Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.

Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
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Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
IL PREMIO PER LA PACE PER I BAMBINI DI GAZA SARÀ CUSTODITO NELLA CRIPTA DELLA CATTEDRALE DI BARI
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
Il Premio “L’Isola che non c’è per la Pace 2026”, destinato ai bambini di Gaza e assegnato domenica 6 settembre a Bari insieme agli altri sette riconoscimenti conferiti ad altrettante personalità, sarà custodito nella cripta della Cattedrale di Bari fino a quando non sarà possibile consegnarlo materialmente ai bambini della Striscia di Gaza, autori dei disegni esposti nel Museo della Pace.
È stato l’Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Giuseppe Satriano, ad autorizzare, accogliendo una nostra richiesta, la esatta collocazione (indicataci dal parroco mons. Franco Lanzolla) nelle quale custodire un riconoscimento che va ben oltre il suo valore materiale: il cuore della Cattedrale di Bari, uno dei luoghi simbolo della cristianità della città e, da sempre, spazio di incontro, dialogo e ponte tra le culture del Mediterraneo.
Il Premio, una targa in ceramica attualmente esposta nella hall dell’hotel Nicolaus che ha ospitato la cerimonia di consegna, sarà trasferito nella Cattedrale non appena verrà realizzata una teca in vetro destinata a custodirlo.
Resterà lì fino al giorno – che ci auguriamo possa arrivare presto – in cui le condizioni consentiranno a una delegazione dell’Associazione di raggiungere Gaza e consegnarlo direttamente nelle mani dei bambini ai quali è destinato.
La decisione di Mons. Satriano, che ringraziamo con sincera emozione, ci onora e conferisce un significato ancora più profondo alla nostra iniziativa.
Quella targa non sarà semplicemente esposta.
Sarà lì per ricordare.
Ricordare le immagini e i pensieri affidati dai bambini ai loro disegni. Ricordare che dietro ogni conflitto ci sono vite, famiglie, sogni.
E ricordare a quanti entreranno nella Cattedrale, credenti e non credenti, che la pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle occasioni solenni, ma deve restare un impegno quotidiano.
In quel luogo, quella piccola targa custodirà soprattutto una speranza: che arrivi presto il giorno in cui non avrà più bisogno di essere custodita a Bari, perché potrà finalmente essere consegnata ai bambini di Gaza.
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