«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
Un reparto dove c’è l’intenzione di dare vita anche alla Radioterapia oncologica pediatrica – ma non prima del termine dei lavori che consentiranno di utilizzare il terzo acceleratore lineare – avendo già individuato due medici che potrebbero occuparsi dell’organizzazione degli ingressi alla terapia.
La messa in funzione del secondo acceleratore lineare consente ora di accogliere il doppio dei pazienti da sottoporre a trattamento.
Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
Sono stati chiesti sei miliardi in più all’anno per poter garantire i servizi sanitari ed evitare che le persone rinuncino alle cure, come purtroppo sta accadendo sempre più».

«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
Un reparto dove c’è l’intenzione di dare vita anche alla Radioterapia oncologica pediatrica – ma non prima del termine dei lavori che consentiranno di utilizzare il terzo acceleratore lineare – avendo già individuato due medici che potrebbero occuparsi dell’organizzazione degli ingressi alla terapia.
La messa in funzione del secondo acceleratore lineare consente ora di accogliere il doppio dei pazienti da sottoporre a trattamento.
Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
Sono stati chiesti sei miliardi in più all’anno per poter garantire i servizi sanitari ed evitare che le persone rinuncino alle cure, come purtroppo sta accadendo sempre più».
«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
Un reparto dove c’è l’intenzione di dare vita anche alla Radioterapia oncologica pediatrica – ma non prima del termine dei lavori che consentiranno di utilizzare il terzo acceleratore lineare – avendo già individuato due medici che potrebbero occuparsi dell’organizzazione degli ingressi alla terapia.
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Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
Sono stati chiesti sei miliardi in più all’anno per poter garantire i servizi sanitari ed evitare che le persone rinuncino alle cure, come purtroppo sta accadendo sempre più».
«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
Un reparto dove c’è l’intenzione di dare vita anche alla Radioterapia oncologica pediatrica – ma non prima del termine dei lavori che consentiranno di utilizzare il terzo acceleratore lineare – avendo già individuato due medici che potrebbero occuparsi dell’organizzazione degli ingressi alla terapia.
La messa in funzione del secondo acceleratore lineare consente ora di accogliere il doppio dei pazienti da sottoporre a trattamento.
Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
Sono stati chiesti sei miliardi in più all’anno per poter garantire i servizi sanitari ed evitare che le persone rinuncino alle cure, come purtroppo sta accadendo sempre più».
«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
Un reparto dove c’è l’intenzione di dare vita anche alla Radioterapia oncologica pediatrica – ma non prima del termine dei lavori che consentiranno di utilizzare il terzo acceleratore lineare – avendo già individuato due medici che potrebbero occuparsi dell’organizzazione degli ingressi alla terapia.
La messa in funzione del secondo acceleratore lineare consente ora di accogliere il doppio dei pazienti da sottoporre a trattamento.
Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
Sono stati chiesti sei miliardi in più all’anno per poter garantire i servizi sanitari ed evitare che le persone rinuncino alle cure, come purtroppo sta accadendo sempre più».
«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
Un reparto dove c’è l’intenzione di dare vita anche alla Radioterapia oncologica pediatrica – ma non prima del termine dei lavori che consentiranno di utilizzare il terzo acceleratore lineare – avendo già individuato due medici che potrebbero occuparsi dell’organizzazione degli ingressi alla terapia.
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Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
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Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
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La messa in funzione del secondo acceleratore lineare consente ora di accogliere il doppio dei pazienti da sottoporre a trattamento.
Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
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«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
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Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
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«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
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Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
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«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
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Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
Sono stati chiesti sei miliardi in più all’anno per poter garantire i servizi sanitari ed evitare che le persone rinuncino alle cure, come purtroppo sta accadendo sempre più».
«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
Questa è la bella notizia che emerge tra i tanti numerosi progetti in corso.
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Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
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«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
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La messa in funzione del secondo acceleratore lineare consente ora di accogliere il doppio dei pazienti da sottoporre a trattamento.
Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
Sono stati chiesti sei miliardi in più all’anno per poter garantire i servizi sanitari ed evitare che le persone rinuncino alle cure, come purtroppo sta accadendo sempre più».
«Non due, ma saranno presto tre gli acceleratori lineari disponibili al Vito Fazzi di Lecce nel reparto di Radioterapia oncologica diretto dalla dottoressa Angela Sardaro.
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La messa in funzione del secondo acceleratore lineare consente ora di accogliere il doppio dei pazienti da sottoporre a trattamento.
Con l’ingresso del terzo macchinario, si stima che si potrà arrivare a trattare quotidianamente circa 120 pazienti; azzerando di fatto le liste d’attesa e aumentando la tempestività delle cure che, in diversi casi, potrebbero rivelarsi salvavita agendo con più celerità sulle parti aggredite dalla malattia.
Investire nella sanità pubblica significa garantire un diritto, non concedere un privilegio. La sanità pubblica si difende con investimenti, competenze e risultati concreti.
Tutte le Regioni hanno sollecitato l’invio di più risorse per la sanità, ma permangono le differenze tra Nord e Sud.
Sono stati chiesti sei miliardi in più all’anno per poter garantire i servizi sanitari ed evitare che le persone rinuncino alle cure, come purtroppo sta accadendo sempre più».
Sanità, Capone: «Al Vito Fazzi di Lecce presto un terzo acceleratore lineare»
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