Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire, manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici, per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un’infrastruttura capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di “Ciclovie di Puglia. Per un turismo diffuso e una nuova economia dei territori”, quinta delle giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari, con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni, federazioni sportive e amministrazioni locali.
“Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del turismo per la nostra Regione.
Ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in Puglia ha utilizzato una ciclovia.
In questi anni abbiamo fatto investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica.
Oggi è arrivato il momento di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse infrastrutture per creare un’unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio, alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro.
Una serie di attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di euro” ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
“Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le governa.
Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300 chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare, standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse pluriennali dedicate.
Non significa necessariamente creare un nuovo ente, ma costruire una nuova funzione di governo della rete.
E su questa base pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia: collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e servizi digitali.
Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e nell’economia che riesce ad attivare nei territori” è il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Francesca Arbore (Regione Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e Internazionalizzazione).
Spazio, inoltre, agli interventi degli stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria), Donato Sabatella (presidente dell’Associazione Operatori della Ciclovia dei Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall’assessore Piemontese c’è un modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti, che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di standard e livelli di servizio comuni.
A questo modello potrebbe affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove infrastrutture.
“Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei percorsi come questioni residuali: una ciclovia è un’opera che finisce quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando quel cantiere chiude”.
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione significativa.
Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro.
Sulla Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell’agro di Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con 6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e nuova vita per i territori attraversati.
Il primo, con una dotazione pari a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR code e strumenti digitali, con l’obiettivo di realizzare aree di sosta attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete.
La Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS, ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità, contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l’intermodalità ferro-bici.
L’obiettivo è connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma nodi di una rete.
Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza l’itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi, accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L’obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche, Comuni, operatori dell’ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive – per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l’economia sostenibile, destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La Regione assicura programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali della Puglia.

Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire, manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici, per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un’infrastruttura capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di “Ciclovie di Puglia. Per un turismo diffuso e una nuova economia dei territori”, quinta delle giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari, con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni, federazioni sportive e amministrazioni locali.
“Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del turismo per la nostra Regione.
Ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in Puglia ha utilizzato una ciclovia.
In questi anni abbiamo fatto investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica.
Oggi è arrivato il momento di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse infrastrutture per creare un’unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio, alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro.
Una serie di attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di euro” ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
“Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le governa.
Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300 chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare, standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse pluriennali dedicate.
Non significa necessariamente creare un nuovo ente, ma costruire una nuova funzione di governo della rete.
E su questa base pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia: collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e servizi digitali.
Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e nell’economia che riesce ad attivare nei territori” è il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Francesca Arbore (Regione Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e Internazionalizzazione).
Spazio, inoltre, agli interventi degli stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria), Donato Sabatella (presidente dell’Associazione Operatori della Ciclovia dei Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall’assessore Piemontese c’è un modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti, che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di standard e livelli di servizio comuni.
A questo modello potrebbe affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove infrastrutture.
“Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei percorsi come questioni residuali: una ciclovia è un’opera che finisce quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando quel cantiere chiude”.
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione significativa.
Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro.
Sulla Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell’agro di Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con 6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e nuova vita per i territori attraversati.
Il primo, con una dotazione pari a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR code e strumenti digitali, con l’obiettivo di realizzare aree di sosta attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete.
La Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS, ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità, contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l’intermodalità ferro-bici.
L’obiettivo è connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma nodi di una rete.
Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza l’itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi, accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L’obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche, Comuni, operatori dell’ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive – per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l’economia sostenibile, destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La Regione assicura programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali della Puglia.
Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire, manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici, per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un’infrastruttura capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di “Ciclovie di Puglia. Per un turismo diffuso e una nuova economia dei territori”, quinta delle giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari, con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni, federazioni sportive e amministrazioni locali.
“Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del turismo per la nostra Regione.
Ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in Puglia ha utilizzato una ciclovia.
In questi anni abbiamo fatto investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica.
Oggi è arrivato il momento di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse infrastrutture per creare un’unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio, alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro.
Una serie di attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di euro” ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
“Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le governa.
Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300 chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare, standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse pluriennali dedicate.
Non significa necessariamente creare un nuovo ente, ma costruire una nuova funzione di governo della rete.
E su questa base pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia: collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e servizi digitali.
Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e nell’economia che riesce ad attivare nei territori” è il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Francesca Arbore (Regione Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e Internazionalizzazione).
Spazio, inoltre, agli interventi degli stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria), Donato Sabatella (presidente dell’Associazione Operatori della Ciclovia dei Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall’assessore Piemontese c’è un modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti, che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di standard e livelli di servizio comuni.
A questo modello potrebbe affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove infrastrutture.
“Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei percorsi come questioni residuali: una ciclovia è un’opera che finisce quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando quel cantiere chiude”.
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione significativa.
Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro.
Sulla Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell’agro di Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con 6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e nuova vita per i territori attraversati.
Il primo, con una dotazione pari a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR code e strumenti digitali, con l’obiettivo di realizzare aree di sosta attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete.
La Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS, ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità, contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l’intermodalità ferro-bici.
L’obiettivo è connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma nodi di una rete.
Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza l’itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi, accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L’obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche, Comuni, operatori dell’ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive – per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l’economia sostenibile, destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La Regione assicura programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali della Puglia.
Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire, manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici, per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un’infrastruttura capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di “Ciclovie di Puglia. Per un turismo diffuso e una nuova economia dei territori”, quinta delle giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari, con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni, federazioni sportive e amministrazioni locali.
“Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del turismo per la nostra Regione.
Ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in Puglia ha utilizzato una ciclovia.
In questi anni abbiamo fatto investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica.
Oggi è arrivato il momento di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse infrastrutture per creare un’unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio, alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro.
Una serie di attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di euro” ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
“Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le governa.
Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300 chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare, standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse pluriennali dedicate.
Non significa necessariamente creare un nuovo ente, ma costruire una nuova funzione di governo della rete.
E su questa base pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia: collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e servizi digitali.
Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e nell’economia che riesce ad attivare nei territori” è il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Francesca Arbore (Regione Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e Internazionalizzazione).
Spazio, inoltre, agli interventi degli stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria), Donato Sabatella (presidente dell’Associazione Operatori della Ciclovia dei Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall’assessore Piemontese c’è un modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti, che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di standard e livelli di servizio comuni.
A questo modello potrebbe affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove infrastrutture.
“Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei percorsi come questioni residuali: una ciclovia è un’opera che finisce quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando quel cantiere chiude”.
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione significativa.
Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro.
Sulla Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell’agro di Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con 6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e nuova vita per i territori attraversati.
Il primo, con una dotazione pari a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR code e strumenti digitali, con l’obiettivo di realizzare aree di sosta attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete.
La Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS, ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità, contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l’intermodalità ferro-bici.
L’obiettivo è connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma nodi di una rete.
Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza l’itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi, accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L’obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche, Comuni, operatori dell’ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive – per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l’economia sostenibile, destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La Regione assicura programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali della Puglia.
Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire, manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici, per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un’infrastruttura capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di “Ciclovie di Puglia. Per un turismo diffuso e una nuova economia dei territori”, quinta delle giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari, con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni, federazioni sportive e amministrazioni locali.
“Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del turismo per la nostra Regione.
Ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in Puglia ha utilizzato una ciclovia.
In questi anni abbiamo fatto investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica.
Oggi è arrivato il momento di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse infrastrutture per creare un’unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio, alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro.
Una serie di attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di euro” ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
“Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le governa.
Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300 chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare, standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse pluriennali dedicate.
Non significa necessariamente creare un nuovo ente, ma costruire una nuova funzione di governo della rete.
E su questa base pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia: collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e servizi digitali.
Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e nell’economia che riesce ad attivare nei territori” è il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Francesca Arbore (Regione Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e Internazionalizzazione).
Spazio, inoltre, agli interventi degli stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria), Donato Sabatella (presidente dell’Associazione Operatori della Ciclovia dei Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall’assessore Piemontese c’è un modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti, che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di standard e livelli di servizio comuni.
A questo modello potrebbe affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove infrastrutture.
“Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei percorsi come questioni residuali: una ciclovia è un’opera che finisce quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando quel cantiere chiude”.
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione significativa.
Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro.
Sulla Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell’agro di Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con 6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e nuova vita per i territori attraversati.
Il primo, con una dotazione pari a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR code e strumenti digitali, con l’obiettivo di realizzare aree di sosta attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete.
La Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS, ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità, contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l’intermodalità ferro-bici.
L’obiettivo è connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma nodi di una rete.
Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza l’itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi, accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L’obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche, Comuni, operatori dell’ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive – per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l’economia sostenibile, destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La Regione assicura programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali della Puglia.
Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire, manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici, per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un’infrastruttura capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di “Ciclovie di Puglia. Per un turismo diffuso e una nuova economia dei territori”, quinta delle giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari, con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni, federazioni sportive e amministrazioni locali.
“Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del turismo per la nostra Regione.
Ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in Puglia ha utilizzato una ciclovia.
In questi anni abbiamo fatto investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica.
Oggi è arrivato il momento di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse infrastrutture per creare un’unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio, alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro.
Una serie di attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di euro” ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
“Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le governa.
Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300 chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare, standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse pluriennali dedicate.
Non significa necessariamente creare un nuovo ente, ma costruire una nuova funzione di governo della rete.
E su questa base pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia: collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e servizi digitali.
Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e nell’economia che riesce ad attivare nei territori” è il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Francesca Arbore (Regione Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e Internazionalizzazione).
Spazio, inoltre, agli interventi degli stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria), Donato Sabatella (presidente dell’Associazione Operatori della Ciclovia dei Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall’assessore Piemontese c’è un modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti, che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di standard e livelli di servizio comuni.
A questo modello potrebbe affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove infrastrutture.
“Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei percorsi come questioni residuali: una ciclovia è un’opera che finisce quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando quel cantiere chiude”.
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione significativa.
Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro.
Sulla Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell’agro di Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con 6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e nuova vita per i territori attraversati.
Il primo, con una dotazione pari a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR code e strumenti digitali, con l’obiettivo di realizzare aree di sosta attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete.
La Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS, ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità, contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l’intermodalità ferro-bici.
L’obiettivo è connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma nodi di una rete.
Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza l’itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi, accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L’obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche, Comuni, operatori dell’ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive – per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l’economia sostenibile, destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La Regione assicura programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali della Puglia.
Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire, manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici, per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un’infrastruttura capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di “Ciclovie di Puglia. Per un turismo diffuso e una nuova economia dei territori”, quinta delle giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari, con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni, federazioni sportive e amministrazioni locali.
“Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del turismo per la nostra Regione.
Ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in Puglia ha utilizzato una ciclovia.
In questi anni abbiamo fatto investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica.
Oggi è arrivato il momento di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse infrastrutture per creare un’unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio, alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro.
Una serie di attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di euro” ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
“Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le governa.
Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300 chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare, standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse pluriennali dedicate.
Non significa necessariamente creare un nuovo ente, ma costruire una nuova funzione di governo della rete.
E su questa base pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia: collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e servizi digitali.
Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e nell’economia che riesce ad attivare nei territori” è il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Francesca Arbore (Regione Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e Internazionalizzazione).
Spazio, inoltre, agli interventi degli stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria), Donato Sabatella (presidente dell’Associazione Operatori della Ciclovia dei Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall’assessore Piemontese c’è un modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti, che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di standard e livelli di servizio comuni.
A questo modello potrebbe affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove infrastrutture.
“Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei percorsi come questioni residuali: una ciclovia è un’opera che finisce quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando quel cantiere chiude”.
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione significativa.
Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro.
Sulla Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell’agro di Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con 6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e nuova vita per i territori attraversati.
Il primo, con una dotazione pari a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR code e strumenti digitali, con l’obiettivo di realizzare aree di sosta attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete.
La Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS, ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità, contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l’intermodalità ferro-bici.
L’obiettivo è connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma nodi di una rete.
Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza l’itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi, accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L’obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche, Comuni, operatori dell’ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive – per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l’economia sostenibile, destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La Regione assicura programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali della Puglia.
Una rete ciclabile regionale da completare, ma soprattutto da gestire, manutenere e connettere al sistema dei trasporti e dei servizi turistici, per trasformarla in uno strumento di turismo diffuso e in un’infrastruttura capace di generare una nuova economia dei territori.
È la prospettiva della visione posta al centro di “Ciclovie di Puglia. Per un turismo diffuso e una nuova economia dei territori”, quinta delle giornate promosse dalla Regione Puglia alla 89a Fiera del Levante di Bari, con istituzioni, tecnici, operatori turistici, imprese, associazioni, federazioni sportive e amministrazioni locali.
“Oggi incontriamo le associazioni dei ciclisti, le amministrazioni comunali, provinciali, i cittadini per discutere di un pezzo importante della mobilità ciclistica, che è anche una componente importante del turismo per la nostra Regione.
Ad oggi il 18% dei turisti che arrivano in Puglia ha utilizzato una ciclovia.
In questi anni abbiamo fatto investimenti importanti, realizzando infrastrutture, come la GAG del Gargano, la Ciclovia Adriatica, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia del Salento, la cosiddetta ciclonica.
Oggi è arrivato il momento di investire risorse per la gestione e la manutenzione di queste infrastrutture importanti, di investire nei collegamenti tra le diverse infrastrutture per creare un’unica rete regionale, e poi dobbiamo offrire i servizi che sono legati alla manutenzione delle biciclette, al noleggio, alle guide turistiche, gli ostelli, i servizi di ristoro.
Una serie di attività che finanzieremo con due linee previste dai POC, che sono i fondi complementari dei Fondi di Coesione, per un totale di oltre 26 milioni di euro” ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
“Abbiamo costruito infrastrutture, ora dobbiamo costruire il sistema che le governa.
Il Piano regionale della mobilità ciclistica disegna circa 2.300 chilometri di rete: il passaggio successivo è dotarla di una gestione stabile e sostenibile, con una regia unitaria, responsabilità chiare, standard comuni di manutenzione e sicurezza, monitoraggio e risorse pluriennali dedicate.
Non significa necessariamente creare un nuovo ente, ma costruire una nuova funzione di governo della rete.
E su questa base pubblica dobbiamo far crescere servizi, intermodalità ed economia: collegare ciclovie e stazioni, valorizzare le velostazioni e creare opportunità per ospitalità, noleggio, assistenza, ristorazione, guide e servizi digitali.
Il valore di una ciclovia si misura nei chilometri realizzati, ma anche e soprattutto nelle persone che la percorrono e nell’economia che riesce ad attivare nei territori” è il commento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese.
La giornata ha avviato il confronto su una fase nuova della politica regionale per la ciclabilità: dalla realizzazione delle opere alla gestione della rete, ascoltando circa 60 protagonisti di un movimento che coinvolge una platea sempre più ampia di persone a vivere esperienze sulle due ruote.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Francesca Arbore (Regione Puglia), Giuseppe Garofalo (Asset), Ottavia Grassi (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Angelo Fabio Attolico (Ufficio Prodotto Turistico Pugliapromozione), Marinella Murgolo (Sezione Turismo e Internazionalizzazione).
Spazio, inoltre, agli interventi degli stakeholders, tra cui Palmarosa Fuccella (responsabile del progetto Bike Link Sud e autrice del piano di comunicazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria), Donato Sabatella (presidente dell’Associazione Operatori della Ciclovia dei Parchi della Calabria e rappresentante di Catasta Pollino) e Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist, editore di Bikeitalia e promotore della Fiera del Cicloturismo di Padova).
Tra le ipotesi poste alla discussione dall’assessore Piemontese c’è un modello di coordinamento regionale, con responsabili dei grandi itinerari e accordi pluriennali tra gli enti proprietari e territorialmente competenti, che mantengano le rispettive responsabilità operando però sulla base di standard e livelli di servizio comuni.
A questo modello potrebbe affiancarsi una programmazione stabile delle risorse per gestione e manutenzione, distinta dai finanziamenti destinati alla costruzione di nuove infrastrutture.
“Non possiamo investire decine di milioni di euro nella realizzazione delle ciclovie e considerare poi manutenzione, sicurezza e continuità dei percorsi come questioni residuali: una ciclovia è un’opera che finisce quando chiude il cantiere, ma è un servizio che comincia proprio quando quel cantiere chiude”.
La Puglia parte da un patrimonio infrastrutturale che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione significativa.
Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sono stati realizzati circa 200 chilometri, altri 150 sono in progettazione e sono stati investiti quasi 48 milioni di euro.
Sulla Ciclovia Adriatica sono stati completati a giugno i 66 chilometri tra Lesina e il territorio di Manfredonia, con oltre 24 milioni di euro, cui si aggiungono altri 6 milioni di FSC per ulteriori 15 chilometri nell’agro di Manfredonia.
Partendo da questo patrimonio, la Regione punta a costruire una vera rete regionale ciclabile con le grandi dorsali della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia del Gargano – cui si affiancano oltre 146 chilometri di reti ciclabili urbane e di collegamento già realizzati, altri 74 in progettazione e 24 velostazioni finanziate con 6,3 milioni di euro – da connettere alle reti urbane, alle stazioni ferroviarie, ai porti, agli aeroporti, ai cammini e agli itinerari locali.
In questa direzione vanno gli investimenti regionali, pari a 26,7 milioni di euro, per finanziare due nuovi interventi finalizzati a produrre mobilità sostenibile, cura del paesaggio, nuove opportunità economiche e nuova vita per i territori attraversati.
Il primo, con una dotazione pari a 15 milioni, interessa il sistema dei cammini e degli itinerari: le risorse saranno rivolte agli enti locali e agli altri soggetti pubblici per interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza delle intersezioni e segnaletica coordinata e intelligente, anche attraverso QR code e strumenti digitali, con l’obiettivo di realizzare aree di sosta attrezzate in prossimità dei luoghi di maggiore interesse storico e paesaggistico, anche attraverso il recupero di elementi del patrimonio diffuso, come muretti a secco ed edicole votive, trasformandoli anche in punti informativi e di sosta.
Il secondo, con una dotazione di 11,7 milioni, riguarda la rigenerazione di beni demaniali dismessi come stazioni non più utilizzate, caselli ferroviari, case cantoniere e altri immobili pubblici lungo ciclovie e cammini perché diventino green hub, ostelli, ciclofficine, stazioni di ricarica per le biciclette elettriche e centri informativi o parcheggi scambiatori e punti di accesso ai percorsi.
Un investimento che ha il duplice obiettivo di recuperare il patrimonio pubblico oggi inutilizzato, e di creare nuovi servizi contribuendo a liberare borghi e centri storici dal traffico automobilistico.
Al tema della governance si lega quello della conoscenza della rete.
La Regione Puglia intende approfondire strumenti di monitoraggio capaci di misurare utilizzo e condizioni dei percorsi: un catasto digitale GIS, ispezioni periodiche, sistemi di segnalazione delle criticità, contabiciclette permanenti e indicatori che consentano di valutare nel tempo funzionamento e risultati del sistema.
Un altro asse strategico è l’intermodalità ferro-bici.
L’obiettivo è connettere progressivamente ciclovie, stazioni ferroviarie, reti ciclabili urbane e velostazioni, facendo di queste ultime non strutture isolate ma nodi di una rete.
Il viaggiatore deve poter arrivare in Puglia in treno con la propria bicicletta, o noleggiarne una, raggiungere in sicurezza l’itinerario scelto e compiere agevolmente il percorso inverso.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alla governance delle ciclovie; a servizi, accessibilità e intermodalità; a dati, digitale e racconto; al rapporto con paesaggi, borghi e patrimonio; a eventi, imprese e nuove economie.
L’obiettivo è mettere a sistema le competenze già presenti sul territorio pugliese – associazioni che conoscono i percorsi, imprese cicloturistiche, Comuni, operatori dell’ospitalità, parchi, guide e federazioni sportive – per individuare soluzioni operative e orientare le successive scelte politiche e tecniche della Regione.
Le ciclovie hanno il potenziale per rilanciare l’economia sostenibile, destagionalizzare il turismo e portare presenze, reddito e opportunità di lavoro anche nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La Regione assicura programmazione, coordinamento e integrazione delle risorse utili a costruire una nuova economia dei territori, verde e sostenibile intorno alle ciclovie, una delle grandi infrastrutture turistiche e territoriali della Puglia.
Ciclovie di Puglia, verso una nuova economia dei territori. Dalla Regione due nuovi interventi da 26,7 milioni
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