La Regione Puglia finanzia con tre misure dalla dotazione complessiva di 2.889.378,79 euro i servizi dedicati alle donne che subiscono violenza, in modo da garantire loro percorsi di protezione e autonomia.
La prima misura è destinata alla continuità delle attività dei Centri antiviolenza privati già operativi; la seconda riguarda le case rifugio, che accolgono le donne costrette ad allontanarsi da contesti di violenza insieme ai propri figli; la terza punta a consolidare gli sportelli esistenti e a favorire l’apertura di nuove strutture, avvicinando i servizi alle comunità che ne hanno maggiore necessità.
I finanziamenti potranno coprire i costi del personale, la gestione delle sedi, le utenze, le attrezzature e le attività rivolte alle persone accolte, secondo i criteri stabiliti dai rispettivi Avvisi.
Per le case rifugio, le risorse dovranno inoltre contribuire, ove possibile, a ridurre le rette a carico dei Comuni per l’accoglienza nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni previste.
“Dietro queste risorse ci sono persone, storie e il diritto di ciascuna donna a vivere libera dalla violenza.
Investire nella rete antiviolenza significa mettere chi chiede aiuto nelle condizioni di ritrovare sicurezza e di riprendere in mano la propria vita, grazie alla professionalità di chi opera quotidianamente in questo ambito”, dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
“La qualità di questi interventi dipende anche dalla capacità di fare squadra tra servizi, Comuni e realtà locali.
È essenziale che le donne possano contare su punti di riferimento accessibili e su professionisti in grado di accompagnarle con competenza, rispettando i tempi e le esigenze di ciascuna”, conclude Casili.
Le scadenze per presentare le domande sono differenziate: il primo Avviso, rivolto ai Centri antiviolenza (CAV), sarà attivo fino alle ore 23:59 dell’11 novembre 2026; gli altri due, dedicati alle case rifugio e agli sportelli di ascolto, resteranno aperti fino alle ore 23:59 del 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it.
Possono partecipare i soggetti privati in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi Avvisi.

La Regione Puglia finanzia con tre misure dalla dotazione complessiva di 2.889.378,79 euro i servizi dedicati alle donne che subiscono violenza, in modo da garantire loro percorsi di protezione e autonomia.
La prima misura è destinata alla continuità delle attività dei Centri antiviolenza privati già operativi; la seconda riguarda le case rifugio, che accolgono le donne costrette ad allontanarsi da contesti di violenza insieme ai propri figli; la terza punta a consolidare gli sportelli esistenti e a favorire l’apertura di nuove strutture, avvicinando i servizi alle comunità che ne hanno maggiore necessità.
I finanziamenti potranno coprire i costi del personale, la gestione delle sedi, le utenze, le attrezzature e le attività rivolte alle persone accolte, secondo i criteri stabiliti dai rispettivi Avvisi.
Per le case rifugio, le risorse dovranno inoltre contribuire, ove possibile, a ridurre le rette a carico dei Comuni per l’accoglienza nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni previste.
“Dietro queste risorse ci sono persone, storie e il diritto di ciascuna donna a vivere libera dalla violenza.
Investire nella rete antiviolenza significa mettere chi chiede aiuto nelle condizioni di ritrovare sicurezza e di riprendere in mano la propria vita, grazie alla professionalità di chi opera quotidianamente in questo ambito”, dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
“La qualità di questi interventi dipende anche dalla capacità di fare squadra tra servizi, Comuni e realtà locali.
È essenziale che le donne possano contare su punti di riferimento accessibili e su professionisti in grado di accompagnarle con competenza, rispettando i tempi e le esigenze di ciascuna”, conclude Casili.
Le scadenze per presentare le domande sono differenziate: il primo Avviso, rivolto ai Centri antiviolenza (CAV), sarà attivo fino alle ore 23:59 dell’11 novembre 2026; gli altri due, dedicati alle case rifugio e agli sportelli di ascolto, resteranno aperti fino alle ore 23:59 del 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it.
Possono partecipare i soggetti privati in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi Avvisi.
La Regione Puglia finanzia con tre misure dalla dotazione complessiva di 2.889.378,79 euro i servizi dedicati alle donne che subiscono violenza, in modo da garantire loro percorsi di protezione e autonomia.
La prima misura è destinata alla continuità delle attività dei Centri antiviolenza privati già operativi; la seconda riguarda le case rifugio, che accolgono le donne costrette ad allontanarsi da contesti di violenza insieme ai propri figli; la terza punta a consolidare gli sportelli esistenti e a favorire l’apertura di nuove strutture, avvicinando i servizi alle comunità che ne hanno maggiore necessità.
I finanziamenti potranno coprire i costi del personale, la gestione delle sedi, le utenze, le attrezzature e le attività rivolte alle persone accolte, secondo i criteri stabiliti dai rispettivi Avvisi.
Per le case rifugio, le risorse dovranno inoltre contribuire, ove possibile, a ridurre le rette a carico dei Comuni per l’accoglienza nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni previste.
“Dietro queste risorse ci sono persone, storie e il diritto di ciascuna donna a vivere libera dalla violenza.
Investire nella rete antiviolenza significa mettere chi chiede aiuto nelle condizioni di ritrovare sicurezza e di riprendere in mano la propria vita, grazie alla professionalità di chi opera quotidianamente in questo ambito”, dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
“La qualità di questi interventi dipende anche dalla capacità di fare squadra tra servizi, Comuni e realtà locali.
È essenziale che le donne possano contare su punti di riferimento accessibili e su professionisti in grado di accompagnarle con competenza, rispettando i tempi e le esigenze di ciascuna”, conclude Casili.
Le scadenze per presentare le domande sono differenziate: il primo Avviso, rivolto ai Centri antiviolenza (CAV), sarà attivo fino alle ore 23:59 dell’11 novembre 2026; gli altri due, dedicati alle case rifugio e agli sportelli di ascolto, resteranno aperti fino alle ore 23:59 del 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it.
Possono partecipare i soggetti privati in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi Avvisi.
La Regione Puglia finanzia con tre misure dalla dotazione complessiva di 2.889.378,79 euro i servizi dedicati alle donne che subiscono violenza, in modo da garantire loro percorsi di protezione e autonomia.
La prima misura è destinata alla continuità delle attività dei Centri antiviolenza privati già operativi; la seconda riguarda le case rifugio, che accolgono le donne costrette ad allontanarsi da contesti di violenza insieme ai propri figli; la terza punta a consolidare gli sportelli esistenti e a favorire l’apertura di nuove strutture, avvicinando i servizi alle comunità che ne hanno maggiore necessità.
I finanziamenti potranno coprire i costi del personale, la gestione delle sedi, le utenze, le attrezzature e le attività rivolte alle persone accolte, secondo i criteri stabiliti dai rispettivi Avvisi.
Per le case rifugio, le risorse dovranno inoltre contribuire, ove possibile, a ridurre le rette a carico dei Comuni per l’accoglienza nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni previste.
“Dietro queste risorse ci sono persone, storie e il diritto di ciascuna donna a vivere libera dalla violenza.
Investire nella rete antiviolenza significa mettere chi chiede aiuto nelle condizioni di ritrovare sicurezza e di riprendere in mano la propria vita, grazie alla professionalità di chi opera quotidianamente in questo ambito”, dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
“La qualità di questi interventi dipende anche dalla capacità di fare squadra tra servizi, Comuni e realtà locali.
È essenziale che le donne possano contare su punti di riferimento accessibili e su professionisti in grado di accompagnarle con competenza, rispettando i tempi e le esigenze di ciascuna”, conclude Casili.
Le scadenze per presentare le domande sono differenziate: il primo Avviso, rivolto ai Centri antiviolenza (CAV), sarà attivo fino alle ore 23:59 dell’11 novembre 2026; gli altri due, dedicati alle case rifugio e agli sportelli di ascolto, resteranno aperti fino alle ore 23:59 del 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it.
Possono partecipare i soggetti privati in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi Avvisi.
La Regione Puglia finanzia con tre misure dalla dotazione complessiva di 2.889.378,79 euro i servizi dedicati alle donne che subiscono violenza, in modo da garantire loro percorsi di protezione e autonomia.
La prima misura è destinata alla continuità delle attività dei Centri antiviolenza privati già operativi; la seconda riguarda le case rifugio, che accolgono le donne costrette ad allontanarsi da contesti di violenza insieme ai propri figli; la terza punta a consolidare gli sportelli esistenti e a favorire l’apertura di nuove strutture, avvicinando i servizi alle comunità che ne hanno maggiore necessità.
I finanziamenti potranno coprire i costi del personale, la gestione delle sedi, le utenze, le attrezzature e le attività rivolte alle persone accolte, secondo i criteri stabiliti dai rispettivi Avvisi.
Per le case rifugio, le risorse dovranno inoltre contribuire, ove possibile, a ridurre le rette a carico dei Comuni per l’accoglienza nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni previste.
“Dietro queste risorse ci sono persone, storie e il diritto di ciascuna donna a vivere libera dalla violenza.
Investire nella rete antiviolenza significa mettere chi chiede aiuto nelle condizioni di ritrovare sicurezza e di riprendere in mano la propria vita, grazie alla professionalità di chi opera quotidianamente in questo ambito”, dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
“La qualità di questi interventi dipende anche dalla capacità di fare squadra tra servizi, Comuni e realtà locali.
È essenziale che le donne possano contare su punti di riferimento accessibili e su professionisti in grado di accompagnarle con competenza, rispettando i tempi e le esigenze di ciascuna”, conclude Casili.
Le scadenze per presentare le domande sono differenziate: il primo Avviso, rivolto ai Centri antiviolenza (CAV), sarà attivo fino alle ore 23:59 dell’11 novembre 2026; gli altri due, dedicati alle case rifugio e agli sportelli di ascolto, resteranno aperti fino alle ore 23:59 del 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it.
Possono partecipare i soggetti privati in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi Avvisi.
La Regione Puglia finanzia con tre misure dalla dotazione complessiva di 2.889.378,79 euro i servizi dedicati alle donne che subiscono violenza, in modo da garantire loro percorsi di protezione e autonomia.
La prima misura è destinata alla continuità delle attività dei Centri antiviolenza privati già operativi; la seconda riguarda le case rifugio, che accolgono le donne costrette ad allontanarsi da contesti di violenza insieme ai propri figli; la terza punta a consolidare gli sportelli esistenti e a favorire l’apertura di nuove strutture, avvicinando i servizi alle comunità che ne hanno maggiore necessità.
I finanziamenti potranno coprire i costi del personale, la gestione delle sedi, le utenze, le attrezzature e le attività rivolte alle persone accolte, secondo i criteri stabiliti dai rispettivi Avvisi.
Per le case rifugio, le risorse dovranno inoltre contribuire, ove possibile, a ridurre le rette a carico dei Comuni per l’accoglienza nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni previste.
“Dietro queste risorse ci sono persone, storie e il diritto di ciascuna donna a vivere libera dalla violenza.
Investire nella rete antiviolenza significa mettere chi chiede aiuto nelle condizioni di ritrovare sicurezza e di riprendere in mano la propria vita, grazie alla professionalità di chi opera quotidianamente in questo ambito”, dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
“La qualità di questi interventi dipende anche dalla capacità di fare squadra tra servizi, Comuni e realtà locali.
È essenziale che le donne possano contare su punti di riferimento accessibili e su professionisti in grado di accompagnarle con competenza, rispettando i tempi e le esigenze di ciascuna”, conclude Casili.
Le scadenze per presentare le domande sono differenziate: il primo Avviso, rivolto ai Centri antiviolenza (CAV), sarà attivo fino alle ore 23:59 dell’11 novembre 2026; gli altri due, dedicati alle case rifugio e agli sportelli di ascolto, resteranno aperti fino alle ore 23:59 del 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it.
Possono partecipare i soggetti privati in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi Avvisi.
La Regione Puglia finanzia con tre misure dalla dotazione complessiva di 2.889.378,79 euro i servizi dedicati alle donne che subiscono violenza, in modo da garantire loro percorsi di protezione e autonomia.
La prima misura è destinata alla continuità delle attività dei Centri antiviolenza privati già operativi; la seconda riguarda le case rifugio, che accolgono le donne costrette ad allontanarsi da contesti di violenza insieme ai propri figli; la terza punta a consolidare gli sportelli esistenti e a favorire l’apertura di nuove strutture, avvicinando i servizi alle comunità che ne hanno maggiore necessità.
I finanziamenti potranno coprire i costi del personale, la gestione delle sedi, le utenze, le attrezzature e le attività rivolte alle persone accolte, secondo i criteri stabiliti dai rispettivi Avvisi.
Per le case rifugio, le risorse dovranno inoltre contribuire, ove possibile, a ridurre le rette a carico dei Comuni per l’accoglienza nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni previste.
“Dietro queste risorse ci sono persone, storie e il diritto di ciascuna donna a vivere libera dalla violenza.
Investire nella rete antiviolenza significa mettere chi chiede aiuto nelle condizioni di ritrovare sicurezza e di riprendere in mano la propria vita, grazie alla professionalità di chi opera quotidianamente in questo ambito”, dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
“La qualità di questi interventi dipende anche dalla capacità di fare squadra tra servizi, Comuni e realtà locali.
È essenziale che le donne possano contare su punti di riferimento accessibili e su professionisti in grado di accompagnarle con competenza, rispettando i tempi e le esigenze di ciascuna”, conclude Casili.
Le scadenze per presentare le domande sono differenziate: il primo Avviso, rivolto ai Centri antiviolenza (CAV), sarà attivo fino alle ore 23:59 dell’11 novembre 2026; gli altri due, dedicati alle case rifugio e agli sportelli di ascolto, resteranno aperti fino alle ore 23:59 del 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it.
Possono partecipare i soggetti privati in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi Avvisi.
La Regione Puglia finanzia con tre misure dalla dotazione complessiva di 2.889.378,79 euro i servizi dedicati alle donne che subiscono violenza, in modo da garantire loro percorsi di protezione e autonomia.
La prima misura è destinata alla continuità delle attività dei Centri antiviolenza privati già operativi; la seconda riguarda le case rifugio, che accolgono le donne costrette ad allontanarsi da contesti di violenza insieme ai propri figli; la terza punta a consolidare gli sportelli esistenti e a favorire l’apertura di nuove strutture, avvicinando i servizi alle comunità che ne hanno maggiore necessità.
I finanziamenti potranno coprire i costi del personale, la gestione delle sedi, le utenze, le attrezzature e le attività rivolte alle persone accolte, secondo i criteri stabiliti dai rispettivi Avvisi.
Per le case rifugio, le risorse dovranno inoltre contribuire, ove possibile, a ridurre le rette a carico dei Comuni per l’accoglienza nelle strutture, nel rispetto delle disposizioni previste.
“Dietro queste risorse ci sono persone, storie e il diritto di ciascuna donna a vivere libera dalla violenza.
Investire nella rete antiviolenza significa mettere chi chiede aiuto nelle condizioni di ritrovare sicurezza e di riprendere in mano la propria vita, grazie alla professionalità di chi opera quotidianamente in questo ambito”, dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
“La qualità di questi interventi dipende anche dalla capacità di fare squadra tra servizi, Comuni e realtà locali.
È essenziale che le donne possano contare su punti di riferimento accessibili e su professionisti in grado di accompagnarle con competenza, rispettando i tempi e le esigenze di ciascuna”, conclude Casili.
Le scadenze per presentare le domande sono differenziate: il primo Avviso, rivolto ai Centri antiviolenza (CAV), sarà attivo fino alle ore 23:59 dell’11 novembre 2026; gli altri due, dedicati alle case rifugio e agli sportelli di ascolto, resteranno aperti fino alle ore 23:59 del 16 novembre 2026.
Le candidature dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it.
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Servizi dedicati a donne vittime di violenza, tre misure regionali da 2,9 milioni
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