Su proposta della vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana e sociale Giovanna Iacovone, la giunta comunale ha approvato la schema dell’accordo di ricerca (ai sensi dell’art.15 Legge n.241/1990) tra Comune di Bari e Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura (DIDA) per la redazione delle “Linee guida per una rigenerazione urbana inclusiva dal punto di vista di genere”.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato dall’amministrazione comunale attraverso l’Urban Center Bari – Casa della Partecipazione, quale infrastruttura civica dedicata alla promozione di processi partecipativi, inclusivi e trasparenti nella pianificazione urbana.
L’accordo nasce a valle del percorso degli “Stati Generali della Rigenerazione Urbana”, e in particolare degli esiti dell’incontro “Che genere di città?” (tenutosi il 6 maggio 2025 nel Castello di Ceglie del Campo), che hanno evidenziato la necessità di integrare in modo strutturale la prospettiva di genere nelle politiche urbane specie con riferimento ai temi:
della sicurezza (reale e percepita);
dell’accessibilità;
della prossimità dei servizi;
della mobilità quotidiana;
della cura;
dei tempi della città;
della qualità degli spazi pubblici;
della pianificazione urbanistica.
Attraverso questa collaborazione, il Comune intende valorizzare tali contributi come patrimonio conoscitivo strategico per orientare le future scelte di pianificazione, a partire dal Piano Urbanistico Generale (PUG), e rafforzare il ruolo dell’Urban Center come piattaforma di cooperazione tra istituzioni, mondo accademico, stakeholder e cittadinanza.
In questa prospettiva il DIDA, attraverso il Laboratorio di Progettazione ecologica degli insediamenti (LaPEI), metterà a disposizione competenze scientifiche e metodologiche consolidate sui temi dell’urbanistica di genere e della rigenerazione urbana, sviluppando un percorso di ricerca finalizzato alla definizione di indirizzi operativi e strumenti di supporto alle politiche pubbliche del Comune di Bari.
Le Linee guida costituiranno uno strumento culturale e tecnico per valutare lo stato di fatto e orientare la pianificazione urbanistica comunale, i programmi di rigenerazione urbana e la progettazione degli spazi pubblici, promuovendo un approccio inclusivo e attento alle diverse esigenze della popolazione.
Giovanna Iacovone dichiara: “Con l’approvazione di questo accordo Bari compie un passo concreto verso una città più equa, accessibile e attenta alle differenze: integrare la prospettiva di genere nella pianificazione urbana, infatti, significa migliorare concretamente la qualità della vita per tutte e tutti, rendendo gli spazi più sicuri, vivibili e inclusivi.
Un importante scatto in avanti della politica urbana di questa città che persegue una profonda intersezione tra le questioni di genere e la pianificazione urbana, i tempi della città e i suoi servizi.
Questa iniziativa si inquadra nell’orientamento che ormai da alcuni anni si sta sviluppando in molte città italiane ed europee – Vienna, Barcellona, Umea, Parigi, Bologna – attraverso l’adozione di soluzioni che migliorano sicurezza e accessibilità attraverso il design inclusivo.
Esperienze innovative realizzate con il supporto delle ricerche e degli studi universitari che hanno sviluppato metodologie adeguate a esplorare le diverse articolazioni della governance urbana con l’applicazione di strumenti di pianificazione innovativi.
Non si tratta di una battaglia o di una istanza di parte, ma di un segno preciso di rispetto e libertà per tutte le persone che vivono in questa Bari che vuole essere sempre più moderna , aperta e plurale, europeista ed ecologista, capace di legittimare con sempre più forza le plurali espressioni della libertà.
Il DIDA di Firenze, che svolge attività di ricerca e sperimentazione riconosciute a livello nazionale sui temi dell’urbanistica di genere, della pianificazione partecipata e della rigenerazione urbana e territoriale e che da alcuni anni su questi temi ha attivato un Master di II livello è il partner qualificato con cui il Comune di Bari intende affrontare questa sfida enorme e bellissima”.
La ricerca sarà finalizzata, in particolare, a:
· sistematizzare e valorizzare gli esiti dei processi partecipativi attivati nell’ambito degli Stati Generali della Rigenerazione Urbana;
· costruire un quadro interpretativo integrato dei bisogni urbani legati alle differenze di genere e alle intersezioni sociali;
· definire criteri, indicatori e raccomandazioni utili a orientare politiche, piani, progetti ed interventi di rigenerazione urbana, che siano inclusivi dal punto di vista di genere;
· supportare l’amministrazione comunale nell’integrazione della prospettiva di genere nei processi di pianificazione, anche in relazione al redigendo PUG;
· promuovere una cultura urbana inclusiva attraverso attività di divulgazione e formazione nonché la formazione avanzata di giovani ricercatori attraverso l’attivazione di borse di studio e collaborazioni di ricerca.
Per la realizzazione del progetto, il Comune di Bari ha previsto un contributo pari a 30.000 euro in favore dell’Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura (DIDA).
Il programma delle attività di ricerca sarà coordinato dalla prof.ssa Daniela Poli del DIDALab con il supporto della prof.ssa Maddalena Rossi.
Mentre il gruppo di lavoro costituito dai dipendenti comunali e coordinato dall’arch. Anna Vella , dirigente del Settore Ufficio di Piano e Urban Center della Ripartizione Governo e Sviluppo Strategico del Territorio, si occuperà della fase operativa di indagine, della raccolta dati, dell’elaborazione di Mappe di genere riferite al territorio comunale, della partecipazione della cittadinanza e degli attori locali, della rielaborazione degli esiti e dell’individuazione di un Municipio pilota in cui sperimentare l’applicazione metodologica delle linee di indirizzo.

Su proposta della vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana e sociale Giovanna Iacovone, la giunta comunale ha approvato la schema dell’accordo di ricerca (ai sensi dell’art.15 Legge n.241/1990) tra Comune di Bari e Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura (DIDA) per la redazione delle “Linee guida per una rigenerazione urbana inclusiva dal punto di vista di genere”.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato dall’amministrazione comunale attraverso l’Urban Center Bari – Casa della Partecipazione, quale infrastruttura civica dedicata alla promozione di processi partecipativi, inclusivi e trasparenti nella pianificazione urbana.
L’accordo nasce a valle del percorso degli “Stati Generali della Rigenerazione Urbana”, e in particolare degli esiti dell’incontro “Che genere di città?” (tenutosi il 6 maggio 2025 nel Castello di Ceglie del Campo), che hanno evidenziato la necessità di integrare in modo strutturale la prospettiva di genere nelle politiche urbane specie con riferimento ai temi:
della sicurezza (reale e percepita);
dell’accessibilità;
della prossimità dei servizi;
della mobilità quotidiana;
della cura;
dei tempi della città;
della qualità degli spazi pubblici;
della pianificazione urbanistica.
Attraverso questa collaborazione, il Comune intende valorizzare tali contributi come patrimonio conoscitivo strategico per orientare le future scelte di pianificazione, a partire dal Piano Urbanistico Generale (PUG), e rafforzare il ruolo dell’Urban Center come piattaforma di cooperazione tra istituzioni, mondo accademico, stakeholder e cittadinanza.
In questa prospettiva il DIDA, attraverso il Laboratorio di Progettazione ecologica degli insediamenti (LaPEI), metterà a disposizione competenze scientifiche e metodologiche consolidate sui temi dell’urbanistica di genere e della rigenerazione urbana, sviluppando un percorso di ricerca finalizzato alla definizione di indirizzi operativi e strumenti di supporto alle politiche pubbliche del Comune di Bari.
Le Linee guida costituiranno uno strumento culturale e tecnico per valutare lo stato di fatto e orientare la pianificazione urbanistica comunale, i programmi di rigenerazione urbana e la progettazione degli spazi pubblici, promuovendo un approccio inclusivo e attento alle diverse esigenze della popolazione.
Giovanna Iacovone dichiara: “Con l’approvazione di questo accordo Bari compie un passo concreto verso una città più equa, accessibile e attenta alle differenze: integrare la prospettiva di genere nella pianificazione urbana, infatti, significa migliorare concretamente la qualità della vita per tutte e tutti, rendendo gli spazi più sicuri, vivibili e inclusivi.
Un importante scatto in avanti della politica urbana di questa città che persegue una profonda intersezione tra le questioni di genere e la pianificazione urbana, i tempi della città e i suoi servizi.
Questa iniziativa si inquadra nell’orientamento che ormai da alcuni anni si sta sviluppando in molte città italiane ed europee – Vienna, Barcellona, Umea, Parigi, Bologna – attraverso l’adozione di soluzioni che migliorano sicurezza e accessibilità attraverso il design inclusivo.
Esperienze innovative realizzate con il supporto delle ricerche e degli studi universitari che hanno sviluppato metodologie adeguate a esplorare le diverse articolazioni della governance urbana con l’applicazione di strumenti di pianificazione innovativi.
Non si tratta di una battaglia o di una istanza di parte, ma di un segno preciso di rispetto e libertà per tutte le persone che vivono in questa Bari che vuole essere sempre più moderna , aperta e plurale, europeista ed ecologista, capace di legittimare con sempre più forza le plurali espressioni della libertà.
Il DIDA di Firenze, che svolge attività di ricerca e sperimentazione riconosciute a livello nazionale sui temi dell’urbanistica di genere, della pianificazione partecipata e della rigenerazione urbana e territoriale e che da alcuni anni su questi temi ha attivato un Master di II livello è il partner qualificato con cui il Comune di Bari intende affrontare questa sfida enorme e bellissima”.
La ricerca sarà finalizzata, in particolare, a:
· sistematizzare e valorizzare gli esiti dei processi partecipativi attivati nell’ambito degli Stati Generali della Rigenerazione Urbana;
· costruire un quadro interpretativo integrato dei bisogni urbani legati alle differenze di genere e alle intersezioni sociali;
· definire criteri, indicatori e raccomandazioni utili a orientare politiche, piani, progetti ed interventi di rigenerazione urbana, che siano inclusivi dal punto di vista di genere;
· supportare l’amministrazione comunale nell’integrazione della prospettiva di genere nei processi di pianificazione, anche in relazione al redigendo PUG;
· promuovere una cultura urbana inclusiva attraverso attività di divulgazione e formazione nonché la formazione avanzata di giovani ricercatori attraverso l’attivazione di borse di studio e collaborazioni di ricerca.
Per la realizzazione del progetto, il Comune di Bari ha previsto un contributo pari a 30.000 euro in favore dell’Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura (DIDA).
Il programma delle attività di ricerca sarà coordinato dalla prof.ssa Daniela Poli del DIDALab con il supporto della prof.ssa Maddalena Rossi.
Mentre il gruppo di lavoro costituito dai dipendenti comunali e coordinato dall’arch. Anna Vella , dirigente del Settore Ufficio di Piano e Urban Center della Ripartizione Governo e Sviluppo Strategico del Territorio, si occuperà della fase operativa di indagine, della raccolta dati, dell’elaborazione di Mappe di genere riferite al territorio comunale, della partecipazione della cittadinanza e degli attori locali, della rielaborazione degli esiti e dell’individuazione di un Municipio pilota in cui sperimentare l’applicazione metodologica delle linee di indirizzo.
GIUNTA APPROVA LO SCHEMA DELL’ACCORDO DI RICERCA CON L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE PER LA REDAZIONE DELLE “LINEE GUIDA PER UNA RIGENERAZIONE URBANA INCLUSIVA DAL PUNTO DI VISTA DI GENERE”
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