A Bari la 6a tappa della 10ª Edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile
È stata presentata a Bari nell’Aula Magna del Politecnico, nella cornice della sesta tappa del Festival dello Sviluppo Sostenibile, BEST – Buone Esperienze di Sostenibilità dei Territori, il primo portale interattivo promosso dall’ASviS, grazie al sostegno di AXA Italia, che raccoglie e mette in rete buone pratiche dei territori legate ai 17 Goal dell’Agenda 2030.
La scelta del capoluogo pugliese non è casuale.
L’evento “L’Innovazione che include”, organizzato il 18 maggio dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, ha posto al centro del dibattito come l’innovazione tecnologica e l’innovazione sociale possano congiuntamente contribuire alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili, equi e accessibili.
In risalto, quindi, il ruolo dell’innovazione inclusiva e della sostenibilità come strumenti capaci di trasformare le grandi transizioni digitali, ambientali ed economiche in opportunità condivise di sviluppo e coesione sociale.
“È importante avere una visione integrata della sostenibilità, che mette al centro persone, comunità e territori, favorendo il dialogo tra ricerca, imprese, istituzioni e terzo settore”, ha sottolineato il Segretario Generale dell’ASviS, Giulio Lo Iacono, aprendo i lavori.
Una responsabilità sociale rivendicata anche da Antonella Di Giuro, Vicepresidente OIBA e dal Rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino che ha dichiarato: “Questioni cruciali come l’energia, la salute e la sicurezza globale richiedono oggi un ruolo forte delle università nella ricerca e nell’innovazione.
Lo sviluppo sarà sostenibile solo se inclusivo.
Dobbiamo progettare un futuro ad alta tecnologia senza lasciare indietro nessuno”.
Una visione che si traduce quotidianamente anche nell’impegno del Poliba all’interno della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, animata da 88 atenei italiani, con l’obiettivo di diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile e i 17 Goal dell’Agenda 2030.
A sottolineare la necessità di “governare” le transizioni e guardare agli scenari al 2050 è intervenuto il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini: “La competitività si costruisce investendo non solo sul capitale fisico, ma anche su coesione sociale, conoscenza e sostenibilità.
Come abbiamo mostrato nel nostro Rapporto di Primavera, la coerenza delle politiche è fondamentale per accelerare lo sviluppo e quindi le regioni del Mezzogiorno, che possono beneficiare di significativi fondi europei, devono orientarli per conseguire uno sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista, unendo innovazione tecnologica e innovazione sociale”.
Evitando retoriche che affidano alla tecnologia la soluzione di ogni crisi, l’incontro ha fatto emergere una realtà ben più complessa: se il progresso tecnologico non è accessibile, smette di essere innovazione e si trasforma in privilegio, le transizioni digitale ed ecologica rischiano di spaccare ulteriormente le comunità, creando disuguaglianze.
In questa prospettiva,nel corso dell’evento moderato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza, il Mezzogiorno è stato raccontato fuori dagli stereotipi, non come area di ritardo, ma come laboratorio in cui sperimentare soluzioni capaci di saldare coesione sociale e sviluppo.
Ed è stata proprio la necessità di “mettere a sistema” le energie positive del Paese che ha portato l’ASviS e il Gruppo di Lavoro sul Goal 11 Città e comunità sostenibili, con il Responsabile di Best, Samir de Chadarevian (Pentapolis) a pensare all’ideazione di BEST (consultabile al link www.buonepratiche.asvis.it): “Una piazza aperta per favorire il dialogo e la collaborazione fattiva; un ecosistema catalizzatore del cambiamento per ispirare, replicare e mettere in rete le realtà virtuose del Paese.
Nei territori in cui nascono buone pratiche vediamo l’Italia che desideriamo: un’Italia vivibile, dinamica, accogliente, inclusiva e bella.”
BEST sarà uno spazio virtuale inclusivo che permette a cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni, enti del Terzo settore e mondo accademico di candidare le proprie sperimentazioni legate all’Agenda 2030 attraverso una Call e un questionario online (la Call Buone pratiche 2026 sarà aperta il 9 giugno): le iniziative candidate sono valutate da una Commissione multidisciplinare che rilascia un attestato di riconoscimento ai progetti ritenuti idonei.
Il portale è stato realizzato grazie al sostegno di AXA Italia che ha affiancato l’ASviS anche nel ciclo di incontri che, da febbraio ad aprile, hanno raccontato e valorizzato il Rapporto Territori sul territorio nazionale.
Letizia d’Abbondanza, Chief Customer & External Communication Officer di AXA Italia ha dichiarato: “Siamo ancora una volta al fianco di ASviS per valorizzare l’ascolto dei territori come leva di uno sviluppo sostenibile e inclusivo.
È qui che emergono bisogni reali e opportunità di innovazione, in un impegno collettivo che coinvolge anche il settore assicurativo: non solo come protezione, ma come motore di innovazione sociale, capace di offrire soluzioni più accessibili, eque e orientate al benessere duraturo delle comunità”.
L’obiettivo è ambizioso: connettere e rendere replicabili le soluzioni virtuose già attive in Italia.
I dati illustrati svelano “un’Italia sommersa” impegnata in transizioni sostenibili estremamente vitale: la piattaforma ospita già oltre 200 pratiche, comprese le esperienze raccolte nei Rapporti ASviS sui territori pubblicati negli ultimi anni.
Con un tasso di idoneità del 96% delle candidature, si tratta di progetti e iniziative che trovano la loro forza proprio nella capacità di guardare al medio e lungo periodo: il 49% dei progetti censiti ha un orizzonte superiore ai cinque anni e il 41% addirittura oltre il decennio, coinvolgendo una rete di oltre 1.200 soggetti.
Un dato su tutti traccia la rotta, ovvero il protagonismo giovanile: il 40% delle iniziative guarda direttamente alle nuove generazioni e il 21% è ideato e guidato da under 31.
Attraverso filtri geografici o per singolo Goal, il portale permette ora a chiunque di ispirarsi e “scalare” le esperienze di successo, per trasformare queste singole eccellenze locali in modelli condivisi e ampiamente replicabili.
Tra le buone pratiche presentate nel corso della giornata, alcuni progetti nati a Bari con impatti positivi che si estendono in tutta la Regione Puglia.
A parlarne i protagonisti: Sara La Bombarda con ARTI sul tema “PA digitale, impatto reale: la sfida dei Responsabili della Transizione al Digitale (RTD)pugliesi per la sostenibilità”, iniziando dal risparmio energetico e dalla riduzione degli impatti climatici; Antonella Santoro con il progetto “Terreno Cycling Terapy-Cycle for better health” una buona pratica che educa bambine e bambini baresi sotto i 12 anni alla mobilità dolce in sicurezza; poi, Marco Ranieri, vicepresidente di Avanzi Popolo 2.0, progetto nato per il recupero delle eccedenze alimentari e il contrasto allo spreco alimentare e infine, l’intervento di un’associazione “Plastic free”.
Il dibattito ha poi esplorato le sfide legate all’accessibilità, alle infrastrutture e alla transizione tecnologica.
Ad arricchire questa fase sono state le prospettive riportate, nel corso della tavola rotonda “Innovazione per tutti”, da Raffaele Ruffo (Responsabile del Centro studi di Invitalia), Paola Carrea (Direttore Generale di UnipolTech), Francesco Cupertino (Presidente della Fondazione NEST), Francesco de Cillis (Senior Relationship Manager – Network Italia Area Sud di SACE), Massimo Labra, Direttore (Scientifico del National Biodiversity Future Center), Matteo Lorito (Rettore dell’Università di Napoli Federico II).
Infine, la giornata ha dedicato ampio spazio al tema dell’innovazione sociale radicata nei territori, raccogliendo una ricca pluralità di voci.
Hanno preso la parola Emilio Casalini (conduttore del programma di Rai3 Generazione Bellezza), e Anna Dipace (Preside della Facoltà di Scienze Umane, della Formazione e dello Sport dell’Università Telematica Pegaso), che ha approfondito le tematiche legate alla formazione e al lifelong learning. Insieme a loro, hanno contribuito a tracciare nuove prospettive di sviluppo locale anche Gianni Dominici (Amministratore Delegato di FPA), Francesca Durighel (Vicepresidente di Coop Alleanza 3.0), Sara Roversi (Direttrice del Future Food Institute).