Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia.
L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l’immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d’arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.
Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture proposte sarà come sempre ampia e sorprendente (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita su www.giornatefai.it).
Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.
In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l’Italia un punto di riferimento in tutto il mondo.
La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all’attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.
“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri.
È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese.
E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo” ha dichiarato il Presidente del FAI Marco Magnifico.
Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97).
Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione.
Ogni Iscritto al FAI e chi farà la tessera per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate.
Iscriversi al FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.
Ecco una selezione dei 39 luoghi visitabili in PUGLIA:
Bari
Ateneo Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Durante le Giornate FAI d’Autunno il Palazzo Ateneo, sede dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, aprirà i suoi spazi con un percorso dedicato all’architettura, alla storia e all’apparato decorativo dell’edificio. Affacciato su Piazza Umberto, il palazzo, prima opera monumentale post-unitaria della città, fu costruito a partire dal 1867 su progetto dell’architetto napoletano Giovanni Castelli, vincitore del concorso pubblico bandito nel 1864.
Si sviluppa nella sobria maestosità del suo volume architettonico, ispirato a modelli classici rielaborati in chiave eclettica, tipica dell’edilizia istituzionale del secondo Ottocento italiano, su una superficie complessiva di 9.500 mq, occupando un intero isolato, con una pianta rettangolare articolata in cinque cortili.
Le visite proposte dal FAI partiranno dall’ingresso principale, con tappe nell’atrio, nella Biblioteca, allo Scalone monumentale e nell’Aula Magna.
Particolare attenzione sarà dedicata all’apparato decorativo che culmina nei dipinti murali dei fratelli Mario e Guido Prayer realizzati nel 1924 nell’Aula Magna, fulcro artistico del palazzo.
I grandiosi cicli di pitture murali celebrano la triade ideale dell’istituzione attraverso il programma iconografico imperniato sui concetti di Arte, Scienza e Umanità.
Gli iscritti FAI potranno inoltre accedere anche al primo piano, visitando le stanze del Prorettore e del Rettore, la Sala del Rettorato (ex Sala degli affreschi) e il corridoio con i ritratti dei rettori dell’Università, dal primo, Nicola Pende, fino ai giorni nostri.
L’Ateneo Università degli Studi di Bari Aldo Moro è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Adelfia (BA)
Palazzo Marchesale dei Bianchi-Dottula
Palazzo Marchesale dei Bianchi Dottula, nel cuore del borgo antico di Montrone (Adelfia), è una dimora storica privata il cui nucleo più antico risale al X secolo.
Nel corso dei secoli appartenne a importanti famiglie del territorio, dagli Sparano ai Principi di Valenzano, fino ai marchesi Bianchi Dottula, casata di antica origine bizantina giunta a Bari nel VII secolo, ricordata dalla tradizione anche per aver finanziato la spedizione che portò in città le reliquie di San Nicola.
Tra il XVI e il XVII secolo fu trasformato in un’elegante residenza signorile.
La sua struttura architettonica è il frutto di una lunga storia che ha lasciato tracce in una complessa stratigrafia.
La facciata si caratterizza per i suoi austeri prospetti e una torretta cilindrica segna il portale da cui si accede al giardino.
Da qui si entra all’interno delle stalle e delle antiche cantine, poste su più livelli.
Ma è al piano superiore, il piano nobile, a cui si accede da una corte interna, che si scopre la sontuosità dell’edificio attraversando le ampie sale con le volte ricoperte da raffinati affreschi e con i soffitti lignei con le travi dipinte con delicati motivi floreali.
Anche le pareti presentano decorazioni con evidenti suggestioni pompeiane.
Il grande ed elegante salone di rappresentanza ha mantenuto alle pareti il rivestimento in seta rossa proveniente dalle seterie reali di San Leucio, vicino Caserta.
La visita al Palazzo, solitamente non accessibile, verrà svolta in collaborazione con l’Associazione Domus Dottula.
Bitonto (BA)
Istituto Maria Cristina di Savoia. Un luogo, tante vite
L’Istituto Maria Cristina di Savoia venne realizzato con il beneplacito di Ferdinando II di Borbone, che nel 1835 diede avvio all’adattamento – su progetto di Luigi Castellucci, architetto nato a Bitonto e formatosi a Napoli nel segno dell’ultimo classicismo ottocentesco – del convento dei Carmelitani, fondato nel 1490.
I lavori furono completati nel 1852, da allora e per oltre un secolo l’Istituto ha accolto bambine e giovani donne, circa 250 per anno, in gran parte orfane provenienti da tutta la provincia, affidate alla cure di suore ed educatrici.
Negli anni l’orfanotrofio si trasformò in una istituzione educativa, fornendo istruzione scolastica e l’avviamento a professioni, in particolare alle arti e mestieri del cucito.
Oggi, la struttura accoglie attività di cura e inclusione, tramite cooperative e associazioni.
Nella costruzione dell’Istituto si conservano alcune delle strutture più antiche, tra cui la Chiesa del Carmine e parte dei chiostri del convento.
Le visite proposte in occasione delle Giornate FAI d’Autunno permetteranno di attraversare spazi normalmente non accessibili della struttura.
Attraverso il racconto dei narratori sarà possibile ripercorrere le vicende del complesso architettonico, sino alla più recente memoria di impegno civile e sociale di un luogo che ha raccolto in sé tante vite, d’arte e storia, ma soprattutto quelle di migliaia di giovani donne che vi hanno trovato una casa e un lavoro.
Castellana Grotte (BA)
Acqua e pietra: Madonna della Grotta, Gravinelle, Neviera
Un itinerario nel cuore del paesaggio carsico di Castellana Grotte, modellato nei secoli dall’azione dell’acqua sulla roccia. Un territorio di lame, cavità, inghiottitoi, architetture, dove il sottosuolo dialoga continuamente con la superficie.
Dalla Madonna della Grotta alle Gravinelle, fino alla Contrada di Genna con la Neviera e la Chiesa di San Nicola, il percorso proposto in occasione delle Giornate FAI d’Autunno racconta, attraverso la visita a luoghi normalmente chiusi al pubblico, il rapporto profondo tra ambiente, storia e presenza umana.
La Chiesa della Madonna della Grotta è documentata dal 1091 come cavità naturale destinata al culto. Tra Seicento e Settecento prende forma la chiesa superiore, rimasta incompiuta.
Nell’Ottocento la grotta forse fu rifugio di briganti, mentre nel Novecento si alternano abbandoni e restauri fino al vincolo del 1983 e ai recenti lavori di messa in sicurezza.
Le Gravinelle, due pozzi naturali, profondi fino a 37 metri, sono tra i primi inghiottitoi della conca carsica a raccogliere le acque piovane e la prima esplorazione documentata risale al 1956.
La Neviera di Genna, esempio di archeologia rurale, datata 1788 e restaurata nel 2016, è una struttura in pietra che protegge una cavità ipogea destinata alla conservazione della neve e alla produzione del ghiaccio.
La vicina Chiesa di San Nicola, con facciata a capanna, piccolo campanile e mosaico, risale al XVI secolo ma fu probabilmente costruita su un edificio ancora più antico.
Un patrimonio da scoprire non come reliquia del passato, ma come paesaggio ancora vivo, fatto di natura, storia, lavoro, memoria e comunità.
Bisceglie (BT)
Chiesa di Santa Margherita
La chiesa medievale di Santa Margherita – dedicata a Santa Margherita di Antiochia, martire del III secolo, che simboleggia la purezza e il sacrificio – è un importante esempio di architettura e storia religiosa di Bisceglie.
L’Atto di donazione, datato 12 gennaio 1197, è firmato da Falco, giudice della Curia Imperiale, che fece costruire la chiesa a proprie spese.
L’edificio è realizzato in pietra locale con impianto a croce greca contratta, tipico dell’area orientale del Mediterraneo.
La navata unica e absidata è sovrastata da una cupola sorretta da quattro bracci, con timpani all’esterno.
Il tetto a piramide è coperto da tradizionali lastre di pietra calcarea.
Accanto alla chiesa si trovano tre sepolcri, due dei quali firmati da Facitolo da Bari e Anseramo da Trani, che realizzarono il monumento sepolcrale di Riccardo Falcone e l’arca per i bambini della sua famiglia.
Le lapidi, finemente incise, custodiscono e tramandano la memoria dei personaggi qui sepolti. Tra queste spicca quella di Riccardo, ricordato come giovane, bello, ricco e virtuoso, insieme ai nomi di magistrati come Mauro e Basilio.
All’interno della chiesa si trova anche la lapide dell’abate Giacomo, canonico della cattedrale e noto cantore.
Un patrimonio epigrafico che racconta storie di uomini e di ruoli pubblici, restituendo alla comunità un prezioso frammento della sua identità storica.
Margherita di Savoia (BT)
Capannone Nervi nelle Saline
Ingresso riservato agli iscritti FAI
Le Saline di Margherita di Savoia si estendono per circa 3.900 ettari e rappresentano la più importante ed estesa salina di origine marina in Italia.
Nel XV secolo le Saline, di proprietà statale, sorgevano sul lato meridionale dell’area del vecchio lago Salpi. Gestita da appaltatori, tornò alla gestione statale alla metà del Settecento.
Diversi furono gli interventi di bonifica che videro l’impegno di tecnici del calibro di Luigi Vanvitelli e di Carlo Afan de Rivera.
Dopo l’Unità d’Italia e nel corso del XX secolo proseguirono i lavori di bonifica del lago grazie all’ausilio di impianti di idrovore, che conferirono alla salina l’ampia area attuale.
Negli anni Trenta venne realizzato il Capannone Nervi, progettato dal famoso architetto Pier Luigi Nervi e prolungato negli anni Cinquanta.
Le Saline sono oggi l’habitat naturale di centinaia di specie di volatili e di piante autoctone, tra cui spiccano il Fenicottero Rosa e la Salicornia e, grazie alla Convenzione di Ramsar, la Zona Umida delle Saline è attualmente un’area protetta.
In occasione delle Giornate FAI d’Autunno sarà possibile visitare una parte delle Saline e addentrarsi nell’area che comprende ancora alcuni edifici e strutture di archeologia industriale.
Il Capannone Nervi, attualmente in corso di riqualificazione come spazio museale, sarà visitabile solo esternamente.
Ostuni (BR)
Villa Ricci: memoria storica e paesaggio rurale
Villa Ricci fu edificata negli anni Settanta del XIX secolo da Augusto Ricci, un funzionario regio nato a Faenza.
Dopo varie vicende, la villa arrivò nella disponibilità di Adriano Raffaele Anglani, pronipote di Augusto Ricci.
Sotto la sua proprietà, Villa Ricci è stata riconosciuta di interesse culturale e tutelata dal Ministero della Cultura con decreto del 23 marzo 2000 per il suo valore storico e architettonico.
Dal 2022 è iniziato un importante lavoro di recupero e restauro, grazie a un progetto PNRR, per farla tornare allo splendore iniziale.
La struttura fu realizzata con pietra locale scavata direttamente sul posto.
Un elemento costruttivo particolarmente interessante è il lungo viale di accesso che in realtà copre una grande cisterna: questa raccoglieva le acque dell’impluvio per l’irrigazione dei vigneti circostanti, segno dell’importanza delle coltivazioni e dell’agricoltura nella vita della villa.
Durante le Giornate FAI d’Autunno sarà possibile visitare gli splendidi interni della struttura.
Nel cuore della villa, una stanza conserva un’atmosfera particolare: è la Stanza Massonica, uno degli ambienti più suggestivi, legato alla memoria della tradizione massonica che appartiene alla storia dell’edificio e al contesto culturale della seconda metà dell’Ottocento.
All’interno della villa sarà possibile ammirare alcuni rari manifesti cinematografici originali.
Inoltre, la vigna, con i vitigni pregiati di Ottavianello e Notardomenico, e il Bosco della Villa, con i percorsi interni tra alberi e macchia mediterranea, sono un importante esempio del connubio esistente tra paesaggio, storia e identità.
Foggia
Chiesa di Santa Maria della Misericordia
La Chiesa di Santa Maria della Misericordia, nota ai più come Chiesa dei Morti o del Purgatorio, è un vero e proprio gioiello del centro storico foggiano.
La nascita della Chiesa, nel 1645, è dovuta alla concessione del terreno da parte della Congrega dei Morti, la quale si unì poi con la Confraternita dei Bianchi, dedita all’assistenza spirituale dei condannati a morte e al loro seppellimento, dando così origine nell’Ottocento alla “Real Arciconfraternita de’ Bianchi e dei Morti”.
Ampliata successivamente, fu restituita al culto dopo il terribile terremoto del 1731.
Il tempio fu chiuso nel 1948, a seguito dell’estinguersi della Confraternita, e conobbe un lungo periodo di abbandono, durante il quale fu depredata e vandalizzata. Dopo un lungo restauro, terminato nel 2012, la Chiesa ha riaperto al pubblico nel 2014.
La facciata, dal classicheggiante ritmo regolare e tripartito, assume il suo particolare volto barocco nel grottesco uso della decorazione a festone vegetale e teschi, nel gioco dei vuoti delle nicchie al primo livello e delle finestre al secondo e nella ornamentazione a volute del portale e delle nicchie.
Le visite proposte in occasione delle Giornate FAI d’Autunno faranno scoprire lo straordinario interno dell’edificio, caratterizzato dal prezioso e seicentesco soffitto in legno a cassettoni dorati, decorato con teschi e motivi geometrici e floreali in rilievo, dall’altare con i suoi marmi policromi intarsiati, su cui spicca il candore di statue, angeli e puttini, dallo splendido e raro retablo a parete, cui diedero vita alla fine del Seicento i marmorari lucchesi Antonio e Lorenzo Fontana (1679) e lo scultore napoletano Lorenzo Vaccaro (1687), e dal ciclo pittorico che decora le pareti della navata in ben 14 momenti, assimilabili alle altrettante stazioni della Via Crucis, ma qui legati alle “Opere di misericordia spirituale e corporale”.
San Nicandro Garganico (FG)
Chiesa di Santa Maria di Devia
La Chiesa di Santa Maria di Devia si trova all’interno del Parco Archeologico e ambientale di Monte d’Elio; il documento più antico che ne attesta l ‘esistenza risale al 1032.
Frammentarie le notizie storiche, ma sappiamo che fu concessa all’Abbazia di Tremiti, custodita da eremiti fino al 1744 e poi abbandonata.
La chiesa, restaurata negli ultimi decenni, fu eretta in muratura con blocchi sbozzati e squadrati in pietra calcarea locale, e presenta un semplice impianto basilicale a tre navate absidate, orientato in senso est-ovest.
Il tetto della navata centrale, a capriate, è a falda con doppio spiovente, mentre le navate laterali hanno un tetto a falda con un solo spiovente. Sia l’abside maggiore che quelle laterali hanno un tetto semiconico, rivestito in coppi.
La facciata, a salienti, presenta due ordini in corrispondenza della navata centrale e un solo ordine in corrispondenza delle navate laterali, ed è aperta da un unico portale, profilato da una doppia cornice in pietra calcarea bianca e grigia.
Le visite proposte in occasione delle Giornata FAI d’Autunno saranno un’opportunità unica per scoprire un gioiello architettonico solitamente non accessibile, con i suoi affreschi del XIII-XVI secolo.
Maglie (LE)
Istituto Agrario “Vito Circolone”
L’Istituto Agrario, parte dell’I.I.S.S. “Egidio Lanoce”, nasce dalla volontà di Vito Maria Pantaleo Circolone, benestante proprietario terriero e amministratore locale, che nel testamento del 1881 lasciò i suoi beni alla Provincia per fondare una scuola agraria per i figli dei contadini poveri.
Nel primo Novecento sorse l’edificio nell’attuale podere.
La struttura, che ha ospitato negli anni ’80-’90 un importante progetto di bachicoltura, è stata realizzata in conci di pietra delle cave di Cursi, riflettendo la tipologia delle masserie salentine di fine Ottocento e integrando elementi del neoclassicismo locale.
L’impianto comprende lo storico silos per le granaglie e l’antica aia quadrata; gli adiacenti stabili d’epoca, nati come stalle per ovini, oggi sono i laboratori.
Le visite proposte in occasione della Giornate FAI d’Autunno offriranno un itinerario inedito tra architettura rurale, memoria storica e filiera agroalimentare a Km 0.
Il percorso partirà dall’edificio storico e dalle testimonianze del passato (silos e aia monumentale) per poi esplorare i laboratori di produzione interni: la molitura del grano Senatore Cappelli (destinato all’Alberghiero per pane e pasta), il frantoio, il birrificio e la trasformazione del latte.
La visita proseguirà nelle pertinenze esterne: la stalla degli ovini, il pollaio, l’apiario, le serre, la fungaia e l’impianto di acquaponica.
Attraversando i viali tra l’orto, il frutteto, il vigneto e l’oliveto, i visitatori scopriranno le tecniche di coltivazione e la potatura a “Vaso Policonico” apprese dagli studenti, vivendo un’esperienza che unisce la tradizione ottocentesca dell’istruzione agraria all’innovazione sostenibile.
Sternatia (LE)
Palazzo Granafei e Frantoio ipogeo di Sternatia
Nel cuore di Sternatia, Comune della Grecìa salentina con il più alto numero di abitanti parlanti griko, si erge il Palazzo Granafei, residenza baronale e pregevole esempio di barocco, fatto costruire a metà Settecento su un precedente castello bizantino dalla famiglia dei Granafei, con tutta probabilità commercianti di cereali e in particolare di grano.
La facciata è impreziosita da cornici, fregi e balconi in pietra leccese; al piano nobile, il salone delle feste si apre con sfarzo, mostrando il suo soffitto affrescato con scene mitologiche e divinità celesti.
L’edificio comprende un elegante giardino pensile disposto su vari livelli con arredi tardobarocchi. noto nell’Ottocento come Giardino dei Fiori e costituito da vialetti, pergolati e alberi, fontane, vasche, fioriere, coffee house in pietra leccese, decorate panchine e numerosi angoli fioriti e colorati.
In una delle sale dell’edificio ha sede il centro studi Chora-Ma “Donato Indino” – nato per salvaguardare il dialetto griko, il patrimonio storico-archeologico, i valori culturali e umani della Grecìa salentina – che ha festeggiato quest’anno il cinquantesimo dalla nascita.
Sabato 10 ottobre la presidente Elisabetta Indino accoglierà i visitatori e descriverà l’opera meritoria del centro studi.
Il Frantoio ipogeo è stato realizzato tra il XVI e il XVII secolo ed è oggi un ambiente ben conservato che in origine era costituito da due frantoi, successivamente unificati, appartenente alla famiglia dei feudatari.
Questo frantoio ha funzionato a pieno ritmo fino al XIX secolo ed è stato il più importante del paese sicuramente fino al Settecento, quando ne fu costruito uno nuovo.
Taranto
Palazzo del Governo e Rotonda Marinai d’Italia
Sede della Provincia di Taranto, della Prefettura e del Commissariato di Polizia di Stato “Borgo”, il palazzo, edificato sulle rovine del Politeama Alhambra, venne inaugurato il 7 settembre 1934 da Mussolini e completato con la realizzazione della rotonda che può accogliere migliaia di persone.
Per fare posto al nuovo edificio, realizzato in soli 4 anni su progetto di Armando Brasini, uno dei maggiori architetti di “regime”, venne demolito il preesistente teatro Politeama Alhambra.
L’edificio si estende su una superficie di 4.500 metri quadrati ed è alto 52 metri ma, se si considerano le torri laterali, raggiunge i 70 metri.
La sua imponente pianta a “M” omaggia il Duce e all’esterno riprende le forme possenti di un ideale castrum romano fortificato, declinato però nello stile magniloquente e propagandistico tipico dell’architettura fascista, e anche l’interno è disegnato con evidente monumentalità: vi si contano 150 raffinati ambienti, di cui molte notevoli, come i saloni arredati con mobili in stile ed elegantemente affrescati e decorati dagli artisti della “Scuola Grottagliese”.
Dopo il successo della passata apertura nel 2024, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2026 sarà riproposta la visita al Palazzo, di cui verranno svelati alcuni ambienti inediti.
Manduria (TA)
Il giardino incantato monastero di clausura
A Manduria, la Chiesa di Santa Chiara, il Monastero e l’ampio giardino, realizzati dal 1894 al 1902 su progetto di Gaetano Marschiczek, occupano un intero isolato.
Il monastero presenta una facciata austera, ma il prospetto della chiesa, pur monumentale, grazie alle paraste e all’elevata altezza rispetto alla larghezza, non manca di barocchismi, dovuti al persistere del gusto per la decorazione nell’area salentina.
All’interno, di notevole interesse, oltre al presbiterio con volta lunettata e ornato da pregevoli stucchi, vi sono statue in cartapesta di qualità.
Sorprendente il giardino nascosto dall’alto muro.
Le visite in occasione delle Giornate FAI d’Autunno partiranno dall’esterno, raccontando il contesto urbano di Manduria-Casalnuovo, a partire dai primi insediamenti francescani fino alla costruzione del complesso conventuale “Cuore Trafitto di Gesù”.
L’itinerario continuerà all’interno della chiesa con la descrizione architettonica e quella delle opere pittoriche e in cartapesta più rilevanti.
Si visiteranno anche alcuni ambienti del monastero, dove saranno anche esposti lavori realizzati dalle suore, per arrivare poi al giardino che, pur conservando ancora l’aspetto degli orti manduriani di un tempo, con alberi di agrumi, erbe aromatiche e alloggi per piccioni e maialini, si è arricchito, nel corso degli anni, di varie specie di alberi e fiori.
Un giardino dove le suore pregano e meditano e si ricreano con varie attività manuali.
Elenco completo dei luoghi aperti in PUGLIA e modalità di partecipazione all’evento su: https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?regione=PUGLIA
Si ringrazia la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, da anni al fianco del FAI in occasione degli eventi nazionali.
Nel corso delle Giornate FAI d’Autunno 50 siti storici, artistici e culturali destinatari di finanziamenti europei, saranno visitabili a testimonianza dell’impegno dell’Europa nella salvaguardia e sviluppo del patrimonio culturale italiano ed europeo.
Le Giornate FAI d’Autunno 2026 si svolgono in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Puglia, di tutte le Regioni e le Province autonome italiane.
Si ringraziano la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, da tempo al nostro fianco con i suoi volontari, e il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze armate che hanno concesso l’apertura di alcuni loro luoghi simbolo.
Si ringrazia il Fondo Edifici di Culto per averci concesso l’apertura di alcune chiese di sua proprietà nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato con il Ministero dell’Interno.
Un ringraziamento per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione all’Arma dei Carabinieri e alla Croce Rossa Italiana.
Si ringraziano Confindustria e Museimpresa per la collaborazione nell’individuazione e nel coinvolgimento di imprese e musei d’impresa che, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno, apriranno eccezionalmente le proprie porte al pubblico, quali testimonianze significative del saper fare italiano.
Le Giornate FAI d’Autunno 2026 sono rese possibili grazie al fondamentale sostegno di importanti aziende illuminate:
Dolce&Gabbana, la casa di moda che fin dalla sua fondazione riconosce e promuove le eccellenze artigiane italiane e il patrimonio artistico e culturale del territorio, vicina al FAI in qualità di Partner.
Una speciale collaborazione basata sui valori comuni di italianità, amore per il Fatto a mano, responsabilità etica, formazione delle giovani generazioni, creatività e bellezza.
Groupama Assicurazioni, tra i principali player del settore assicurativo in Italia, da sempre impegnata nella salvaguardia del nostro patrimonio e già Corporate Golden Donor del FAI, rinnova il suo sostegno all’evento in qualità di Sponsor per il quarto anno consecutivo.
In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, presso Palazzo Ateneo a Bari sarà presente anche Nims S.p.A., società del Gruppo Lavazza, che accoglierà i visitatori offrendo loro un’esperienza di degustazione di Lavazza Tablì, espresso realizzato con tab 100% caffè.
Seda packaging Group, fondato ad Arzano (Napoli) e leader internazionale nella produzione di packaging alimentare in carta, è al fianco della Fondazione per il secondo anno consecutivo.
Una collaborazione che rappresenta la naturale espressione dei valori dell’azienda e del suo impegno verso le generazioni future, in piena sintonia con la missione del FAI.
Italo, primo operatore privato italiano sulla rete ferroviaria ad alta velocità, rinnova il proprio sostegno al FAI, contribuendo a promuovere un turismo sostenibile e a favorire la scoperta dei luoghi più significativi del patrimonio culturale italiano.
Si ringrazia Ferrero, storica amica del FAI, da sempre impegnata nello sviluppo delle comunità e al rispetto dell’ambiente, per il prezioso sostegno all’evento.
Grazie, inoltre, a Ferrarelle Società Benefit, Partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI, che ha donato il proprio prodotto per l’iniziativa ed è presente tra i luoghi visitabili con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE), patrocinato FAI ed esempio virtuoso di gestione responsabile delle risorse custodite, nonché di valorizzazione del patrimonio agricolo-paesaggistico.
Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana di sensibilizzazione Rai dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI.
Dal 5 all’ 11 ottobre, come ormai da oltre 10 anni, Rai conferma l’impegno del Servizio Pubblico multimediale alla promozione, cura e tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico italiano.
Rai sarà infatti in prima linea al fianco del FAI con tutti i canali radiofonici e televisivi e attraverso RaiPlay e RaiPlay Sound per creare un racconto corale che metterà al centro la bellezza e la sostenibilità del nostro patrimonio.
Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2026 anche attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.
Il FAI ringrazia la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta per la preziosa e duratura collaborazione, che rappresenta un passo importante volto a coniugare la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale con un modello di mobilità dolce, capace di valorizzare i territori e ridurre l’impatto ambientale.
Grazie di cuore per l’organizzazione e la gestione dell’iniziativa a tutti i Delegati della Rete territoriale del FAI – 19 Direzioni Regionali, 135 Delegazioni, 113 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 18 Gruppi FAI Ponte tra culture – e a tutti i volontari attivi in Italia.
Un ringraziamento speciale agli oltre 9.000 Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati che accompagneranno il pubblico alla scoperta dei luoghi aperti, vivendo un’esperienza di cittadinanza attiva e partecipazione culturale.
Infine, un sentito grazie ai proprietari dei luoghi aperti e alle amministrazioni comunali che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo a rendere possibile questo straordinario evento diffuso.

FAI | Sabato 10 e domenica 11 ottobre GIORNATE FAI D’AUTUNNO – tanti luoghi visitabili in PUGLIA
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