In #Puglia la maggioranza della popolazione ha un basso grado di istruzione: cioè, non ha neppure il diploma. In alcuni casi in città i diplomati sono appena in 4 su 10 residenti. Lo studio de #IlSole24Ore sul censimento permanente dell’#Istat del 2021 fotografa il titolo di studio provincia per provincia. E la Puglia ne esce con le ossa rotte. Tra le 10 province con il grado più basso di istruzione 3 sono pugliesi.
Dirigenti, funzionari, assessore, assessori, neanche questo dato basta per portarvi ad intraprendere una nuova strada nella programmazione culturale? Non è solo un problema legato alla #Scuola ed alla #Pubblica Istruzione. L’infarto sociale è assai più diffuso di quel che si creda, tanto da richiedere una cura ed una terapia a partire dalla programmazione artistica.
Il pubblico, specialmente quello degli spettacoli gratuiti offerti dalle amministrazioni, va preparato (anche con la leggerezza e col sorriso) e “coinvolto”. Altrimenti subirà lo spettacolo, il concerto, il balletto in maniera passiva senza trarne reale beneficio. Non lo comprenderà.
La Cultura diffusa e spettacolistica può essere uno strumento straordinario di “livellamento” delle diversità di apprendimento di una Comunità. Perciò la programmazione di enti e comuni va orientata al compimento di questo scopo, altrimenti saranno tutti soldi buttati per questo festival o per quella rassegna (senza nulla togliere a chi li realizza, perché qui parliamo non di valore artistico, ma di utilità sociale delle arti).
Chi è ignorante (cioè che non sa) non lo è mai per colpa sua, mai!
Spesso la colpa è solo nostra. Di chi pretende di sapere e di chi mette in scena una cosa dandola per scontata. Dobbiamo cominciare a rendere tutto più semplice…
Coraggio, proviamo ad inventare una “Puglia che spieghi, che racconti, che rispetti dicendo, a chi sta indietro, che stare un passo avanti è sempre meglio per sé e per gli altri”.
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