Riconoscere la violenza, comprenderne le molteplici dimensioni e promuovere risposte capaci di integrare competenze sanitarie, strumenti di tutela e responsabilità sociale.
È il filo conduttore del percorso di sensibilizzazione e approfondimento organizzato dall’Università di Foggia in collaborazione con il Policlinico di Foggia, sotto il coordinamento della prof.ssa Annamaria Petito, delegata rettorale alle Politiche di genere e di inclusione, in avvicinamento alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.
Tre appuntamenti, dal 29 ottobre al 17 novembre, affrontano tematiche diverse e complementari: il riconoscimento della violenza nella pratica sanitaria, la medicina di genere nelle diverse fasi della vita e i modelli interdisciplinari di intervento e tutela.
A unirli è l’obiettivo di rafforzare una cultura della prevenzione e della cura capace di riconoscere i bisogni delle persone e di tradurli in risposte appropriate e coordinate.
La collaborazione tra Ateneo e Policlinico mette in relazione formazione, ricerca ed esperienza clinica, valorizzando il contributo che il dialogo tra università e sanità può offrire al contrasto della violenza di genere.
“Abbiamo voluto costruire un percorso nel quale temi diversi concorrano a una responsabilità comune: contrastare la violenza di genere anche attraverso il modo in cui produciamo conoscenza, formiamo le professioni e organizziamo la cura.
Il riconoscimento della violenza in ambito sanitario, la medicina di genere lungo il corso della vita e i modelli integrati di tutela affrontano aspetti distinti, ma profondamente connessi.
Li unisce l’attenzione alle condizioni che rendono una persona più esposta, meno ascoltata o più lontana dall’accesso all’aiuto.
La collaborazione con il Policlinico di Foggia dà concretezza a questa visione, mettendo in dialogo i luoghi della formazione e quelli dell’assistenza.
È in questo confronto che la conoscenza può diventare una competenza condivisa di prevenzione, ascolto e tutela”, dichiara la prof.ssa Annamaria Petito.
Il percorso si aprirà il 29 ottobre 2026 con “Violenza di genere: dal riconoscimento alla presa in carico.
Il ruolo del ginecologo e dell’ostetrica nella rete sanitaria”.
Al centro dell’appuntamento, il contributo di figure professionali che possono svolgere un ruolo cruciale nell’ascolto, nell’individuazione dei segnali di violenza e nell’attivazione di percorsi di assistenza.
Il tema richiama l’importanza di collegare il riconoscimento clinico a una rete capace di accompagnare la persona, integrando competenze sanitarie e strumenti di protezione.
Il 5 e 6 novembre 2026 sarà la volta di “Medicina di genere e life course: nuove prospettive per una medicina personalizzata”.
L’appuntamento amplierà la riflessione sul rapporto tra salute, differenze e bisogni nelle diverse fasi della vita.
All’interno del percorso comune, la medicina di genere offre una prospettiva per comprendere come fattori biologici, sociali e culturali possano incidere sulla salute e sull’accesso alle cure, contribuendo a una maggiore attenzione alle vulnerabilità e alle disuguaglianze.
Il 17 novembre 2026, l’incontro “Violenza di genere: prospettive interdisciplinari e modelli integrati di intervento, tutela e presa in carico” porterà l’attenzione sul dialogo tra saperi e sulla costruzione di risposte coordinate.
Il confronto interdisciplinare rappresenta il punto di raccordo del percorso: riconoscere la complessità della violenza significa mettere in relazione prevenzione, protezione e assistenza, favorendo continuità tra i diversi ambiti di intervento.
Gli eventi del 29 ottobre e del 17 dicembre sono curati in collaborazione con il prof. Luigi Nappi, ginecologo e Principal Investigator del progetto CCM 2024 “Gestione e coordinamento del primo intervento nei casi di violenza di genere”, nel cui ambito si collocano entrambi gli appuntamenti.
Gli incontri del 5 e 6 novembre sono, invece, organizzati in maniera congiunta con i proff. Antonello Bellomo e Francesco Sulla, rispettivamente docenti di Psichiatria e Psicologia dello sviluppo e dell’educazione.
Le iniziative delineano un impegno condiviso che accompagna la Comunità universitaria e sanitaria verso il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, facendo della sensibilizzazione un’occasione di formazione e confronto.
Attraverso questo percorso, Università e Policlinico di Foggia valorizzano il legame tra conoscenza e cura, contribuendo alla costruzione di una cultura fondata sul rispetto, sulla dignità e sull’autodeterminazione delle persone.

Riconoscere la violenza, comprenderne le molteplici dimensioni e promuovere risposte capaci di integrare competenze sanitarie, strumenti di tutela e responsabilità sociale.
È il filo conduttore del percorso di sensibilizzazione e approfondimento organizzato dall’Università di Foggia in collaborazione con il Policlinico di Foggia, sotto il coordinamento della prof.ssa Annamaria Petito, delegata rettorale alle Politiche di genere e di inclusione, in avvicinamento alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.
Tre appuntamenti, dal 29 ottobre al 17 novembre, affrontano tematiche diverse e complementari: il riconoscimento della violenza nella pratica sanitaria, la medicina di genere nelle diverse fasi della vita e i modelli interdisciplinari di intervento e tutela.
A unirli è l’obiettivo di rafforzare una cultura della prevenzione e della cura capace di riconoscere i bisogni delle persone e di tradurli in risposte appropriate e coordinate.
La collaborazione tra Ateneo e Policlinico mette in relazione formazione, ricerca ed esperienza clinica, valorizzando il contributo che il dialogo tra università e sanità può offrire al contrasto della violenza di genere.
“Abbiamo voluto costruire un percorso nel quale temi diversi concorrano a una responsabilità comune: contrastare la violenza di genere anche attraverso il modo in cui produciamo conoscenza, formiamo le professioni e organizziamo la cura.
Il riconoscimento della violenza in ambito sanitario, la medicina di genere lungo il corso della vita e i modelli integrati di tutela affrontano aspetti distinti, ma profondamente connessi.
Li unisce l’attenzione alle condizioni che rendono una persona più esposta, meno ascoltata o più lontana dall’accesso all’aiuto.
La collaborazione con il Policlinico di Foggia dà concretezza a questa visione, mettendo in dialogo i luoghi della formazione e quelli dell’assistenza.
È in questo confronto che la conoscenza può diventare una competenza condivisa di prevenzione, ascolto e tutela”, dichiara la prof.ssa Annamaria Petito.
Il percorso si aprirà il 29 ottobre 2026 con “Violenza di genere: dal riconoscimento alla presa in carico.
Il ruolo del ginecologo e dell’ostetrica nella rete sanitaria”.
Al centro dell’appuntamento, il contributo di figure professionali che possono svolgere un ruolo cruciale nell’ascolto, nell’individuazione dei segnali di violenza e nell’attivazione di percorsi di assistenza.
Il tema richiama l’importanza di collegare il riconoscimento clinico a una rete capace di accompagnare la persona, integrando competenze sanitarie e strumenti di protezione.
Il 5 e 6 novembre 2026 sarà la volta di “Medicina di genere e life course: nuove prospettive per una medicina personalizzata”.
L’appuntamento amplierà la riflessione sul rapporto tra salute, differenze e bisogni nelle diverse fasi della vita.
All’interno del percorso comune, la medicina di genere offre una prospettiva per comprendere come fattori biologici, sociali e culturali possano incidere sulla salute e sull’accesso alle cure, contribuendo a una maggiore attenzione alle vulnerabilità e alle disuguaglianze.
Il 17 novembre 2026, l’incontro “Violenza di genere: prospettive interdisciplinari e modelli integrati di intervento, tutela e presa in carico” porterà l’attenzione sul dialogo tra saperi e sulla costruzione di risposte coordinate.
Il confronto interdisciplinare rappresenta il punto di raccordo del percorso: riconoscere la complessità della violenza significa mettere in relazione prevenzione, protezione e assistenza, favorendo continuità tra i diversi ambiti di intervento.
Gli eventi del 29 ottobre e del 17 dicembre sono curati in collaborazione con il prof. Luigi Nappi, ginecologo e Principal Investigator del progetto CCM 2024 “Gestione e coordinamento del primo intervento nei casi di violenza di genere”, nel cui ambito si collocano entrambi gli appuntamenti.
Gli incontri del 5 e 6 novembre sono, invece, organizzati in maniera congiunta con i proff. Antonello Bellomo e Francesco Sulla, rispettivamente docenti di Psichiatria e Psicologia dello sviluppo e dell’educazione.
Le iniziative delineano un impegno condiviso che accompagna la Comunità universitaria e sanitaria verso il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, facendo della sensibilizzazione un’occasione di formazione e confronto.
Attraverso questo percorso, Università e Policlinico di Foggia valorizzano il legame tra conoscenza e cura, contribuendo alla costruzione di una cultura fondata sul rispetto, sulla dignità e sull’autodeterminazione delle persone.
Riconoscere la violenza, comprenderne le molteplici dimensioni e promuovere risposte capaci di integrare competenze sanitarie, strumenti di tutela e responsabilità sociale.
È il filo conduttore del percorso di sensibilizzazione e approfondimento organizzato dall’Università di Foggia in collaborazione con il Policlinico di Foggia, sotto il coordinamento della prof.ssa Annamaria Petito, delegata rettorale alle Politiche di genere e di inclusione, in avvicinamento alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.
Tre appuntamenti, dal 29 ottobre al 17 novembre, affrontano tematiche diverse e complementari: il riconoscimento della violenza nella pratica sanitaria, la medicina di genere nelle diverse fasi della vita e i modelli interdisciplinari di intervento e tutela.
A unirli è l’obiettivo di rafforzare una cultura della prevenzione e della cura capace di riconoscere i bisogni delle persone e di tradurli in risposte appropriate e coordinate.
La collaborazione tra Ateneo e Policlinico mette in relazione formazione, ricerca ed esperienza clinica, valorizzando il contributo che il dialogo tra università e sanità può offrire al contrasto della violenza di genere.
“Abbiamo voluto costruire un percorso nel quale temi diversi concorrano a una responsabilità comune: contrastare la violenza di genere anche attraverso il modo in cui produciamo conoscenza, formiamo le professioni e organizziamo la cura.
Il riconoscimento della violenza in ambito sanitario, la medicina di genere lungo il corso della vita e i modelli integrati di tutela affrontano aspetti distinti, ma profondamente connessi.
Li unisce l’attenzione alle condizioni che rendono una persona più esposta, meno ascoltata o più lontana dall’accesso all’aiuto.
La collaborazione con il Policlinico di Foggia dà concretezza a questa visione, mettendo in dialogo i luoghi della formazione e quelli dell’assistenza.
È in questo confronto che la conoscenza può diventare una competenza condivisa di prevenzione, ascolto e tutela”, dichiara la prof.ssa Annamaria Petito.
Il percorso si aprirà il 29 ottobre 2026 con “Violenza di genere: dal riconoscimento alla presa in carico.
Il ruolo del ginecologo e dell’ostetrica nella rete sanitaria”.
Al centro dell’appuntamento, il contributo di figure professionali che possono svolgere un ruolo cruciale nell’ascolto, nell’individuazione dei segnali di violenza e nell’attivazione di percorsi di assistenza.
Il tema richiama l’importanza di collegare il riconoscimento clinico a una rete capace di accompagnare la persona, integrando competenze sanitarie e strumenti di protezione.
Il 5 e 6 novembre 2026 sarà la volta di “Medicina di genere e life course: nuove prospettive per una medicina personalizzata”.
L’appuntamento amplierà la riflessione sul rapporto tra salute, differenze e bisogni nelle diverse fasi della vita.
All’interno del percorso comune, la medicina di genere offre una prospettiva per comprendere come fattori biologici, sociali e culturali possano incidere sulla salute e sull’accesso alle cure, contribuendo a una maggiore attenzione alle vulnerabilità e alle disuguaglianze.
Il 17 novembre 2026, l’incontro “Violenza di genere: prospettive interdisciplinari e modelli integrati di intervento, tutela e presa in carico” porterà l’attenzione sul dialogo tra saperi e sulla costruzione di risposte coordinate.
Il confronto interdisciplinare rappresenta il punto di raccordo del percorso: riconoscere la complessità della violenza significa mettere in relazione prevenzione, protezione e assistenza, favorendo continuità tra i diversi ambiti di intervento.
Gli eventi del 29 ottobre e del 17 dicembre sono curati in collaborazione con il prof. Luigi Nappi, ginecologo e Principal Investigator del progetto CCM 2024 “Gestione e coordinamento del primo intervento nei casi di violenza di genere”, nel cui ambito si collocano entrambi gli appuntamenti.
Gli incontri del 5 e 6 novembre sono, invece, organizzati in maniera congiunta con i proff. Antonello Bellomo e Francesco Sulla, rispettivamente docenti di Psichiatria e Psicologia dello sviluppo e dell’educazione.
Le iniziative delineano un impegno condiviso che accompagna la Comunità universitaria e sanitaria verso il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, facendo della sensibilizzazione un’occasione di formazione e confronto.
Attraverso questo percorso, Università e Policlinico di Foggia valorizzano il legame tra conoscenza e cura, contribuendo alla costruzione di una cultura fondata sul rispetto, sulla dignità e sull’autodeterminazione delle persone.
Riconoscere la violenza, comprenderne le molteplici dimensioni e promuovere risposte capaci di integrare competenze sanitarie, strumenti di tutela e responsabilità sociale.
È il filo conduttore del percorso di sensibilizzazione e approfondimento organizzato dall’Università di Foggia in collaborazione con il Policlinico di Foggia, sotto il coordinamento della prof.ssa Annamaria Petito, delegata rettorale alle Politiche di genere e di inclusione, in avvicinamento alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.
Tre appuntamenti, dal 29 ottobre al 17 novembre, affrontano tematiche diverse e complementari: il riconoscimento della violenza nella pratica sanitaria, la medicina di genere nelle diverse fasi della vita e i modelli interdisciplinari di intervento e tutela.
A unirli è l’obiettivo di rafforzare una cultura della prevenzione e della cura capace di riconoscere i bisogni delle persone e di tradurli in risposte appropriate e coordinate.
La collaborazione tra Ateneo e Policlinico mette in relazione formazione, ricerca ed esperienza clinica, valorizzando il contributo che il dialogo tra università e sanità può offrire al contrasto della violenza di genere.
“Abbiamo voluto costruire un percorso nel quale temi diversi concorrano a una responsabilità comune: contrastare la violenza di genere anche attraverso il modo in cui produciamo conoscenza, formiamo le professioni e organizziamo la cura.
Il riconoscimento della violenza in ambito sanitario, la medicina di genere lungo il corso della vita e i modelli integrati di tutela affrontano aspetti distinti, ma profondamente connessi.
Li unisce l’attenzione alle condizioni che rendono una persona più esposta, meno ascoltata o più lontana dall’accesso all’aiuto.
La collaborazione con il Policlinico di Foggia dà concretezza a questa visione, mettendo in dialogo i luoghi della formazione e quelli dell’assistenza.
È in questo confronto che la conoscenza può diventare una competenza condivisa di prevenzione, ascolto e tutela”, dichiara la prof.ssa Annamaria Petito.
Il percorso si aprirà il 29 ottobre 2026 con “Violenza di genere: dal riconoscimento alla presa in carico.
Il ruolo del ginecologo e dell’ostetrica nella rete sanitaria”.
Al centro dell’appuntamento, il contributo di figure professionali che possono svolgere un ruolo cruciale nell’ascolto, nell’individuazione dei segnali di violenza e nell’attivazione di percorsi di assistenza.
Il tema richiama l’importanza di collegare il riconoscimento clinico a una rete capace di accompagnare la persona, integrando competenze sanitarie e strumenti di protezione.
Il 5 e 6 novembre 2026 sarà la volta di “Medicina di genere e life course: nuove prospettive per una medicina personalizzata”.
L’appuntamento amplierà la riflessione sul rapporto tra salute, differenze e bisogni nelle diverse fasi della vita.
All’interno del percorso comune, la medicina di genere offre una prospettiva per comprendere come fattori biologici, sociali e culturali possano incidere sulla salute e sull’accesso alle cure, contribuendo a una maggiore attenzione alle vulnerabilità e alle disuguaglianze.
Il 17 novembre 2026, l’incontro “Violenza di genere: prospettive interdisciplinari e modelli integrati di intervento, tutela e presa in carico” porterà l’attenzione sul dialogo tra saperi e sulla costruzione di risposte coordinate.
Il confronto interdisciplinare rappresenta il punto di raccordo del percorso: riconoscere la complessità della violenza significa mettere in relazione prevenzione, protezione e assistenza, favorendo continuità tra i diversi ambiti di intervento.
Gli eventi del 29 ottobre e del 17 dicembre sono curati in collaborazione con il prof. Luigi Nappi, ginecologo e Principal Investigator del progetto CCM 2024 “Gestione e coordinamento del primo intervento nei casi di violenza di genere”, nel cui ambito si collocano entrambi gli appuntamenti.
Gli incontri del 5 e 6 novembre sono, invece, organizzati in maniera congiunta con i proff. Antonello Bellomo e Francesco Sulla, rispettivamente docenti di Psichiatria e Psicologia dello sviluppo e dell’educazione.
Le iniziative delineano un impegno condiviso che accompagna la Comunità universitaria e sanitaria verso il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, facendo della sensibilizzazione un’occasione di formazione e confronto.
Attraverso questo percorso, Università e Policlinico di Foggia valorizzano il legame tra conoscenza e cura, contribuendo alla costruzione di una cultura fondata sul rispetto, sulla dignità e sull’autodeterminazione delle persone.
Università e Policlinico di Foggia contro la violenza di genere in un percorso condiviso di conoscenza, prevenzione e cura
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