2 ottobre 2022 - Ore 14:35

Un pugliese in MotoGP: chi è Michele Pirro

Il campione Michele Pirro

La MotoGP entusiasma milioni di tifosi in ogni angolo del mondo grazie all’incredibile velocità che i veicoli a due ruote possono raggiungere in pista, anche sui tracciati più tortuosi. L’emozione di un sorpasso nel finale di un Gran Premio non ha paragoni, ma ovviamente serve una notevole preparazione per arrivare a gareggiare degnamente ad alti livelli. Non solo per i piloti, ma anche per le scuderie. Per questo motivo negli ultimi anni il ruolo del collaudatore ha assunto sempre più importanza. Da quando le possibilità per eseguire sessioni di test con i piloti iscritti al campionato sono state ridotto all’osso, i vari team si sono attrezzati ingaggiando delle figure apposite che potessero individuare in anticipo pregi e difetti di un nuovo modello di vettura.

Uno dei collaudatori più noti nello scenario attuale è indubbiamente Michele Pirro, collaboratore del team Ducati. Nato a San Giovanni Rotondo, piccolo comune pugliese di 26.000 abitanti, quando correva regolarmente Pirro vinse il Campionato Europeo Velocità classe 125 GP ed è stato per 8 volte campione nazionale tra classe Superstock 1000, classe Supersport 600 e classe Superbike. La svolta nella sua vita di pilota è arrivata nel 2013, dopo una singola stagione in MotoGP con la FTR, chiusa al 15° posto. La Ducati aveva bisogno di testare la GP13 evoluzione della GP12 e alla fine Pirro si ritrovò anche a partecipare attivamente ad alcuni Gran Premi, sostituendo Ben Spies. Nel 2014, invece, fu l’assenza di Cal Crutchlow a costringerlo a tornare a correre tra i big. L’andazzo era diventato chiaro. Fino al 2018 Pirro ha concluso più di un Gran Premio a stagione.

Nel 2019, in occasione del tradizionale appuntamento al Mugello, Pirro si qualificò 7°, sfruttando una wild card. Nel frattempo, si divideva con il campionato mondiale Superbike, sempre per conto della Ducati. Nel 2020 il pilota è sceso in pista in Austria e Stiria per rimpiazzare Francesco Bagnaia, totalizzando 4 punti. Nel 2021, invece, si è ritrovato a sostituire Jorge Martín, conseguendo 12 punti. Quest’anno sono stati già 2 i Gran Premi ai quali ha preso parte: in Italia e in Catalogna, arrivando rispettivamente 18° e 16°.

Il compito del buon collaudatore non è quello di ricalcare i tempi dei piloti ufficiali, piuttosto è quello di applicare la propria sensibilità alla moto, così da poterne descrivere correttamente il comportamento in vista delle gare più importanti. Provare le gomme in anticipo, ad esempio, è fondamentale: le configurazioni possono essere molteplici e ogni dettaglio va analizzato con meticolosità. Se anche il collaudatore corresse alle stesse velocità dei piloti titolari, le cadute e gli infortuni diverrebbero troppo frequenti. Ciò che serve è capire se sia possibile guidare con costanza ottenendo buoni risultati. A volte passano solo pochi giorni da un Gran Premio all’altro e arrivare alle qualifiche con determinati dati in mano può fare la differenza.

Insomma, i particolari che inficiano gli esiti delle gare sono uno più importante dell’altro. Anche i pronostici sui GP di MotoGP tengono conto dei risultati degli ultimi test e delle news che arrivano da team e costruttori, perennemente alla ricerca del settaggio ideale. Le moto vanno impostate infatti in maniera differente a seconda del tipo di pista sulla quale bisognerà andare a correre. Le caratteristiche dei piloti possono sposarsi con quelle di alcuni tracciati e rivelarsi meno valide su altri. Di conseguenza, individuare in anticipo il nome di un vincitore non è mai così scontato…

Menu