«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».

«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
«Questa mattina Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro la Regione Puglia, accusando il presidente Antonio Decaro per il disavanzo sanitario e per le liste d’attesa.
Qualche ora dopo, dalla Lombardia governata dal centrodestra, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, proprio a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia, ha definito insostenibili i tagli previsti dalla manovra per la sanità.
E ha spiegato che, con queste risorse, sarà difficile completare il lavoro sulle liste d’attesa.
Allora una domanda sorge spontanea: a Bari la responsabilità è tutta di Decaro, mentre a Milano è del Governo Meloni?».
Con queste parole il gruppo consiliare regionale Prossima interviene in merito alle critiche rivolte questa mattina da Fratelli d’Italia alla gestione finanziaria della sanità pugliese e al piano regionale per la riduzione delle liste d’attesa.
«Bertolaso ha parlato di un taglio che, secondo le sue valutazioni, sfiorerebbe il mezzo miliardo di euro per la Lombardia, mettendo a rischio la programmazione sanitaria del 2027.
Sono parole pesantissime, pronunciate non da un esponente dell’opposizione al Governo, ma da un assessore di una delle più importanti Regioni amministrate dal centrodestra.
Parole che smentiscono la comoda rappresentazione secondo cui le risorse nazionali sarebbero sufficienti e tutti i problemi dipenderebbero esclusivamente dalle Regioni.
Fratelli d’Italia questa mattina ha accusato la Puglia per le liste d’attesa, citando visite, esami e interventi rinviati anche di anni. Sono problemi reali, che nessuno intende minimizzare.
Ma se lo stesso assessore lombardo dichiara che gli stanziamenti previsti dal Governo non consentiranno di completare il lavoro sulle liste d’attesa, allora è evidente che esiste una questione nazionale che non può essere cancellata per convenienza politica.
Il Governo rivendica 3,4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale nel 2027.
Ma le Regioni e i rappresentanti dei professionisti sanitari hanno già evidenziato come queste risorse rischino di essere assorbite in larga parte dall’aumento dei costi e dagli impegni esistenti.
È questa la questione economica sulla quale Fratelli d’Italia dovrebbe dare risposte, anziché limitarsi ad accusare la Regione Puglia.
Non si può sostenere che i soldi bastino quando si attacca Decaro e che siano insufficienti quando a parlare è Bertolaso.
Le difficoltà dei cittadini che aspettano una visita non cambiano colore politico attraversando il confine tra Puglia e Lombardia.
E neppure le responsabilità del Governo possono comparire e scomparire a seconda di chi amministra una Regione.
Noi continueremo a chiedere una sanità pugliese più efficiente, conti trasparenti e risultati concreti sulle liste d’attesa.
Ma chiediamo a Fratelli d’Italia altrettanta coerenza: se ritiene sbagliate le parole di Bertolaso, abbia il coraggio di dirlo.
Se invece le condivide, riconosca che il finanziamento della sanità è un problema nazionale e smetta di usarlo come un’arma politica soltanto contro la Puglia.
Perché la salute dei cittadini non può avere due verità: una a Bari e una a Milano».
Sanità, Prossima a FdI: “A Bari è colpa di Decaro, in Lombardia è colpa dei tagli del Governo? Bertolaso smentisce la vostra narrazione”
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