Una buona notizia per il cinema italiano. Il 2026 porta un record destinato ad entrare nella storia. Buen camino con Checco Zalone interpretato da un inesorabile Luca Medici e diretto da un eccezionale Gennaro Nunziante è a tutti gli effetti da oggi il film ad aver realizzato il maggior incasso di sempre in Italia.
Prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli, il film è una produzione Indiana Production con Medusa Film in collaborazione con Mzl e in collaborazione con Netflix realizzata da Indiana Production, una società Vuelta.
Con un botteghino sontuoso che si avvia a superare di gran lunga i 70 milioni di euro, la pellicola ha scavalcato di potenza il detentore del primo posto, ovvero Avatar di James Cameron.
Un traguardo meritatissimo per i due artisti pugliesi che stavolta ce l’hanno davvero messa tutta per arrivare a meta. Si tratta di un passaggio di testimone che li consacra definitivamente come la coppia d’oro del cinema italiano. Un primato che ha la dolcezza di una soddisfazione sudata e la robustezza di un progetto realizzato con il massimo dell’impegno e della professionalità.
Il film, senza ombra di dubbio, con i suoi quasi 9 milioni di spettatori, si è trasformato, giorno dopo giorno, in un vero e proprio evento collettivo capace di una tenuta in sala impressionante sin da quel 25 dicembre, primo giorno di uscita.
Un dominio netto in termini quantitativi che merita, da oggi in poi, un’attenzione scrupolosa anche per la sua intrinseca potenza artistica. C’è davvero tanta qualità nel film, a partire dal soggetto per finire alle scelte legate alle location, ai costumi ed ai più piccoli particolari. C’è cura, intelligenza, amore e rispetto per il pubblico.
È davvero ora che una commedia fatta così bene cominci ad essere raccontata non solo per quello che ha incassato, ma anche e soprattuto per quello che ha saputo raccontare in modo puro. Realizzata con quel tipo di semplicità creativa che pochi eletti hanno. Una pellicola all’apparenza facile, ma ricca di due, tre, forse anche quattro piani di interpretazione.
È proprio vero, niente è più difficile da realizzare che un’opera facile. E, lo ripetiamo, per facile intendiamo la leggerezza mai superficiale, l’idem sentire mai banale, il saggio mai saccente, il popolare mai gratuito e soprattutto il divertente chiaro, netto e con un respiro internazionale.

Gennaro Nunziante e Luca Medici campioni d’Italia
https://www.medusa.it/movie/buen-camino/
Una buona notizia per il cinema italiano. Il 2026 porta un record destinato ad entrare nella storia. Buen camino con Checco Zalone interpretato da un inesorabile Luca Medici e diretto da un eccezionale Gennaro Nunziante è a tutti gli effetti da oggi il film ad aver realizzato il maggior incasso di sempre in Italia.
Prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli, il film è una produzione Indiana Production con Medusa Film in collaborazione con Mzl e in collaborazione con Netflix realizzata da Indiana Production, una società Vuelta.
Con un botteghino sontuoso che si avvia a superare di gran lunga i 70 milioni di euro, la pellicola ha scavalcato di potenza il detentore del primo posto, ovvero Avatar di James Cameron.
Un traguardo meritatissimo per i due artisti pugliesi che stavolta ce l’hanno davvero messa tutta per arrivare a meta. Si tratta di un passaggio di testimone che li consacra definitivamente come la coppia d’oro del cinema italiano. Un primato che ha la dolcezza di una soddisfazione sudata e la robustezza di un progetto realizzato con il massimo dell’impegno e della professionalità.
Il film, senza ombra di dubbio, con i suoi quasi 9 milioni di spettatori, si è trasformato, giorno dopo giorno, in un vero e proprio evento collettivo capace di una tenuta in sala impressionante sin da quel 25 dicembre, primo giorno di uscita.
Un dominio netto in termini quantitativi che merita, da oggi in poi, un’attenzione scrupolosa anche per la sua intrinseca potenza artistica. C’è davvero tanta qualità nel film, a partire dal soggetto per finire alle scelte legate alle location, ai costumi ed ai più piccoli particolari. C’è cura, intelligenza, amore e rispetto per il pubblico.
È davvero ora che una commedia fatta così bene cominci ad essere raccontata non solo per quello che ha incassato, ma anche e soprattuto per quello che ha saputo raccontare in modo puro. Realizzata con quel tipo di semplicità creativa che pochi eletti hanno. Una pellicola all’apparenza facile, ma ricca di due, tre, forse anche quattro piani di interpretazione.
È proprio vero, niente è più difficile da realizzare che un’opera facile. E, lo ripetiamo, per facile intendiamo la leggerezza mai superficiale, l’idem sentire mai banale, il saggio mai saccente, il popolare mai gratuito e soprattutto il divertente chiaro, netto e con un respiro internazionale.
Una buona notizia per il cinema italiano. Il 2026 porta un record destinato ad entrare nella storia. Buen camino con Checco Zalone interpretato da un inesorabile Luca Medici e diretto da un eccezionale Gennaro Nunziante è a tutti gli effetti da oggi il film ad aver realizzato il maggior incasso di sempre in Italia.
Prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli, il film è una produzione Indiana Production con Medusa Film in collaborazione con Mzl e in collaborazione con Netflix realizzata da Indiana Production, una società Vuelta.
Con un botteghino sontuoso che si avvia a superare di gran lunga i 70 milioni di euro, la pellicola ha scavalcato di potenza il detentore del primo posto, ovvero Avatar di James Cameron.
Un traguardo meritatissimo per i due artisti pugliesi che stavolta ce l’hanno davvero messa tutta per arrivare a meta. Si tratta di un passaggio di testimone che li consacra definitivamente come la coppia d’oro del cinema italiano. Un primato che ha la dolcezza di una soddisfazione sudata e la robustezza di un progetto realizzato con il massimo dell’impegno e della professionalità.
Il film, senza ombra di dubbio, con i suoi quasi 9 milioni di spettatori, si è trasformato, giorno dopo giorno, in un vero e proprio evento collettivo capace di una tenuta in sala impressionante sin da quel 25 dicembre, primo giorno di uscita.
Un dominio netto in termini quantitativi che merita, da oggi in poi, un’attenzione scrupolosa anche per la sua intrinseca potenza artistica. C’è davvero tanta qualità nel film, a partire dal soggetto per finire alle scelte legate alle location, ai costumi ed ai più piccoli particolari. C’è cura, intelligenza, amore e rispetto per il pubblico.
È davvero ora che una commedia fatta così bene cominci ad essere raccontata non solo per quello che ha incassato, ma anche e soprattuto per quello che ha saputo raccontare in modo puro. Realizzata con quel tipo di semplicità creativa che pochi eletti hanno. Una pellicola all’apparenza facile, ma ricca di due, tre, forse anche quattro piani di interpretazione.
È proprio vero, niente è più difficile da realizzare che un’opera facile. E, lo ripetiamo, per facile intendiamo la leggerezza mai superficiale, l’idem sentire mai banale, il saggio mai saccente, il popolare mai gratuito e soprattutto il divertente chiaro, netto e con un respiro internazionale.
© Riproduzione riservata
