È stata inaugurata nel chiostro del Centro Scolastico Cattolico “Sv. Josip” di Sarajevo, la mostra “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trent’anni dopo”, tratta dal volume di Franco Giuliano, edito da Cacucci Editore.
Il cardinale Vinko Puljić ha detto: «Un’occasione straordinaria che, a trent’anni di distanza, ci ricorda il grande rapporto che questo Paese ebbe con l’Italia e, in particolare, con la Puglia già durante la guerra.
Nelle immagini riportate nella mostra ci sono ricordi che io stesso avevo dimenticato.
Quello che invece ricordo benissimo è ciò che l’Italia ha rappresentato durante il conflitto per questa città e per il popolo martoriato durante l’assedio, il più lungo della storia recente.
Non posso dimenticare il grido di aiuto rivolto al mondo che io stesso lanciai in uno dei momenti più tragici della guerra e che fu raccolto proprio dal quotidiano pugliese La Gazzetta del Mezzogiorno attraverso il suo inviato, al quale affidai quella richiesta di aiuto.
Il take dell’ANSA, riprodotto tra i documenti della mostra e del libro, fu poi ripreso da tutta la stampa internazionale».
La direttrice della scuola cattolica, Marina Pregernik, ha detto: «Siamo felici per questa iniziativa che, a trent’anni di distanza, ci ricorda la nostra storia in un momento straordinariamente delicato per l’umanità».
All’evento – curato dal Centro Scolastico Cattolico di Sarajevo, la scuola che durante il conflitto del 1992-1995 rappresentò un laboratorio di dialogo multietnico e il centro delle iniziative umanitarie organizzate dalla Puglia attraverso La Gazzetta del Mezzogiorno – hanno partecipato decine di ragazzi di religioni diverse che frequentano questo istituto multietnico.
Gli organizzatori hanno sottolineato: «A loro è rivolto il messaggio contenuto nei dodici totem che raccontano la tragedia di trent’anni fa, di cui furono vittime anche i bambini di questa scuola.
Cinque di loro sono stati rintracciati e intervistati nel libro, il cui contenuto è arricchito, grazie alla collaborazione dell’Università di Bari e di aziende italiane, dalle loro testimonianze».
Anche il primo Segretario culturale dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo Giuseppina Gioia Salzano ha ribadito “l’importanza dell’evento, che conferma i profondi rapporti tra il nostro Paese e la Bosnia-Erzegovina”.
Franco Giuliano, autore del volume e curatore della mostra, ha detto: «È stata una scelta precisa inaugurarla proprio in questa scuola.
È il luogo dove tutto ebbe inizio: qui fui ospitato per tutto il tempo come inviato del giornale; qui arrivarono i doni – sette tir di aiuti – inviati dai coetanei pugliesi che risposero alle lettere dei bambini bosniaci.
Lettere tradotte e pubblicate sulla Gazzetta del Mezzogiorno e che oggi rappresentano un documento straordinario per raccontare quella tragedia».
Nei prossimi mesi la mostra sarà trasferita nell’ex Biblioteca universitaria Vijećnica, monumento nazionale e luogo simbolo della guerra, oggi sede del Municipio di Sarajevo.
In Puglia, invece, dopo essere stata ospitata dalla Camera di Commercio di Bari, dal Castello di Conversano e dall’Ospedale Perrino di Brindisi, la mostra sarà allestita a metà giugno nel Palazzo del Rettorato del Politecnico di Bari.

È stata inaugurata nel chiostro del Centro Scolastico Cattolico “Sv. Josip” di Sarajevo, la mostra “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trent’anni dopo”, tratta dal volume di Franco Giuliano, edito da Cacucci Editore.
Il cardinale Vinko Puljić ha detto: «Un’occasione straordinaria che, a trent’anni di distanza, ci ricorda il grande rapporto che questo Paese ebbe con l’Italia e, in particolare, con la Puglia già durante la guerra.
Nelle immagini riportate nella mostra ci sono ricordi che io stesso avevo dimenticato.
Quello che invece ricordo benissimo è ciò che l’Italia ha rappresentato durante il conflitto per questa città e per il popolo martoriato durante l’assedio, il più lungo della storia recente.
Non posso dimenticare il grido di aiuto rivolto al mondo che io stesso lanciai in uno dei momenti più tragici della guerra e che fu raccolto proprio dal quotidiano pugliese La Gazzetta del Mezzogiorno attraverso il suo inviato, al quale affidai quella richiesta di aiuto.
Il take dell’ANSA, riprodotto tra i documenti della mostra e del libro, fu poi ripreso da tutta la stampa internazionale».
La direttrice della scuola cattolica, Marina Pregernik, ha detto: «Siamo felici per questa iniziativa che, a trent’anni di distanza, ci ricorda la nostra storia in un momento straordinariamente delicato per l’umanità».
All’evento – curato dal Centro Scolastico Cattolico di Sarajevo, la scuola che durante il conflitto del 1992-1995 rappresentò un laboratorio di dialogo multietnico e il centro delle iniziative umanitarie organizzate dalla Puglia attraverso La Gazzetta del Mezzogiorno – hanno partecipato decine di ragazzi di religioni diverse che frequentano questo istituto multietnico.
Gli organizzatori hanno sottolineato: «A loro è rivolto il messaggio contenuto nei dodici totem che raccontano la tragedia di trent’anni fa, di cui furono vittime anche i bambini di questa scuola.
Cinque di loro sono stati rintracciati e intervistati nel libro, il cui contenuto è arricchito, grazie alla collaborazione dell’Università di Bari e di aziende italiane, dalle loro testimonianze».
Anche il primo Segretario culturale dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo Giuseppina Gioia Salzano ha ribadito “l’importanza dell’evento, che conferma i profondi rapporti tra il nostro Paese e la Bosnia-Erzegovina”.
Franco Giuliano, autore del volume e curatore della mostra, ha detto: «È stata una scelta precisa inaugurarla proprio in questa scuola.
È il luogo dove tutto ebbe inizio: qui fui ospitato per tutto il tempo come inviato del giornale; qui arrivarono i doni – sette tir di aiuti – inviati dai coetanei pugliesi che risposero alle lettere dei bambini bosniaci.
Lettere tradotte e pubblicate sulla Gazzetta del Mezzogiorno e che oggi rappresentano un documento straordinario per raccontare quella tragedia».
Nei prossimi mesi la mostra sarà trasferita nell’ex Biblioteca universitaria Vijećnica, monumento nazionale e luogo simbolo della guerra, oggi sede del Municipio di Sarajevo.
In Puglia, invece, dopo essere stata ospitata dalla Camera di Commercio di Bari, dal Castello di Conversano e dall’Ospedale Perrino di Brindisi, la mostra sarà allestita a metà giugno nel Palazzo del Rettorato del Politecnico di Bari.
È stata inaugurata nel chiostro del Centro Scolastico Cattolico “Sv. Josip” di Sarajevo, la mostra “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trent’anni dopo”, tratta dal volume di Franco Giuliano, edito da Cacucci Editore.
Il cardinale Vinko Puljić ha detto: «Un’occasione straordinaria che, a trent’anni di distanza, ci ricorda il grande rapporto che questo Paese ebbe con l’Italia e, in particolare, con la Puglia già durante la guerra.
Nelle immagini riportate nella mostra ci sono ricordi che io stesso avevo dimenticato.
Quello che invece ricordo benissimo è ciò che l’Italia ha rappresentato durante il conflitto per questa città e per il popolo martoriato durante l’assedio, il più lungo della storia recente.
Non posso dimenticare il grido di aiuto rivolto al mondo che io stesso lanciai in uno dei momenti più tragici della guerra e che fu raccolto proprio dal quotidiano pugliese La Gazzetta del Mezzogiorno attraverso il suo inviato, al quale affidai quella richiesta di aiuto.
Il take dell’ANSA, riprodotto tra i documenti della mostra e del libro, fu poi ripreso da tutta la stampa internazionale».
La direttrice della scuola cattolica, Marina Pregernik, ha detto: «Siamo felici per questa iniziativa che, a trent’anni di distanza, ci ricorda la nostra storia in un momento straordinariamente delicato per l’umanità».
All’evento – curato dal Centro Scolastico Cattolico di Sarajevo, la scuola che durante il conflitto del 1992-1995 rappresentò un laboratorio di dialogo multietnico e il centro delle iniziative umanitarie organizzate dalla Puglia attraverso La Gazzetta del Mezzogiorno – hanno partecipato decine di ragazzi di religioni diverse che frequentano questo istituto multietnico.
Gli organizzatori hanno sottolineato: «A loro è rivolto il messaggio contenuto nei dodici totem che raccontano la tragedia di trent’anni fa, di cui furono vittime anche i bambini di questa scuola.
Cinque di loro sono stati rintracciati e intervistati nel libro, il cui contenuto è arricchito, grazie alla collaborazione dell’Università di Bari e di aziende italiane, dalle loro testimonianze».
Anche il primo Segretario culturale dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo Giuseppina Gioia Salzano ha ribadito “l’importanza dell’evento, che conferma i profondi rapporti tra il nostro Paese e la Bosnia-Erzegovina”.
Franco Giuliano, autore del volume e curatore della mostra, ha detto: «È stata una scelta precisa inaugurarla proprio in questa scuola.
È il luogo dove tutto ebbe inizio: qui fui ospitato per tutto il tempo come inviato del giornale; qui arrivarono i doni – sette tir di aiuti – inviati dai coetanei pugliesi che risposero alle lettere dei bambini bosniaci.
Lettere tradotte e pubblicate sulla Gazzetta del Mezzogiorno e che oggi rappresentano un documento straordinario per raccontare quella tragedia».
Nei prossimi mesi la mostra sarà trasferita nell’ex Biblioteca universitaria Vijećnica, monumento nazionale e luogo simbolo della guerra, oggi sede del Municipio di Sarajevo.
In Puglia, invece, dopo essere stata ospitata dalla Camera di Commercio di Bari, dal Castello di Conversano e dall’Ospedale Perrino di Brindisi, la mostra sarà allestita a metà giugno nel Palazzo del Rettorato del Politecnico di Bari.
LA MOSTRA “SARAJEVO, DALLA GUERRA ALLA PACE. TRENT’ANNI DOPO” INAUGURATA NELLA CAPITALE BOSNIACA
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