La storia dell’Hospice di Grumo Appula è un “mosaico” fatto di storie, frammenti di vita, volti di persone.
In vent’anni di attività, oltre duemila pazienti assistiti e un impegno costante nel garantire dignità e qualità della vita anche quando la guarigione non è più possibile e, ciononostante, si possono comunque offrire cure di conforto e dignità ai pazienti.
L’Hospice, a vent’anni dal primo ricovero, rappresenta oggi un punto di riferimento imprescindibile per la ASL Bari e l’intero territorio nel campo delle cure palliative riservate a pazienti con malattie croniche o inguaribili in fase avanzata.
Un percorso lungo due decenni che sarà celebrato il prossimo 14 aprile, alle ore 18, nell’auditorium della Scuola media “Santi Medici” di Grumo Appula.
Interverranno il Direttore generale ASL Bari, Luigi Fruscio, il presidente della Commissione regionale Sanità, la direttrice del Distretto 5 Grazia Fortunato, il direttore della Unità operativa Cure Palliative, Enrico Lauta, il responsabile dell’Hospice Luca Savino, il sindaco e autorità civili e religiose.
Un po’ di storia
Nato da un’intuizione dell’allora sindaco di Grumo Appula, e reso possibile grazie alla collaborazione con la Direzione Strategica dell’ex ASL Ba/3 di Altamura, il progetto prese forma a seguito del Decreto Bindi (D.Lgs. 229/1999), che promuoveva lo sviluppo delle cure palliative in Italia.
La struttura fu inaugurata nel dicembre 2005, all’interno di un intero piano dell’ex Ospedale Civile riconvertito.
Le attività di ricovero e assistenza partirono ufficialmente il 10 aprile 2006, con 8 posti letto dedicati a pazienti affetti da patologie croniche evolutive in fase avanzata, non più suscettibili di trattamenti curativi.
Prima solo per patologie neoplastiche, poi progressivamente anche per quelle non oncologiche, principalmente cardiovascolari e neurologiche degenerative.
Un modello assistenziale centrato sulla persona
Nel corso degli anni, l’Hospice – il secondo attivato in Puglia dopo quello di San Cesario di Lecce – ha sviluppato un approccio fondato sui principi delle cure palliative: dignità della persona, appropriatezza e proporzionalità delle cure, attenzione ai bisogni del paziente e della famiglia, qualità della vita.
Sempre con la finalità, per quanto possibile, di alleviare le sofferenze delle malattie in fase avanzata.
L’équipe multidisciplinare – composta da medici, psicologa, infermieri, OSS, assistente sociale e personale di supporto – lavora in una prospettiva integrata, accompagnando il paziente e i suoi cari anche nei momenti più complessi.
Particolare attenzione è stata sempre riservata a temi quali l’appropriatezza, la proporzionalità dei trattamenti (nutrizione, idratazione, sedazione, desistenza terapeutica, ecc.) e la condivisione del conseguente processo decisionale, pur nel rispetto dell’autodeterminazione dell’ammalato.
Anticipando di fatto principi poi sanciti dalla Legge 219/2017, come la pianificazione anticipata e condivisa delle cure
I numeri di vent’anni di attività
Dal 2006 ad aprile 2026, l’Hospice ha assistito 2.017 pazienti: 1.095 uomini, 922 donne. La media è di circa 100 ricoveri l’anno, con una degenza media di 24 giorni, variabile da poche ore fino a oltre un anno.
Le patologie oncologiche rappresentano circa il 75% dei ricoveri, mentre il restante 25% riguarda malattie croniche non oncologiche, in particolare cardiovascolari, neurologiche degenerative e respiratorie.
Il bacino d’utenza comprende principalmente i Distretti socio-sanitari di Altamura, Grumo Appula, Modugno e il Distretto Unico di Bari.
Un’équipe in evoluzione
Nel tempo, il gruppo di lavoro ha conosciuto un fisiologico ricambio, trasformato in un’opportunità di crescita e aggiornamento delle pratiche assistenziali.
Attualmente l’UOS Hospice Grumo Appula, accanto all’assistenza residenziale, eroga cure domiciliari e assistenza ambulatoriale con un’équipe integrata composta da 5 medici, 1 psicologa/psicoterapeuta, 12 infermieri, 8 operatori socio-sanitari e 3 ausiliari.
Uno sguardo al futuro
Il ruolo dell’Hospice è destinato a diventare sempre più centrale, anche alla luce dei dati nazionali diffusi dalla federazione Cure Palliative Onlus: ogni anno in Italia circa 600.000 adulti e 35.000 bambini necessitano di cure palliative, ma due terzi non vi accedono.
Con conseguenze facilmente immaginabili in termini generali (ricoveri ospedalieri impropri, accessi in Pronto Soccorso da parte di malati “terminali”, ecc.), ma anche dal punto di vista della difficoltà nell’offrire una risposta valida ad una vasta platea di ammalati che non possono avvalersi di questa tipologia di cura nella fase avanzata di malattia.
In questo scenario, è in fase di studio la Rete Locale di Cure Palliative dell’Area Murgia, con l’obiettivo di rendere l’assistenza più capillare e integrata tra ospedale e territorio.
Anche per questo, dopo vent’anni, l’Hospice di Grumo Appula continua a rappresentare uno snodo importante non solo come struttura sanitaria, ma quale luogo di cura autentica, in cui la persona resta al centro.
Sempre.

La storia dell’Hospice di Grumo Appula è un “mosaico” fatto di storie, frammenti di vita, volti di persone.
In vent’anni di attività, oltre duemila pazienti assistiti e un impegno costante nel garantire dignità e qualità della vita anche quando la guarigione non è più possibile e, ciononostante, si possono comunque offrire cure di conforto e dignità ai pazienti.
L’Hospice, a vent’anni dal primo ricovero, rappresenta oggi un punto di riferimento imprescindibile per la ASL Bari e l’intero territorio nel campo delle cure palliative riservate a pazienti con malattie croniche o inguaribili in fase avanzata.
Un percorso lungo due decenni che sarà celebrato il prossimo 14 aprile, alle ore 18, nell’auditorium della Scuola media “Santi Medici” di Grumo Appula.
Interverranno il Direttore generale ASL Bari, Luigi Fruscio, il presidente della Commissione regionale Sanità, la direttrice del Distretto 5 Grazia Fortunato, il direttore della Unità operativa Cure Palliative, Enrico Lauta, il responsabile dell’Hospice Luca Savino, il sindaco e autorità civili e religiose.
Un po’ di storia
Nato da un’intuizione dell’allora sindaco di Grumo Appula, e reso possibile grazie alla collaborazione con la Direzione Strategica dell’ex ASL Ba/3 di Altamura, il progetto prese forma a seguito del Decreto Bindi (D.Lgs. 229/1999), che promuoveva lo sviluppo delle cure palliative in Italia.
La struttura fu inaugurata nel dicembre 2005, all’interno di un intero piano dell’ex Ospedale Civile riconvertito.
Le attività di ricovero e assistenza partirono ufficialmente il 10 aprile 2006, con 8 posti letto dedicati a pazienti affetti da patologie croniche evolutive in fase avanzata, non più suscettibili di trattamenti curativi.
Prima solo per patologie neoplastiche, poi progressivamente anche per quelle non oncologiche, principalmente cardiovascolari e neurologiche degenerative.
Un modello assistenziale centrato sulla persona
Nel corso degli anni, l’Hospice – il secondo attivato in Puglia dopo quello di San Cesario di Lecce – ha sviluppato un approccio fondato sui principi delle cure palliative: dignità della persona, appropriatezza e proporzionalità delle cure, attenzione ai bisogni del paziente e della famiglia, qualità della vita.
Sempre con la finalità, per quanto possibile, di alleviare le sofferenze delle malattie in fase avanzata.
L’équipe multidisciplinare – composta da medici, psicologa, infermieri, OSS, assistente sociale e personale di supporto – lavora in una prospettiva integrata, accompagnando il paziente e i suoi cari anche nei momenti più complessi.
Particolare attenzione è stata sempre riservata a temi quali l’appropriatezza, la proporzionalità dei trattamenti (nutrizione, idratazione, sedazione, desistenza terapeutica, ecc.) e la condivisione del conseguente processo decisionale, pur nel rispetto dell’autodeterminazione dell’ammalato.
Anticipando di fatto principi poi sanciti dalla Legge 219/2017, come la pianificazione anticipata e condivisa delle cure
I numeri di vent’anni di attività
Dal 2006 ad aprile 2026, l’Hospice ha assistito 2.017 pazienti: 1.095 uomini, 922 donne. La media è di circa 100 ricoveri l’anno, con una degenza media di 24 giorni, variabile da poche ore fino a oltre un anno.
Le patologie oncologiche rappresentano circa il 75% dei ricoveri, mentre il restante 25% riguarda malattie croniche non oncologiche, in particolare cardiovascolari, neurologiche degenerative e respiratorie.
Il bacino d’utenza comprende principalmente i Distretti socio-sanitari di Altamura, Grumo Appula, Modugno e il Distretto Unico di Bari.
Un’équipe in evoluzione
Nel tempo, il gruppo di lavoro ha conosciuto un fisiologico ricambio, trasformato in un’opportunità di crescita e aggiornamento delle pratiche assistenziali.
Attualmente l’UOS Hospice Grumo Appula, accanto all’assistenza residenziale, eroga cure domiciliari e assistenza ambulatoriale con un’équipe integrata composta da 5 medici, 1 psicologa/psicoterapeuta, 12 infermieri, 8 operatori socio-sanitari e 3 ausiliari.
Uno sguardo al futuro
Il ruolo dell’Hospice è destinato a diventare sempre più centrale, anche alla luce dei dati nazionali diffusi dalla federazione Cure Palliative Onlus: ogni anno in Italia circa 600.000 adulti e 35.000 bambini necessitano di cure palliative, ma due terzi non vi accedono.
Con conseguenze facilmente immaginabili in termini generali (ricoveri ospedalieri impropri, accessi in Pronto Soccorso da parte di malati “terminali”, ecc.), ma anche dal punto di vista della difficoltà nell’offrire una risposta valida ad una vasta platea di ammalati che non possono avvalersi di questa tipologia di cura nella fase avanzata di malattia.
In questo scenario, è in fase di studio la Rete Locale di Cure Palliative dell’Area Murgia, con l’obiettivo di rendere l’assistenza più capillare e integrata tra ospedale e territorio.
Anche per questo, dopo vent’anni, l’Hospice di Grumo Appula continua a rappresentare uno snodo importante non solo come struttura sanitaria, ma quale luogo di cura autentica, in cui la persona resta al centro.
Sempre.
I venti anni dell’Hospice di Grumo Appula: oltre la cura, dignità e conforto per le persone
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