Vegetiamo in un contesto sociale che ci porta a vivere il presente in maniera sempre più superficiale, ad immaginare il futuro sempre più miserevole, ma soprattutto ad ignorare il passato remoto lasciandolo lì dov’è.
Per tanti è già tanto arrivare con l’immaginazione all’inizio del secolo scorso. Poi è come se la mente si auto oscurasse, andasse in black out ed ogni cosa sparisse nell’oblio del nulla fatto a niente.
Per fortuna, come dai tempi del bardo inglese, c’è sempre qualcuno che arriva in nostro soccorso a darci luce e prospettiva. In questo caso ci pensa Marcello Introna, autore di un bellissimo romanzo ambientato nella Bari del 1600: ORO FORCA FIAMME.
Introna, che non la fa buona a nessuno, neanche alla sua ombra riflessa nello specchio, pretende attenzione e vivacità di neuroni e così, alla faccia dell’oblio di cui sopra, prende lettrici e lettori e li conduce in una storia di oltre quattrocento fa. Una storia antica, ma modernissima.
Il romanzo -ripeto- è bellissimo! L’ho letto -anzi- l’ho divorato con gli occhi e con la mente nel giro di poche ore perché ha nerbo, struttura, storia, scrittura e -soprattutto- poetica.
Del resto, il veterinario dalla penna fluente mi aveva già abituato a stare bene con i suoi precedenti “Percoco”, storia del primo serial killer familiare italiano e con l’amaro “Castigo di Dio”. Roba seria. Ma in questa nuova avventura letteraria Introna mette la freccia e si supera.
Dice: ma chi sei tu per metterti a recensire un libro? Avete ragione! Io non sono nessuno. Però leggo da quando ho imparato a leggere. Leggo per dimenticare. Leggo per ricordare. Ma soprattutto leggo per godere. E ORO FORCA FIAMME mi ha fatto godere dalla prima all’ultima pagina.
Bari, settembre 1667. Una piaga inarrestabile si sta diffondendo dalle campagne di Conversano alla città. Padre Ermanno, priore della basilica di San Nicola, è convinto che l’unica possibilità di salvezza sia pregare, fare penitenza, soprattutto mostrare generosità verso la Chiesa.
Giuseppe Verzillo, medico esperto e di ampie vedute, si rifiuta però di ricondurre la comparsa della peste alla volontà divina e si impegna nella ricerca di una spiegazione scientifica degli eventi. Tornato da poco a Bari, entra subito in un conflitto incandescente con l’integralismo di padre Ermanno.
Tra rimedi alchemici, superstizioni, accuse di stregoneria ed esecuzioni sulla pubblica piazza, il morbo nel frattempo procede silenzioso, impadronendosi della mente degli uomini.
In una terra controllata dal clero, irretita dai miracoli e sconvolta dalla Santa Inquisizione, oltreché tiranneggiata dalle angherie della nobiltà, il dottor Verzillo fa delle straordinarie scoperte. Dalla sua parte ci sono due donne formidabili: Sveva e Lucrezia, i cui destini si sono incrociati in circostanze drammatiche.
In un’epoca solo apparentemente lontana dalla nostra, lacerata tra l’evoluzione della scienza medica, i dogmi religiosi e le dinamiche di potere, la realtà storica fa da sfondo alle vicissitudini avventurose dei protagonisti e del loro viaggio appassionante.
A proposito, piccolo spoiler. Le ultime due pagine del romanzo sono da mandare giù a memoria come molti di noi, all’epoca, fecero con l’incipit di “Cent’anni di solitudine” di Marquez. Sono una grazia di Dio, un piccolo miracolo, una fusione sapiente, ben agitata e non mescolata, tra “I quaderni di Serafino Gubbio operatore” di Pirandello ed i film onirici di Federico Fellini.
Io non so come Introna faccia ad essere così illuminato. Non so se sia, la sua, un’illuminazione solare o artificiale. Di certo il suo istinto animalesco alla scrittura è strepitoso. Ogni pagina è sapientemente dosata con un saliscendi di accadimenti e di emozioni, con una cura maniacale per la lingua e il costrutto.
E poi, nella narrazione, è adorabile come i buoni le diano di brutto ai cattivi; come, leggendo, ci si senta dalla parte giusta della storia e ci si ritrovi a fare un tifo sfegatato per gli uomini e le donne che lottano per una giusta causa.
Senza nessuna atona ed abitudinaria morale a fare da arbitra, ma solo con tanta sete di giustizia, verità e… parità.
Per Marcello Introna vale una frase detta tanto tempo fa da qualcuno che non sto qui a ricordare. Questi disse che ogni parola buona va sempre detta perché, anche da sola, è capace di sotterrare e far dimenticare una parola cattiva. In una comunità come la nostra, nella quale la parola è sempre più una truffa, un ingaggio molesto per fini personali o per speculazioni economiche, la parola di Marcello Introna diventa un esempio di pulizia, di competenza e -soprattutto- di talento.
Dunque quest’estate ci ha portato, edito da Mondadori, ORO FORCA FIAMME. Un titolo senza una virgola, senza una e di congiunzione tra la seconda e la terza parola. Un titolo secco, ma maiuscolo.
Un romanzo che va dritto alla meta e con adamantina semplicità dimostra la differenza che passa tra un’opera letteraria ed una semplice composizione narrativa. Leggete questo libro, ma solo se avete a cuore le belle cose. Altrimenti cambiate scaffale.

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Marcello Introna – Scheda autore e Libri | Libri Mondadori
Vegetiamo in un contesto sociale che ci porta a vivere il presente in maniera sempre più superficiale, ad immaginare il futuro sempre più miserevole, ma soprattutto ad ignorare il passato remoto lasciandolo lì dov’è.
Per tanti è già tanto arrivare con l’immaginazione all’inizio del secolo scorso. Poi è come se la mente si auto oscurasse, andasse in black out ed ogni cosa sparisse nell’oblio del nulla fatto a niente.
Per fortuna, come dai tempi del bardo inglese, c’è sempre qualcuno che arriva in nostro soccorso a darci luce e prospettiva. In questo caso ci pensa Marcello Introna, autore di un bellissimo romanzo ambientato nella Bari del 1600: ORO FORCA FIAMME.
Introna, che non la fa buona a nessuno, neanche alla sua ombra riflessa nello specchio, pretende attenzione e vivacità di neuroni e così, alla faccia dell’oblio di cui sopra, prende lettrici e lettori e li conduce in una storia di oltre quattrocento fa. Una storia antica, ma modernissima.
Il romanzo -ripeto- è bellissimo! L’ho letto -anzi- l’ho divorato con gli occhi e con la mente nel giro di poche ore perché ha nerbo, struttura, storia, scrittura e -soprattutto- poetica.
Del resto, il veterinario dalla penna fluente mi aveva già abituato a stare bene con i suoi precedenti “Percoco”, storia del primo serial killer familiare italiano e con l’amaro “Castigo di Dio”. Roba seria. Ma in questa nuova avventura letteraria Introna mette la freccia e si supera.
Dice: ma chi sei tu per metterti a recensire un libro? Avete ragione! Io non sono nessuno. Però leggo da quando ho imparato a leggere. Leggo per dimenticare. Leggo per ricordare. Ma soprattutto leggo per godere. E ORO FORCA FIAMME mi ha fatto godere dalla prima all’ultima pagina.
Bari, settembre 1667. Una piaga inarrestabile si sta diffondendo dalle campagne di Conversano alla città. Padre Ermanno, priore della basilica di San Nicola, è convinto che l’unica possibilità di salvezza sia pregare, fare penitenza, soprattutto mostrare generosità verso la Chiesa.
Giuseppe Verzillo, medico esperto e di ampie vedute, si rifiuta però di ricondurre la comparsa della peste alla volontà divina e si impegna nella ricerca di una spiegazione scientifica degli eventi. Tornato da poco a Bari, entra subito in un conflitto incandescente con l’integralismo di padre Ermanno.
Tra rimedi alchemici, superstizioni, accuse di stregoneria ed esecuzioni sulla pubblica piazza, il morbo nel frattempo procede silenzioso, impadronendosi della mente degli uomini.
In una terra controllata dal clero, irretita dai miracoli e sconvolta dalla Santa Inquisizione, oltreché tiranneggiata dalle angherie della nobiltà, il dottor Verzillo fa delle straordinarie scoperte. Dalla sua parte ci sono due donne formidabili: Sveva e Lucrezia, i cui destini si sono incrociati in circostanze drammatiche.
In un’epoca solo apparentemente lontana dalla nostra, lacerata tra l’evoluzione della scienza medica, i dogmi religiosi e le dinamiche di potere, la realtà storica fa da sfondo alle vicissitudini avventurose dei protagonisti e del loro viaggio appassionante.
A proposito, piccolo spoiler. Le ultime due pagine del romanzo sono da mandare giù a memoria come molti di noi, all’epoca, fecero con l’incipit di “Cent’anni di solitudine” di Marquez. Sono una grazia di Dio, un piccolo miracolo, una fusione sapiente, ben agitata e non mescolata, tra “I quaderni di Serafino Gubbio operatore” di Pirandello ed i film onirici di Federico Fellini.
Io non so come Introna faccia ad essere così illuminato. Non so se sia, la sua, un’illuminazione solare o artificiale. Di certo il suo istinto animalesco alla scrittura è strepitoso. Ogni pagina è sapientemente dosata con un saliscendi di accadimenti e di emozioni, con una cura maniacale per la lingua e il costrutto.
È poi, nella narrazione, è adorabile come i buoni le diano di brutto ai cattivi; come, leggendo, ci si senta dalla parte giusta della storia e ci si ritrovi a fare un tifo sfegatato per gli uomini e le donne che lottano per una giusta causa.
Senza nessuna atona ed abitudinaria morale a fare da arbitra, ma solo con tanta sete di giustizia, verità e… parità.
Per Marcello Introna vale una frase detta tanto tempo fa da qualcuno che non sto qui a ricordare. Questi disse che ogni parola buona va sempre detta perché, anche da sola, è capace di sotterrare e far dimenticare una parola cattiva. In una comunità come la nostra, nella quale la parola è sempre più una truffa, un ingaggio molesto per fini personali o per speculazioni economiche, la parola di Marcello Introna diventa un esempio di pulizia, di competenza e -soprattutto- di talento.
Dunque quest’estate ci ha portato, edito da Mondadori, ORO FORCA FIAMME. Un titolo senza una virgola, senza una e di congiunzione tra la seconda e la terza parola. Un titolo secco, ma maiuscolo.
Un romanzo che va dritto alla meta e con adamantina semplicità dimostra la differenza che passa tra un’opera letteraria ed una semplice composizione narrativa. Leggete questo libro, ma solo se avete a cuore le belle cose. Altrimenti cambiate scaffale.
Antonio Stornaiolo – Wikipedia
MARCELLO INTRONA SI SUPERA CON ORO FORCA FIAMME
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