grasso commenta: “La storia di Luigi Fanelli è una ferita ancora aperta nel cuore della nostra città.
Un episodio terrificante per cui non è mai stata fatta giustizia.
Questa intitolazione, oltre a rappresentare un atto civico dovuto nei confronti di questa giovane vita spezzata e della sua memoria, rappresenta un gesto di attenzione e vicinanza verso la sua famiglia, ancora in attesa non solo di sapere dove si trovino i suoi resti ma soprattutto di ottenere un processo che ristabilisca la verità dei fatti.
Luigi Fanelli ha pagato con la vita la scelta di non piegarsi al potere, alla prepotenza e all’imposizione mafiose, diventando per tutti un chiaro esempio di coraggio.
Per questo è nostro dovere diffondere la sua storia per renderla patrimonio condiviso della nostra comunità”.
BIOGRAFIA
Luigi Fanelli (1978 – 1997)
Luigi Fanelli, diciannovenne militare di leva in servizio presso la Caserma Briscese di Bari, scompare in circostanze misteriose il 26 settembre 1997.
Per anni la sua famiglia è rimasta all’oscuro di ciò che gli accadde fin quando la sua vicenda è stata faticosamente ricostruita dagli inquirenti.
L’ultima sera in cui è stato visto, si trovava in un locale di Poggiofranco con la sua fidanzata, che Fanelli tentò di difendere da comportamenti molesti e prevaricatori ad opera di alcuni soggetti affiliati alla criminalità organizzata locale.
Luigi Fanelli si oppose con coraggio e determinazione a quelle logiche di sopraffazione e la sua condotta fu evidentemente percepita come un affronto, un vero e proprio oltraggio al potere criminale.
Così venne prima allontanato dal locale con l’inganno e poi sequestrato e ucciso. Gli assassini hanno fatto in modo che il suo corpo non fosse mai ritrovato.
Sebbene la complessa e drammatica vicenda sia stata ricostruita grazie a inequivocabili evidenze investigative, nonché a testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia puntualmente riscontrate, per motivi procedurali non è stato mai instaurato un processo nei confronti dei mandanti e degli autori materiali dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere.
Nonostante ciò, anche sulla base di una circostanziata relazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari e grazie alle sollecitazioni di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie, lo Stato ha riconosciuto formalmente Luigi Fanelli vittima innocente della criminalità organizzata e il suo nome da qualche anno figura nell’elenco ufficiale delle vittime di mafia stilato dalla stessa associazione Libera.
Su proposta dell’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta ha approvato l’intitolazione del giardino situato in via Oberdan 10, nel territorio del Municipio I, a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia.
L’iniziativa nasce nel solco del percorso di valorizzazione della memoria della città di Bari intrapreso da diversi anni dall’amministrazione comunale per promuovere la cultura della legalità, anche attraverso la toponomastica cittadina, affinché la condotta e le azioni compiute da concittadini onesti fungano da monito ed esempio per le future generazioni.
Nicola Grasso commenta: “La storia di Luigi Fanelli è una ferita ancora aperta nel cuore della nostra città.
Un episodio terrificante per cui non è mai stata fatta giustizia.
Questa intitolazione, oltre a rappresentare un atto civico dovuto nei confronti di questa giovane vita spezzata e della sua memoria, rappresenta un gesto di attenzione e vicinanza verso la sua famiglia, ancora in attesa non solo di sapere dove si trovino i suoi resti ma soprattutto di ottenere un processo che ristabilisca la verità dei fatti.
Luigi Fanelli ha pagato con la vita la scelta di non piegarsi al potere, alla prepotenza e all’imposizione mafiose, diventando per tutti un chiaro esempio di coraggio.
Per questo è nostro dovere diffondere la sua storia per renderla patrimonio condiviso della nostra comunità”.
BIOGRAFIA
Luigi Fanelli (1978 – 1997)
Luigi Fanelli, diciannovenne militare di leva in servizio presso la Caserma Briscese di Bari, scompare in circostanze misteriose il 26 settembre 1997.
Per anni la sua famiglia è rimasta all’oscuro di ciò che gli accadde fin quando la sua vicenda è stata faticosamente ricostruita dagli inquirenti.
L’ultima sera in cui è stato visto, si trovava in un locale di Poggiofranco con la sua fidanzata, che Fanelli tentò di difendere da comportamenti molesti e prevaricatori ad opera di alcuni soggetti affiliati alla criminalità organizzata locale.
Luigi Fanelli si oppose con coraggio e determinazione a quelle logiche di sopraffazione e la sua condotta fu evidentemente percepita come un affronto, un vero e proprio oltraggio al potere criminale.
Così venne prima allontanato dal locale con l’inganno e poi sequestrato e ucciso. Gli assassini hanno fatto in modo che il suo corpo non fosse mai ritrovato.
Sebbene la complessa e drammatica vicenda sia stata ricostruita grazie a inequivocabili evidenze investigative, nonché a testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia puntualmente riscontrate, per motivi procedurali non è stato mai instaurato un processo nei confronti dei mandanti e degli autori materiali dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere.
Nonostante ciò, anche sulla base di una circostanziata relazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari e grazie alle sollecitazioni di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie, lo Stato ha riconosciuto formalmente Luigi Fanelli vittima innocente della criminalità organizzata e il suo nome da qualche anno figura nell’elenco ufficiale delle vittime di mafia stilato dalla stessa associazione Libera.
Su proposta dell’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta ha approvato l’intitolazione del giardino situato in via Oberdan 10, nel territorio del Municipio I, a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia.
L’iniziativa nasce nel solco del percorso di valorizzazione della memoria della città di Bari intrapreso da diversi anni dall’amministrazione comunale per promuovere la cultura della legalità, anche attraverso la toponomastica cittadina, affinché la condotta e le azioni compiute da concittadini onesti fungano da monito ed esempio per le future generazioni.
Nicola Grasso commenta: “La storia di Luigi Fanelli è una ferita ancora aperta nel cuore della nostra città.
Un episodio terrificante per cui non è mai stata fatta giustizia.
Questa intitolazione, oltre a rappresentare un atto civico dovuto nei confronti di questa giovane vita spezzata e della sua memoria, rappresenta un gesto di attenzione e vicinanza verso la sua famiglia, ancora in attesa non solo di sapere dove si trovino i suoi resti ma soprattutto di ottenere un processo che ristabilisca la verità dei fatti.
Luigi Fanelli ha pagato con la vita la scelta di non piegarsi al potere, alla prepotenza e all’imposizione mafiose, diventando per tutti un chiaro esempio di coraggio.
Per questo è nostro dovere diffondere la sua storia per renderla patrimonio condiviso della nostra comunità”.
BIOGRAFIA
Luigi Fanelli (1978 – 1997)
Luigi Fanelli, diciannovenne militare di leva in servizio presso la Caserma Briscese di Bari, scompare in circostanze misteriose il 26 settembre 1997.
Per anni la sua famiglia è rimasta all’oscuro di ciò che gli accadde fin quando la sua vicenda è stata faticosamente ricostruita dagli inquirenti.
L’ultima sera in cui è stato visto, si trovava in un locale di Poggiofranco con la sua fidanzata, che Fanelli tentò di difendere da comportamenti molesti e prevaricatori ad opera di alcuni soggetti affiliati alla criminalità organizzata locale.
Luigi Fanelli si oppose con coraggio e determinazione a quelle logiche di sopraffazione e la sua condotta fu evidentemente percepita come un affronto, un vero e proprio oltraggio al potere criminale.
Così venne prima allontanato dal locale con l’inganno e poi sequestrato e ucciso. Gli assassini hanno fatto in modo che il suo corpo non fosse mai ritrovato.
Sebbene la complessa e drammatica vicenda sia stata ricostruita grazie a inequivocabili evidenze investigative, nonché a testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia puntualmente riscontrate, per motivi procedurali non è stato mai instaurato un processo nei confronti dei mandanti e degli autori materiali dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere.
Nonostante ciò, anche sulla base di una circostanziata relazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari e grazie alle sollecitazioni di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie, lo Stato ha riconosciuto formalmente Luigi Fanelli vittima innocente della criminalità organizzata e il suo nome da qualche anno figura nell’elenco ufficiale delle vittime di mafia stilato dalla stessa associazione Libera.
Su proposta dell’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta ha approvato l’intitolazione del giardino situato in via Oberdan 10, nel territorio del Municipio I, a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia.
L’iniziativa nasce nel solco del percorso di valorizzazione della memoria della città di Bari intrapreso da diversi anni dall’amministrazione comunale per promuovere la cultura della legalità, anche attraverso la toponomastica cittadina, affinché la condotta e le azioni compiute da concittadini onesti fungano da monito ed esempio per le future generazioni.
Nicola Grasso commenta: “La storia di Luigi Fanelli è una ferita ancora aperta nel cuore della nostra città.
Un episodio terrificante per cui non è mai stata fatta giustizia.
Questa intitolazione, oltre a rappresentare un atto civico dovuto nei confronti di questa giovane vita spezzata e della sua memoria, rappresenta un gesto di attenzione e vicinanza verso la sua famiglia, ancora in attesa non solo di sapere dove si trovino i suoi resti ma soprattutto di ottenere un processo che ristabilisca la verità dei fatti.
Luigi Fanelli ha pagato con la vita la scelta di non piegarsi al potere, alla prepotenza e all’imposizione mafiose, diventando per tutti un chiaro esempio di coraggio.
Per questo è nostro dovere diffondere la sua storia per renderla patrimonio condiviso della nostra comunità”.
BIOGRAFIA
Luigi Fanelli (1978 – 1997)
Luigi Fanelli, diciannovenne militare di leva in servizio presso la Caserma Briscese di Bari, scompare in circostanze misteriose il 26 settembre 1997.
Per anni la sua famiglia è rimasta all’oscuro di ciò che gli accadde fin quando la sua vicenda è stata faticosamente ricostruita dagli inquirenti.
L’ultima sera in cui è stato visto, si trovava in un locale di Poggiofranco con la sua fidanzata, che Fanelli tentò di difendere da comportamenti molesti e prevaricatori ad opera di alcuni soggetti affiliati alla criminalità organizzata locale.
Luigi Fanelli si oppose con coraggio e determinazione a quelle logiche di sopraffazione e la sua condotta fu evidentemente percepita come un affronto, un vero e proprio oltraggio al potere criminale.
Così venne prima allontanato dal locale con l’inganno e poi sequestrato e ucciso. Gli assassini hanno fatto in modo che il suo corpo non fosse mai ritrovato.
Sebbene la complessa e drammatica vicenda sia stata ricostruita grazie a inequivocabili evidenze investigative, nonché a testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia puntualmente riscontrate, per motivi procedurali non è stato mai instaurato un processo nei confronti dei mandanti e degli autori materiali dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere.
Nonostante ciò, anche sulla base di una circostanziata relazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari e grazie alle sollecitazioni di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie, lo Stato ha riconosciuto formalmente Luigi Fanelli vittima innocente della criminalità organizzata e il suo nome da qualche anno figura nell’elenco ufficiale delle vittime di mafia stilato dalla stessa associazione Libera.
Su proposta dell’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta ha approvato l’intitolazione del giardino situato in via Oberdan 10, nel territorio del Municipio I, a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia.
L’iniziativa nasce nel solco del percorso di valorizzazione della memoria della città di Bari intrapreso da diversi anni dall’amministrazione comunale per promuovere la cultura della legalità, anche attraverso la toponomastica cittadina, affinché la condotta e le azioni compiute da concittadini onesti fungano da monito ed esempio per le future generazioni.
Nicola Grasso commenta: “La storia di Luigi Fanelli è una ferita ancora aperta nel cuore della nostra città.
Un episodio terrificante per cui non è mai stata fatta giustizia.
Questa intitolazione, oltre a rappresentare un atto civico dovuto nei confronti di questa giovane vita spezzata e della sua memoria, rappresenta un gesto di attenzione e vicinanza verso la sua famiglia, ancora in attesa non solo di sapere dove si trovino i suoi resti ma soprattutto di ottenere un processo che ristabilisca la verità dei fatti.
Luigi Fanelli ha pagato con la vita la scelta di non piegarsi al potere, alla prepotenza e all’imposizione mafiose, diventando per tutti un chiaro esempio di coraggio.
Per questo è nostro dovere diffondere la sua storia per renderla patrimonio condiviso della nostra comunità”.
BIOGRAFIA
Luigi Fanelli (1978 – 1997)
Luigi Fanelli, diciannovenne militare di leva in servizio presso la Caserma Briscese di Bari, scompare in circostanze misteriose il 26 settembre 1997.
Per anni la sua famiglia è rimasta all’oscuro di ciò che gli accadde fin quando la sua vicenda è stata faticosamente ricostruita dagli inquirenti.
L’ultima sera in cui è stato visto, si trovava in un locale di Poggiofranco con la sua fidanzata, che Fanelli tentò di difendere da comportamenti molesti e prevaricatori ad opera di alcuni soggetti affiliati alla criminalità organizzata locale.
Luigi Fanelli si oppose con coraggio e determinazione a quelle logiche di sopraffazione e la sua condotta fu evidentemente percepita come un affronto, un vero e proprio oltraggio al potere criminale.
Così venne prima allontanato dal locale con l’inganno e poi sequestrato e ucciso. Gli assassini hanno fatto in modo che il suo corpo non fosse mai ritrovato.
Sebbene la complessa e drammatica vicenda sia stata ricostruita grazie a inequivocabili evidenze investigative, nonché a testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia puntualmente riscontrate, per motivi procedurali non è stato mai instaurato un processo nei confronti dei mandanti e degli autori materiali dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere.
Nonostante ciò, anche sulla base di una circostanziata relazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari e grazie alle sollecitazioni di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie, lo Stato ha riconosciuto formalmente Luigi Fanelli vittima innocente della criminalità organizzata e il suo nome da qualche anno figura nell’elenco ufficiale delle vittime di mafia stilato dalla stessa associazione Libera.
Su proposta dell’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta ha approvato l’intitolazione del giardino situato in via Oberdan 10, nel territorio del Municipio I, a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia.
L’iniziativa nasce nel solco del percorso di valorizzazione della memoria della città di Bari intrapreso da diversi anni dall’amministrazione comunale per promuovere la cultura della legalità, anche attraverso la toponomastica cittadina, affinché la condotta e le azioni compiute da concittadini onesti fungano da monito ed esempio per le future generazioni.
Nicola Grasso commenta: “La storia di Luigi Fanelli è una ferita ancora aperta nel cuore della nostra città.
Un episodio terrificante per cui non è mai stata fatta giustizia.
Questa intitolazione, oltre a rappresentare un atto civico dovuto nei confronti di questa giovane vita spezzata e della sua memoria, rappresenta un gesto di attenzione e vicinanza verso la sua famiglia, ancora in attesa non solo di sapere dove si trovino i suoi resti ma soprattutto di ottenere un processo che ristabilisca la verità dei fatti.
Luigi Fanelli ha pagato con la vita la scelta di non piegarsi al potere, alla prepotenza e all’imposizione mafiose, diventando per tutti un chiaro esempio di coraggio.
Per questo è nostro dovere diffondere la sua storia per renderla patrimonio condiviso della nostra comunità”.
BIOGRAFIA
Luigi Fanelli (1978 – 1997)
Luigi Fanelli, diciannovenne militare di leva in servizio presso la Caserma Briscese di Bari, scompare in circostanze misteriose il 26 settembre 1997.
Per anni la sua famiglia è rimasta all’oscuro di ciò che gli accadde fin quando la sua vicenda è stata faticosamente ricostruita dagli inquirenti.
L’ultima sera in cui è stato visto, si trovava in un locale di Poggiofranco con la sua fidanzata, che Fanelli tentò di difendere da comportamenti molesti e prevaricatori ad opera di alcuni soggetti affiliati alla criminalità organizzata locale.
Luigi Fanelli si oppose con coraggio e determinazione a quelle logiche di sopraffazione e la sua condotta fu evidentemente percepita come un affronto, un vero e proprio oltraggio al potere criminale.
Così venne prima allontanato dal locale con l’inganno e poi sequestrato e ucciso. Gli assassini hanno fatto in modo che il suo corpo non fosse mai ritrovato.
Sebbene la complessa e drammatica vicenda sia stata ricostruita grazie a inequivocabili evidenze investigative, nonché a testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia puntualmente riscontrate, per motivi procedurali non è stato mai instaurato un processo nei confronti dei mandanti e degli autori materiali dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere.
Nonostante ciò, anche sulla base di una circostanziata relazione del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari e grazie alle sollecitazioni di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie, lo Stato ha riconosciuto formalmente Luigi Fanelli vittima innocente della criminalità organizzata e il suo nome da qualche anno figura nell’elenco ufficiale delle vittime di mafia stilato dalla stessa associazione Libera.
Giunta approva l’intitolazione del giardino in via Oberdan a Luigi Fanelli, giovane vittima innocente di mafia
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