Referendum Giustizia
Magistratura e società civile unite per bloccare la Riforma costituzionale della giustizia.
Il Comitato “Giusto dire no” per per Foggia, Bat e Città Metropolitana di Bari è stato presentato nel cinema Galleria di Bari alla presenza di magistrati, associazioni, cittadine e cittadini.
“Non siamo qui per caso” ha detto l’attore Antonio Stornaiolo, presentatore della serata, evidenziando il bisogno di semplificare le ragioni del no adottando un linguaggio semplice nel rapporto con gli elettori.
Molto applaudito l’intervento del professore emerito Giorgio Costantino, che all’Università di Bari ha formato generazioni di magistrati e avvocati.
“La riforma è uno slogan pubblicitario contro le regole -ha detto- meglio rafforzare gli strumenti ai magistrati. Non c’è bisogno di minare i fondamenti della Costituzione per distinguere i pediatri dai chirurghi”, con uno scontato riferimento alla separazione delle carriere.
Luciano Canfora, storico e filologo, ha definito la riforma “ridicola e mal scritta”, che ha come obiettivo “quello di sottomettere il potere giudiziario”.
Ha detto la sua anche Beppe Trisorio Liuzzi, professore dell’Università di Bari, che del Comitato “Giusto dire no” è presidente. Egli ha criticato le modalità con cui si è arrivati al ddl costituzionale, “con un testo blindato, che contiene anche errori strutturali”.
La giudice Ilaria Casu, coordinatrice del Comitato, ha parlato di “riforma inutile che non risolve i tanti problemi della giustizia” e che avrà come effetto “di consentire alla politica di esercitare il controllo sulla magistratura, rendendola meno indipendente, con danno per i destinatari finali del servizio cioè i cittadini”.
Stessa posizione per il procuratore di Bari, Roberto Rossi: “Senza una magistratura indipendente, senza un Consiglio superiore eletto democraticamente, senza una possibilità di difendersi, la magistratura non potrà fare quello che è il suo dovere, cioè difendere e tutelare i diritti di tutti i cittadini. Questo è il punto fondamentale, non è la separazione delle carriere”.
“Questa riforma genererà il controllo assoluto del Governo sulla magistratura – ha detto la professoressa Donatella Curtotti, dell’Università di Foggia – e il fatto che la politica deciderà che processi fare, che reati perseguire”.
Curtotti fa parte del direttivo del Comitato, insieme alla presidente dell’Anm distrettuale Antonella Cafagna, ai giudici Marco Guida e Paola Cesaroni, ai colleghi Rossella Calia Di Pinto, Francesca La Malfa e Giulia Romanazzi(referenti per Bari), Marco Gambardella e Marzia Guerra (per Trani), Giuseppe Mongelli e Matteo Stella (per Foggia).
Dalla parte delle associazioni, per la presidente di Giraffa Onlus e avvocata, Maria Pia Vigilante, la riforma non valuti gli effetti che si avranno sulla trasformazione della figura del pm “nell’ambito della giustizia civile e minorile”, ipotizzando che a breve saranno necessarie altre riforme.
Don Angelo Cassano, parroco della parrocchia di San Carlo al quartiere Libertà e referente regionale dell’associazione Libera, ha chiesto alla società civile d’impegnarsi per propagandare il no al Referendum, “perché l’autonomia della magistratura è necessaria per difendere i diritti”.
Infine, emblematica, la testimonianza di Pinuccio Fazio, padre di Michele (ucciso a 15 anni a Bari vecchia dalla mafia): “Dopo la morte di mio figlio mi ero chiuso nella rabbia e nel dolore. Magistrati coraggiosi hanno riaperto il caso e hanno trovato la verità. Non posso che avere fiducia nella magistratura e nella sua autonomia”.
Per iscriversi gratuitamente al Comitato: www.iscriviti.giustodireno.it


Magistratura e società civile unite per bloccare la Riforma costituzionale della giustizia.
Il Comitato “Giusto dire no” per per Foggia, Bat e Città Metropolitana di Bari è stato presentato nel cinema Galleria di Bari alla presenza di magistrati, associazioni, cittadine e cittadini.
“Non siamo qui per caso” ha detto l’attore Antonio Stornaiolo, presentatore della serata, evidenziando il bisogno di semplificare le ragioni del no adottando un linguaggio semplice nel rapporto con gli elettori.
Molto applaudito l’intervento del professore emerito Giorgio Costantino, che all’Università di Bari ha formato generazioni di magistrati e avvocati.
“La riforma è uno slogan pubblicitario contro le regole -ha detto- meglio rafforzare gli strumenti ai magistrati. Non c’è bisogno di minare i fondamenti della Costituzione per distinguere i pediatri dai chirurghi”, con uno scontato riferimento alla separazione delle carriere.
Luciano Canfora, storico e filologo, ha definito la riforma “ridicola e mal scritta”, che ha come obiettivo “quello di sottomettere il potere giudiziario”.
Ha detto la sua anche Beppe Trisorio Liuzzi, professore dell’Università di Bari, che del Comitato “Giusto dire no” è presidente. Egli ha criticato le modalità con cui si è arrivati al ddl costituzionale, “con un testo blindato, che contiene anche errori strutturali”.
La giudice Ilaria Casu, coordinatrice del Comitato, ha parlato di “riforma inutile che non risolve i tanti problemi della giustizia” e che avrà come effetto “di consentire alla politica di esercitare il controllo sulla magistratura, rendendola meno indipendente, con danno per i destinatari finali del servizio cioè i cittadini”.
Stessa posizione per il procuratore di Bari, Roberto Rossi: “Senza una magistratura indipendente, senza un Consiglio superiore eletto democraticamente, senza una possibilità di difendersi, la magistratura non potrà fare quello che è il suo dovere, cioè difendere e tutelare i diritti di tutti i cittadini. Questo è il punto fondamentale, non è la separazione delle carriere”.
“Questa riforma genererà il controllo assoluto del Governo sulla magistratura – ha detto la professoressa Donatella Curtotti, dell’Università di Foggia – e il fatto che la politica deciderà che processi fare, che reati perseguire”.
Curtotti fa parte del direttivo del Comitato, insieme alla presidente dell’Anm distrettuale Antonella Cafagna, ai giudici Marco Guida e Paola Cesaroni, ai colleghi Rossella Calia Di Pinto, Francesca La Malfa e Giulia Romanazzi(referenti per Bari), Marco Gambardella e Marzia Guerra (per Trani), Giuseppe Mongelli e Matteo Stella (per Foggia).
Dalla parte delle associazioni, per la presidente di Giraffa Onlus e avvocata, Maria Pia Vigilante, la riforma non valuti gli effetti che si avranno sulla trasformazione della figura del pm “nell’ambito della giustizia civile e minorile”, ipotizzando che a breve saranno necessarie altre riforme.
Don Angelo Cassano, parroco della parrocchia di San Carlo al quartiere Libertà e referente regionale dell’associazione Libera, ha chiesto alla società civile d’impegnarsi per propagandare il no al Referendum, “perché l’autonomia della magistratura è necessaria per difendere i diritti”.
Infine, emblematica, la testimonianza di Pinuccio Fazio, padre di Michele (ucciso a 15 anni a Bari vecchia dalla mafia): “Dopo la morte di mio figlio mi ero chiuso nella rabbia e nel dolore. Magistrati coraggiosi hanno riaperto il caso e hanno trovato la verità. Non posso che avere fiducia nella magistratura e nella sua autonomia”.
Referendum Giustizia, presentato il Comitato del No per Foggia, Bat e Città Metropolitana di Bari
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