Nuove repliche in programma a fine gennaio per Traggiche criature o della sostanza dei sogni, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre.
La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, sarà nuovamente in scena il 28, il 29 e il 30 gennaio alle ore 20.30 con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi.
Quest’ultimo è curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.
L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Il regista racconta: “In Sala Prove incontro spesso giovani detenuti minorenni o appena maggiorenni che non sanno proprio cosa sia, il teatro, non avendolo mai fatto né visto.
Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
Creature intrappolate dal proprio destino alle quali si prova a dare voce e corpo, immaginandole in un teatro in cui giocano a rievocare le vicende che hanno contrassegnato la propria “tragica” esistenza.
La scena, per queste creature immaginarie, è diventata così occasione per riflettere sulla gabbia del proprio destino, che forse non è così segnato come sembra, o come viene raccontato.
Evento a ingresso gratuito e posti limitati con prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni 335 805 22 11.

Nuove repliche in programma a fine gennaio per Traggiche criature o della sostanza dei sogni, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre.
La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, sarà nuovamente in scena il 28, il 29 e il 30 gennaio alle ore 20.30 con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi.
Quest’ultimo è curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.
L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Il regista racconta: “In Sala Prove incontro spesso giovani detenuti minorenni o appena maggiorenni che non sanno proprio cosa sia, il teatro, non avendolo mai fatto né visto.
Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
Creature intrappolate dal proprio destino alle quali si prova a dare voce e corpo, immaginandole in un teatro in cui giocano a rievocare le vicende che hanno contrassegnato la propria “tragica” esistenza.
La scena, per queste creature immaginarie, è diventata così occasione per riflettere sulla gabbia del proprio destino, che forse non è così segnato come sembra, o come viene raccontato.
Evento a ingresso gratuito e posti limitati con prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni 335 805 22 11.
Nuove repliche in programma a fine gennaio per Traggiche criature o della sostanza dei sogni, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre.
La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, sarà nuovamente in scena il 28, il 29 e il 30 gennaio alle ore 20.30 con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi.
Quest’ultimo è curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.
L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Il regista racconta: “In Sala Prove incontro spesso giovani detenuti minorenni o appena maggiorenni che non sanno proprio cosa sia, il teatro, non avendolo mai fatto né visto.
Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
Creature intrappolate dal proprio destino alle quali si prova a dare voce e corpo, immaginandole in un teatro in cui giocano a rievocare le vicende che hanno contrassegnato la propria “tragica” esistenza.
La scena, per queste creature immaginarie, è diventata così occasione per riflettere sulla gabbia del proprio destino, che forse non è così segnato come sembra, o come viene raccontato.
Evento a ingresso gratuito e posti limitati con prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni 335 805 22 11.
Nuove repliche in programma a fine gennaio per Traggiche criature o della sostanza dei sogni, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre.
La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, sarà nuovamente in scena il 28, il 29 e il 30 gennaio alle ore 20.30 con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi.
Quest’ultimo è curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.
L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Il regista racconta: “In Sala Prove incontro spesso giovani detenuti minorenni o appena maggiorenni che non sanno proprio cosa sia, il teatro, non avendolo mai fatto né visto.
Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
Creature intrappolate dal proprio destino alle quali si prova a dare voce e corpo, immaginandole in un teatro in cui giocano a rievocare le vicende che hanno contrassegnato la propria “tragica” esistenza.
La scena, per queste creature immaginarie, è diventata così occasione per riflettere sulla gabbia del proprio destino, che forse non è così segnato come sembra, o come viene raccontato.
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Nuove repliche in programma a fine gennaio per Traggiche criature o della sostanza dei sogni, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre.
La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, sarà nuovamente in scena il 28, il 29 e il 30 gennaio alle ore 20.30 con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi.
Quest’ultimo è curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.
L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Il regista racconta: “In Sala Prove incontro spesso giovani detenuti minorenni o appena maggiorenni che non sanno proprio cosa sia, il teatro, non avendolo mai fatto né visto.
Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
Creature intrappolate dal proprio destino alle quali si prova a dare voce e corpo, immaginandole in un teatro in cui giocano a rievocare le vicende che hanno contrassegnato la propria “tragica” esistenza.
La scena, per queste creature immaginarie, è diventata così occasione per riflettere sulla gabbia del proprio destino, che forse non è così segnato come sembra, o come viene raccontato.
Evento a ingresso gratuito e posti limitati con prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni 335 805 22 11.
Nuove repliche in programma a fine gennaio per Traggiche criature o della sostanza dei sogni, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre.
La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, sarà nuovamente in scena il 28, il 29 e il 30 gennaio alle ore 20.30 con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi.
Quest’ultimo è curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.
L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Il regista racconta: “In Sala Prove incontro spesso giovani detenuti minorenni o appena maggiorenni che non sanno proprio cosa sia, il teatro, non avendolo mai fatto né visto.
Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
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Nuove repliche in programma a fine gennaio per Traggiche criature o della sostanza dei sogni, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre.
La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, sarà nuovamente in scena il 28, il 29 e il 30 gennaio alle ore 20.30 con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi.
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L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
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Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
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L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
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Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
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Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
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L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
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Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
Creature intrappolate dal proprio destino alle quali si prova a dare voce e corpo, immaginandole in un teatro in cui giocano a rievocare le vicende che hanno contrassegnato la propria “tragica” esistenza.
La scena, per queste creature immaginarie, è diventata così occasione per riflettere sulla gabbia del proprio destino, che forse non è così segnato come sembra, o come viene raccontato.
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Nuove repliche in programma a fine gennaio per Traggiche criature o della sostanza dei sogni, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre.
La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni ‘N. Fornelli’ di Bari, sarà nuovamente in scena il 28, il 29 e il 30 gennaio alle ore 20.30 con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi.
Quest’ultimo è curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.
L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Il regista racconta: “In Sala Prove incontro spesso giovani detenuti minorenni o appena maggiorenni che non sanno proprio cosa sia, il teatro, non avendolo mai fatto né visto.
Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
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Quest’ultimo è curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia.
L’evento rientra nel progetto nazionale Per Aspera ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la bellezza, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
Il regista racconta: “In Sala Prove incontro spesso giovani detenuti minorenni o appena maggiorenni che non sanno proprio cosa sia, il teatro, non avendolo mai fatto né visto.
Cominciamo a farlo, e in loro non agisce alcuna aspettativa né hanno immaginari cui riferirsi.
Il teatro si rivela come qualcosa di assolutamente nuovo e vitale.
La natura infantile e giocosa del piacere della finzione irrompe fragorosamente e impone un modo nuovo di stare insieme, di vivere la relazione con l’altro, e nutre tutti di un possibile sguardo diverso su di sé e sul mondo, rivelando tutta la necessità civile del teatro, la sua forza trasformatrice”.
Traggiche criature o della sostanza dei sogni nasce in questa chiave, nel piacere per una teatralità sfacciata e manifesta, pescando tra creature più o meno “tragiche” della letteratura teatrale e non – testi da Flaiano, Mishima, Shakespeare e Wilde – su cui lavorare e da mettere in vita scenica e in relazione.
Creature intrappolate dal proprio destino alle quali si prova a dare voce e corpo, immaginandole in un teatro in cui giocano a rievocare le vicende che hanno contrassegnato la propria “tragica” esistenza.
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Evento a ingresso gratuito e posti limitati con prenotazione obbligatoria.
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A fine gennaio nuove repliche di TRAGGICHE CRIATURE O DELLA SOSTANZA DEI SOGNI con i detenuti attori dell’IPM Fornelli di Bari
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