Women & the City: inaugurazione dell’installazione artistica “1522”, firmata dal designer Emanuele Pepe e presentazione del bugiardino “Effetti collaterali dell’amore malato”
Dopo l’inaugurazione in Piazza del Ferrarese a Bari, nel pomeriggio il festival Women & the City si è spostato nella Sala […]
Women & the City: inaugurazione dell’installazione artistica “1522”, firmata dal designer Emanuele Pepe e presentazione del bugiardino “Effetti collaterali dell’amore malato”
Dopo l’inaugurazione in Piazza del Ferrarese a Bari, nel pomeriggio il festival Women & the City si è spostato nella Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari per un intenso momento di riflessione dedicato al contrasto della violenza sulle donne.
Al centro dell’incontro, moderato dalla giornalista Maristella Massari, l’inaugurazione dell’installazione artistica “1522“, firmata dal designer indipendente Emanuele Pepe, fondatore del brand sostenibile e unisex EP5.
Un abito da sposa simbolico che cuce insieme dolore, denuncia e speranza, invitando a riflettere sui segni visibili e invisibili della violenza maschile contro le donne.
Su questo tema sono intervenuti, oltre all’artista, Annamaria Ferretti, giornalista, presidente del Municipio 1 di Bari e delegata del Sindaco per le Politiche di genere e Pari opportunità nei cinque Municipi di Bari, Stella Sanseverino, Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Bari, e Micaela Paparella, consigliera comunale e della Città Metropolitana di Bari con delega alla Pinacoteca Corrado Giaquinto, Pianificazione e Tutela del Paesaggio.
L’opera nasce dall’incontro tra arte e impegno sociale e prende il nome dal numero nazionale antiviolenza e stalking
1522, trasformandosi in un potente manifesto visivo contro ogni forma di abuso.
La prima giornata di Women & the City, sempre nella Sala consiliare della Città metropolitana, è proseguito con il panel “Diritti, storie e corpi: l’impegno nella realtà e nella fiction“, dedicato al modo in cui la violenza viene raccontata attraverso linguaggi, media e narrazioni contemporanee.
Un confronto sul potere delle storie nel costruire o decostruire stereotipi, consapevolezza e responsabilità collettiva, interrogandosi su come i corpi e le esperienze di violenza vengano oggi rappresentati e affrontati.
Al dibattito hanno preso parte Riccardo Colombani, segretario generale nazionale First CISL, e Gabriella Genisi, scrittrice e autrice dei romanzi che hanno dato vita al personaggio di Lolita Lobosco, protagonista dell’omonima fiction Rai.
Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il bugiardino “Effetti collaterali dell’amore malato“, ideato da Elisa Forte e scritto dalle esperte di Telefono Rosa Piemonte e dei Centri Antiviolenza Emma Ets di Torino.
Ispirato ai fogli illustrativi dei farmaci, il bugiardino non cura il corpo ma parla di relazioni tossiche e comportamenti spesso normalizzati o scambiati per amore, come controllo, gelosia, manipolazione e dipendenza emotiva.
Distribuito nelle farmacie dell’area metropolitana aderenti a Federfarma, utilizza un linguaggio semplice e immediato per aiutare le persone a riconoscere i segnali della violenza psicologica ed emotiva, spesso invisibile ma profondamente lesiva della libertà e del benessere individuale.
Uno strumento di consapevolezza pensato per entrare nella quotidianità e invitare a riconoscere, nominare e non giustificare ciò che amore non è.
Women & the City: inaugurazione dell’installazione artistica “1522”, firmata dal designer Emanuele Pepe e presentazione del bugiardino “Effetti collaterali dell’amore malato”
Dopo l’inaugurazione in Piazza del Ferrarese a Bari, nel pomeriggio il festival Women and the City si è spostato nella Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari per un intenso momento di riflessione dedicato al contrasto della violenza sulle donne.
Al centro dell’incontro, moderato dalla giornalista Maristella Massari, l’inaugurazione dell’installazione artistica “1522“, firmata dal designer indipendente Emanuele Pepe, fondatore del brand sostenibile e unisex EP5.
Un abito da sposa simbolico che cuce insieme dolore, denuncia e speranza, invitando a riflettere sui segni visibili e invisibili della violenza maschile contro le donne.
Su questo tema sono intervenuti, oltre all’artista, Annamaria Ferretti, giornalista, presidente del Municipio 1 di Bari e delegata del Sindaco per le Politiche di genere e Pari opportunità nei cinque Municipi di Bari, Stella Sanseverino, Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Bari, e Micaela Paparella, consigliera comunale e della Città Metropolitana di Bari con delega alla Pinacoteca Corrado Giaquinto, Pianificazione e Tutela del Paesaggio.
L’opera nasce dall’incontro tra arte e impegno sociale e prende il nome dal numero nazionale antiviolenza e stalking
1522, trasformandosi in un potente manifesto visivo contro ogni forma di abuso.
La prima giornata di Women and the City, sempre nella Sala consiliare della Città metropolitana, è proseguito con il panel “Diritti, storie e corpi: l’impegno nella realtà e nella fiction“, dedicato al modo in cui la violenza viene raccontata attraverso linguaggi, media e narrazioni contemporanee.
Un confronto sul potere delle storie nel costruire o decostruire stereotipi, consapevolezza e responsabilità collettiva, interrogandosi su come i corpi e le esperienze di violenza vengano oggi rappresentati e affrontati.
Al dibattito hanno preso parte Riccardo Colombani, segretario generale nazionale First CISL, e Gabriella Genisi, scrittrice e autrice dei romanzi che hanno dato vita al personaggio di Lolita Lobosco, protagonista dell’omonima fiction Rai.
Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il bugiardino “Effetti collaterali dell’amore malato“, ideato da Elisa Forte e scritto dalle esperte di Telefono Rosa Piemonte e dei Centri Antiviolenza Emma Ets di Torino.
Ispirato ai fogli illustrativi dei farmaci, il bugiardino non cura il corpo ma parla di relazioni tossiche e comportamenti spesso normalizzati o scambiati per amore, come controllo, gelosia, manipolazione e dipendenza emotiva.
Distribuito nelle farmacie dell’area metropolitana aderenti a Federfarma, utilizza un linguaggio semplice e immediato per aiutare le persone a riconoscere i segnali della violenza psicologica ed emotiva, spesso invisibile ma profondamente lesiva della libertà e del benessere individuale.
Uno strumento di consapevolezza pensato per entrare nella quotidianità e invitare a riconoscere, nominare e non giustificare ciò che amore non è.
Dopo l’inaugurazione in Piazza del Ferrarese a Bari, nel pomeriggio il festival Women and the City si è spostato nella Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari per un intenso momento di riflessione dedicato al contrasto della violenza sulle donne.
Al centro dell’incontro, moderato dalla giornalista Maristella Massari, l’inaugurazione dell’installazione artistica “1522“, firmata dal designer indipendente Emanuele Pepe, fondatore del brand sostenibile e unisex EP5.
Un abito da sposa simbolico che cuce insieme dolore, denuncia e speranza, invitando a riflettere sui segni visibili e invisibili della violenza maschile contro le donne.
Su questo tema sono intervenuti, oltre all’artista, Annamaria Ferretti, giornalista, presidente del Municipio 1 di Bari e delegata del Sindaco per le Politiche di genere e Pari opportunità nei cinque Municipi di Bari, Stella Sanseverino, Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Bari, e Micaela Paparella, consigliera comunale e della Città Metropolitana di Bari con delega alla Pinacoteca Corrado Giaquinto, Pianificazione e Tutela del Paesaggio.
L’opera nasce dall’incontro tra arte e impegno sociale e prende il nome dal numero nazionale antiviolenza e stalking
1522, trasformandosi in un potente manifesto visivo contro ogni forma di abuso.
La prima giornata di Women and the City, sempre nella Sala consiliare della Città metropolitana, è proseguito con il panel “Diritti, storie e corpi: l’impegno nella realtà e nella fiction“, dedicato al modo in cui la violenza viene raccontata attraverso linguaggi, media e narrazioni contemporanee.
Un confronto sul potere delle storie nel costruire o decostruire stereotipi, consapevolezza e responsabilità collettiva, interrogandosi su come i corpi e le esperienze di violenza vengano oggi rappresentati e affrontati.
Al dibattito hanno preso parte Riccardo Colombani, segretario generale nazionale First CISL, e Gabriella Genisi, scrittrice e autrice dei romanzi che hanno dato vita al personaggio di Lolita Lobosco, protagonista dell’omonima fiction Rai.
Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il bugiardino “Effetti collaterali dell’amore malato“, ideato da Elisa Forte e scritto dalle esperte di Telefono Rosa Piemonte e dei Centri Antiviolenza Emma Ets di Torino.
Ispirato ai fogli illustrativi dei farmaci, il bugiardino non cura il corpo ma parla di relazioni tossiche e comportamenti spesso normalizzati o scambiati per amore, come controllo, gelosia, manipolazione e dipendenza emotiva.
Distribuito nelle farmacie dell’area metropolitana aderenti a Federfarma, utilizza un linguaggio semplice e immediato per aiutare le persone a riconoscere i segnali della violenza psicologica ed emotiva, spesso invisibile ma profondamente lesiva della libertà e del benessere individuale.
Uno strumento di consapevolezza pensato per entrare nella quotidianità e invitare a riconoscere, nominare e non giustificare ciò che amore non è.
Women & the City: inaugurazione dell’installazione artistica “1522”, firmata dal designer Emanuele Pepe e presentazione del bugiardino “Effetti collaterali dell’amore malato”