La lotta allo spreco alimentare dev’essere sempre più decisa. Occorre un patto comune ed una conoscenza condivisa rispetto alla produzione e al consumo di cibo.
Un terzo di tutto il cibo che viene prodotto a livello mondiale viene sprecato, buttato via lungo l’intera catena alimentare. Nei Paesi sviluppati il problema è a livello di consumatori, consumo domestico sia dentro che fuori casa, siamo noi che più o meno inconsapevolmente sprechiamo del cibo.
Tutto questo non ha solo ricadute economiche e sociali, ma impatta profondamente sull’ecosistema: “In termini di impatto ambientale lo spreco alimentare pesa sicuramente tanto: è stato calcolato che se lo spreco alimentare fosse un Paese questo sarebbe il terzo più grande emettitore di gas serra dopo la Cina e gli Stati Uniti, causando ben l’8% di tutte le emissioni globali e di gas serra”.
In Italia tra i consumatori c’è ancora poca consapevolezza del problema. Basta pensare che secondo l’indice di sostenibilità alimentare ben 145 chilogrammi di spreco ogni anno ricadono su ognuno di noi, un quantitativo che potrebbe sfamare una famiglia di 3 persone in un anno. In termini di costi a livello familiare è stato stimato un costo di 450 euro all’anno per ogni famiglia.
Ecco delle piccole pratiche utili a ridurre gli sprechi. Attenzione alle date di scadenza: consumare preferibilmente entro è diverso da consumare entro e non oltre; poi gli alimenti in scadenza andrebbero messi nel frigorifero e nella credenza davanti rispetto a quelli con scadenza più lunga.

La lotta allo spreco alimentare dev’essere sempre più decisa. Occorre un patto comune ed una conoscenza condivisa rispetto alla produzione e al consumo di cibo.
Un terzo di tutto il cibo che viene prodotto a livello mondiale viene sprecato, buttato via lungo l’intera catena alimentare. Nei Paesi sviluppati il problema è a livello di consumatori, consumo domestico sia dentro che fuori casa, siamo noi che più o meno inconsapevolmente sprechiamo del cibo.
Tutto questo non ha solo ricadute economiche e sociali, ma impatta profondamente sull’ecosistema: “In termini di impatto ambientale lo spreco alimentare pesa sicuramente tanto: è stato calcolato che se lo spreco alimentare fosse un Paese questo sarebbe il terzo più grande emettitore di gas serra dopo la Cina e gli Stati Uniti, causando ben l’8% di tutte le emissioni globali e di gas serra”.
In Italia tra i consumatori c’è ancora poca consapevolezza del problema. Basta pensare che secondo l’indice di sostenibilità alimentare ben 145 chilogrammi di spreco ogni anno ricadono su ognuno di noi, un quantitativo che potrebbe sfamare una famiglia di 3 persone in un anno. In termini di costi a livello familiare è stato stimato un costo di 450 euro all’anno per ogni famiglia.
Ecco delle piccole pratiche utili a ridurre gli sprechi. Attenzione alle date di scadenza: consumare preferibilmente entro è diverso da consumare entro e non oltre; poi gli alimenti in scadenza andrebbero messi nel frigorifero e nella credenza davanti rispetto a quelli con scadenza più lunga.
La lotta allo spreco alimentare dev’essere sempre più decisa. Occorre un patto comune ed una conoscenza condivisa rispetto alla produzione e al consumo di cibo.
Un terzo di tutto il cibo che viene prodotto a livello mondiale viene sprecato, buttato via lungo l’intera catena alimentare. Nei Paesi sviluppati il problema è a livello di consumatori, consumo domestico sia dentro che fuori casa, siamo noi che più o meno inconsapevolmente sprechiamo del cibo.
Tutto questo non ha solo ricadute economiche e sociali, ma impatta profondamente sull’ecosistema: “In termini di impatto ambientale lo spreco alimentare pesa sicuramente tanto: è stato calcolato che se lo spreco alimentare fosse un Paese questo sarebbe il terzo più grande emettitore di gas serra dopo la Cina e gli Stati Uniti, causando ben l’8% di tutte le emissioni globali e di gas serra”.
In Italia tra i consumatori c’è ancora poca consapevolezza del problema. Basta pensare che secondo l’indice di sostenibilità alimentare ben 145 chilogrammi di spreco ogni anno ricadono su ognuno di noi, un quantitativo che potrebbe sfamare una famiglia di 3 persone in un anno. In termini di costi a livello familiare è stato stimato un costo di 450 euro all’anno per ogni famiglia.
Ecco delle piccole pratiche utili a ridurre gli sprechi. Attenzione alle date di scadenza: consumare preferibilmente entro è diverso da consumare entro e non oltre; poi gli alimenti in scadenza andrebbero messi nel frigorifero e nella credenza davanti rispetto a quelli con scadenza più lunga.
La lotta allo spreco alimentare dev’essere sempre più decisa. Occorre un patto comune ed una conoscenza condivisa rispetto alla produzione e al consumo di cibo.
Un terzo di tutto il cibo che viene prodotto a livello mondiale viene sprecato, buttato via lungo l’intera catena alimentare. Nei Paesi sviluppati il problema è a livello di consumatori, consumo domestico sia dentro che fuori casa, siamo noi che più o meno inconsapevolmente sprechiamo del cibo.
Tutto questo non ha solo ricadute economiche e sociali, ma impatta profondamente sull’ecosistema: “In termini di impatto ambientale lo spreco alimentare pesa sicuramente tanto: è stato calcolato che se lo spreco alimentare fosse un Paese questo sarebbe il terzo più grande emettitore di gas serra dopo la Cina e gli Stati Uniti, causando ben l’8% di tutte le emissioni globali e di gas serra”.
In Italia tra i consumatori c’è ancora poca consapevolezza del problema. Basta pensare che secondo l’indice di sostenibilità alimentare ben 145 chilogrammi di spreco ogni anno ricadono su ognuno di noi, un quantitativo che potrebbe sfamare una famiglia di 3 persone in un anno. In termini di costi a livello familiare è stato stimato un costo di 450 euro all’anno per ogni famiglia.
Ecco delle piccole pratiche utili a ridurre gli sprechi. Attenzione alle date di scadenza: consumare preferibilmente entro è diverso da consumare entro e non oltre; poi gli alimenti in scadenza andrebbero messi nel frigorifero e nella credenza davanti rispetto a quelli con scadenza più lunga.
La lotta allo spreco alimentare dev’essere sempre più decisa. Occorre un patto comune ed una conoscenza condivisa rispetto alla produzione e al consumo di cibo.
Un terzo di tutto il cibo che viene prodotto a livello mondiale viene sprecato, buttato via lungo l’intera catena alimentare. Nei Paesi sviluppati il problema è a livello di consumatori, consumo domestico sia dentro che fuori casa, siamo noi che più o meno inconsapevolmente sprechiamo del cibo.
Tutto questo non ha solo ricadute economiche e sociali, ma impatta profondamente sull’ecosistema: “In termini di impatto ambientale lo spreco alimentare pesa sicuramente tanto: è stato calcolato che se lo spreco alimentare fosse un Paese questo sarebbe il terzo più grande emettitore di gas serra dopo la Cina e gli Stati Uniti, causando ben l’8% di tutte le emissioni globali e di gas serra”.
In Italia tra i consumatori c’è ancora poca consapevolezza del problema. Basta pensare che secondo l’indice di sostenibilità alimentare ben 145 chilogrammi di spreco ogni anno ricadono su ognuno di noi, un quantitativo che potrebbe sfamare una famiglia di 3 persone in un anno. In termini di costi a livello familiare è stato stimato un costo di 450 euro all’anno per ogni famiglia.
Ecco delle piccole pratiche utili a ridurre gli sprechi. Attenzione alle date di scadenza: consumare preferibilmente entro è diverso da consumare entro e non oltre; poi gli alimenti in scadenza andrebbero messi nel frigorifero e nella credenza davanti rispetto a quelli con scadenza più lunga.
La lotta allo spreco alimentare dev’essere sempre più decisa. Occorre un patto comune ed una conoscenza condivisa rispetto alla produzione e al consumo di cibo.
Un terzo di tutto il cibo che viene prodotto a livello mondiale viene sprecato, buttato via lungo l’intera catena alimentare. Nei Paesi sviluppati il problema è a livello di consumatori, consumo domestico sia dentro che fuori casa, siamo noi che più o meno inconsapevolmente sprechiamo del cibo.
Tutto questo non ha solo ricadute economiche e sociali, ma impatta profondamente sull’ecosistema: “In termini di impatto ambientale lo spreco alimentare pesa sicuramente tanto: è stato calcolato che se lo spreco alimentare fosse un Paese questo sarebbe il terzo più grande emettitore di gas serra dopo la Cina e gli Stati Uniti, causando ben l’8% di tutte le emissioni globali e di gas serra”.
In Italia tra i consumatori c’è ancora poca consapevolezza del problema. Basta pensare che secondo l’indice di sostenibilità alimentare ben 145 chilogrammi di spreco ogni anno ricadono su ognuno di noi, un quantitativo che potrebbe sfamare una famiglia di 3 persone in un anno. In termini di costi a livello familiare è stato stimato un costo di 450 euro all’anno per ogni famiglia.
Ecco delle piccole pratiche utili a ridurre gli sprechi. Attenzione alle date di scadenza: consumare preferibilmente entro è diverso da consumare entro e non oltre; poi gli alimenti in scadenza andrebbero messi nel frigorifero e nella credenza davanti rispetto a quelli con scadenza più lunga.
Attenzionvae allo spreco alimentare: è colpevole anche delle emissioni di gas serra
valentina romano
regione puglia
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