L’obesità rappresenta una delle principali sfide di sanità pubblica in Puglia, dove i dati epidemiologici evidenziano una prevalenza superiore alla media nazionale già in età pediatrica.
In questo contesto si inserisce il percorso avviato dalla Regione Puglia per la definizione di un modello organizzativo integrato di prevenzione e cura, in linea con il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica introdotto dalla legge nazionale del 2025 e con il suo inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Il report della sorveglianza “OKkio alla SALUTE 2023” dell’Istituto Superiore di Sanità mostra che in Puglia il 35,9% dei bambini di 8-9 anni presenta un eccesso ponderale, una quota significativamente superiore alla media nazionale (28,8%).
Nel dettaglio, il 21,1% è in sovrappeso, il 10,6% è obeso, il 4,2% presenta obesità grave, il 62,4% è normopeso e l’1,7% è sottopeso.
Per il solo sovrappeso la regione si colloca tra le più interessate del Paese, confermando il divario epidemiologico tra Nord e Sud Italia.
L’indagine evidenzia inoltre alcuni comportamenti associati a un maggiore rischio di eccesso ponderale.
L’11,53% dei bambini consuma frutta meno di una volta a settimana o non la consuma affatto, solo il 27,3% effettua una merenda di metà mattina nutrizionalmente adeguata e il 38,1% dorme meno di nove ore per notte.
Sul fronte della consapevolezza familiare, il 65,1% delle madri di bambini in sovrappeso e il 20,1% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio figlio sia normopeso o sottopeso, evidenziando una sottostima della condizione che può ritardare il riconoscimento e la presa in carico.
A rafforzare il quadro epidemiologico si aggiungono i dati della sorveglianza nazionale sui bambini di 0-2 anni, diffusi nel 2026, che documentano alcuni comportamenti precoci associati al rischio di obesità.
Tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 mesi, il 42,9% non è esposto agli schermi, mentre il 40,5% vi trascorre meno di un’ora al giorno, il 14,1% da una a due ore e il 2,5% tre ore o più al giorno.
Tale esposizione, nei primi anni di vita, rappresenta uno degli indicatori monitorati nell’ambito della prevenzione dell’obesità infantile, poiché riflette comportamenti sedentari che possono influenzare lo sviluppo di corretti stili di vita.
Il tema del trattamento dell’obesità è stato recentemente all’ordine del giorno della seduta della III Commissione consiliare permanente della Regione Puglia, nell’ambito del confronto sulle strategie regionali di prevenzione e presa in carico della patologia.
In questo scenario la Regione Puglia ha deciso di attivare un tavolo tecnico regionale sull’obesità con l’obiettivo di definire un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) unico per l’intero territorio regionale.
Il progetto punta a uniformare i percorsi di prevenzione, diagnosi, trattamento e follow-up, con particolare attenzione all’identificazione precoce della malattia in età pediatrica, fase determinante per limitarne la progressione e le complicanze.
Il Garante regionale dei Diritti del Minore della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, dichiara: “Applaudo all’iniziativa della III Commissione di avviare un percorso strutturato per affrontare una patologia che incide profondamente sulla salute e sulla qualità della vita dei bambini e degli adolescenti.
La definizione di un modello regionale integrato rappresenta un passo importante non solo sul piano sanitario, ma anche su quello della prevenzione e della promozione del benessere dei più giovani.
Fondamentale è anche il ruolo educativo dei genitori, che sono i primi responsabili dell’educazione alimentare e, più in generale, della salute dei propri figli.
È attraverso la famiglia che si costruiscono fin dai primi anni di vita corrette abitudini alimentari, uno stile di vita attivo e una maggiore consapevolezza del valore della prevenzione”.
Dal punto di vista organizzativo, il modello proposto prevede una rete assistenziale “hub e spoke”, con centri specialistici di riferimento affiancati da presìdi territoriali, per garantire una presa in carico multidisciplinare e una maggiore continuità assistenziale.
Il percorso integra interventi nutrizionali, farmacologici e chirurgici e valorizza le competenze già presenti presso l’IRCCS “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte e l’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove sono attivi team multidisciplinari dedicati alla gestione dell’obesità.
Accanto all’organizzazione dell’assistenza, la Regione ha intenzione di rafforzare anche le strategie di prevenzione primaria.
Il tavolo tecnico è infatti concepito con un’impostazione interassessorile, che coinvolga sanità, scuola, sport, agricoltura e formazione, con l’obiettivo di promuovere corretti stili alimentari, attività fisica e interventi educativi rivolti ai più giovani.
In questa direzione si inseriscono anche iniziative di promozione del consumo di frutta e verdura nelle scuole.
In tale contesto, la definizione di un PDTA regionale rappresenta uno strumento strategico per integrare prevenzione e assistenza, favorire la diagnosi precoce e garantire una gestione uniforme dell’obesità lungo l’intero percorso di cura.

L’obesità rappresenta una delle principali sfide di sanità pubblica in Puglia, dove i dati epidemiologici evidenziano una prevalenza superiore alla media nazionale già in età pediatrica.
In questo contesto si inserisce il percorso avviato dalla Regione Puglia per la definizione di un modello organizzativo integrato di prevenzione e cura, in linea con il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica introdotto dalla legge nazionale del 2025 e con il suo inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Il report della sorveglianza “OKkio alla SALUTE 2023” dell’Istituto Superiore di Sanità mostra che in Puglia il 35,9% dei bambini di 8-9 anni presenta un eccesso ponderale, una quota significativamente superiore alla media nazionale (28,8%).
Nel dettaglio, il 21,1% è in sovrappeso, il 10,6% è obeso, il 4,2% presenta obesità grave, il 62,4% è normopeso e l’1,7% è sottopeso.
Per il solo sovrappeso la regione si colloca tra le più interessate del Paese, confermando il divario epidemiologico tra Nord e Sud Italia.
L’indagine evidenzia inoltre alcuni comportamenti associati a un maggiore rischio di eccesso ponderale.
L’11,53% dei bambini consuma frutta meno di una volta a settimana o non la consuma affatto, solo il 27,3% effettua una merenda di metà mattina nutrizionalmente adeguata e il 38,1% dorme meno di nove ore per notte.
Sul fronte della consapevolezza familiare, il 65,1% delle madri di bambini in sovrappeso e il 20,1% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio figlio sia normopeso o sottopeso, evidenziando una sottostima della condizione che può ritardare il riconoscimento e la presa in carico.
A rafforzare il quadro epidemiologico si aggiungono i dati della sorveglianza nazionale sui bambini di 0-2 anni, diffusi nel 2026, che documentano alcuni comportamenti precoci associati al rischio di obesità.
Tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 mesi, il 42,9% non è esposto agli schermi, mentre il 40,5% vi trascorre meno di un’ora al giorno, il 14,1% da una a due ore e il 2,5% tre ore o più al giorno.
Tale esposizione, nei primi anni di vita, rappresenta uno degli indicatori monitorati nell’ambito della prevenzione dell’obesità infantile, poiché riflette comportamenti sedentari che possono influenzare lo sviluppo di corretti stili di vita.
Il tema del trattamento dell’obesità è stato recentemente all’ordine del giorno della seduta della III Commissione consiliare permanente della Regione Puglia, nell’ambito del confronto sulle strategie regionali di prevenzione e presa in carico della patologia.
In questo scenario la Regione Puglia ha deciso di attivare un tavolo tecnico regionale sull’obesità con l’obiettivo di definire un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) unico per l’intero territorio regionale.
Il progetto punta a uniformare i percorsi di prevenzione, diagnosi, trattamento e follow-up, con particolare attenzione all’identificazione precoce della malattia in età pediatrica, fase determinante per limitarne la progressione e le complicanze.
Il Garante regionale dei Diritti del Minore della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, dichiara: “Applaudo all’iniziativa della III Commissione di avviare un percorso strutturato per affrontare una patologia che incide profondamente sulla salute e sulla qualità della vita dei bambini e degli adolescenti.
La definizione di un modello regionale integrato rappresenta un passo importante non solo sul piano sanitario, ma anche su quello della prevenzione e della promozione del benessere dei più giovani.
Fondamentale è anche il ruolo educativo dei genitori, che sono i primi responsabili dell’educazione alimentare e, più in generale, della salute dei propri figli.
È attraverso la famiglia che si costruiscono fin dai primi anni di vita corrette abitudini alimentari, uno stile di vita attivo e una maggiore consapevolezza del valore della prevenzione”.
Dal punto di vista organizzativo, il modello proposto prevede una rete assistenziale “hub e spoke”, con centri specialistici di riferimento affiancati da presìdi territoriali, per garantire una presa in carico multidisciplinare e una maggiore continuità assistenziale.
Il percorso integra interventi nutrizionali, farmacologici e chirurgici e valorizza le competenze già presenti presso l’IRCCS “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte e l’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove sono attivi team multidisciplinari dedicati alla gestione dell’obesità.
Accanto all’organizzazione dell’assistenza, la Regione ha intenzione di rafforzare anche le strategie di prevenzione primaria.
Il tavolo tecnico è infatti concepito con un’impostazione interassessorile, che coinvolga sanità, scuola, sport, agricoltura e formazione, con l’obiettivo di promuovere corretti stili alimentari, attività fisica e interventi educativi rivolti ai più giovani.
In questa direzione si inseriscono anche iniziative di promozione del consumo di frutta e verdura nelle scuole.
In tale contesto, la definizione di un PDTA regionale rappresenta uno strumento strategico per integrare prevenzione e assistenza, favorire la diagnosi precoce e garantire una gestione uniforme dell’obesità lungo l’intero percorso di cura.
L’obesità rappresenta una delle principali sfide di sanità pubblica in Puglia, dove i dati epidemiologici evidenziano una prevalenza superiore alla media nazionale già in età pediatrica.
In questo contesto si inserisce il percorso avviato dalla Regione Puglia per la definizione di un modello organizzativo integrato di prevenzione e cura, in linea con il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica introdotto dalla legge nazionale del 2025 e con il suo inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Il report della sorveglianza “OKkio alla SALUTE 2023” dell’Istituto Superiore di Sanità mostra che in Puglia il 35,9% dei bambini di 8-9 anni presenta un eccesso ponderale, una quota significativamente superiore alla media nazionale (28,8%).
Nel dettaglio, il 21,1% è in sovrappeso, il 10,6% è obeso, il 4,2% presenta obesità grave, il 62,4% è normopeso e l’1,7% è sottopeso.
Per il solo sovrappeso la regione si colloca tra le più interessate del Paese, confermando il divario epidemiologico tra Nord e Sud Italia.
L’indagine evidenzia inoltre alcuni comportamenti associati a un maggiore rischio di eccesso ponderale.
L’11,53% dei bambini consuma frutta meno di una volta a settimana o non la consuma affatto, solo il 27,3% effettua una merenda di metà mattina nutrizionalmente adeguata e il 38,1% dorme meno di nove ore per notte.
Sul fronte della consapevolezza familiare, il 65,1% delle madri di bambini in sovrappeso e il 20,1% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio figlio sia normopeso o sottopeso, evidenziando una sottostima della condizione che può ritardare il riconoscimento e la presa in carico.
A rafforzare il quadro epidemiologico si aggiungono i dati della sorveglianza nazionale sui bambini di 0-2 anni, diffusi nel 2026, che documentano alcuni comportamenti precoci associati al rischio di obesità.
Tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 mesi, il 42,9% non è esposto agli schermi, mentre il 40,5% vi trascorre meno di un’ora al giorno, il 14,1% da una a due ore e il 2,5% tre ore o più al giorno.
Tale esposizione, nei primi anni di vita, rappresenta uno degli indicatori monitorati nell’ambito della prevenzione dell’obesità infantile, poiché riflette comportamenti sedentari che possono influenzare lo sviluppo di corretti stili di vita.
Il tema del trattamento dell’obesità è stato recentemente all’ordine del giorno della seduta della III Commissione consiliare permanente della Regione Puglia, nell’ambito del confronto sulle strategie regionali di prevenzione e presa in carico della patologia.
In questo scenario la Regione Puglia ha deciso di attivare un tavolo tecnico regionale sull’obesità con l’obiettivo di definire un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) unico per l’intero territorio regionale.
Il progetto punta a uniformare i percorsi di prevenzione, diagnosi, trattamento e follow-up, con particolare attenzione all’identificazione precoce della malattia in età pediatrica, fase determinante per limitarne la progressione e le complicanze.
Il Garante regionale dei Diritti del Minore della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, dichiara: “Applaudo all’iniziativa della III Commissione di avviare un percorso strutturato per affrontare una patologia che incide profondamente sulla salute e sulla qualità della vita dei bambini e degli adolescenti.
La definizione di un modello regionale integrato rappresenta un passo importante non solo sul piano sanitario, ma anche su quello della prevenzione e della promozione del benessere dei più giovani.
Fondamentale è anche il ruolo educativo dei genitori, che sono i primi responsabili dell’educazione alimentare e, più in generale, della salute dei propri figli.
È attraverso la famiglia che si costruiscono fin dai primi anni di vita corrette abitudini alimentari, uno stile di vita attivo e una maggiore consapevolezza del valore della prevenzione”.
Dal punto di vista organizzativo, il modello proposto prevede una rete assistenziale “hub e spoke”, con centri specialistici di riferimento affiancati da presìdi territoriali, per garantire una presa in carico multidisciplinare e una maggiore continuità assistenziale.
Il percorso integra interventi nutrizionali, farmacologici e chirurgici e valorizza le competenze già presenti presso l’IRCCS “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte e l’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove sono attivi team multidisciplinari dedicati alla gestione dell’obesità.
Accanto all’organizzazione dell’assistenza, la Regione ha intenzione di rafforzare anche le strategie di prevenzione primaria.
Il tavolo tecnico è infatti concepito con un’impostazione interassessorile, che coinvolga sanità, scuola, sport, agricoltura e formazione, con l’obiettivo di promuovere corretti stili alimentari, attività fisica e interventi educativi rivolti ai più giovani.
In questa direzione si inseriscono anche iniziative di promozione del consumo di frutta e verdura nelle scuole.
In tale contesto, la definizione di un PDTA regionale rappresenta uno strumento strategico per integrare prevenzione e assistenza, favorire la diagnosi precoce e garantire una gestione uniforme dell’obesità lungo l’intero percorso di cura.
L’obesità rappresenta una delle principali sfide di sanità pubblica in Puglia, dove i dati epidemiologici evidenziano una prevalenza superiore alla media nazionale già in età pediatrica.
In questo contesto si inserisce il percorso avviato dalla Regione Puglia per la definizione di un modello organizzativo integrato di prevenzione e cura, in linea con il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica introdotto dalla legge nazionale del 2025 e con il suo inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Il report della sorveglianza “OKkio alla SALUTE 2023” dell’Istituto Superiore di Sanità mostra che in Puglia il 35,9% dei bambini di 8-9 anni presenta un eccesso ponderale, una quota significativamente superiore alla media nazionale (28,8%).
Nel dettaglio, il 21,1% è in sovrappeso, il 10,6% è obeso, il 4,2% presenta obesità grave, il 62,4% è normopeso e l’1,7% è sottopeso.
Per il solo sovrappeso la regione si colloca tra le più interessate del Paese, confermando il divario epidemiologico tra Nord e Sud Italia.
L’indagine evidenzia inoltre alcuni comportamenti associati a un maggiore rischio di eccesso ponderale.
L’11,53% dei bambini consuma frutta meno di una volta a settimana o non la consuma affatto, solo il 27,3% effettua una merenda di metà mattina nutrizionalmente adeguata e il 38,1% dorme meno di nove ore per notte.
Sul fronte della consapevolezza familiare, il 65,1% delle madri di bambini in sovrappeso e il 20,1% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio figlio sia normopeso o sottopeso, evidenziando una sottostima della condizione che può ritardare il riconoscimento e la presa in carico.
A rafforzare il quadro epidemiologico si aggiungono i dati della sorveglianza nazionale sui bambini di 0-2 anni, diffusi nel 2026, che documentano alcuni comportamenti precoci associati al rischio di obesità.
Tra i bambini di età compresa tra 11 e 15 mesi, il 42,9% non è esposto agli schermi, mentre il 40,5% vi trascorre meno di un’ora al giorno, il 14,1% da una a due ore e il 2,5% tre ore o più al giorno.
Tale esposizione, nei primi anni di vita, rappresenta uno degli indicatori monitorati nell’ambito della prevenzione dell’obesità infantile, poiché riflette comportamenti sedentari che possono influenzare lo sviluppo di corretti stili di vita.
Il tema del trattamento dell’obesità è stato recentemente all’ordine del giorno della seduta della III Commissione consiliare permanente della Regione Puglia, nell’ambito del confronto sulle strategie regionali di prevenzione e presa in carico della patologia.
In questo scenario la Regione Puglia ha deciso di attivare un tavolo tecnico regionale sull’obesità con l’obiettivo di definire un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) unico per l’intero territorio regionale.
Il progetto punta a uniformare i percorsi di prevenzione, diagnosi, trattamento e follow-up, con particolare attenzione all’identificazione precoce della malattia in età pediatrica, fase determinante per limitarne la progressione e le complicanze.
Il Garante regionale dei Diritti del Minore della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, dichiara: “Applaudo all’iniziativa della III Commissione di avviare un percorso strutturato per affrontare una patologia che incide profondamente sulla salute e sulla qualità della vita dei bambini e degli adolescenti.
La definizione di un modello regionale integrato rappresenta un passo importante non solo sul piano sanitario, ma anche su quello della prevenzione e della promozione del benessere dei più giovani.
Fondamentale è anche il ruolo educativo dei genitori, che sono i primi responsabili dell’educazione alimentare e, più in generale, della salute dei propri figli.
È attraverso la famiglia che si costruiscono fin dai primi anni di vita corrette abitudini alimentari, uno stile di vita attivo e una maggiore consapevolezza del valore della prevenzione”.
Dal punto di vista organizzativo, il modello proposto prevede una rete assistenziale “hub e spoke”, con centri specialistici di riferimento affiancati da presìdi territoriali, per garantire una presa in carico multidisciplinare e una maggiore continuità assistenziale.
Il percorso integra interventi nutrizionali, farmacologici e chirurgici e valorizza le competenze già presenti presso l’IRCCS “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte e l’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, dove sono attivi team multidisciplinari dedicati alla gestione dell’obesità.
Accanto all’organizzazione dell’assistenza, la Regione ha intenzione di rafforzare anche le strategie di prevenzione primaria.
Il tavolo tecnico è infatti concepito con un’impostazione interassessorile, che coinvolga sanità, scuola, sport, agricoltura e formazione, con l’obiettivo di promuovere corretti stili alimentari, attività fisica e interventi educativi rivolti ai più giovani.
In questa direzione si inseriscono anche iniziative di promozione del consumo di frutta e verdura nelle scuole.
In tale contesto, la definizione di un PDTA regionale rappresenta uno strumento strategico per integrare prevenzione e assistenza, favorire la diagnosi precoce e garantire una gestione uniforme dell’obesità lungo l’intero percorso di cura.
Obesità in Puglia, Garante dei minori: “Dai dati epidemiologici a un modello regionale integrato di prevenzione e cura”
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