2 ottobre 2022 - Ore 14:55

Il caro bollette mette a rischio migliaia di imprese. Nel barese situazione drammatica

Gli aumenti vanno dalle due volte e mezzo a casi limite di sette volte

Antonello Magistà

Così non si può continuare. Le attività commerciali lanciano un drammatico grido d’allarme a causa degli aumenti delle utenze, che stanno mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle attività stesse.


Ci sono casi limite (aumenti anche di sette-otto volte rispetto ad un anno fa), ma c’è anche una media che parla chiaro: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le bollette hanno subito rincari almeno (nel migliore dei casi) del 120%. Ci sono casi limite, come quello di un’attività gastronomica di Conversano, nei pressi del Castello, che il 17 agosto 2021 pagava una bolletta di energia elettrica pari a 1.617,46, ed esattamente un anno dopo, se ne ritrova una da 7.975 euro. Un bar di Mola, entro il 1° settembre, dovrà saldare una fattura di 3.325 euro, a fronte di 592 euro da pagare entro il 25 agosto 2021. Attenzione ai kWh: nella bolletta da 3.325 euro, si registra un consumo di 4.685 kWh, mentre in quella da 592 euro erano 2.529. I conti sono presto fatti: a meno del doppio del consumo di Kwh, corrisponde un aumento pari a 6 volte. Facciamo un esempio ancora più pratico: con gli stessi Kwh dell’anno scorso, quest’anno il bar di Mola avrebbe dovuto pagare una bolletta di circa 1.000 euro, e non di 3.325. Ci sono poi situazioni come un noto pub di Conversano, che si ritrova a pagare una bolletta di circa 6.500 euro, ma anche casi da “media nazionaleâ€, con una focacceria, sempre di Conversano, che il 26 luglio del 2021 saldava una fattura di 540 euro, triplicata esattamente un anno dopo con 1.691 euro da pagare. Il 28 agosto 2021, la bolletta di una pizzeria di Molfetta era pari 1.075 euro, un anno dopo diventa di 3.450 euro. 


Raffaella Altamura, presidente di Confesercenti Bari, lancia l’ennesimo grido d’allarme: «Sono assolutamente necessari interventi immediati da parte del Governo, per porre un freno ad una situazione che, con il passare del tempo, sta diventando drammatica sia per le imprese che per le famiglie. Se aggiungiamo pure che il 22 agosto è stato il “tax dayâ€, nel quale le attività sono state costrette a fronteggiare tutte le tasse possibili e immaginabili, il dado è tratto. Gli autonomi, nonostante tutte queste incombenze, non hanno ricevuto alcuna agevolazione». E non è finita qui, perché il rischio è quello che gli aumenti proseguano in modo incontrollabile: «Il caro bollette è, ormai, una variabile incontrollabile. Il rischio è che almeno il 10% delle imprese decida di chiudere i battenti, e con essi verrebbero meno migliaia di posti di lavoro. Aggiungo- conclude la presidente di Confesercenti Bari- che anche i Comuni sono in difficoltà a causa dell’aumento delle utenze, e da qualche parte dovranno pur tagliare perché parliamo di spesa corrente. Il rischio è che i tagli riguardino proprio i servizi ai cittadini e alle imprese, o ancora che anche in ambito comunale vengano aggiunte nuove tasse». 


Antonello Magistà, coordinatore provinciale di Fiepet Confesercenti Bari, spiega: «Sostenere questo importante aumento del costo dell’energia, sarà praticamente impossibile per l’80% delle attività di ristorazione. Non si tratta di una semplice lamentela- dice Antonello Magistà- ma di una tristissima constatazione. Le reazioni esemplari, positive, cariche di tanta buona volontà e spirito di sacrificio da parte della categoria dopo i due lockdown, che avevano già significativamente indebolito finanziariamente le attività, si apprestano ad incassare il colpo del Ko, questa volta decisivo, se con estrema urgenza ed efficacia immediata non si ricorrerà ai ripari.  Attività di medie dimensioni- conclude Magistà- si sono viste recapitare bollette di costumi su base mensile da circa 7.000 euro, contro i 2.800 euro dei mesi precedenti e dello stesso periodo dell’anno precedente. È insostenibile e non c’è tempo: interventi subito prima che sia troppo tardi!». 

 


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