È stata presentata la quinta edizione della Bari Women Bike Ride, in programma domenica 20 settembre nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità.
Promossa da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS, con il patrocinio del Comune di Bari, la manifestazione torna a coinvolgere la cittadinanza sui temi della mobilità sicura e inclusiva, della sicurezza stradale e del diritto delle donne a vivere lo spazio urbano in condizioni di autonomia e libertà.
Alla presentazione sono intervenuti Domenico Scaramuzzi, assessore alla Cura del Territorio, Francesca Bottalico, presidente della Commissione Conoscenza, Culture, Politiche Educative e Sport, Antonella Santoro, presidente di Terreno Cycling Therapy ETS e BYCS Bicycle Mayor di Bari e Vittoria Cafagno, presidente di Non Sei Sola Bari APS.
Presenti anche Angela Perna, presidente della commissione Pari Opportunità, Fabio Sisto, presidente della commissione consiliare welfare, Silvana Mitolo, vice presidente di Terreno Cycling Therapy Ets, Erika Amoruso, vice presidente e co-fondatrice Nonseisolabari aps e i rappresentati di Veloservice e VaiMoo, mobility partner dell’iniziativa.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il programma della manifestazione, il percorso e le iniziative che accompagneranno l’edizione 2026.
La Bari Women Bike Ride si svolgerà lungo un percorso di circa 8 chilometri, accessibile a tutti e pensato per accogliere anche le cicliste meno abituali, attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.
Il raduno e la partenza sono previsti in piazza del Ferrarese.
Da qui la pedalata attraverserà il lungomare Imperatore Augusto, corso Antonio De Tullio, piazza Massari e corso Vittorio Emanuele, per poi proseguire sui lungomari Araldo di Crollalanza e Nazario Sauro fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.
Qui è prevista una sosta di circa 30-45 minuti, pensata come momento di condivisione tra i partecipanti, prima del rientro lungo il lungomare e dell’arrivo nuovamente in piazza del Ferrarese.
Al centro della presentazione anche il tema della mobilità di genere.
Oltre il 70% della cosiddetta “mobilità della cura”, ovvero gli spostamenti connessi alla gestione e all’assistenza familiare, è infatti a carico delle donne, con tragitti spesso brevi, molteplici e complessi.
Domenico Scaramuzzi ha detto: “Ho letto con attenzione il rapporto sul gender gap e trovo molto importante il lavoro che state portando avanti sul tema della mobilità e della sicurezza.
Dobbiamo tenere conto del fatto che lo spazio urbano non viene percepito e utilizzato allo stesso modo da tutti: questa consapevolezza deve accompagnare sempre di più la progettazione delle infrastrutture ciclabili e, più in generale, degli spazi pubblici, così come le scelte in materia di urbanistica e sviluppo territoriale.
Ringrazio Terreno Cycling Therapy ETS, che da cinque anni organizza a Bari la Women Bike Ride, quest’anno insieme a Non Sei Sola Bari APS: il lavoro di sensibilizzazione, formazione e costruzione di comunità che portano avanti sul territorio rappresenta un contributo concreto e prezioso alla riduzione del gender gap nella mobilità cittadina.
Come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione iniziative come questa, perché costruire una città più equa e sicura per tutte e tutti richiede la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio capaci di portare nelle strade competenze, consapevolezza ed energia”
Francesca Bottalico ha continuato: “C’è una frase che porto con me da tempo: Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano.
È una visione che sento molto vicina anche al senso di questa iniziativa, che come commissione abbiamo accolto con grande entusiasmo.
Quando parliamo di sicurezza delle donne, in realtà, parliamo del diritto di tutti a vivere e attraversare la città.
Progettare spazi pubblici più accessibili, più vissuti e più sicuri non significa pensare a luoghi speciali per le donne, ma costruire una città migliore per tutte e tutti.
Oggi, però, sappiamo che molte donne rinunciano ancora a muoversi a piedi o in bicicletta, soprattutto in alcune ore della giornata, perché non si sentono sicure.
Per questo la Women Bike Ride va oltre l’evento sportivo: è un’occasione per riappropriarsi collettivamente dello spazio pubblico.
Preferisco parlare non tanto di controllo, quanto di cura della città: attraversarla insieme, in bicicletta o a piedi, significa renderla più viva, più accessibile e più sicura per tutta la comunità”.
Antonella Santoro ha dichiarato: “Ci conforta sapere che gli obiettivi verso cui stiamo lavorando sono pienamente condivisi.
Accanto alle infrastrutture fisiche dobbiamo costruire quella che definiamo “infrastruttura umana della ciclabilità”: competenze, consapevolezza e sicurezza, soprattutto per quelle donne che ancora oggi non si sentono libere di pedalare nel traffico urbano.
Per questo sono fondamentali anche i dati disaggregati per genere e l’ascolto delle esperienze: i nostri questionari evidenziano paure e difficoltà che le donne esprimono molto più frequentemente, dal timore di pedalare da sole alla percezione di aggressività e insicurezza nel traffico.
La Women Bike Ride non è una semplice ciclopasseggiata: è l’occasione per permettere anche a chi normalmente non pedala di attraversare la città in bicicletta, in un contesto collettivo e rassicurante, e sperimentare concretamente cosa significa muoversi in autonomia.
La sfida è fare in modo che quella sensazione non duri soltanto il giorno della manifestazione, ma diventi quotidianità”.
Vittoria Cafagno ha concluso: “La nostra community conta 436 donne e, attraverso un questionario, abbiamo raccolto testimonianze molto chiare sulle difficoltà che molte ragazze incontrano negli spostamenti serali da sole, arrivando anche a individuare alcune zone della città percepite come più critiche.
Per questo abbiamo accolto con grande convinzione la Women Bike Ride: la bicicletta può rappresentare uno strumento di autonomia e rapidità negli spostamenti, soprattutto la sera, anche se sappiamo bene che il tema della sicurezza delle donne nello spazio pubblico resta più ampio e non si esaurisce con il mezzo utilizzato.
Pedalare insieme significa quindi anche chiedere un cambiamento concreto e continuare a lavorare perché le donne possano vivere la città con maggiore libertà e sicurezza.
Durante la sosta a Pane e Pomodoro ci sarà un momento di raccoglimento e condivisione, insieme alle nostre volontarie, per invitare le partecipanti a esprimere pensieri ed esperienze delle partecipanti sul modo in cui vivono quotidianamente la città. Ringraziamo Terreno Cycling Therapy ETS per averci coinvolte in questa iniziativa e aspettiamo tutte e tutti il 20 settembre per pedalare insieme”.
Tra gli appuntamenti collegati alla manifestazione c’è la proiezione del docu-film Women Don’t Cycle, in programma oggi al Parco degli Aquiloni, in via Devito Francesco nell’ambito del Cinema all’Aperto.
La serata propone due film dedicati ai temi dell’autonomia, della libertà e dei diritti delle donne.
Alle ore 20 sarà proiettato il docu-film Women Don’t Cycle, scelto da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS come appuntamento di avvicinamento alla Women Bike Ride del 20 settembre.
Il documentario pluripremiato racconta il viaggio compiuto nel 2019 da Manon Brulard, partita da Bruxelles in bicicletta alla volta di Tokyo: 13.500 chilometri, 21 Paesi e 11 mesi in sella, durante i quali ha incontrato e raccolto le testimonianze di donne cicliste di diversi Paesi.
Un racconto che invita a riflettere sul ruolo della bicicletta come strumento di libertà di movimento ed emancipazione femminile.
A seguire, alle ore 21.30, sarà proiettato “C’è ancora domani”, il film di Paola Cortellesi, per una serata che unisce due storie e due linguaggi diversi attorno a un filo comune: la libertà, l’autodeterminazione e il ruolo delle donne.
La Bari Women Bike Ride raccoglie l’eredità della Fancy Women Bike Ride, movimento nato a Smirne nel 2013 e arrivato a Bari nel 2021, e prosegue oggi come esperienza autonoma, mantenendo il carattere festoso e partecipativo della pedalata insieme alla richiesta di una maggiore attenzione alla dimensione di genere nelle politiche di pianificazione urbana.
L’appuntamento con la Bari Women Bike Ride è per domenica 20 settembre.
Grazie alla collaborazione con i mobility partner VeloService e VaiMoo, chi non possiede una bicicletta potrà noleggiarne una per prendere parte alla manifestazione.
Per partecipare è possibile iscriversi al seguente link: https://forms.gle/6fhcWZNwEJvkjvZb8

È stata presentata la quinta edizione della Bari Women Bike Ride, in programma domenica 20 settembre nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità.
Promossa da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS, con il patrocinio del Comune di Bari, la manifestazione torna a coinvolgere la cittadinanza sui temi della mobilità sicura e inclusiva, della sicurezza stradale e del diritto delle donne a vivere lo spazio urbano in condizioni di autonomia e libertà.
Alla presentazione sono intervenuti Domenico Scaramuzzi, assessore alla Cura del Territorio, Francesca Bottalico, presidente della Commissione Conoscenza, Culture, Politiche Educative e Sport, Antonella Santoro, presidente di Terreno Cycling Therapy ETS e BYCS Bicycle Mayor di Bari e Vittoria Cafagno, presidente di Non Sei Sola Bari APS.
Presenti anche Angela Perna, presidente della commissione Pari Opportunità, Fabio Sisto, presidente della commissione consiliare welfare, Silvana Mitolo, vice presidente di Terreno Cycling Therapy Ets, Erika Amoruso, vice presidente e co-fondatrice Nonseisolabari aps e i rappresentati di Veloservice e VaiMoo, mobility partner dell’iniziativa.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il programma della manifestazione, il percorso e le iniziative che accompagneranno l’edizione 2026.
La Bari Women Bike Ride si svolgerà lungo un percorso di circa 8 chilometri, accessibile a tutti e pensato per accogliere anche le cicliste meno abituali, attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.
Il raduno e la partenza sono previsti in piazza del Ferrarese.
Da qui la pedalata attraverserà il lungomare Imperatore Augusto, corso Antonio De Tullio, piazza Massari e corso Vittorio Emanuele, per poi proseguire sui lungomari Araldo di Crollalanza e Nazario Sauro fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.
Qui è prevista una sosta di circa 30-45 minuti, pensata come momento di condivisione tra i partecipanti, prima del rientro lungo il lungomare e dell’arrivo nuovamente in piazza del Ferrarese.
Al centro della presentazione anche il tema della mobilità di genere.
Oltre il 70% della cosiddetta “mobilità della cura”, ovvero gli spostamenti connessi alla gestione e all’assistenza familiare, è infatti a carico delle donne, con tragitti spesso brevi, molteplici e complessi.
Domenico Scaramuzzi ha detto: “Ho letto con attenzione il rapporto sul gender gap e trovo molto importante il lavoro che state portando avanti sul tema della mobilità e della sicurezza.
Dobbiamo tenere conto del fatto che lo spazio urbano non viene percepito e utilizzato allo stesso modo da tutti: questa consapevolezza deve accompagnare sempre di più la progettazione delle infrastrutture ciclabili e, più in generale, degli spazi pubblici, così come le scelte in materia di urbanistica e sviluppo territoriale.
Ringrazio Terreno Cycling Therapy ETS, che da cinque anni organizza a Bari la Women Bike Ride, quest’anno insieme a Non Sei Sola Bari APS: il lavoro di sensibilizzazione, formazione e costruzione di comunità che portano avanti sul territorio rappresenta un contributo concreto e prezioso alla riduzione del gender gap nella mobilità cittadina.
Come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione iniziative come questa, perché costruire una città più equa e sicura per tutte e tutti richiede la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio capaci di portare nelle strade competenze, consapevolezza ed energia”
Francesca Bottalico ha continuato: “C’è una frase che porto con me da tempo: Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano.
È una visione che sento molto vicina anche al senso di questa iniziativa, che come commissione abbiamo accolto con grande entusiasmo.
Quando parliamo di sicurezza delle donne, in realtà, parliamo del diritto di tutti a vivere e attraversare la città.
Progettare spazi pubblici più accessibili, più vissuti e più sicuri non significa pensare a luoghi speciali per le donne, ma costruire una città migliore per tutte e tutti.
Oggi, però, sappiamo che molte donne rinunciano ancora a muoversi a piedi o in bicicletta, soprattutto in alcune ore della giornata, perché non si sentono sicure.
Per questo la Women Bike Ride va oltre l’evento sportivo: è un’occasione per riappropriarsi collettivamente dello spazio pubblico.
Preferisco parlare non tanto di controllo, quanto di cura della città: attraversarla insieme, in bicicletta o a piedi, significa renderla più viva, più accessibile e più sicura per tutta la comunità”.
Antonella Santoro ha dichiarato: “Ci conforta sapere che gli obiettivi verso cui stiamo lavorando sono pienamente condivisi.
Accanto alle infrastrutture fisiche dobbiamo costruire quella che definiamo “infrastruttura umana della ciclabilità”: competenze, consapevolezza e sicurezza, soprattutto per quelle donne che ancora oggi non si sentono libere di pedalare nel traffico urbano.
Per questo sono fondamentali anche i dati disaggregati per genere e l’ascolto delle esperienze: i nostri questionari evidenziano paure e difficoltà che le donne esprimono molto più frequentemente, dal timore di pedalare da sole alla percezione di aggressività e insicurezza nel traffico.
La Women Bike Ride non è una semplice ciclopasseggiata: è l’occasione per permettere anche a chi normalmente non pedala di attraversare la città in bicicletta, in un contesto collettivo e rassicurante, e sperimentare concretamente cosa significa muoversi in autonomia.
La sfida è fare in modo che quella sensazione non duri soltanto il giorno della manifestazione, ma diventi quotidianità”.
Vittoria Cafagno ha concluso: “La nostra community conta 436 donne e, attraverso un questionario, abbiamo raccolto testimonianze molto chiare sulle difficoltà che molte ragazze incontrano negli spostamenti serali da sole, arrivando anche a individuare alcune zone della città percepite come più critiche.
Per questo abbiamo accolto con grande convinzione la Women Bike Ride: la bicicletta può rappresentare uno strumento di autonomia e rapidità negli spostamenti, soprattutto la sera, anche se sappiamo bene che il tema della sicurezza delle donne nello spazio pubblico resta più ampio e non si esaurisce con il mezzo utilizzato.
Pedalare insieme significa quindi anche chiedere un cambiamento concreto e continuare a lavorare perché le donne possano vivere la città con maggiore libertà e sicurezza.
Durante la sosta a Pane e Pomodoro ci sarà un momento di raccoglimento e condivisione, insieme alle nostre volontarie, per invitare le partecipanti a esprimere pensieri ed esperienze delle partecipanti sul modo in cui vivono quotidianamente la città. Ringraziamo Terreno Cycling Therapy ETS per averci coinvolte in questa iniziativa e aspettiamo tutte e tutti il 20 settembre per pedalare insieme”.
Tra gli appuntamenti collegati alla manifestazione c’è la proiezione del docu-film Women Don’t Cycle, in programma oggi al Parco degli Aquiloni, in via Devito Francesco nell’ambito del Cinema all’Aperto.
La serata propone due film dedicati ai temi dell’autonomia, della libertà e dei diritti delle donne.
Alle ore 20 sarà proiettato il docu-film Women Don’t Cycle, scelto da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS come appuntamento di avvicinamento alla Women Bike Ride del 20 settembre.
Il documentario pluripremiato racconta il viaggio compiuto nel 2019 da Manon Brulard, partita da Bruxelles in bicicletta alla volta di Tokyo: 13.500 chilometri, 21 Paesi e 11 mesi in sella, durante i quali ha incontrato e raccolto le testimonianze di donne cicliste di diversi Paesi.
Un racconto che invita a riflettere sul ruolo della bicicletta come strumento di libertà di movimento ed emancipazione femminile.
A seguire, alle ore 21.30, sarà proiettato “C’è ancora domani”, il film di Paola Cortellesi, per una serata che unisce due storie e due linguaggi diversi attorno a un filo comune: la libertà, l’autodeterminazione e il ruolo delle donne.
La Bari Women Bike Ride raccoglie l’eredità della Fancy Women Bike Ride, movimento nato a Smirne nel 2013 e arrivato a Bari nel 2021, e prosegue oggi come esperienza autonoma, mantenendo il carattere festoso e partecipativo della pedalata insieme alla richiesta di una maggiore attenzione alla dimensione di genere nelle politiche di pianificazione urbana.
L’appuntamento con la Bari Women Bike Ride è per domenica 20 settembre.
Grazie alla collaborazione con i mobility partner VeloService e VaiMoo, chi non possiede una bicicletta potrà noleggiarne una per prendere parte alla manifestazione.
Per partecipare è possibile iscriversi al seguente link: https://forms.gle/6fhcWZNwEJvkjvZb8
È stata presentata la quinta edizione della Bari Women Bike Ride, in programma domenica 20 settembre nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità.
Promossa da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS, con il patrocinio del Comune di Bari, la manifestazione torna a coinvolgere la cittadinanza sui temi della mobilità sicura e inclusiva, della sicurezza stradale e del diritto delle donne a vivere lo spazio urbano in condizioni di autonomia e libertà.
Alla presentazione sono intervenuti Domenico Scaramuzzi, assessore alla Cura del Territorio, Francesca Bottalico, presidente della Commissione Conoscenza, Culture, Politiche Educative e Sport, Antonella Santoro, presidente di Terreno Cycling Therapy ETS e BYCS Bicycle Mayor di Bari e Vittoria Cafagno, presidente di Non Sei Sola Bari APS.
Presenti anche Angela Perna, presidente della commissione Pari Opportunità, Fabio Sisto, presidente della commissione consiliare welfare, Silvana Mitolo, vice presidente di Terreno Cycling Therapy Ets, Erika Amoruso, vice presidente e co-fondatrice Nonseisolabari aps e i rappresentati di Veloservice e VaiMoo, mobility partner dell’iniziativa.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il programma della manifestazione, il percorso e le iniziative che accompagneranno l’edizione 2026.
La Bari Women Bike Ride si svolgerà lungo un percorso di circa 8 chilometri, accessibile a tutti e pensato per accogliere anche le cicliste meno abituali, attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.
Il raduno e la partenza sono previsti in piazza del Ferrarese.
Da qui la pedalata attraverserà il lungomare Imperatore Augusto, corso Antonio De Tullio, piazza Massari e corso Vittorio Emanuele, per poi proseguire sui lungomari Araldo di Crollalanza e Nazario Sauro fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.
Qui è prevista una sosta di circa 30-45 minuti, pensata come momento di condivisione tra i partecipanti, prima del rientro lungo il lungomare e dell’arrivo nuovamente in piazza del Ferrarese.
Al centro della presentazione anche il tema della mobilità di genere.
Oltre il 70% della cosiddetta “mobilità della cura”, ovvero gli spostamenti connessi alla gestione e all’assistenza familiare, è infatti a carico delle donne, con tragitti spesso brevi, molteplici e complessi.
Domenico Scaramuzzi ha detto: “Ho letto con attenzione il rapporto sul gender gap e trovo molto importante il lavoro che state portando avanti sul tema della mobilità e della sicurezza.
Dobbiamo tenere conto del fatto che lo spazio urbano non viene percepito e utilizzato allo stesso modo da tutti: questa consapevolezza deve accompagnare sempre di più la progettazione delle infrastrutture ciclabili e, più in generale, degli spazi pubblici, così come le scelte in materia di urbanistica e sviluppo territoriale.
Ringrazio Terreno Cycling Therapy ETS, che da cinque anni organizza a Bari la Women Bike Ride, quest’anno insieme a Non Sei Sola Bari APS: il lavoro di sensibilizzazione, formazione e costruzione di comunità che portano avanti sul territorio rappresenta un contributo concreto e prezioso alla riduzione del gender gap nella mobilità cittadina.
Come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione iniziative come questa, perché costruire una città più equa e sicura per tutte e tutti richiede la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio capaci di portare nelle strade competenze, consapevolezza ed energia”
Francesca Bottalico ha continuato: “C’è una frase che porto con me da tempo: Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano.
È una visione che sento molto vicina anche al senso di questa iniziativa, che come commissione abbiamo accolto con grande entusiasmo.
Quando parliamo di sicurezza delle donne, in realtà, parliamo del diritto di tutti a vivere e attraversare la città.
Progettare spazi pubblici più accessibili, più vissuti e più sicuri non significa pensare a luoghi speciali per le donne, ma costruire una città migliore per tutte e tutti.
Oggi, però, sappiamo che molte donne rinunciano ancora a muoversi a piedi o in bicicletta, soprattutto in alcune ore della giornata, perché non si sentono sicure.
Per questo la Women Bike Ride va oltre l’evento sportivo: è un’occasione per riappropriarsi collettivamente dello spazio pubblico.
Preferisco parlare non tanto di controllo, quanto di cura della città: attraversarla insieme, in bicicletta o a piedi, significa renderla più viva, più accessibile e più sicura per tutta la comunità”.
Antonella Santoro ha dichiarato: “Ci conforta sapere che gli obiettivi verso cui stiamo lavorando sono pienamente condivisi.
Accanto alle infrastrutture fisiche dobbiamo costruire quella che definiamo “infrastruttura umana della ciclabilità”: competenze, consapevolezza e sicurezza, soprattutto per quelle donne che ancora oggi non si sentono libere di pedalare nel traffico urbano.
Per questo sono fondamentali anche i dati disaggregati per genere e l’ascolto delle esperienze: i nostri questionari evidenziano paure e difficoltà che le donne esprimono molto più frequentemente, dal timore di pedalare da sole alla percezione di aggressività e insicurezza nel traffico.
La Women Bike Ride non è una semplice ciclopasseggiata: è l’occasione per permettere anche a chi normalmente non pedala di attraversare la città in bicicletta, in un contesto collettivo e rassicurante, e sperimentare concretamente cosa significa muoversi in autonomia.
La sfida è fare in modo che quella sensazione non duri soltanto il giorno della manifestazione, ma diventi quotidianità”.
Vittoria Cafagno ha concluso: “La nostra community conta 436 donne e, attraverso un questionario, abbiamo raccolto testimonianze molto chiare sulle difficoltà che molte ragazze incontrano negli spostamenti serali da sole, arrivando anche a individuare alcune zone della città percepite come più critiche.
Per questo abbiamo accolto con grande convinzione la Women Bike Ride: la bicicletta può rappresentare uno strumento di autonomia e rapidità negli spostamenti, soprattutto la sera, anche se sappiamo bene che il tema della sicurezza delle donne nello spazio pubblico resta più ampio e non si esaurisce con il mezzo utilizzato.
Pedalare insieme significa quindi anche chiedere un cambiamento concreto e continuare a lavorare perché le donne possano vivere la città con maggiore libertà e sicurezza.
Durante la sosta a Pane e Pomodoro ci sarà un momento di raccoglimento e condivisione, insieme alle nostre volontarie, per invitare le partecipanti a esprimere pensieri ed esperienze delle partecipanti sul modo in cui vivono quotidianamente la città. Ringraziamo Terreno Cycling Therapy ETS per averci coinvolte in questa iniziativa e aspettiamo tutte e tutti il 20 settembre per pedalare insieme”.
Tra gli appuntamenti collegati alla manifestazione c’è la proiezione del docu-film Women Don’t Cycle, in programma oggi al Parco degli Aquiloni, in via Devito Francesco nell’ambito del Cinema all’Aperto.
La serata propone due film dedicati ai temi dell’autonomia, della libertà e dei diritti delle donne.
Alle ore 20 sarà proiettato il docu-film Women Don’t Cycle, scelto da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS come appuntamento di avvicinamento alla Women Bike Ride del 20 settembre.
Il documentario pluripremiato racconta il viaggio compiuto nel 2019 da Manon Brulard, partita da Bruxelles in bicicletta alla volta di Tokyo: 13.500 chilometri, 21 Paesi e 11 mesi in sella, durante i quali ha incontrato e raccolto le testimonianze di donne cicliste di diversi Paesi.
Un racconto che invita a riflettere sul ruolo della bicicletta come strumento di libertà di movimento ed emancipazione femminile.
A seguire, alle ore 21.30, sarà proiettato “C’è ancora domani”, il film di Paola Cortellesi, per una serata che unisce due storie e due linguaggi diversi attorno a un filo comune: la libertà, l’autodeterminazione e il ruolo delle donne.
La Bari Women Bike Ride raccoglie l’eredità della Fancy Women Bike Ride, movimento nato a Smirne nel 2013 e arrivato a Bari nel 2021, e prosegue oggi come esperienza autonoma, mantenendo il carattere festoso e partecipativo della pedalata insieme alla richiesta di una maggiore attenzione alla dimensione di genere nelle politiche di pianificazione urbana.
L’appuntamento con la Bari Women Bike Ride è per domenica 20 settembre.
Grazie alla collaborazione con i mobility partner VeloService e VaiMoo, chi non possiede una bicicletta potrà noleggiarne una per prendere parte alla manifestazione.
Per partecipare è possibile iscriversi al seguente link: https://forms.gle/6fhcWZNwEJvkjvZb8
È stata presentata la quinta edizione della Bari Women Bike Ride, in programma domenica 20 settembre nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità.
Promossa da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS, con il patrocinio del Comune di Bari, la manifestazione torna a coinvolgere la cittadinanza sui temi della mobilità sicura e inclusiva, della sicurezza stradale e del diritto delle donne a vivere lo spazio urbano in condizioni di autonomia e libertà.
Alla presentazione sono intervenuti Domenico Scaramuzzi, assessore alla Cura del Territorio, Francesca Bottalico, presidente della Commissione Conoscenza, Culture, Politiche Educative e Sport, Antonella Santoro, presidente di Terreno Cycling Therapy ETS e BYCS Bicycle Mayor di Bari e Vittoria Cafagno, presidente di Non Sei Sola Bari APS.
Presenti anche Angela Perna, presidente della commissione Pari Opportunità, Fabio Sisto, presidente della commissione consiliare welfare, Silvana Mitolo, vice presidente di Terreno Cycling Therapy Ets, Erika Amoruso, vice presidente e co-fondatrice Nonseisolabari aps e i rappresentati di Veloservice e VaiMoo, mobility partner dell’iniziativa.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il programma della manifestazione, il percorso e le iniziative che accompagneranno l’edizione 2026.
La Bari Women Bike Ride si svolgerà lungo un percorso di circa 8 chilometri, accessibile a tutti e pensato per accogliere anche le cicliste meno abituali, attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.
Il raduno e la partenza sono previsti in piazza del Ferrarese.
Da qui la pedalata attraverserà il lungomare Imperatore Augusto, corso Antonio De Tullio, piazza Massari e corso Vittorio Emanuele, per poi proseguire sui lungomari Araldo di Crollalanza e Nazario Sauro fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.
Qui è prevista una sosta di circa 30-45 minuti, pensata come momento di condivisione tra i partecipanti, prima del rientro lungo il lungomare e dell’arrivo nuovamente in piazza del Ferrarese.
Al centro della presentazione anche il tema della mobilità di genere.
Oltre il 70% della cosiddetta “mobilità della cura”, ovvero gli spostamenti connessi alla gestione e all’assistenza familiare, è infatti a carico delle donne, con tragitti spesso brevi, molteplici e complessi.
Domenico Scaramuzzi ha detto: “Ho letto con attenzione il rapporto sul gender gap e trovo molto importante il lavoro che state portando avanti sul tema della mobilità e della sicurezza.
Dobbiamo tenere conto del fatto che lo spazio urbano non viene percepito e utilizzato allo stesso modo da tutti: questa consapevolezza deve accompagnare sempre di più la progettazione delle infrastrutture ciclabili e, più in generale, degli spazi pubblici, così come le scelte in materia di urbanistica e sviluppo territoriale.
Ringrazio Terreno Cycling Therapy ETS, che da cinque anni organizza a Bari la Women Bike Ride, quest’anno insieme a Non Sei Sola Bari APS: il lavoro di sensibilizzazione, formazione e costruzione di comunità che portano avanti sul territorio rappresenta un contributo concreto e prezioso alla riduzione del gender gap nella mobilità cittadina.
Come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione iniziative come questa, perché costruire una città più equa e sicura per tutte e tutti richiede la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio capaci di portare nelle strade competenze, consapevolezza ed energia”
Francesca Bottalico ha continuato: “C’è una frase che porto con me da tempo: Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano.
È una visione che sento molto vicina anche al senso di questa iniziativa, che come commissione abbiamo accolto con grande entusiasmo.
Quando parliamo di sicurezza delle donne, in realtà, parliamo del diritto di tutti a vivere e attraversare la città.
Progettare spazi pubblici più accessibili, più vissuti e più sicuri non significa pensare a luoghi speciali per le donne, ma costruire una città migliore per tutte e tutti.
Oggi, però, sappiamo che molte donne rinunciano ancora a muoversi a piedi o in bicicletta, soprattutto in alcune ore della giornata, perché non si sentono sicure.
Per questo la Women Bike Ride va oltre l’evento sportivo: è un’occasione per riappropriarsi collettivamente dello spazio pubblico.
Preferisco parlare non tanto di controllo, quanto di cura della città: attraversarla insieme, in bicicletta o a piedi, significa renderla più viva, più accessibile e più sicura per tutta la comunità”.
Antonella Santoro ha dichiarato: “Ci conforta sapere che gli obiettivi verso cui stiamo lavorando sono pienamente condivisi.
Accanto alle infrastrutture fisiche dobbiamo costruire quella che definiamo “infrastruttura umana della ciclabilità”: competenze, consapevolezza e sicurezza, soprattutto per quelle donne che ancora oggi non si sentono libere di pedalare nel traffico urbano.
Per questo sono fondamentali anche i dati disaggregati per genere e l’ascolto delle esperienze: i nostri questionari evidenziano paure e difficoltà che le donne esprimono molto più frequentemente, dal timore di pedalare da sole alla percezione di aggressività e insicurezza nel traffico.
La Women Bike Ride non è una semplice ciclopasseggiata: è l’occasione per permettere anche a chi normalmente non pedala di attraversare la città in bicicletta, in un contesto collettivo e rassicurante, e sperimentare concretamente cosa significa muoversi in autonomia.
La sfida è fare in modo che quella sensazione non duri soltanto il giorno della manifestazione, ma diventi quotidianità”.
Vittoria Cafagno ha concluso: “La nostra community conta 436 donne e, attraverso un questionario, abbiamo raccolto testimonianze molto chiare sulle difficoltà che molte ragazze incontrano negli spostamenti serali da sole, arrivando anche a individuare alcune zone della città percepite come più critiche.
Per questo abbiamo accolto con grande convinzione la Women Bike Ride: la bicicletta può rappresentare uno strumento di autonomia e rapidità negli spostamenti, soprattutto la sera, anche se sappiamo bene che il tema della sicurezza delle donne nello spazio pubblico resta più ampio e non si esaurisce con il mezzo utilizzato.
Pedalare insieme significa quindi anche chiedere un cambiamento concreto e continuare a lavorare perché le donne possano vivere la città con maggiore libertà e sicurezza.
Durante la sosta a Pane e Pomodoro ci sarà un momento di raccoglimento e condivisione, insieme alle nostre volontarie, per invitare le partecipanti a esprimere pensieri ed esperienze delle partecipanti sul modo in cui vivono quotidianamente la città. Ringraziamo Terreno Cycling Therapy ETS per averci coinvolte in questa iniziativa e aspettiamo tutte e tutti il 20 settembre per pedalare insieme”.
Tra gli appuntamenti collegati alla manifestazione c’è la proiezione del docu-film Women Don’t Cycle, in programma oggi al Parco degli Aquiloni, in via Devito Francesco nell’ambito del Cinema all’Aperto.
La serata propone due film dedicati ai temi dell’autonomia, della libertà e dei diritti delle donne.
Alle ore 20 sarà proiettato il docu-film Women Don’t Cycle, scelto da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS come appuntamento di avvicinamento alla Women Bike Ride del 20 settembre.
Il documentario pluripremiato racconta il viaggio compiuto nel 2019 da Manon Brulard, partita da Bruxelles in bicicletta alla volta di Tokyo: 13.500 chilometri, 21 Paesi e 11 mesi in sella, durante i quali ha incontrato e raccolto le testimonianze di donne cicliste di diversi Paesi.
Un racconto che invita a riflettere sul ruolo della bicicletta come strumento di libertà di movimento ed emancipazione femminile.
A seguire, alle ore 21.30, sarà proiettato “C’è ancora domani”, il film di Paola Cortellesi, per una serata che unisce due storie e due linguaggi diversi attorno a un filo comune: la libertà, l’autodeterminazione e il ruolo delle donne.
La Bari Women Bike Ride raccoglie l’eredità della Fancy Women Bike Ride, movimento nato a Smirne nel 2013 e arrivato a Bari nel 2021, e prosegue oggi come esperienza autonoma, mantenendo il carattere festoso e partecipativo della pedalata insieme alla richiesta di una maggiore attenzione alla dimensione di genere nelle politiche di pianificazione urbana.
L’appuntamento con la Bari Women Bike Ride è per domenica 20 settembre.
Grazie alla collaborazione con i mobility partner VeloService e VaiMoo, chi non possiede una bicicletta potrà noleggiarne una per prendere parte alla manifestazione.
Per partecipare è possibile iscriversi al seguente link: https://forms.gle/6fhcWZNwEJvkjvZb8
È stata presentata la quinta edizione della Bari Women Bike Ride, in programma domenica 20 settembre nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità.
Promossa da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS, con il patrocinio del Comune di Bari, la manifestazione torna a coinvolgere la cittadinanza sui temi della mobilità sicura e inclusiva, della sicurezza stradale e del diritto delle donne a vivere lo spazio urbano in condizioni di autonomia e libertà.
Alla presentazione sono intervenuti Domenico Scaramuzzi, assessore alla Cura del Territorio, Francesca Bottalico, presidente della Commissione Conoscenza, Culture, Politiche Educative e Sport, Antonella Santoro, presidente di Terreno Cycling Therapy ETS e BYCS Bicycle Mayor di Bari e Vittoria Cafagno, presidente di Non Sei Sola Bari APS.
Presenti anche Angela Perna, presidente della commissione Pari Opportunità, Fabio Sisto, presidente della commissione consiliare welfare, Silvana Mitolo, vice presidente di Terreno Cycling Therapy Ets, Erika Amoruso, vice presidente e co-fondatrice Nonseisolabari aps e i rappresentati di Veloservice e VaiMoo, mobility partner dell’iniziativa.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il programma della manifestazione, il percorso e le iniziative che accompagneranno l’edizione 2026.
La Bari Women Bike Ride si svolgerà lungo un percorso di circa 8 chilometri, accessibile a tutti e pensato per accogliere anche le cicliste meno abituali, attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.
Il raduno e la partenza sono previsti in piazza del Ferrarese.
Da qui la pedalata attraverserà il lungomare Imperatore Augusto, corso Antonio De Tullio, piazza Massari e corso Vittorio Emanuele, per poi proseguire sui lungomari Araldo di Crollalanza e Nazario Sauro fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.
Qui è prevista una sosta di circa 30-45 minuti, pensata come momento di condivisione tra i partecipanti, prima del rientro lungo il lungomare e dell’arrivo nuovamente in piazza del Ferrarese.
Al centro della presentazione anche il tema della mobilità di genere.
Oltre il 70% della cosiddetta “mobilità della cura”, ovvero gli spostamenti connessi alla gestione e all’assistenza familiare, è infatti a carico delle donne, con tragitti spesso brevi, molteplici e complessi.
Domenico Scaramuzzi ha detto: “Ho letto con attenzione il rapporto sul gender gap e trovo molto importante il lavoro che state portando avanti sul tema della mobilità e della sicurezza.
Dobbiamo tenere conto del fatto che lo spazio urbano non viene percepito e utilizzato allo stesso modo da tutti: questa consapevolezza deve accompagnare sempre di più la progettazione delle infrastrutture ciclabili e, più in generale, degli spazi pubblici, così come le scelte in materia di urbanistica e sviluppo territoriale.
Ringrazio Terreno Cycling Therapy ETS, che da cinque anni organizza a Bari la Women Bike Ride, quest’anno insieme a Non Sei Sola Bari APS: il lavoro di sensibilizzazione, formazione e costruzione di comunità che portano avanti sul territorio rappresenta un contributo concreto e prezioso alla riduzione del gender gap nella mobilità cittadina.
Come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione iniziative come questa, perché costruire una città più equa e sicura per tutte e tutti richiede la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio capaci di portare nelle strade competenze, consapevolezza ed energia”
Francesca Bottalico ha continuato: “C’è una frase che porto con me da tempo: Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano.
È una visione che sento molto vicina anche al senso di questa iniziativa, che come commissione abbiamo accolto con grande entusiasmo.
Quando parliamo di sicurezza delle donne, in realtà, parliamo del diritto di tutti a vivere e attraversare la città.
Progettare spazi pubblici più accessibili, più vissuti e più sicuri non significa pensare a luoghi speciali per le donne, ma costruire una città migliore per tutte e tutti.
Oggi, però, sappiamo che molte donne rinunciano ancora a muoversi a piedi o in bicicletta, soprattutto in alcune ore della giornata, perché non si sentono sicure.
Per questo la Women Bike Ride va oltre l’evento sportivo: è un’occasione per riappropriarsi collettivamente dello spazio pubblico.
Preferisco parlare non tanto di controllo, quanto di cura della città: attraversarla insieme, in bicicletta o a piedi, significa renderla più viva, più accessibile e più sicura per tutta la comunità”.
Antonella Santoro ha dichiarato: “Ci conforta sapere che gli obiettivi verso cui stiamo lavorando sono pienamente condivisi.
Accanto alle infrastrutture fisiche dobbiamo costruire quella che definiamo “infrastruttura umana della ciclabilità”: competenze, consapevolezza e sicurezza, soprattutto per quelle donne che ancora oggi non si sentono libere di pedalare nel traffico urbano.
Per questo sono fondamentali anche i dati disaggregati per genere e l’ascolto delle esperienze: i nostri questionari evidenziano paure e difficoltà che le donne esprimono molto più frequentemente, dal timore di pedalare da sole alla percezione di aggressività e insicurezza nel traffico.
La Women Bike Ride non è una semplice ciclopasseggiata: è l’occasione per permettere anche a chi normalmente non pedala di attraversare la città in bicicletta, in un contesto collettivo e rassicurante, e sperimentare concretamente cosa significa muoversi in autonomia.
La sfida è fare in modo che quella sensazione non duri soltanto il giorno della manifestazione, ma diventi quotidianità”.
Vittoria Cafagno ha concluso: “La nostra community conta 436 donne e, attraverso un questionario, abbiamo raccolto testimonianze molto chiare sulle difficoltà che molte ragazze incontrano negli spostamenti serali da sole, arrivando anche a individuare alcune zone della città percepite come più critiche.
Per questo abbiamo accolto con grande convinzione la Women Bike Ride: la bicicletta può rappresentare uno strumento di autonomia e rapidità negli spostamenti, soprattutto la sera, anche se sappiamo bene che il tema della sicurezza delle donne nello spazio pubblico resta più ampio e non si esaurisce con il mezzo utilizzato.
Pedalare insieme significa quindi anche chiedere un cambiamento concreto e continuare a lavorare perché le donne possano vivere la città con maggiore libertà e sicurezza.
Durante la sosta a Pane e Pomodoro ci sarà un momento di raccoglimento e condivisione, insieme alle nostre volontarie, per invitare le partecipanti a esprimere pensieri ed esperienze delle partecipanti sul modo in cui vivono quotidianamente la città. Ringraziamo Terreno Cycling Therapy ETS per averci coinvolte in questa iniziativa e aspettiamo tutte e tutti il 20 settembre per pedalare insieme”.
Tra gli appuntamenti collegati alla manifestazione c’è la proiezione del docu-film Women Don’t Cycle, in programma oggi al Parco degli Aquiloni, in via Devito Francesco nell’ambito del Cinema all’Aperto.
La serata propone due film dedicati ai temi dell’autonomia, della libertà e dei diritti delle donne.
Alle ore 20 sarà proiettato il docu-film Women Don’t Cycle, scelto da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS come appuntamento di avvicinamento alla Women Bike Ride del 20 settembre.
Il documentario pluripremiato racconta il viaggio compiuto nel 2019 da Manon Brulard, partita da Bruxelles in bicicletta alla volta di Tokyo: 13.500 chilometri, 21 Paesi e 11 mesi in sella, durante i quali ha incontrato e raccolto le testimonianze di donne cicliste di diversi Paesi.
Un racconto che invita a riflettere sul ruolo della bicicletta come strumento di libertà di movimento ed emancipazione femminile.
A seguire, alle ore 21.30, sarà proiettato “C’è ancora domani”, il film di Paola Cortellesi, per una serata che unisce due storie e due linguaggi diversi attorno a un filo comune: la libertà, l’autodeterminazione e il ruolo delle donne.
La Bari Women Bike Ride raccoglie l’eredità della Fancy Women Bike Ride, movimento nato a Smirne nel 2013 e arrivato a Bari nel 2021, e prosegue oggi come esperienza autonoma, mantenendo il carattere festoso e partecipativo della pedalata insieme alla richiesta di una maggiore attenzione alla dimensione di genere nelle politiche di pianificazione urbana.
L’appuntamento con la Bari Women Bike Ride è per domenica 20 settembre.
Grazie alla collaborazione con i mobility partner VeloService e VaiMoo, chi non possiede una bicicletta potrà noleggiarne una per prendere parte alla manifestazione.
Per partecipare è possibile iscriversi al seguente link: https://forms.gle/6fhcWZNwEJvkjvZb8
È stata presentata la quinta edizione della Bari Women Bike Ride, in programma domenica 20 settembre nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità.
Promossa da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS, con il patrocinio del Comune di Bari, la manifestazione torna a coinvolgere la cittadinanza sui temi della mobilità sicura e inclusiva, della sicurezza stradale e del diritto delle donne a vivere lo spazio urbano in condizioni di autonomia e libertà.
Alla presentazione sono intervenuti Domenico Scaramuzzi, assessore alla Cura del Territorio, Francesca Bottalico, presidente della Commissione Conoscenza, Culture, Politiche Educative e Sport, Antonella Santoro, presidente di Terreno Cycling Therapy ETS e BYCS Bicycle Mayor di Bari e Vittoria Cafagno, presidente di Non Sei Sola Bari APS.
Presenti anche Angela Perna, presidente della commissione Pari Opportunità, Fabio Sisto, presidente della commissione consiliare welfare, Silvana Mitolo, vice presidente di Terreno Cycling Therapy Ets, Erika Amoruso, vice presidente e co-fondatrice Nonseisolabari aps e i rappresentati di Veloservice e VaiMoo, mobility partner dell’iniziativa.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il programma della manifestazione, il percorso e le iniziative che accompagneranno l’edizione 2026.
La Bari Women Bike Ride si svolgerà lungo un percorso di circa 8 chilometri, accessibile a tutti e pensato per accogliere anche le cicliste meno abituali, attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.
Il raduno e la partenza sono previsti in piazza del Ferrarese.
Da qui la pedalata attraverserà il lungomare Imperatore Augusto, corso Antonio De Tullio, piazza Massari e corso Vittorio Emanuele, per poi proseguire sui lungomari Araldo di Crollalanza e Nazario Sauro fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.
Qui è prevista una sosta di circa 30-45 minuti, pensata come momento di condivisione tra i partecipanti, prima del rientro lungo il lungomare e dell’arrivo nuovamente in piazza del Ferrarese.
Al centro della presentazione anche il tema della mobilità di genere.
Oltre il 70% della cosiddetta “mobilità della cura”, ovvero gli spostamenti connessi alla gestione e all’assistenza familiare, è infatti a carico delle donne, con tragitti spesso brevi, molteplici e complessi.
Domenico Scaramuzzi ha detto: “Ho letto con attenzione il rapporto sul gender gap e trovo molto importante il lavoro che state portando avanti sul tema della mobilità e della sicurezza.
Dobbiamo tenere conto del fatto che lo spazio urbano non viene percepito e utilizzato allo stesso modo da tutti: questa consapevolezza deve accompagnare sempre di più la progettazione delle infrastrutture ciclabili e, più in generale, degli spazi pubblici, così come le scelte in materia di urbanistica e sviluppo territoriale.
Ringrazio Terreno Cycling Therapy ETS, che da cinque anni organizza a Bari la Women Bike Ride, quest’anno insieme a Non Sei Sola Bari APS: il lavoro di sensibilizzazione, formazione e costruzione di comunità che portano avanti sul territorio rappresenta un contributo concreto e prezioso alla riduzione del gender gap nella mobilità cittadina.
Come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione iniziative come questa, perché costruire una città più equa e sicura per tutte e tutti richiede la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio capaci di portare nelle strade competenze, consapevolezza ed energia”
Francesca Bottalico ha continuato: “C’è una frase che porto con me da tempo: Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano.
È una visione che sento molto vicina anche al senso di questa iniziativa, che come commissione abbiamo accolto con grande entusiasmo.
Quando parliamo di sicurezza delle donne, in realtà, parliamo del diritto di tutti a vivere e attraversare la città.
Progettare spazi pubblici più accessibili, più vissuti e più sicuri non significa pensare a luoghi speciali per le donne, ma costruire una città migliore per tutte e tutti.
Oggi, però, sappiamo che molte donne rinunciano ancora a muoversi a piedi o in bicicletta, soprattutto in alcune ore della giornata, perché non si sentono sicure.
Per questo la Women Bike Ride va oltre l’evento sportivo: è un’occasione per riappropriarsi collettivamente dello spazio pubblico.
Preferisco parlare non tanto di controllo, quanto di cura della città: attraversarla insieme, in bicicletta o a piedi, significa renderla più viva, più accessibile e più sicura per tutta la comunità”.
Antonella Santoro ha dichiarato: “Ci conforta sapere che gli obiettivi verso cui stiamo lavorando sono pienamente condivisi.
Accanto alle infrastrutture fisiche dobbiamo costruire quella che definiamo “infrastruttura umana della ciclabilità”: competenze, consapevolezza e sicurezza, soprattutto per quelle donne che ancora oggi non si sentono libere di pedalare nel traffico urbano.
Per questo sono fondamentali anche i dati disaggregati per genere e l’ascolto delle esperienze: i nostri questionari evidenziano paure e difficoltà che le donne esprimono molto più frequentemente, dal timore di pedalare da sole alla percezione di aggressività e insicurezza nel traffico.
La Women Bike Ride non è una semplice ciclopasseggiata: è l’occasione per permettere anche a chi normalmente non pedala di attraversare la città in bicicletta, in un contesto collettivo e rassicurante, e sperimentare concretamente cosa significa muoversi in autonomia.
La sfida è fare in modo che quella sensazione non duri soltanto il giorno della manifestazione, ma diventi quotidianità”.
Vittoria Cafagno ha concluso: “La nostra community conta 436 donne e, attraverso un questionario, abbiamo raccolto testimonianze molto chiare sulle difficoltà che molte ragazze incontrano negli spostamenti serali da sole, arrivando anche a individuare alcune zone della città percepite come più critiche.
Per questo abbiamo accolto con grande convinzione la Women Bike Ride: la bicicletta può rappresentare uno strumento di autonomia e rapidità negli spostamenti, soprattutto la sera, anche se sappiamo bene che il tema della sicurezza delle donne nello spazio pubblico resta più ampio e non si esaurisce con il mezzo utilizzato.
Pedalare insieme significa quindi anche chiedere un cambiamento concreto e continuare a lavorare perché le donne possano vivere la città con maggiore libertà e sicurezza.
Durante la sosta a Pane e Pomodoro ci sarà un momento di raccoglimento e condivisione, insieme alle nostre volontarie, per invitare le partecipanti a esprimere pensieri ed esperienze delle partecipanti sul modo in cui vivono quotidianamente la città. Ringraziamo Terreno Cycling Therapy ETS per averci coinvolte in questa iniziativa e aspettiamo tutte e tutti il 20 settembre per pedalare insieme”.
Tra gli appuntamenti collegati alla manifestazione c’è la proiezione del docu-film Women Don’t Cycle, in programma oggi al Parco degli Aquiloni, in via Devito Francesco nell’ambito del Cinema all’Aperto.
La serata propone due film dedicati ai temi dell’autonomia, della libertà e dei diritti delle donne.
Alle ore 20 sarà proiettato il docu-film Women Don’t Cycle, scelto da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS come appuntamento di avvicinamento alla Women Bike Ride del 20 settembre.
Il documentario pluripremiato racconta il viaggio compiuto nel 2019 da Manon Brulard, partita da Bruxelles in bicicletta alla volta di Tokyo: 13.500 chilometri, 21 Paesi e 11 mesi in sella, durante i quali ha incontrato e raccolto le testimonianze di donne cicliste di diversi Paesi.
Un racconto che invita a riflettere sul ruolo della bicicletta come strumento di libertà di movimento ed emancipazione femminile.
A seguire, alle ore 21.30, sarà proiettato “C’è ancora domani”, il film di Paola Cortellesi, per una serata che unisce due storie e due linguaggi diversi attorno a un filo comune: la libertà, l’autodeterminazione e il ruolo delle donne.
La Bari Women Bike Ride raccoglie l’eredità della Fancy Women Bike Ride, movimento nato a Smirne nel 2013 e arrivato a Bari nel 2021, e prosegue oggi come esperienza autonoma, mantenendo il carattere festoso e partecipativo della pedalata insieme alla richiesta di una maggiore attenzione alla dimensione di genere nelle politiche di pianificazione urbana.
L’appuntamento con la Bari Women Bike Ride è per domenica 20 settembre.
Grazie alla collaborazione con i mobility partner VeloService e VaiMoo, chi non possiede una bicicletta potrà noleggiarne una per prendere parte alla manifestazione.
Per partecipare è possibile iscriversi al seguente link: https://forms.gle/6fhcWZNwEJvkjvZb8
Mobilità sicura, autonomia e diritto alla città: presentata la quinta edizione della Bari Women Bike Ride
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