A oltre quattro mesi dalla presentazione dell’“Appello per Gaza” e a quasi cinquanta giorni dalla sua approvazione in Consiglio regionale, l’Associazione “L’Isola che non c’è” è tornata a farsi sentire chiedendo che la Puglia faccia valere la propria voce.
In un appello rivolto ai giornalisti e alla stampa in generale, l’organizzazione ha espresso la forte preoccupazione che quel documento non resti soltanto un pezzo di carta o una semplice mozione, sebbene approvata all’unanimità – un fatto senza precedenti in Italia – all’interno di un’aula consiliare prestigiosa e simbolica.
Ripercorrendo i passaggi della vicenda, l’associazione ha ricordato che lo scorso 18 aprile, la stessa realtà che già un anno fa aveva proposto la candidatura dei bambini di Gaza al Nobel per la Pace, aveva indirizzato il testo al Presidente della Regione Puglia e al Presidente del Consiglio regionale per sollecitare un intervento concreto di fronte alla drammatica emergenza nella Striscia.
Quella richiesta, sottoscritta da oltre centoquaranta personalità del mondo della cultura, dell’informazione, dell’università, dell’impresa, della società civile e delle istituzioni, aveva ottenuto una prima e importante risposta con il via libera unanime del Consiglio regionale della Puglia.
Nel testo approvato si chiedeva, tra le altre cose, al Presidente della Regione di trasmettere l’atto alla Conferenza Stato-Regioni, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, affinché venissero attuate iniziative concrete per garantire l’accesso immediato agli aiuti umanitari, la protezione della popolazione civile e il rispetto del diritto internazionale.
Tuttavia, a distanza di quasi cinquanta giorni, l’associazione lamenta il fatto che non si abbiano ancora notizie certe sull’effettivo inoltro del documento ai destinatari previsti.
Per questa ragione, il sodalizio si è rivolto direttamente ai direttori, ai capiredattori e ai giornalisti dei principali quotidiani e delle televisioni nazionali, confidando nell’importanza del tema e chiedendo di dedicare uno spazio di approfondimento, una colonna o anche solo pochi minuti nei telegiornali per riportare l’attenzione su quanto votato dall’aula e per domandare alle istituzioni che fine abbia fatto quella mozione e se sia stata realmente inviata.
L’invito è stato lanciato in un periodo, come quello di fine agosto, in cui l’attenzione pubblica tende a concentrarsi sulle vacanze e sugli eventi estivi, ma l’associazione ha voluto rimarcare che la tragedia di Gaza non va in vacanza, tra fame, mancanza di acqua potabile, medicinali e beni essenziali che continuano a colpire una popolazione stremata, con migliaia di bambini esposti a sofferenze inaccettabili.
L’intento, come sottolineato, non è quello di ottenere un favore personale, bensì di dare voce a una decisione unanime del Consiglio regionale pugliese affinché la volontà istituzionale non rimanga lettera morta.
Di seguito viene riproposto il testo integrale dell’“Appello per Gaza”, sottoscritto da oltre 140 personalità e alla base dell’intera iniziativa:
APPELLO PER GAZA
Egregio Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro,
incombe una nuova, drammatica carestia nella Striscia di Gaza. Mancano farina, medicinali, acqua potabile e beni essenziali che minacciano la vita di oltre due milioni di persone, compresi migliaia di bambini — gli stessi per i quali abbiamo promosso, insieme a Lei, la candidatura al Premio Nobel per la Pace — oggi esposti alla fame, alle malattie e a una sofferenza che interroga profondamente la coscienza dell’Europa e del mondo intero.
Non possiamo restare in silenzio. Non possiamo attendere oltre.
Se non ora, quando?
Rivolgiamo un appello accorato e urgente affinché Lei, Antonio Decaro, in qualità di Presidente della Regione Puglia, voglia convocare con urgenza il Consiglio regionale della Puglia e promuovere l’approvazione di un ordine del giorno straordinario, da portare e condividere in sede di Conferenza Stato-Regioni, per sollecitare un’azione coordinata e concreta a livello nazionale.
Alla Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, chiediamo che il Governo italiano intervenga con determinazione nei confronti di Israele, chiedendo l’immediato accesso agli aiuti umanitari, il rispetto del diritto internazionale e la tutela della popolazione civile, a partire dai bambini.
Alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, chiediamo di farsi promotrice della sottoscrizione di un documento condiviso dal Consiglio d’Europa, capace di esprimere una posizione chiara, unitaria e vincolante per l’apertura immediata di corridoi umanitari e per la protezione dei diritti fondamentali.
Questa non è una questione geopolitica astratta.
È una crisi umanitaria concreta, fatta di volti, di nomi, di vite spezzate troppo presto.
Ogni ora che passa aggrava una tragedia già immane.
Ogni ritardo pesa sulle spalle dei più fragili.
Chiediamo un atto di responsabilità, di coraggio e di umanità.
La storia giudicherà ciò che avremo fatto – o non fatto – qui e ora, davanti a questa emergenza.
Se non ora, quando?

Un appello per il nostro “Appello per Gaza”
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